SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Pubblicazioni

Bollettino SISSCO n.4, giugno 1991

INDICE


20 maggio 1991
Cari amici,
sono passate alcune settimane dal nostro primo seminario in San Marino in Bentivoglio e dalla connessa prima assemblea generale della SISSCO, ma la nostra piccola macchina organizzativa ha gli ovvi problemi di funzionamento che sono legati a tutte le strutture volontarie.
Solo di recente siamo riusciti a completare le strutture del direttivo previste dal nostro statuto. A San Marino erano risultati eletti (nell’ordine) Mariuccia Salvati, Simonetta Soldani, Raffaele Romanelli, Claudio Pavone, Luciano Cafagna, Ernesto Galli Della Loggia, Paolo Pombeni. Subito ci siamo trovati a far fronte alla volontà di Claudio Pavone, già del resto pubblicamente espressa nell’assemblea, di non far più parte del direttivo per una serie di suoi impegni personali. A questa rinuncia, mantenuta nonostante le affettuose pressioni di tutto il direttivo, non si è potuto ovviare con la chiamata di Paolo Pezzino che immediatamente seguiva nell’ordine degli eletti: anch’egli, come aveva già dichiarato in precedenza durante i giorni bolognesi, si sentiva nell’impossibilità di continuare, per una serie di ragioni personali, nel prezioso contributo offerto nel mandato precedente (e cogliamo l’occasione per ringraziarlo calorosamente per tutto il faticoso lavoro organizzativo svolto come tesoriere). Abbiamo quindi proceduto a chiedere a Fabio Rugge, che lo seguiva nell’elenco delle preferenze elettorali, se accettava di far parte del direttivo: la sua risposta positiva, preziosa non solo per la persona, ma anche per l’ampliamento dell’ambito disciplinare che vi è connesso (Fabio Rugge è straordinario di Storia delle istituzioni politiche), ha portato al completamento del direttivo.
Abbiamo così proceduto, pur nelle lentezze connesse a questa situazione ed al cambio di sede che comportava il rinnovo del direttivo, alla designazione delle cariche sociali: presidente è stato eletto Luciano Cafagna, vicepresidente Paolo Pombeni, tesoriere Mariuccia Salvati.
Siamo poi passati ad affrontare i numerosi problemi organizzativi che si pongono ad una associazione come la nostra che ha ora dimensioni per così dire estese (il primo anno si è chiuso con l’iscrizione di 160 soci) e che deve passare dalla fase della fondazione alla fase della piena vita associativa.
Si sono individuati una serie di problemi ai quali l’attuale direttivo vorrebbe dare se possibile risposta non avviando ancora appieno la… routine, ma portando a termine una “fase costituente” che non si ritiene pienamente adempiuta.
Alla prova di questo primo anno infatti lo statuto è sembrato non adeguato al nostro tipo di lavoro: sia le norme sull’ammissione dei soci, sia il sistema elettorale per quel che riguarda le cariche sono stati oggetto di pertinenti rilievi sia dentro che fuori il gruppo direttivo. La stessa routine di lavoro non ha potuto essere sperimentata nell’anno trascorso, inevitabilmente teso a far fronte ai problemi contingenti dell’impianto organizzativo. Si è dunque deciso all’unanimità che in quest’anno circa di lavoro si procederà allo studio e, per quanto possibile alla sperimentazione, sia di un nuovo impianto statutario sia di una certa routine di lavoro, per investire poi la prossima assemblea annuale di un progetto di definitiva messa a punto della vita associativa.
La prossima assemblea si preannuncia dunque assai impegnativa: speriamo che tutti i soci sentano sin d’ora questo impegno e partecipino fattivamente con suggerimenti e proposte sia alla fase dell’ideazione delle linee strutturali sia alla fase di realizzazione delle iniziative in corso.
Gli ambiti di lavoro identificati dal direttivo sono stati per ora i seguenti: 1) riforma dello statuto; 2) bollettino dell’associazione; 3) premio SISSCO per una monografia storica; 4) iniziative decentrate; 5) seminario annuale. Sono stati designati dei responsabili per ciascun settore, perché i soci possano avere dei punti di riferimento precisi per intervenire in e su ciascun settore.
Fabio Rugge è il coordinatore del lavoro di preparazione alla riforma di statuto; Raffaele Romanelli si fa carico della responsabilità del Bollettino (che è nelle nostre intenzioni, come i soci avranno già notato, un vero e proprio strumento di lavoro per la circolazione e socializzazione di analisi e di materiali sullo stato delle nostre discipline, della loro collocazione accademica e del loro statuto di ricerca); Ernesto Galli della Loggia si occupa della progettazione del premio SISSCO per una monografia storica. Simonetta Soldani ha assunto il coordinamento di ciò che abbiamo chiamato “iniziative decentrate”: si è infatti ritenuto che nella vita di un’associazione ampia ed articolata come la nostra non si potesse procedere semplicemente con iniziative a livello generale e centrale programmate dalla direzione. La ricchezza delle componenti interne e la ricca articolazione scientifica ed accademica rappresentata al nostro interno postulano un fiorire di pluralità di iniziative che nascendo e sviluppandosi sul lavoro di singoli gruppi di soci ottengano tuttavia il supporto dell’associazione sia in termini di diffusione che di valorizzazione.
Com’è ovvio invece il lavoro per la progettazione del prossimo seminario annuale rimane responsabilità del comitato direttivo nel suo complesso, che ha già cominciato a lavorare sulle proposte emerse a San Marino.
Ci è parso che con un’organizzazione di questo tipo si potesse ben sperare di arrivare all’appuntamento della prossima assemblea e seminario annuale con una efficace messa a punto delle nostre strutture associative. In quella sede e con un rinnovato statuto i soci potranno dare realmente il via alla vita per così dire “ordinaria” della SISSCO. Del tutto coerentemente con quest’ottica l’attuale direttivo ritiene di doversi presentare in quella sede dimissionario, per consentire la formazione di organismi non solo coerenti e adeguati con le prospettive di ristrutturazione che saranno espresse in quell’occasione, ma anche scelti espressamente dai soci in conformità con gli esiti che l’assemblea riterrà di raggiungere.
E’ questo l’annuncio non formale di un intenso anno di lavoro. Un annuncio al quale deve ora seguire un rinnovato impegno dei soci a sostenere con la propria partecipazione questo sforzo. Ed il primo inevitabile sostegno è il rinnovo della quota associativa (che è rimasta fissata in L. 100.000), nostra unica fonte di sostegno finanziario.
Sarà in parte un anno reso inevitabilmente difficile dalla situazione in cui ci veniamo a trovare per lo svolgersi della tornata dei concorsi per i posti di professore associato. E del tutto evidente che situazioni di questo tipo non possano mancare di riflettersi su associazioni in qualche modo “professionali” come la nostra, specie in un sistema come quello vigente che le drammatizza oltre ogni ragionevolezza. Tuttavia onestà e serenità vogliono che si debba ribadire che la SISSCO non è una lobby accademica e che dunque essa non ha svolto, non svolge, né intende svolgere alcuna attività in questo settore. E’ ovvio che la quasi totalità dei soci sono coinvolti “ope legis” in quanto avviene, in diverse forme e ruoli; è altrettanto ovvio che ciascuno di loro agisce a titolo personale e che l’associazione non ha nulla da dire o da fare in questo concreto e specifico caso (mentre ritiene di dovere occuparsi a fondo a livello di studio e di progettualità delle strutture di governo e di produzione degli sviluppi delle carriere accademiche). Si dirà che sono confini incerti e labili. Ma sono questi i confini che vanno difesi con più cura e con maggiore tenacia, impedendo che un lavoro per il miglioramento complessivo di un assetto professionale venga scambiato per una forma subdola di promozione di questo o quel candidato, di questo o quel gruppo accademico (il che oltre tutto, nella nostra ricca articolazione pluralistica, non verrebbe a configurarsi se non come una lotta interna alla maggior parte dei soci).
II direttivo nel suo complesso si augura che con questo anno di completamento della fase costituente dell’associazione si possa arrivare al decollo definitivo di un progetto che sta a cuore a tutti noi. Ma saranno i soci sia durante questo anno che nella prossima assemblea a tirare in ultimo le fila di questo impegno comune.
Con i più cari saluti,
Il Presidente
Luciano Cafagna
PS. In corrispondenza a quanto sopra precisato si informano i soci che la sede dell’associazione è in corso di trasferimento da Pisa a Bologna.
