SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Pubblicazioni

Bollettino SISSCO n.6, febbraio 1992

INDICE

1. Un promemoria per tutti soci: l’assemblea di Marciana e l’elezione delle cariche direttive secondo il nuovo statuto
2. il seminario 1992; “Autorità e potere politico ‘nella storia dell’Italia contemporanea”
3. L’assemblea straordinaria di Roma: verbale
4. Le modifiche dello statuto
5. Per l’attribuzione dei “Premi SISSCO”: le candidature del comitato direttivo
6. I finanziamenti CUN alla ricerca per gli anni 1990 e 1991
7. I concorsi a professore associato: gli ammessi alle prove orali
8. I concorsi per ricercatore in Storia contemporanea: un aggiornamento
9. Borse di studio
10. Abbiamo ricevuto

1. UN PROMEMORIA PER TUTTI I SOCI: L’ASSEMBLEA DI MARCIANA E L’ELEZIONE DELLE CARICHE DIRETTIVE SECONDO IL NUOVO STATUTO
Questo numero del bollettino riporta due notizie la cui importanza non ha bisogno di essere richiamata ai soci: la modifica dello statuto, di cui abbiamo già dato conto a tutti con la lettera del Presidente; il seminario annuale a Marciana nel corso del quale si svolgerà anche l’Assemblea dei soci.
La SISSCO esce così dalla sua breve fase sperimentale e si avvia a quella che vorremmo fosse una normale (per quanto non “ordinaria”) amministrazione.
Inutile muovere appelli retorici alla mobilitazione dei soci o levare proclami sull’importanza di questo primo processo di compiuta istituzionalizzazione. Le ragioni che militano a favore dell’esistenza di una sede dove quei professionisti della ricerca storica sul XIX e XX secolo che lo desiderano possano ritrovarsi ed organizzare un supporto al loro lavoro personale e collettivo si sono rafforzate nel corso di questi ultimi due anni. La consapevolezza di questo si è stabilizzata: certo non ha fatto passi da gigante, ma in un paese in cui la cultura della diffidenza ed i riti della dietrologia sono quasi un costume nazionale era forse ingenuo attendersi che un mondo come quello della contemporaneistica, cresciuto tumultuosamente, ma anche per gemmazioni spontanee dalle più varie “parrocchie” culturali ed accademiche, potesse d’improvviso ritrovarsi in un celeste clima di irenismo.
La scadenza della prossima assemblea è perciò importante: andiamo verso le prime elezioni in qualche modo “a regime”, non solo perché fondate su uno statuto ormai collaudato, ma perché mettono alla prova un corpo sociale che ha in qualche misura sperimentato una serie di occasioni di scambio e di conoscenza e che giunge dunque all’appuntamento con una preparazione ed una riflessione che non si sono potute avere nella precedente esperienza.
Opportunamente il nuovo statuto ha previsto che le candidature, del presidente come dei membri del Consiglio direttivo, vengano rese pubbliche almeno un mese prima dell’Assemblea perché possano essere valutate ed apprezzate dai soci. Un buon uso di questo strumento è essenziale per la vitalità del nostro organismo: l’invito a candidarsi o a sollecitare candidature non è dunque formale. Certo l’attuale Consiglio direttivo farà il suo dovere statutario nel caso dovesse verificarsi un’inerzia da parte dei soci, ma sinceramente tutti noi ci auguriamo che questo non avvenga.
II problema è particolarmente importante e delicato per ciò che riguarda il presidente, la cui elezione diretta è ora affidata all’assemblea. Inevitabilmente la rappresentatività esterna che questa figura riveste è qualcosa di più che uno strumento formale per la vita dell’associazione nel momento in cui la SISSCO nei prossimi anni dovrà preoccuparsi non solo di gestire le occasioni sociali, ma soprattutto di allargare la sua presenza nel nostro ambito professionale e di contribuire alla definizione del profilo e delle condizioni di esercizio di un mestiere che ha bisogno di trovare “regole dell’arte” più certe e più largamente condivise.
E’ dunque necessario che i soci concorrano in modi più articolati ed in tempi più dilatati di quelli istituzionali del voto alla definizione dei candidati alla Presidenza.
