SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Pubblicazioni

LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE PER L’INSEGNAMENTO SUPERIORE

Nel numero I dell’Annale avevamo sottolineato l’importanza delle Scuole di specializzazione per l’insegnamento superiore, che ormai da due anni sono operative ed organizzano corsi di formazione dei futuri insegnanti. Di esse tuttavia si sa poco, anche perché la struttura regionale rende difficile la circolazione delle informazioni. Eppure le scuole investono il ruolo e la collocazione dell’insegnamento della storia nel futuro ordinamento scolastico, ed è singolare che gli storici siano stati poco loquaci su un tema tanto delicato, e in un momento nel quale lo smantellamento di un sistema educativo nazionale in fase ormai avanzata rende più che mai essenziale il controllo di corporazioni organizzate a livello nazionale sulla qualità, nelle varie situazioni, dell’insegnamento di una disciplina come la nostra, che rischia di diventare interstiziale rispetto ad assi portanti di carattere linguistico-letterario e pedagogico-filosofico.
Mentre la Sissco ha avviato la costituzione di una sua “commissione scuola” che dovrà dedicarsi con particolare attenzione a questi temi, ai quali del resto è intenzionata a dedicare il suo convegno “professionale” nel 2002, ci sembra più che mai essenziale acquisire dati e fare circolare informazioni su quanto sta avvenendo nelle singole regioni. Gli interventi che pubblichiamo, che riguardano la Toscana e la Sicilia occidentale, evidenziano, pur nella diversità delle situazioni, problematiche analoghe: crisi di identità delle Scuole di specializzazione, alla ricerca di un difficile e spesso impossibile equilibrio fra formazione disciplinare e formazione pedagogica, incerta collocazione professionale dei loro insegnanti, ma anche scarsa formazione di base in Storia contemporanea dei laureati che escono dalle facoltà umanistiche. Ce n’è a sufficienza da essere preoccupati, e da restare stupiti per il disinteresse che gli storici italiani nella grande maggioranza manifestano rispetto a temi dai quali in ultima analisi dipende la loro funzione ed “utilità” come docenti nel prossimo futuro.