Pertanto la corrispondenza dell’associazione va ora indirizzata a
SISSCO c/o prof. Paolo Pombeni
Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia Strada Maggiore 45
40126 BOLOGNA
Per quanto concerne il bollettino la corrispondenza va invece indirizzata a prof. Raffaele Romanelli, c/o Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea Piazza Torricelli 3/A 56126 PISA
Dal Verbale dell’Assemblea dei soci della Sissco convocata a San Marino in Bentivoglio (Bologna) il 28 marzo 1991
L’Assemblea di San Marino in Bentivoglio, riunita alle ore 14, al termine dei lavori del I seminario annuale della Sissco, dopo aver ascoltato la relazione del presidente Luciano Cafagna – che ha informato sull’attività del primo anno e gli orientamenti del comitato uscente, ribadendo tra l’altro che esso ha operato nella convinzione che vi sia una larga base di interessi comuni fra gli studiosi di ogni orientamento e che su questa base sia possibile un dialogo senza intolleranze fra indirizzi e scuole diverse – dopo avere ascoltato la relazione del tesoriere (che qui si pubblica a parte) e votati i bilanci, è passata a discutere l’organizzazione e le attività dell’associazione, la redazione del bollettino, e la definizione delle linee di massima del secondo seminario della Società. Ha infine eletto il nuovo Consiglio Direttivo.
Poiché le numerose proposte sull’organizzazione e il funzionamento della società emerse in quella sede (lavoro per commissioni, decentramento delle attività, revisione delle norme di accesso alla società, etc.) saranno vagliate e riproposte da una apposita commissione di lavoro, si omette qui la parte del verbale che le riguarda. Si ritiene invece più utile pubblicare in estratto la parte del verbale che riguarda la discussione sul tema del secondo seminario annuale:
“Pescarolo riprendendo una proposta avanzata da Scaraffia al termine del seminario, suggerisce come tema del prossimo seminario o di quello successivo la trasformazione dell’identità di genere nell’Italia contemporanea (aspetti economici, politici, culturali). Mazzonis (-) ritiene che la scelta debba orientarsi verso l’individuazione di settori di ricerca e di studio in corso e l’invito a un confronto fra chi vi lavora (un laboratorio di works in progress); (…) sull’argomento, è d’accordo sulla scelta di grandi temi, ma al posto di lunghe relazioni, suggerisce singole relazioni di ricerca, coordinate dal CD. Rugge (…) propone, sulla linea di quanto già impostato, un allargamento a aree disciplinari contigue, con ‘affondi’ in direzione della storia delle istituzioni, del diritto, dell’urbanistica, dell’economia. (…) Quanto ai temi del seminario, rileva come nei giorni passati sia emerso a più riprese il tema del principio monarchico, o più in generale della leadership, che a lui pare significativo per i possibili intrecci con la disciplina economica e con la storia amministrativa. Barone osserva che obiettivo del Direttivo deve essere la rifondazione disciplinare della storia contemporanea: la Sissco, cioè, dovrebbe tentare di definire con più precisione i contorni della storiografia contemporanea per potere poi elaborare le linee dei possibili intrecci disciplinari. E’ un problema di regole comuni professionali, ma anche di deontologia intesa in senso lato (dalle note al testo alle situazioni concorsuali che andrebbero controllate e pubblicizzate). In tema di fonti e strutture della ricerca, concorda con il presidente, ma auspica che venga accolta la grande sfida della istituzioni relative al post-45: è un problema di prospettiva, ma anche di pressioni. (…) Per il seminario propone il tema: associazionismo e sistema politico tra centro e periferia, non solo per le sue connessioni con lo studio della sociabilità, ma per i rapporti tra municipalismo, partiti e sistemi politici. Questo permetterebbe di superare le fratture regionali che spesso si impongono in manera acritica. Ricorda anche il ruolo della scuola tra i principali veicoli della nazionalizzazione, ignorato dal seminario e in genere troppo abbandonato alle esclusive cure dei pedagogisti.
Alaimo (…) ritiene che debba riprendersi ed estendersi la discussione sull’organizzazione del prossimo seminario annuale partendo dalla proposta Mazzonis e propone infine un rafforzamento delle inziative locali della Sissco in cui farsi promotori di intrecci e innovazioni disciplinari. Romanelli, riassumendo i temi emersi fin qui proposti, nota che si tratta di argomenti ideali per libri o convegni. II seminario annuale, invece, dovrebbe essere prima di tutto l’assemblea dei soci, poi una discussione in cui i soci dibattono di problemi attorno ai quali sia possibile organizzare un confronto di metodologie. Come svolgere poi il seminario? Le strade possibili sono due: a) all’americana, per sessioni parallele, con testimonianze di ricerche in corso, b) oppure come quest’ultimo, su un tema generale, che consente un confronto fra tante persone – anche se probabilmente in futuro organizzato con una forte ‘apertura’ di campo sulla quale poi aprire la discussione. Nel caso b), cioè, si tende a privilegiare la discussione, non il modello monografico.
Galli della Loggia si dichiara favorevole, in virtù dell’esperienza di coordinatore testè conclusa, a un seminario che serva a coinvolgere più storici che, benché operanti come ricercatori in campi diversi, fanno riferimento a grandi domande comuni. Ritiene infatti che sia difficile progettare e commissionare ricerche attorno a uno stesso soggetto e inoltre che questo limiterebbe la partecipazione necessaria al seminario annuale. Quanto al tema, raccogliendo il suggerimento di Rugge propone: i modelli e le strutture di comando nella storia della società contemporanea. Sul funzionamento, ritiene che il tema debba concretizzarsi in una serie di domande che riabituino l’assemblea al modello seminario (domande, brevi comunicazioni, dialogo). Relativamente al problema della visibilità, dentro la corporazione e fuori, propone di concentrare le forze su poche iniziative, una delle quali, egli suggerisce, è quella di battere tutte le strade in tutte le sedi per rendere possibile la costituzione di una biblioteca nazionale di scienze storico-sociali. Su questo la Sissco dovrebbe agire con tutte le sue forze come una lobby. (…) Soldani si dichiara perplessa circa la necessità di definire lo statuto disciplinare della storia contemporanea; nella sua prescrittività questo suggerimento rischia di risultare una limitazione. La Sissco deve piuttosto dare esempi, fornire proposte. (…) Ritiene proficua la scelta di discutere di categorie (potere, società, conoscenza), e questo a prescindere dal tema prescelto. L’altro suggerimento, confermato anche dalla esperienza ora conclusa, è quello di lasciare maggiore spazio alla discussione. Per concludere: una categoria come argomento, una persona per ogni tema, quindi il dibattito. Cammarano è d’accordo sulla proposta di regionalizzare, ma anche di vincolare il CD a un programma minimo di cui rispondere all’assemblea, un programma inoltre che non veda il seminario (per il quale è orientato verso la proposta Galli della Loggia) come unica attività del CD. Pezzino (…) condivide le proposte sia di Pescarolo che Galli della Loggia, che potrebbero essere accolte entrambe con una programmazione biennale, più opportuna per un reale approfondimento. Suggerisce la formula, per lo svolgimento, di un’unica relazione, anche molto lunga, per seduta, seguita dalla discussione. Mangiameli (…) suggerisce lo stato dell’arte della disciplina, il dar conto delle tendenze storiografiche. (-) Signo,, reni ritiene che il prossimo anno di attività debba soprattutto servire a preparare il seminario. Sulla base dell’esperienza appena conclusa ritiene non si debba tornare indietro sulla scelta del grande tema, di un seminario non di ricerca ma di discussione. Il CD uscente si è fatto carico di una messa a punto del tema, della sua articolazione e affidamento ai relatori. (…) E’ solo il meccanismo di avvicinamento al seminario che va ripensato e che deve essere impostato per tesi, per affermazioni nette. IL CD dovrebbe farsi carico della prima messa a punto di un tema e poi riuscire attraverso il Bollettino a coinvolgere i soci, per esempio chiedendo una iscrizione a intervenire per iscritto in anticipo, dando diffusione ai materiali pervenuti, ecc.. In questo modo si arriverebbea un incontro su cose su cui si è già avviata una discussione, portando risultati di ricerca. Quanto ai temi, ricorda che in passato era emerso quello della Chiesa e in generale della religione/religiosità a cui sarebbe interessato. Salvati ritiene che sia possibile e opportuna una mediazione tra le due principali proposte emerse, quella Pescarolo/Scaraffia e quella Galli della Loggia, attorno al tema delle Strutture di autorità sociale e modelli politici di comando. La categoria di autorità nella società o nelle relazioni interindividuali, è stata infatti oggetto di attenzione sia da parte dei women studies (v. i temi del ‘patronage’ o dell’affidamento) che dalle scienze sociali o antropologiche che hanno messo in luce fin dalla loro origine ottocentesca una articolazione a tre poli (individuo-autorità sociale- autorità politica) sostitutiva della partizione bipolare (sovraordinato e subordinato) tipica delle scienze politiche. Romanelli e Pombeni accolgono la proposta di mediazione. Il ,presidente chiede che l’assemblea deleghi al CD una scelta in merito al tema. Considera che sugli altri punti si è manifestata una sostanziale convergenza su come il CD si è mosso finora. Quanto all’organizzazione del seminario, due sono le proposte emerse: a) una modifica nel senso del breve intervento o b) la formula della lunga relazione.