Invitando tutti i soci a svolgere questo compito in piena autonomia, il direttivo uscente ritiene che faccia parte del suo mandato il farsi punto di snodo in questo lavoro di raccolta delle indicazioni per le candidature. Sollecita pertanto tutti i soci a fargli avere indicazioni in tal senso, anche sotto forma di intervento o di riflessione da far circolare tra i soci.
2.IL SEMINARIO DI MARCIANA
Procedendo nell’organizzazione del seminario annuale siamo ora in grado di fornire una prima traccia dell’organizzazione del lavoro. Aprirà come è noto Paolo Pombeni con una ampia relazione sul tema del nostro seminario (“Autorità e potere politico nella storia dell’Italia Contemporanea”): questa relazione è scritta e sarà disponibile per i soci in anticipo. 1 soci che desiderano averla possono sin d’ora prenotarsi presso la nostra segreteria, che predisporrà così gli invii in modo da essere il più tempestivi possibile (poste permettendo). A Marciana comunque Pombeni non darà lettura della relazione, ma sintetizzerà soltanto i passaggi salienti.
Il dibattito successivo sarà aperto da Adrian Lyttelton che ha cortesemente accettato di essere il discussant generale: il suo sarà dunque uno sguardo d’insieme complessivo. Nei giorni seguenti su singoli punti o sul complesso dell’ipotesi interpretativa interverranno una serie di studiosi interni ed esterni alla nostra associazione. Hanno sino ad ora già aderito all’iniziativa Angelo Panebianco, Maurizio Fioravanti, oltre ai membri del direttivo.
E’ evidente che si punta molto sul coinvolgimento dei soci, e che dunque noi attendiamo candidature per interventi. Ci sarà ovviamente una prima fase di dibattito sull’ipotesi di periodizzazione proposta da Pombeni, anche se nella nostra valutazione questo potrebbe essere uno dei momenti più concentrati (per non eccedere in un discorso la cui formalizzazione può risultare difficile). Ci pare che un punto sul quale può svilupparsi un confronto a più ampio raggio possa essere quello relativo ai tre idealtipi che Pombeni propone per l’inquadramento delle strutture del rapporto Comando/obbedienza e cioè l’idealtipo “notabilare”, quello “ecclesiale” e quello “burocratico-distributivo”. In questa fase la verifica da un lato della plausibilità di queste categorie ed anche il loro arricchimento o con altre categorie o con maggiori articolazioni interne alle categorie stesse dovrebbero risultare agevoli in una assemblea che raccoglie un così ampio spettro di interessi di ricerca.
Vorremmo poi passare ad una disamina anche del terzo settore, cioè quello che riguarda il problema del dominio delle forze anticomunitarie. Pensiamo che anche qui ci sia non solo campo aperto per una feconda discussione, ma anche necessità di affrontare collettivamente un tema che è certo di confine per la storiografia, poichè il dominio delle tendenze anticomunitarie è nella società contemporanea una dimensione “coperta” e dunque di non semplice indagine con i mezzi tradizionali della storiografia.
Sollecitiamo dunque ancora una volta candidature all’intervento organizzato nella discussione. Crediamo infatti che ad un susseguirsi casuale di interventi sia preferibile una sequenza organizzata di presenze su questioni specifiche, articolate in modo da omogeneizzare i percorsi di lettura e da evitare, per quanto possibile, sovrapposizioni noiose o dispersioni distraenti. II tempo di intervento per questo tipo di riflessioni è di 10 minuti ciascuna; gli interessati dovrebbero inviare al più presto alla segreteria una decina di righe che riassumano il contenuto del loro intervento in modo che si possa predisporre il programma articolato. Come è ovvio agli interventi programmati seguirà uno spazio di libero dibattito, che sarà però più contenuto.
Ciò su cui vorremmo vivamente attrarre l’attenzione dei soci è che gli interventi abbiano non solo un taglio pertinente rispetto al percorso proposto nella relazione introduttiva (il che ovviamente lascia tutto lo spazio per prese di distanza anche radicali e totali da essa), ma anche che si eviti la presentazione specifica di ricerche specialistiche che i singoli stanno svolgendo, poiché l’esperienza dimostra che questi approcci sono scarsamente fruibili.
3.L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI ROMA: IL VERBALE
“Verbale della assemblea straordinaria dei soci convocata -per mezzo di raccomandata a norma di statuto, venti giorni prima della riunione a Roma, presso la Fondazione Basso, il giorno 15 novembre alle ore 9.30 . L’ordine del giorno è il seguente:
1. trasferimento della sede legale da Pisa a Bologna
2. modifica norme statutarie
3. ammissione di nuovi soci
4. istituzione di un premio annuale
5. convocazione del seminario annuale su “autorità sociale e potere politico”
6. lavori per commissioni
7. varie ed eventuali.
II presidente ricorda l’odg e le norme statutarie che regolano la convocazione e l’approvazione da parte dei soci delle variazioni di statuto. A norma dell’art.7, infatti, occorre che sia presente un quarto dei soci per procedere a deliberare modifiche di statuto, essendo soci, per lo stesso art., coloro che sono “in regola col pagamento delle quote”, condizione che al momento riguarda 86 soci. Essendo oggi presenti 33 soci, è accertato che l’assemblea può procedere anche alle variazioni di statuto.
1) Sul primo punto all’odg. viene approvato il trasferimento della sede da Pisa a Bologna, presso il Dipartimento di Politica, Istituzioni e storia, Strada Maggiore, 45, delegando al Consiglio direttivo in accordo col notaio l’opportunità di inserire a statuto il nuovo indirizzo (si vorrebbero evitare continue modifiche statutarie).
2) Il presidente, rinviando al testo delle variazioni già pubblicato sul bollettino e fatto circolare tra i soci, si limita a ricordare la filosofia che ha ispirato queste proposte riprendendola dalle osservazioni scritte da Rugge in calce agli articoli modificati (cfr. Bollettino, 5,p.9). Due le modifiche principali, l’una riguardante l’elezione delle cariche direttive, l’altra l’ammissione di nuovi soci. Sul primo punto, venendo incontro a sollecitazioni da parte dei soci e alla necessità di rendere meno onerosa la procedura, si è modificato l’articolo 3 nel senso di una maggiore semplificazione e liberalizzazione dell’accesso, introducendo anche come garanzia per l’aspirante socio la nuova clausola (che viene ora comunicata) per cui il CD delibera “all’unanimità” l’eventuale non accettazione. Sul secondo punto, il presidente ricorda che in occasione della precedente assemblea elettorale erano emerse delle perplessità relativamente alla formazione degli organi direttivi e alla contrapposizione meccanica tra candidature opposte. Di qui le nuove proposte del CD miranti a distinguere l’elezione del consiglio da quella del presidente: la delicatezza di quest’ultima carica, il carattere rappresentativo del presidente, consigliano di eleggerlo direttamente dall’assemblea e con modalità diverse da quelle con cui sono eletti i membri del CD. II presidente elenca inoltre le correzioni apportate dal CD nella sua ultima seduta alle modifiche già pubblicate, riguardanti imprecisioni o incongruenze tra i vari articoli (v.all.).
Nella discussione intervengono Pavone, Signorelli, Mazzonis, Soldani, Galli della Loggia, Caracciolo e Pezzino il quale presenta una proposta di modifica sul comma dell’art.3 relativo al voto “all’unanimità” del CD in caso di rigetto di una domanda di associazione. Pezzino suggerisce il voto “a maggioranza” Messa ai voti, la proposta Pezzino viene respinta. Tramite fax M. Cattaruzza comunica il proprio consenso alle proposte di modifica dello statuto in quanto le ritiene rispondenti a una più ampia rappresentatività.
Vengono infine messe ai voti le modifiche statutarie suggerite dal CD nel loro insieme, e cioè quelle già pubblicate sul Bollettino e quelle comunicate dal presidente nella relazione introduttiva. L’assemblea approva all’unanimità. Il CD si incarica di far conoscere a tutti i soci (anche a quelli ancora morosi) le variazioni di statuto approvate.
3) L’assemblea, ai sensi dello statuto ancora vigente, approva quattro domande di associazione: due di soci già presenti (Patrizia Dogliani e Francesca Socrate) più due domande in attesa di conferma degli interessati (Lino Scalco e Eugenio Torrese).