Su quest’ultimo punto (l’organizzazione del seminario) prendono la parola schierandosi per a) o b) Bigaran, Anania,Bonini, Pombeni, Galli della Loggia,
Romanelli. Lupo, Pezzino, Ciuffoletti.
Il presidente conclude la discussione richiamando l’impegno a creare le commissioni. Sui temi per il prossimo seminario il CD terrà conto delle indicazioni emerse: a questo fine sollecita l’invio di idee e proposte, anche se sarebbe preferibile accettare il suggerimento fin qui emerso come il più ampiamente condiviso. Sullo stile del seminario osserva che la discussione è stata interessante e che occorrerà ancora riflettere sull’esperienza appena conclusa: interessante, anche se non tutta positiva, essa ha visto più di un esempio riuscito e questo induce a ritenere che la formula possa funzionare. Avendo accolto la proposta della riunione intermedia, l’appuntamento per i soci è fissato per questo prossimo incontro”.
Al .termine dell’assemblea, la commissione elettorale, composta da Gianni Isola, Marcella Marmo, Paolo Pombeni, dà lettura dei seguenti risultati dell’elezione comunicati dalla commissione elettorale: M.Salvati, voti 45; S.Soldani, 43; R.Romanelli, 40; C.Pavone, 36; L.Cafagna, 34; E.Galli della Loggia e P.Pombeni 27; P.Pezzino, 26; F.Rugge, 22; F.Barone, 19; P.Bevilacqua, 18; A.De Clementi, 16; B.Salvemini, 11; T.Detti, 11; F.Andreucci 9; A. Arru e M. Meriggi, 2; S. Lupo, P. Macry, P. Ortoleva, A. Pescarolo, 1. Il nuovo CD risulta pertanto così composto
Cafagna, Galli della Loggia, Pavone, Pombeni, Romanelli, Salvati, Soldani. Pavone, ringraziando per i voti ricevuti annuncia la sua intenzione di dimettersi. Il presidente auspica che di questa intenzione si possa ridiscutere in Direttivo.
RELAZIONE DEL TESORIERE PAOLO PEZZINO
(San Marino in Bentivoglio, Bologna, 28 marzo 1991).
Bilancio consuntivo 1990
Sottolineo che il 1990, anno di primo impianto dell’associazione, presenta un consuntivo poco significativo, dato che le principali iniziative dell’Associazione per quest’anno (primo Seminario annuale, pubblicazione dell’elenco dei soci e del n. 3 del bollettino) per lo più si sono tenute nei primi mesi del 1991. In realtà l’anno di attività della SISSCO dovrebbe decorrere dal marzo di ogni anno al marzo successivo, essendo in questo mese iniziata l’attività dell’Associazione. Si ha, così, nel bilancio consuntivo 1990, un netto sottodimensionamento delle uscite, ed un conseguente fittizio sovradimensionamento delle entrate nel preventivo per il 1991.
Nella voce entrate si trovano solo le quote associative, che costitutiscono, a tutt’oggi, l’unico cespite patrimoniale dell’associazione. Nel 1990 abbiamo incassato quote per 16 milioni e mezzo (110 soci).
Nella voce uscite non sono considerate né le spese per il Seminario che abbiamo appena tenuto, né quelle per il n. 3 del bollettino e per i materiali a stampa qui distribuiti. Le voci principali di uscita consistono nelle spese legali per l’atto notarile di costituzione della società, nelle spese postali (ancora non è stato possibile attivare il meccanismo di spedizione in abbonamento postale), in quelle di tipografia, e in compensi per prestazioni occasionali. A tal proposito sottolineo che questi ultimi sono di entità particolarmente esigua, perché Cristina Cassina ha prestato la propria opera, della quale tutti dobbiamo esserle grati, quasi gratuitamente. Sottolineo anche come i membri del Comitato direttivo provvisorio non abbiano mai pesato sul bilancio della SISSCO per le trasferte in occasione delle riunioni del Comitato o di altre attività della SISSCO.
Il totale delle uscite è di L. 6.695.130: si ha quindi per l’anno solare 1990 un residuo di cassa di 9.805.137. Questo residuo non costituisce attivo: esso infatti non è il risultato di un reddito prodotto dall’Associazione, ma è un attivo patrimoniale già totalmente impegnato in spese preventivate, ed alcune già eseguite, per le finalità sociali dell’Associazione, e relative al primo anno di vita. Ciò risulterà chiaro nell’analisi del bilancio preventivo per il 1991.
Bilancio preventivo 1991
Nelle entrate troviamo il residuo di cassa del 1990, altre 27 quote associative che fanno riferimento al primo anno dell’Associazione (quote di soci, cioè, arrivate fra il 1 o gennaio e la data odierna), una previsione di quote di soci che rinnovino l’iscrizione per il secondo anno di circa 130 unità, una modesta cifra per interessi.
Faccio presente che nel primo anno l’Associazione ha goduto della quota di associazione di L. 50.000, che viene pagata una tantum.
A fronte di entrate che possiamo preventivare attestarsi poco oltre i 27 milioni, trovate uscite così specificate: per le spese legali ho considerato 1.800.000 per un commercialista; ho tenuto molto basse le spese generali e le spese di cancelleria (500.000 lire per voce), ho preventivato tre milioni per le spese postali, considerando anche che il nuovo meccanismo di iscrizione comporta una votazione per posta, ho previsto un incremento delle spese di tipografia fino a sei milioni, poiché ritengo che il Bollettino dovrebbe attestarsi su una periodicità bimestrale, ho aumentato notevolmente le spese per prestazioni occasionali, perché sarà necessario ricorrere sempre più a prestazioni occasionali stanti le crescenti dimensioni dell’attività dell’associazione. Ho considerato un milione per voce per le spese di rappresentanza (buffets offerti in occasione di manifestazioni SISSCO, ecc.) e per missioni (spese previste per la Cassina o altra persona con le sue funzioni). Infine trovate preventivata una spesa di L. 7.455.137 per seminari, che deve coprire i costi sia del seminario che abbiamo appena tenuto, sia quelli del seminario relativo al secondo anno di attività della SISSCO.
Si può notare come la situazione non sia affatto esaltante: alcune spese sono nettamente sottodimensionate (in particolare quelle per prestazioni occasionali, per tipografia, per seminari), e sarebbe quanto mai necessario per l’Associazione reperire altre forme di finanziamento (CNR, enti pubblici, banche, ecc.), delle quali a tutt’oggi non si intravede alcuna possibilità. II pareggio del bilancio, perciò, sarà raggiungibile a costo di una riduzione delle attività dell’associazione, con conseguente sottodimensionamento delle sue potenzialità di crescita e di sviluppo.
Situazione contabile 1990-1991
Infine, per dare un’idea complessiva della situazione contabile del primo anno di vita dell’Associazione (da marzo 1990 a marzo 1991), ho preparato un quadro delle entrate ed uscite rapportate a questo periodo.
Come vedete, i soci a tutt’oggi sono 137 (sette di essi devono ancora pagare la quota sociale). Le entrate complessive, comprese le somme per interessi sul c.c. bancario e su cinque milioni di B.O.T. a tre mesi che ho acquistato, sono di poco superiori ai 20 milioni e mezzo, dei quali realmente sono entrati in cassa 19.733.030. A fronte di ciò, abbiamo uscite già saldate per 8.638.930: col residuo di cassa di circa 11 milioni dobbiamo pagare le spese per il seminario appena tenuto, le spese di stampa del n. 3 del bollettino, le spese per la compilazione e stampa dell’elenco dei soci che è stato qui distribuito. In più è necessario lasciare un minimo residuo di cassa al nuovo comitato direttivo, per potere avviare l’attività del secondo anno di vita dell’associazione.
Come già enunciavo in sede di presentazione del bilancio preventivo per il 1991, la situazione economico finanziaria è quindi piuttosto critica, e necessita una gestione parsimoniosa, che non potrà che avere ripercussioni negative sull’attività della SISSCO.
San Marino in Bentivoglio (BO), 28 marzo 1991
Il Tesoriere della SISSCO
(Paolo Pezzino)
BILANCIO CONSUNTIVO 1990
ENTRATE
Quote associative (n. 110 x L. 150.000) 16.500.000
Interessi chiusura libretto bancario 267
TOTALE ENTRATE 16.500.267
USCITE
1 – Spese legali
Spese per la costituzione dell’associazione 1.297.000
2 – Spese generali
Apertura e gestione c.c.p. 33.470
Timbri 93.600
Telefono 15.000
TOTALE spese generali 142.070
3 – Spese di cancelleria 133.150
4 – Spese postali 1.302.200
5 – Spese di tipografia e fotocopie
Spese di tipografia. 1.641.010
Fotocopie 98.500
TOTALE spese di tip. e fot. 1.739.510
6 – Missioni e trasferte
Biglietti ferroviari 353.800
Alberghi 99.000
TOTALE missioni e trasferte. 452.800
7 – Spese di rappresentanza
Ristoranti e rinfreschi 394.400
8 – Compensi per prestazioni occasionali
Compenso per C.Cassina 1.234.000
TOTALE USCITE 6.695.130
TOTALE ENTRATE 16.500.267
TOTALE USCITE 6.695.130
RESIDUO 9.805.137
BILANCIO preventivo 1991
ENTRATE
Residuo 1990 9.805.137
Quote associative
N. 27 x L. 150.000 4.050.000
N. 130 x L. 100.000 13.000.000
Interessi 400.000
TOTALE ENTRATE 27.255.137
USCITE
1 – Spese legali 1.800.000
2 – Spese generali 500.000
3 – Spese di cancelleria 500.000
4 – Spese postali 3.000.000
5 – Spese di tipografia e fotocopie 6.000.000
6 – Missioni e trasferte 1.000.000
7 – Spese di rappresentanza 1.000.000
8 – Compensi per prestazioni occasionali 6.000.000
9 – Spese per seminari 7.455.137
TOTALE USCITE 27.255.137
TOTALE ENTRATE 27.255.137
TOTALE USCITE 27.255.137
RESIDUO CASSA 0
SITUAZIONE CONTABILE 1990-1991
ENTRATE
Quote associative (130) 19.500.000
Costo quota pagata per bonifico -800
Interessi chiusura libretto bancario. 267
Interessi B.O.T. 3 mesi, scad. 31.1 102.000
Interessi c.c bancario 129.750
Interessi c.c.p 1.813
TOTALE ENTRATE 19.733.030
Quote associative ancora da incassare n. 7 1.050.000
USCITE
1 – Spese legali 1.297.000
2 – Spese generali
Apertura e gestione c.c.p. 33.470
Timbri 93.600
Telefono 15.000
TOTALE spese generali 142.070
3 – Spese di cancelleria 238.550
4 – Spese postali 1.749.700
5 – Spese di tipografia e fotocopie
Spese di tipografia. 2.236.010
Fotocopie 132.600
TOTALE spese di tip. e fot. 2.368.610
6 – Missioni e trasferte
Biglietti ferroviari 495.600
Alberghi 99.000
TOTALE missioni e trasferte. 594.600
7 – Spese di rappresentanza
Ristoranti e rinfreschi 394.400
8 – Compensi per prestazioni occasionali
Cassina e Lauricella 1.854.000
TOTALE USCITE 8.638.930
TOTALE ENTRATE 19.733.030
TOTALE USCITE 8.638.930
RESIDUO CASSA 11.094.100
L’elenco dei soci alla fine del prirno anno di attività
Con l’occasione rettifichiamo alcune imprecisioni contenute nell’elenco pubblicato sul terzo bollettino, scusandoci con gli interessati. In particolare risultava erroneamente Giuseppe Barone come associato presso l’Università di Palermo, Luciano Segreto come professore associato e Fabio Rugge come professore ordinario presso l’Università di Trento. Egli stesso ci scrive: “vorrei venisse precisato che, pur essendo risultato vincitore del concorso di 1 a fascia appena concluso, la qualifica con la quale presto servizio presso l’Università degli Studi di Trento non è quella di ordinario, da voi attribuitami nell’elenco dei soci. La rettifica si rende tanto più necessaria in quanto la cattedra, erroneamente attribuitami, è in realtà già ricoperta da Cesare Mozzarelli, unico ordinario di ‘Storia delle istituzioni politiche e sociali’ dell’ateneo trentino”. Avvertiamo in ogni caso che, adeguandoci al linguaggio comune e alla sostanza delle cose, abbiamo equiparato i professori straordinari agli ordinari.
Dott. Aurelio Alaimo dottore di ricerca
Prof. Franco Amatori professore associato Università di Ancona
Dott. Francesca Anania dottore
Prof. Franco Andreucci professore associato Università di Pisa
Prof. Antonio Annino professore associato Università di Firenze
Prof. Giuseppe Are professore ordinario Università di Pisa
Prof. Angiolina Arru professore associato Istituto Universitario Orientale di Napoli
Dott. Luca Baldissara dottorando Università di Roma
Dott. Alberto Banti dottore di ricerca professore scuola media superiore
Prof. Giuseppe Barone professore ordinario Università di Palermo
Dott. Fabio Bertini dottore di ricerca professore di scuola media superiore
Prof. Piero Bevilacqua professore associato Università di Roma La Sapienza
Dott. Mariapia Bigaran dottorando professore scuola media superiore
Dott. Francesco Bonini ricercatore CNR NATO
Prof. Anna Bravo professore associato Università di Torino
Prof. Luciano Cafagna professore ordinario Università di Pisa
Prof. Giuseppe Calcagno professore associato Università di Bologna
Dott. Luciana Caminiti ricercatrice Università di Messina
Dott. Fulvio Cammarano dottore di ricerca
Dott. Valeria Camporesi dottore di ricerca
Dott. Vittorio Cappelli professore di scuola media superiore
Prof. Alberto Caracciolo professore ordinario Università di Roma La Sapienza
Dott. Cristina Cassina dottore in storia
Prof. Valerio Castronovo professore ordinario Università di Torino
Dott. Marina Cattaruzza ricercatore Università di Trieste
Dott. Stefano Cavazza dottorando Università di Torino
Dott. Laura Cerasi dottorando Università di Roma
Prof. Zeffiro Ciuffoletti professore ordinario Università di Firenze
Dott. Giuseppe Civile ricercatore Università di Napoli
Dott. Giovanni Contini
Sovrintendenza Archivistica per la Toscana
Prof. Paul Corner professore ordinario Università di Siena
Dott. Guido Crainz ricercatore Università di Teramo
Dott.Brunella Dalla Casa Direttore Istituto Storico provinciale della Resistenza, Bologna
Dott. Leandra D’Antone ricercatrice Università di Roma La Sapienza
Dott. Pier Paolo D’Attorre ricercatore Università di Bologna
Dott. Costanza D’Elia ricercatrice CNR -Napoli
Prof. Alberto De Bernardi professore associato Università di Torino
Prof. Andreina De Clementi professore associato Istituto Universitario Orientale, Napoli
Prof. Franco De Felice professore ordinario Università di Roma La Sapienza
Dott. Fulvio De Giorgi ricercatore Università Cattolica del S.Cuore, Milano
Prof. Gabriele De Rosa professore ordinario Università di Roma La Sapienza
Prof. Tommaso Detti professore ordinario Università di Siena
Dott. Paola Di Cori ricercatore Università di Urbino
Dott. Marco Di Giovanni dottore in storia
Dott. Mirco Dondi dottorando Università di Pisa
Dott. Carmine Donzelli Direttore IMES
Prof. D.W. Ellwood professore associato Università di Bologna
Prof. Ester Fano professore associato Università di Roma La Sapienza
Dott. Ida Fazio dottore di ricerca
Dott. Giovanni Federico ricercatore Università di Pisa
Prof. Emilio Franzina professore associato Università di Verona
Prof. Paolo Frascani professore ordinario Istituto Universitario Orientale, Napoli
Dott. Carlo Fumian ricercatore Università di Padova
Dott. Dianella Cagliani ricercatore Università di Bologna
Prof. Nicola Gallerano professore associato Università di Trieste
Prof. Ernesto Galli Della Loggia professore ordinario Università di Perugia
Dott. Angelo Gaudio dottore di ricerca
Dott. Giuliana Gemelli ricercatore Università di Bologna
Prof. Lorenzo Gestri professore associato Università di Pisa
Prof. Paul Ginsborg
Churchill College
Cambridge
Dott. Ellen Ginzburg Università di Trieste
Dott. Luciano Granozzi ricercatore Università di Catania
Dott. Gabriella Gribaudi ricercatore Università di Napoli
Prof. Giuseppe Gubitosi professore associato Università di Perugia
Dott. Giovanni Guidi dottorando Università di Pisa
Prof. Mario Isnenghi professore ordinario Università di Torino
Dott. Gianni Isola ricercatore Università di Pisa
Dott. Nicola Labanca post doctor Università di Siena
Dott. Vito Labita dottore in storia