Premio annuale. Galli della Loggia presenta l’iniziativa, rinviando per le modalità a quanto pubblicato sul bollettino. Nella discussione che segue intervengono Caracciolo, Signorelli, Pombeni, Pavone, Gallerano, Mazzonis, Pezzino relativamente al problema di una migliore qualificazione e definizione dei due premi (ricerca o saggio). Si concorda di qualificare uno dei due premi come “ricerca di studioso esordiente”. Sulla rosa dei candidati, Crainz propone che i lettori possano esprimere altre preferenze, oltre a quelle indicate dal CD. Poiché l’assemblea dopo aver votato a larga maggioranza (29 a favore, 1 contrario e 3 astenuti) l’istituzione del premio, si mostra divisa sulla proposta di una rosa di candidati proposti dal solo CD, ci si accorda su una diversa procedura: entro il 31 dicembre i soci invieranno al CD le loro segnalazioni di autori che, se votati in numero significativo (almeno 20), saranno compresi nella rosa di candidati sottoposti al voto. Il CD è incaricato di correggere il regolamento del premio secondo le indicazioni suggerite dall’assemblea, di diffonderlo presso i socie di sollecitare l’invio delle segnalazioni entro il 31 dicembre.
II punto 6 è anticipato rispetto al 5. Il presidente presenta gli orientamenti del CD sul tema lavori per commissioni, suggerendo l’istituzione di tre commissioni. Dà quindi lettura di un testo, presentato alla presidenza, di critica al regime attuale dei concorsi universitari, firmato dalla maggioranza dei presenti.
[Questo è il testo del documento “Il regime dei concorsi introdotto dalla legge di riforma 382 si è rivelato, a tutti e tre i suoi livelli, assolutamente inadeguato a promuovere quel rinnovamento costante della nostra disciplina garantito dal reclutamento dei giovani studiosi più promettenti e dall’accesso al vertice della carriera di coloro che hanno al loro attivo una produzione scientifica spesso prestigiosa e che, in sedi non accademiche, sono già da tempo protagonisti dell’attuale dibattito storiografico.
Allo stato attuale, i meccanismi concorsuali hanno penalizzato le forze migliori.
Detti meccanismi, basati sull’intreccio tra la casualità del sorteggio dei candidati alle commissioni giudicatrici e il numero chiuso, hanno già dato luogo a un effetto cumulativo di grave pregiudizio per lo status accademico della disciplina.
Una valutazione negativa su di essi è stata formulata più volte anche da esponenti autorevoli di altre discipline. Non sono mancate analisi critiche e documentate, che hanno messo in evidenza i gravi limiti di questo sistema di cooptazione e da varie parti sono state avanzate ipotesi di soluzioni alternative.
Riteniamo che questo problema riguardi anche e soprattutto le sorti di questo settore della storiografia italiana, la delimitazione dei suoi confini, la sua capacità di rinnovarsi e di stare al passo con quella degli altri paesi.
Per tutti questi motivi, riteniamo che la SISSCO sia la sede più idonea per promuovere una discussione su questa tematica e chiediamo che la metta all’ordine del giorno della prossima assemblea.”]
Lo spirito dell’iniziativa è illustrato da Arru e De Clementi. Dopo una breve discussione, su suggerimento del presidente, si decide di istituire una quarta commissione sul regime dei concorsi orientata non tanto a denunciare scorrettezze, presenti e passate, ma a formulare proposte e ad appoggiarle presso le autorità. Raccolte le candidature, le commissioni risultano così composte: a) raggruppamenti concorsuali: Romanelli (pres.), Signorelli, Dogliani; b) borse post-dottorato: Soldani (pres.), Pezzino, Banti, Detti; c) le biblioteche di storia contemporanea: Galli della Loggia (pres.), Belardelli, Piretti, Mazzonis; d) concorsi: Pavone (pres.), De Clementi, Meriggi, Rugge.