Prof. Silvio Lanaro professore ordinario Università di Teramo
Dott. Simona Laudani ricercatore Università di Catania
Dott. Fabio Levi ricercatore Università di Torino
Prof. Umberto Levra professore associato Università di Torino
Dott. Salvatore Lupo ricercatore Università di Napoli
Prof. Adrian Lyttelton professore ordinario Università di Pisa
Prof. Paolo Macry professore ordinario Università di Napoli
Prof. Adele Maiello professore associato Università di Genova
Prof. Maria Malatesta professore associato Università di Bologna
Dott. Rosario Mangiameli ricercatore Università di Catania
Prof. Luisa Mangoni professore associato Università di Venezia
Dott. Brunello Mantelli dottorando
Prof. Marcella Marmo professore associato Istituto Universitario Orientale, Napoli
Dott. Manuela Martini dottorando Università ‘Bocconi’, Milano
Prof. Luigi Masella professore associato Università di Bari
Prof. Filippo Mazzonis professore associato, Università di Teramo
Prof. Piero Melograni professore ordinario, Università di Perugia
Dott. Francesco Mercurio, Dirigente Ufficio Studi Amministrazione Provinciale, Foggia
Dott. Marco Meriggi ricercatore, Università di Trento
Prof. Stefano Medi professore ordinario Università di Milano
Prof. Aldino Monti professore associato Università di Bologna
Dott. Giovanni Montroni ricercatore, Università di Napoli
Prof. Cesare Mozzarelli professore ordinario Università di Trento
Dott. Luigi Musella dottore di ricerca
Dott. Stefano Musso insegnante di Storia
Dott. Michela Nacci ricercatore, Università dell’Aquila
Prof. Vera Negri Zamagni professore ordinario, Università di Cassino
Prof. Giacomina Nenci professore associato Università di Perugia
Dott. Gabriella Nisticò Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma
Dott.Simonetta Ortaggi ricercatore Università di Trieste
Dott. Peppino Ortoleva Studio Cliomedia, Torino
Dott. Chiara Ottaviano Studio Cliomedia, Torino
Prof. Leonardo Paggi professore associato Università di Modena
Dott. Roberto Parisini Dottore in storia borsista
Prof. Luisa Passerini professore associato Università di Torino
Prof. Claudio Pavone professore associato Università di Pisa
Dott. Alessandra Pescarolo dottore di ricerca
Prof. Paolo Pezzino professore associato Università di Pisa
Dott. Maria Serena Piretti ricercatore Università di Bologna
Prof. Manuel Plana professore associato Università di Firenze
Dott. Alessandro Polsi ricercatore Scuola Normale Superiore, Pisa
Prof. Paolo Pombeni professore ordinario Università di Bologna
Dott. Daniele Pompejano ricercatore Università di Messina
Dott. Ilaria Porciani ricercatore Università di Siena
Dott. Alberto Preti ricercatore Università di Bologna
Prof. Giovanna Procacci professore associato Università di Modena
Dott. Gaetano Quagliarello ricercatore Università dell’Aquila
Prof. Guido Quazza professore ordinario Università di Torino
Dott. Giovanni Raffaele ricercatore Università di Messina
Prof. Gabriele Ranzato professore associato Università di Pisa
Prof. Antonino Recupero professore associato Università di Catania
Dott. Flores Reggiani Istituto Universitario Europeo, Fiesole
Prof. Andrea Riccardi professore ordinario Università ‘La Sapienza’, Roma
Dott. Maurizio Ridolfi dottore di ricerca
Prof. Giorgio Rochat professore ordinario Università di Torino
Prof. Raffaele Romanelli professore associato Università di Pisa
Prof. Anna Rossi Doria professore a contratto Università della Calabria
Dott. Paride Rugafiori ricercatore Università di Torino
Prof. Fabio Rugge professore ordinario
Dott. Maria Grazia Ruggerini cooperativa LENOVE, Reggio Emilia
Prof. Giovanni Sabbatucci professore ordinario Università di Macerata
Prof. Mariuccia Salvati professore associato Università di Bologna
Prof. Biagio Salvemini professore associato Università di Bari
Prof. Giulio Sapelli professore ordinario Università di Milano
Dott. Raffaella Sarti dottorando Università di Torino
Dott. Laura Savelli ricercatore Università di Pisa
Dott. Lucetta Scaraffia ricercatore Università ‘La Sapienza’, Roma
Dott. Mirella Scardozzi ricercatore Università di Pisa
Dott. Luciano Segreto ricercatore Università di Ancona
Prof. Alfio Signorelli professore associato Università di Catania
Prof. Gianni Sofri professore associato Università di Bologna
Prof. Simonetta Soldani professore associato Università di Firenze
Dott. Carlotta Sorba dottorando
Prof. Giuseppe Talamo professore ordinario Università di Roma La Sapienza
Dott. Fiorenza Tarozzi ricercatore Università di Bologna
Prof. Arnaldo Testi professore associato Università di Macerata
Dott. Bruno Tobia ricercatore Università di Roma, La Sapienza
Prof. Nicola Tranfaglia professore ordinario Università di Torino
Prof. Francesco Traniello professore ordinario Università di Torino
Dott. Pina Travagliante, Università di Catania
Prof. Gabriele Turi professore ordinario Università di Firenze
Prof. Angelo Varni professore ordinario Università di Bologna
Prof. Maurizio Vaudagna professore associato Università di Torino
Dott. Angelo Ventrone dottorando Università ‘La Sapienza’, Roma
Prof. Danilo Veneruso professore ordinario Università di Genova
Prof. Eligio Vitale professore associato Università dell’Aquila
Dott. Bruno P.F.Wanrooij dottore di ricerca Istituto Universitario Europeo, Fiesole
Prof. Luciano Zani professore associato Università di Camerino
Dott. Isabella Zanni Rosiello, Direttrice Archivio di Stato, Bologna
Dott. Niccolò Zapponi ricercatore Università ‘La Sapienza’, Roma
Per un profilo della disciplina: l’elettorato del concorso per associato (373 kb)
Crediamo di fare cosa utile pubblicando qui le liste recentemente utilizzate per l’elezione dei componenti le commissioni giudicatrici del concorso a ventotto posti di professore associato nel raggruppamento di storia contemporanea.
Due ordini di motivi ci hanno suggerito la pubblicazione. Le liste forniscono il profilo che il corpo docente delle discipline contemporaneistiche assume ad una certa data. O almeno di quelle discipline che il CUN ha creduto di unire nel “raggruppamento” in questione e che quest’anno viene denominato “storia contemporanea – storia del cristianesimo” e che peraltro comprende, oltre ai docenti di materie storiche, anche quelli di materie storico-economiche. Si tratta di due scelte delle quali il significato non è di immediata comprensione, e che meritano di essere discusse. Poiché è prossima la presentazione da parte del CUN di nuovi raggruppamenti, la SISSCO dichiara fin d’ora necessario coinvolgere i docenti e gli studiosi in questa discussione, così dando al CUN il sostegno e l’attenzione che la sua attività merita da parte delle categorie interessate e che fin’ora non ha avuto a sufficienza.
Ecco quindi una delle ragioni che hanno suggerito la pubblicazione degli elenchi: questo elettorato potrà costituire un primo materiale sul quale avviare una riflessione sulla natura dei raggruppamenti. 1 soci sono invitati a farci avere le loro osservazioni. Ma quali che siano i criteri migliori da seguire in futuro a fini concorsuali, rimane comunque il fatto che queste liste, “fotografando” lo stato dell’arte ad una certa data, offrono anche un panorama sul quale non sempre è dato gettare uno sguardo sintetico. A giudizio della SISSCO, esso costituisce quindi un materiale utile alla conoscenza e allo scambio all’interno della disciplina.
I nominativi sono elencati così come comparsi nelle liste ufficiali. 1 nomi accompagnati da asterisco sono stati estratti per costituire l’elettorato passivo nelle elezioni dello scorso 13 maggio. Accanto ad essi è indicato tra parentesi il numero dei voti riportati da eletti e supplenti. I nomi sottolineati sono risultati vincitori e formano la commissione.
Progetto «Meridiana/Scuola/Formazione»
Nell’autunno del 1990 tanto il Ministero della Pubblica Istruzione che il Formez hanno approvato il progetto «Meridiana/Scuola/Formazione» per l’aggiornamento dei docenti e per la sperimentazione didattica nell’insegnamento della storia (scuole secondarie superiori), che l’IMES (Istituto meridionale di storia e scienze sociali) ha elaborato in collaborazione con la cattedra di Storia sociale, facoltà di Magistero, dell’Università «La Sapienza» di Roma (cfr. Le attività dell’IMES, «Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali», 1990, nn.7-8, pp.413-416 e n.9, pp.249-251). II team di coordinamento (costituito da Alberto Mario Banti e da Mariapia Donat-Cattin, con la supervisione scientifica di Piero Bevilacqua) ha già realizzato la prima fase del progetto: dal 18 al 20 aprile 1991 si è tenuto un seminario residenziale di aggiornamento per presidi e insegnanti di materie letterarie delle scuole secondarie superiori, durante il quale sono stati presentati i primi materiali del set didattico multimediale che ha come tema la storia economico-sociale del Mezzogiorno dall’inizio dell’Ottocento ad oggi.
Tale set didattico, il cui titolo è Come si è trasformato il Mezzogiorno, si compone di cinque parti principali: 1) un Testo base, che serve da introduzione preliminare e da supporto informativo generale per l’intero argomento del corso; 2) una serie di Percorsi didattici che ripartiscono analiticamente i contenuti del corso di aggiornamento in tre sezioni principali: «Popolazione ed ambiente», «Mercati e produzioni», «Stato e controstato»; 3) un volume di Materiali documentari, composto da fonti, tabelle statistiche, grafici e testi antologizzati, da usare in classe come esempi o strumenti per esercitazioni; 4) tre video-cassette che mostrano in modo emblematico di quale utilità narrativa e didattica, ai fini del ragionamento storiografico, possa essere il supporto audiovisivo; 5) una Guida all’uso del set multimediale, nella quale si delineano alcuni possibili modi di costruzione di un’unità didattica sperimentale.
L’obiettivo di questo set didattico multimediale vuol essere quello di invertire le tradizionali logiche di approccio allo studio dei problemi dell’economia e della società meridionali, sottolineandone non – come fin qui si è fatto, soprattutto in sede didattica -i caratteri di stagnazione, arretratezza e «sottosviluppo», ma al contrario quelli, sia pur problematici e contraddittori, di forte mobilità e propensione al cambiamento. Si tratta, per adoperare una formula sintetica, di togliere al tradizionale argomento della «Questione meridionale» il carattere apodittico e generalizzato che le è stato fin qui attribuito, e di permettere al contrario una visitazione del tema della trasformazione meridionale nel quadro di una più generale comprensione delle dinamiche di mutamento delle aree «semiperiferiche», con tutte le difficoltà, ma anche con tutti gli slanci che le hanno caratterizzate.
Dell’intero set sono già state realizzate queste parti: a) Il testo guida (scritto da Piero Bevilacqua, «La Sapienza», Roma), che contiene un esame dei termini fondamentali dello sviluppo meridionale dall’Ottocento a oggi, ripercorrendo al contempo le discussioni e le interpretazioni che lo hanno accompagnato.
b) I Percorsi didattici, dedicati a singoli tagli tematici che ripresentano sotto un’angolatura problematica i nodi interpretativi di maggior rilievo. L’indice di questo volume è il seguente:
Parte prima: Popolazione ed ambiente. – 1. Il territorio meridionale tra natura e storia, A. Placanica; 2. Città, paesi, comunicazioni, L. Bellicini; 3. La popolazione del Mezzogiorno, E. Sori; 4. Famiglia e parentela, G. Gribaudi.
Parte seconda: Mercati e ,produzioni. – 5. Mercati, A.M. Banti; 6. L’agricoltura tra Otto e Novecento, G. Massullo; 7. L’agricoltura nel secondo dopoguerra, G. Anania; 8. L’industria nel Mezzogiorno d’Italia, D. Cersosimo.
Parte terza: Stato e controstato. – 8. Politica e ceto politico, S. Lupo; 10. L’intervento dello Stato nell’economia meridionale, S. Bruni; 10. Economie illegali, P. Pezzino; 11. Il sistema formativo meridionale ed il ruolo della scuola, G. Bonetta.
c) Il primo video, su «Uomini, ambiente, agricoltura», di Chiara Ottaviano, Cliomedia, Torino.
Queste parti del set sono state presentate e discusse nel seminario di aggiornamento tenutosi a Copanello il 18-20 aprile 1991 e saranno sottoposte alle opportune correzioni da parte del team di coordinamento, che terrà come punto di riferimento in questo lavoro di revisione le osservazioni, i suggerimenti e le segnalazioni critiche avanzate dai partecipanti al seminario. In fase di preparazione sono invece il terzo volume di Materiali documentari e gli altri due video, dedicati rispettivamente alle Strutture industriali e alle Forme della politica nel Mezzogiorno contemporaneo.
Una volta che il set sia stato completato (presumibilmente per settembre 1991), potrà costituire la strumentazione di base per la costruzione di una unità didattica sperimentale che abbia come tema generale «Le trasformazioni socioeconomiche del Mezzogiorno dal XIX secolo ad oggi». Ad opera del gruppo di coordinamento sarà messa a punto una Guida all’uso del set multimediale che presenterà varie ipotesi di costruzione dell’unità didattica e di utilizzazione dei materiali del set. Sulla base degli itinerari didattici descritti dalla Guida si passerà alla realizzazione della successiva fase del progetto che prevede l’organizzazione di alcune sperimentazioni pilotate del set formativo in contesti scolastici definiti.
In questa fase si tratterà di verificare direttamente con un campione limitato di studenti l’impatto e l’efficacia dei materiali prodotti e della proposta formativa nel suo insieme; si tratterà, cioè, di organizzare, in accordo con i professori ed i presidi che hanno partecipato al seminario di aggiornamento, almeno tre sperimentazioni dell’unità didattica, ipotizzando un arco di 5-10 ore di lezione in diversi contesti scolastici (per es. un Istituto Tecnico, un Istituto Magistrale ed un Liceo Scientifico o Classico). L’esperienza dovrebbe mostrare la concreta funzionalità del set in un ambito didattico specifico, ed ha come obiettivo l’ulteriore eventuale rettifica dei materiali sottoposti al controllo dei gruppicampione di studenti. Tutta questa sperimentazione dovrà essere compiuta sotto la guida del gruppo di coordinamento.
L’ultima fase prevede infine l’organizzazione di gruppi locali di insegnantiformatori (ovvero di quegli insegnanti che avranno preso parte al seminario di aggiornamento e che avranno manifestato la loro disponibilità a proseguire la sperimentazione nelle loro classi), che nel quadro delle attività di autoaggiornamento e con l’assistenza del team di coordinamento, illustreranno i materiali del set ad altri loro colleghi, preparandoli a gestirlo autonomamente nelle classi. Queste ultime parti del progetto «Meridiana/Scuola/Formazione» saranno tuttavia realizzate nel corso dell’anno scolastico 1991-92.
(Alberto M.Banti)
Il ruolo della storia contemporanea nei diversi ambiti formativi e professionali
(a cura di Angelo Gaudio)
A) Temi di storia contemporanea proposti durante le prove scritte dei concorsi pubblici per l’ammissione ai corsi di reclutamento della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione:
– La questione meridionale fu uno dei problemi più gravi dell’Italia unita. Quale sviluppo ha avuto la sua soluzione fino ai nostri giorni?
– I principali effetti del suffragio universale introdotto in Italia nel 1911 sulla selezione della classe politica.
– 1 moti insurrezionali del 1848 in Italia.
– Rapporti tra Stato e Chiesa dall’unità ai nostri giorni.
– Lo sbarco di Garibaldi in Sicilia e la reazione di Cavour.
– La politica giolittiana dal ministero Zanardelli alle elezioni del 1909.
– Rivoluzione industriale e movimento operaio nella prima metà del secolo XIX in Europa.
– La decadenza del colonialismo.
– Le forze politiche in Italia dopo la guerra 1940-1945.
– Gli accordi di Yalta.
– Italia: dalla democrazia alla dittatura ed il ritorno alla democrazia.
– L’Austria dopo la guerra mondiale 1914-1918.
– La formazione del Regno d’Italia sotto il profilo della storia costituzionale: annessioni o fusione?