Sempre su questo punto, Caracciolo suggerisce un’altra commissione che si incarichi di censire la produzione “grigia” corrente degli enti pubblici, ai fini di salvaguardarla per gli storici del futuro. De Clementi chiede che la Sissco promuova la conservazione degli originali del censimento in corso. Il presidente promette di scrivere una lettera a G.Rey in tal senso.
7) (Varie ed eventuali). Sulla base delle modifiche di statuto appena approvate, l’accettazione di eventuali contributi deve essere sottoposta all’assemblea, pertanto l’assemblea autorizza il presidente a ricevere fondi da enti fino a un tetto massimo di dieci milioni.
Dogliani solleva il problema editoria (fondi, finanziamenti, difficoltà per i giovani nei rapporti con le case editrici). Viene incaricata di informarsi e portare proposte alla prossima assemblea.
Mazzonis dà notizia di un’iniziativa su “L’Italia contemporanea nella storiografia straniera” promossa dall’Università di Teramo con studiosi provenienti dall’Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Spagna, Unione Sovietica, Ungheria, Polonia per un ciclo di seminari che si terranno tra la fine di gennaio e maggio.
Nel pomeriggio, dopo l’intervallo, si passa a discutere il punto S, relativo alla presentazione del seminario annuale. Pombeni illustra !a traccia della sua ampia relazione introduttiva sugli aspetti relativi al potere politico. La solidità dell’impianto e la puntualità delle concettualizzazioni risultano talmente convincenti che i presenti suggeriscono di organizzare tutto il lavoro del seminario come una discussione -verifica, arricchimento, esemplificazione,.. contestazione- dei temi suggeriti in questa relazione. Si rinvia la decisione dell’eventuale lavoro per commissioni, anche perché la struttura fissata consente di scegliere all’ultimo momento. Il CD è incaricato di preparare le varie sedute del seminario con questo spirito. La prossima lettera ai soci, nel presentare i punti qualificanti della relazione Pombeni, dovrà anche sollecitare eventuali candidature dei socia partecipare con interventi direttamente collegati alle ipotesi interpretative avanzate nella relazione.
Alle ore 17, esaurito l’odg, la seduta è tolta.”
4.LE MODIFICHE DELLO STATUTO
Stiamo stampando in apposito fascicolo il nuovo testo dello statuto votato nel corso dell’Assemblea straordinaria del 15 novembre 1991. II nuovo testo ricalca in gran parte quello proposto dal Consiglio Direttivo e pubblicato sul Bollettino n.5. Ad esso tuttavia l’assemblea ha apportato alcune modifiche, che qui riportiamo.
1. il secondo comma dell’art. 2 recita ora: “Momenti fondamentali di tale attività sono l’ampia diffusione di ogni informazione riguardante l’insegnamento universitario della disciplina, l’organizzazione e gli esiti della ricerca nonché il dibattito tra i cultori della stessa”.
2. l’art. 3 è stato così modificato: “Possono essere soci gli studiosi di storia contemporanea e tutti coloro che, a vario titolo cultori della stessa o interessati alla ricerca, si riconoscono nelle finalità dell’associazione. Le domande di associazione devono essere corredate dalla presentazione scritta di due soci. Si di esse il Consiglio direttivo delibera nel termine di tre mesi dandone comunicazione sul bollettino. Le domande di associazione possono essere respinte solo con deliberazione unanime. In un anno solare ciascun socio non può presentare più di tre candidati. Il Consiglio direttivo può nominare non residenti in Italia soci corrispondenti, che sono esenti dal pagamento delle quote di iscrizione e di associazione. La nomina ha validità triennale ed è rinnovabile tacitamente. E’ ammessa…”.
3. L’inizio del secondo capoverso dell’art. 6 è così modificato: La convocazione si effettua mediante lettera da inviarsi almeno due mesi prima della data stabilita per la riunione (venti giorni prima, nel caso di assemblee straordinarie). La comunicazione…, etc. ”
4. II comma terzo dell’art. 8 recita: “Le elezioni si svolgono a scrutinio segreto nel corso dell’annuale Assemblea ordinaria. Candidature possono essere presentate sia dal Consiglio direttivo sia da un quinto dei soci entro il termine di un mese dalla data dell’Assemblea.”