– Indicare i principali regimi e movimenti fascisti nell’Europa fra le due guerre, anteriormente ai regimi di occupazione hitleriana o dell’Asse.
– L’adesione dell’Italia al Patto Atlantico nel 1949: come si schierarono le diverse forze politiche?
– A quali aree del mondo si estendeva l’impero italiano prima dell’ultimo conflitto mondiale?
– Agostino Depretis: trasformismo e parlamentarismo.
– L’ONU e la sua struttura.
– La guerra civile spagnola e i suoi aspetti internazionali.
– Decolonizzazione e terzo mondo nell’attuale contesto mondiale.
– II trasformismo nel 1876 e nell’Italia repubblicana.
– Quando e attraverso quali manifestazioni l’era delle nazionalità si trasforma nell’era dei nazionalismi?
– Si può distinguere tra alleanza atlantica e NATO e se sì, in quali termini?
B) Temi di storia contemporanea proposti negli esami di abilitazione per 1′ insegnamento:
Italiano, storia ed educazione civica, geografia (scuola media)
1982: Il candidato si soffermi a valutare la particolare rilevanza che la seconda guerra di indipendenza ha avuto nel determinare il quadro storico italiano nella seconda metà dell’800.
1984: Si formuli il piano di una unità didattica – vista nelle sue articolazioni rivolta ad illustrare i maggiori problemi di natura politica, economica e sociale dell’Italia tra il 1900 e la vigilia della prima guerra mondiale, indicando quali fra essi trovarono soluzione e quali, invece, rimasero come pesante eredità dei primi governi post-bellici.
Filosofia, scienze dell’educazione e storia
1982: La prima guerra mondiale fu il segno di una crisi profonda e insieme l’inizio di radicali cambiamenti nel campo politico e culturale.
Ideali di unità nazionale, sviluppo economico e potenziamento burocratico militare quali strumenti essenziali del programma di Bismarck.
1984: La “Destra storica” di fronte ai gravi problemi politici, economici e sociali del Regno unitario.
Materie letterarie negli istituti di istruzione secondaria di 2° grado
1982: L’affermazione della borghesia come classe politica e di governo; la sua importanza e valore nella genesi e nello sviluppo dello Stato moderno.
1984: Si espongano cause e fasi della “rivoluzione americana”, che portò alla nascita degli Stati Uniti, e si illustrino i principi della sovranità popolare e l’assetto costituzionale che caratterizzarono la Confederazione.
L’archivio Diaristico Nazionale (ADN)
L’archivio diaristico nazionale con sede a Pieve Santo Stefano (Arezzo) è un’interessante struttura che può essere utile a studiosi afferenti a discipline diverse: folclore, letteratura, pedagogia, psicologia, storia.
La data di nascita è recente, 1985; insoliti sono sia i modi di acquisizione del materiale, che avviene attraverso un apposito premio letterario esclusivamente riservato a diari, memorie ed epistolari, sia la pubblicità di cui l’archivio ha goduto fin dagli inizi. Dal 1984 sino al 7 settembre del ’90 sono comparsi sui maggiori quotidiani nazionali, su quelli regionali e su altre riviste qualcosa come 107 articoli prevalentemente legati al premio letterario ma che indirettamente coinvolgevano anche l’archivio. Il tutto senza contare la rubrica mensile “Diari paralleli” che l’artefice dell’ADN, Saverio Tutino, tiene con regolarità dal dicembre ’88 su “Storia Illustrata”. Stralci di diari vengono pubblicati anche in altre riviste: “Memorie e Ricordi”, nato nel 1989 e il recentissimo “Tuttestorie” di cui è uscito il numero zero nel marzo ’90. Ulteriore risonanza è venuta dal mezzo televisivo che ha ospitato, oltre allo stesso Tutino, diversi autori di diari. Sempre dagli stessi media sono stati rivolti appelli affinché i diari conservati presso le famiglie fossero inviati a questa banca della memoria collettiva.
L’intento di Tutino in origine era soprattutto quello di salvare dall’incuria e dalla sparizione i vecchi scritti di famiglia. Il fenomeno sociale che è stato invece attivato ha prodotto un materiale decisamente più recente confezionato quasi ad hoc, si direbbe, per partecipare al concorso.
Dallo spoglio dei sei cataloghi (uno per ogni anno di attività) risulta che il totale delle opere iscritte ammonta a 949 suddivise in sei categorie: diari, diari di guerra, diari di viaggio, memorie, memorie di guerra, epistolari. Nell’ultimo anno è stata attivata una nuova sezione, “Terra nuova”, dedicata al volontariato e alla cooperazione internazionale che raccoglie dieci opere. Dall’elenco delle categorie appare subito evidente che soltanto le prime tre voci riguardano diari veri e propri che costituiscono circa un terzo del totale (294 su 949). Gran parte del materiale conservato è invece costituito da memorie (557 su 949: 58,5%). Le opere “salvate”, in qualche modo recuperate da remoti cassetti, sono poco meno di un decimo e rappresentano per lo più la parte di materiale relativa al secolo scorso e ai primi decenni del XX secolo, come risulta da questa tabella:
Tab.1 Scritti classificati secondo il periodo cronologico attraversato
Anteriori alla prima guerra mondiale 100 (10,5%)
prima guerra mondiale e anni ’20. 206 (21,7%)
anni ’30 214 (22,5%)
seconda guerra mondiale 375 (39,5%)
dopoguerra e fine anni ’40 195 (20,5%)
anni ’50 200 (21,0%)
anni ’60 217 (22,8%)
anni ’70 e anni ’80 454 (47,8%)
Come si può vedere quasi uno scritto su due tocca l’ultimo ventennio e, in particolare, la prima sezione, “Diari”, vi appartiene con circa i due terzi.
La localizzazione dell’archivio e la stessa risonanza locale che esso ha avuto hanno influenzato la provenienza degli scritti che conta ben 49 opere inviate dalla provincia di Arezzo, quasi il doppio di quelle provenienti dall’Italia insulare e circa due terzi di quelle fatte giungere dal sud. Ecco il quadro completo degli scritti secondo il luogo di provenienza dell’autore:
Tab. 2
Totale opere in catalogo (*) 949 (100 %)
Italia nord occidantale 277 (29,1%)
Italia nord orientale 169 (17,8%)
Italia centrale 338 (35,6%)
Italia meridionale 67 (7,0%)
Italia insulare 29 (3,0%)
Estero 13 (1,3%)
(*) Dietro il nominativo di alcuni autori manca il luogo di provenienza.
Occorre avvertire che non sempre il luogo di provenienza corrisponde al luogo che vede l’autore protagonista o testimone degli eventi narrati. Ciò vale, ovviamente, per i diari di viaggio (50 in tutto) e in larga misura per i diari e le memorie di guerra.
Su ogni autore esiste una scheda analitica che offre notizie indispensabili, come i dati anagrafici dell’autore e i dati strutturali dell’opera.
Accanto ai testi segnalati in catalogo ne vanno aggiunti altri; si tratta di scritti assai brevi (generalmente sotto le venti pagine) denominate “testimonianze”.
L’ADN non è l’unica struttura di questo tipo presente in Italia: Genova, Este e Rovereto rappresentano altre esperienze simili più marcatamente legate però allo scopo di documentazione storica e con un numero di opere decisamente inferiore.
E’ ormai in via di definizione un tentativo di coordinamento tra l’ADN e le strutture simili (archivi di scrittura popolare) teso soprattutto a ricercare una conforme catalogazione del materiale.
Questo archivio continuerà a crescere nel tempo essendosi ormai consolidata la sua rete di acquisizioni; potrà quindi contare su invii annuali superiori alle 150 unità. Tutto il materiale è immediatamente disponibile (Piazza dei Pellegrini 1, Pieve di S. Stefano -Arezzo), grazie anche alla diligenza e alla passione dell’archivista Loretta Veri.
Mirco Dondi
Tab.3 Divisione delle opere secondo il sesso
Totale opere: 949 (100 %)
maschi 556 (58,5%)
femmine 377 (41,5%)
Borse e premi
Una borsa di studio della Domus Mazziniana
La Domus Mazziniana di Pisa bandisce una borsa di studio di 4.000.000 intitolata alla memoria del proprio socio Amedeo Piraino. La borsa “è destinata a contribuire allo svolgimento di una ricerca storica originale che rientri nel seguente ambito di indagine: «Le lotte politiche del movimento mazziniano, democratico ed operaio (XIX-XX secolo»”. Possono concorrere i laureati che non abbiano compiuto i 35 anni il 30 aprile 1991. La domanda in carta semplice deve essere inviata entro il 30 settembre 1991 alla Domus Mazziniana, via G.Mazzini 71, 56125 Pisa accompagnata da: certificato di laurea con esami e voti; breve curriculum; una copia di eventuali lavori editi o inediti, compresa la tesi di laurea; “il progetto dettagliato della ricerca, con l’indicazione delle relative fonti e obiettivi, eventualmente appoggiato da un docente universitario che si impegni espressamente a seguirla, nonché la previsione della quota-parte del proprio tempo di studio che vi si intende dedicare”. La commissione esaminatrice si riserva di convocare i candidati per un colloquio integrativo dei titoli. Erogata a titolo di anticipo una prima tranche della borsa la commissione stabilirà tempi e modi dello svolgimento e del finanziamento della ricerca riservandosi di decidere sul lavoro finale i cui diritti di stampa in ogni caso spetteranno alla Domus Mazziniana.
Quattro borse di studio per laureandi sulla storia del Risorgimento
La Fondazione «don Bartolomeo Grazioli, Martire di Belfiore» (via Veronica Gambara 13, 25121 Brescia) bandisce un concorso per il conferimento di 4 borse di studio di sei milioni (500.000 mensili lorde per 12 mesi) da usufruirsi presso Istituti Italiani di istruzione superiore per ricerche nel campo degli studi storici sul Risorgimento. Possono partecipare gli studenti italiani minori di 35 anni iscritti all’ultimo anno di università, che prevedano di laurearsi entro il 1991-’92 e ai quali non manchini più di tre esami. Le domande, con firma autenticata, dovranno essere inviate entro il 15 settembre 1991, con l’indicazione del Dipartimento o istituto presso il quale si intende usufruire della borsa, il tema della tesi, una sua illustrazione, un curriculum e l’accettazione della tesi da parte del relatore, con indicazione della probabile sessione di laurea.
16 borse per partecipare alla settimana internazionale di perfezionamento in storia politica dell’Europa contemporanea
La settimana internazionale è promossa per iniziativa del Centro di Metodologia delle Scienze sociali, Università LUISS (Roma), dal Centro Ricerche di Storia Politica (Bologna), dal Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia (Università di Bologna) e dal Progetto Federico II (Bari). Il tema 1991 è “Liberalismo, burocrazia, organizzazione della politica (1870-1940) “. 1 docenti sono Michael Freeden, Peter Clarke, David Marquand, Pierre Rosavallon, Christophe Charle, Martin Vogt, Dieter Langewiesche, Fabio Rugge, Maurizio Fioravanti. Il corso si articola in 9 sedute di lavoro di tre ore in inglese o francese. Sono ammessi 22 allievi. II costo di partecipazione è di lire 600.000, ma i primi 16 classificati usufruiranno di una borsa comprendente il pagamento di tutte le spese di partecipazione ed un contributo per spese di viaggio di lire 200.000 per i residenti in Italia e di 400.000 per gli altri. Le domande devono pervenire entro il 30 giugno al Centro, presso l’Università LUISS, viale Gorizia 4, 00198 Roma e dovranno certificare la posizione dei richiedenti (curriculum, eventuale posizione di ricerca o presentazioni di docenti) e la padronanza a livello attivo di una delle due lingue e a livello passivo dell’altra. Ulteriori informazioni possono essere chieste ai num telefonici 06/67486546, 051/235880, 080/5211438.
Lettere dei soci
Pubblichiamo qui di seguito alcune parti di lettere ricevute da due soci.
Da parte di Marco Meriggi:
(…) Riguardo al funzionamento della Società e, in particolare, al problema del direttivo. Ritengo molto importante che la società si configuri come una struttura di lavoro e di scambio intellettuale e che a nessuno venga la tentazione di considerarla una specie di lobby. (…) A mio parere, perché la società funzioni e chi ne fa parte (nord, centro, sud, uomini, donne, ordinari, associati, ricercatori, studiosi senza collocazione universitaria) la senta come propria è necessario istituzionalizzare un ricambio annuale dei vertici, e concepirlo in questa maniera: una parte del direttivo uscente resta in carica, per garantire continuità logistica, un’altra, per sorteggio, esce e lascia il posto a chi ha formulato le proposte per il seminario dell’anno successivo che abbiano riscosso i maggiori consensi. In questo modo si vota su programmi di lavoro (affidati a chi, avendoli formulatí, si presume sia in grado di realizzarli). Non si danno invece deleghe in bianco e si spezza una logica di rappresentanza amical-regional-corporativa che mi è parsa dominare in occasione del recente incontro. Credo inoltre che sia possibile pensare a una organizzazione del lavoro seminariale non necessariamente incentrata su un solo tema. Perché non quattro temi, e per ciascuno mezza giornata? Credo che tutti sarebbero più direttamente interessati e ci sarebbe più varietà.
Riguardo a un tema di possibile interesse. Recentemente mi è capitato spesso di riscontrare una forte discordanza di opinioni (…) intorno a un quesito che si potrebbe formulare così: l’Italia dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento è una società a forte tasso corporativo? Ciascuno ha referenti interpretativi diversi. Chi ha formazione giuridica tende a dir di no perché il soggetto principale gli pare essere lo Stato e l’accentramento, che legge come la negazione dei corpi. Chi ha un retroterra di ricerche storico-sociali parla spesso di una corporatività del caso italiano. Io non vedo molto profilati né lo Stato né i corpi, ma piuttosto una singolare capacità autoorganizzativa della società civile e mi viene di parlare di individualismo a maglie socialmente così ristrette da sfociare quasi in un corporativismo che è però assai poco simile a quello tedesco. Altri parlano di “familismo”. Si potrebbe provare a organizzare in modo strutturato questo tema? (. .)
Da parte di Aldo Monti:
(…) Ernesto Galli ha posto con chiarezza l’alternativa, forse troppo secca, tra seminario per “parlare” e seminario per “ascoltare”, ma credo possa esserci anche qualche formula intermedia: per un verso occorrerebbe mantenere la struttura tradizionale del convegno, con relatori invitati espressamente a prepararsi e a tenere una lezione ad alto livello; per un altro, essi dovrebbero venire a parlare non delle loro ultime ricerche, ma a un livello per così dire interstiziale, più rischioso, posto tra la loro specializzazione e altri ambiti della ricerca storica. Ciò assicurerebbe un duplice risultato: un flusso più ordinato, tradizionale ma serio, delle relazioni e degli interventi, un maggior automatismo indipendente dal talento registico del presidente di turno, una maggiore qualificazione culturale e storiografica complessiva. Mi spiego. Ogni volta che un relatore parla della sua ricerca in corso, scatta tra gli astanti un meccanismo emulativo per cui ogni ricercatore posto tra il Brennero e Capo Passero è portato a intervenire, dicendo che anche al suo paese erano presenti nel tal secolo gli istituti della modernità e modernizzazione, vanificando la rifrazione individuale dei processi generali della storia e della cultura, per cui individui e gruppi conferiscono attributi di senso diverso ai medesimi istituti generali della storia. Una caratterizzazione meno accademica delle relazioni e più interstiziale forse contribuirebbe a dare agli interventi una maggiore capacità di stimoli e di idee.
Circa i due seminari proposti, Le strutture di comando e Le identità di genere, rispettivamente da Galli e Pescarolo, penso che “l’apertura di comunicazione” proposta da Mariuccia Salvati, al fine di unificarli in un unico grande seminario, possa tradursi in un grande pasticcio. Si tratta di due seminari con oggetti istituzionalmente diversi, di carattere politologico il primo – se ho capito bene la proposta di Galli – sociale il secondo. E’ bene a mio avviso tenerli distinti, anche se nulla vieta che i primo contempli una zona di passaggio verso i rapporti sociali di autorità, e il secondo verso i rapporti politici e di potere. Non è in grado la SISSCO di tenere due seminari in un anno? (…)
Informazioni contenute nei numeri precenti di questo Bollettino:
N.2 I finanziamenti “40%” alle ricerche di Storia contemporanea (1988-1989) Enti e istituzioni di ricerca per la Storia contemporanea. Un primo censimento
N.3 Nuove linee di sviluppo per le biblioteche italiane (M.Crasta e L.Zannino)
Archivi del Novecento: cultura e politica italiana negli archivi privati del
‘900 (G.Nisticò)
La Asociacion de Historia Contemporanea
I temi di storia contemporanea ai concorsi pubblici (A.Gaudio)
Bibliografia delle tesi di dottorato di argomento storico-contemporanea
(G.Lauricella)