5. L’art. 9 resta immutato nel primo capoverso e prosegue. “L’assenza ingiustificata a tre consecutive riunioni comporta la decadenza del mandato, che non dà luogo a surroga. Ad eccezione del caso previsto all’art.3, le delibere del consiglio sono prese a maggioranza semplice. I verbali sono conservati a cura del Consiglio stesso.”
5.PER L’ATTRIBUZIONE DEI PREMI SISSCO: LE CANDIDATURE
Come vuole lo statuto del premio istituito dall’assemblea della SISSCO, il comitato direttivo propone al voto dei soci le opere qui segnalate. 1 soci sono invitati a votare un’opera per ciascuno dei due settori inviando la scheda stampata in appendice a questo stesso Bollettino. Poiché in questo primo anno non è stato possibile comunicare con largo anticipo le candidature, il Comitato direttivo ha deciso che in deroga a quanto stabilito dal regolamento saranno valide le schede ricevute nella sede bolognese entro il 10 aprile.
A. sintesi interpretative:
Antonio GIBELLI, L’officina della guerra. La Grande Guerra e le trasformazioni del mondo mentale, Bollati Boringhieri, Torino 1991.
Attraverso una ricerca di notevole rigore, novità e ricchezza incentrata per un verso sulle memorie, sui diari e sugli epistolari dei combattenti e per l’altro su riviste di medicina e di psichiatria, oltreché su fondi archivistici in vario modo connessi al mondo della malattia mentale, la Grande Guerra viene analizzata nella sua dimensione fondante di drammatico e cruciale “laboratorio della modernità”, di primo “olocausto industriale del secolo XX”, che modifica in modo radicale parametri e modalità dell’essere e del conoscere. Pur dando ampio spazio al rapporto tra guerra e follia, l’opera intende dunque ricostruire un quadro a più dimensioni della drammatica esperienza dei combattenti e, come si dice nel sottotitolo, delle “trasformazioni” profonde a cui andò incontro il loro “mondo mentale”, rielaborando in modo originale e persuasivo analisi e riflessioni che hanno avuto negli studi di Fussell e di Leed i loro snodi più significativi e fortunati.
Quella che poteva essere ipotizzata come una lettura “troppo moderna” per un paese come l’Italia, dove a entrare in guerra furono per lo più uomini vissuti ai margini del mondo industriale (o decisamente al di qua di esso), emerge invece da queste pagine come una chiave preziosa per intendere la profondità, la durata e il carattere di massa dell’impatto con l’esperienza della guerra tecnologica e dei suoi effetti di lungo periodo: una esperienza che significò rendere partecipi di caratteri intrinseci al mondo contemporaneo come quelli della dissociazione e della doppiezza non solo le élites, ma anche il “buon fante” di jaheriana memoria.
Claudio PAVONE, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza, Bollati Boringhieri, Torino 1991
Al centro della imponente analisi e dell’originale riflessione storiografica di Pavone sono i vasti, complessi territori di incontro e di scontro fra politica e morale di un evento fondante per l’Italia contemporanea come fu “la Resistenza intesa in senso forte”, analizzata attraverso “tre guerre” -patriottica, civile, di classe.
Una messa a fuoco eccezionalmente documentata delle ragioni e delle passioni dei combattenti permette di affrontare una lettura dei venti mesi della “lotta armata” che risulta criticamente apprezzabile in tutta la sua perspicuità se letto sullo sfondo di una storia di lungo periodo – dal Risorgimento al biennio rosso, dalla frattura fra Nord e Sud alla distanza fra società civile e Stato -: una storia che, d’altra parte, questo approccio permette di sentire come straordinariamente attuale.
Convinto dell’urgenza di sottrarre la Resistenza al duplice e speculare impoverimento delle celebrazioni e delle strumentalizzazioni, Pavone sottolinea con forza il carattere storicamente determinato ma non per questo meno ‘libero’ di quella intensa stagione, vissuta dai combattenti nel nome di una nuova eticítà, necessariamente e intrinsecamente politica. Di qui un approccio che -senza sacrificare lo spessore della storia alla freschezza del vissuto, ma anche senza cadere in un’ottica piattamente storicista- valorizza al massimo il dato e la prospettiva della soggettività dei combattenti, del modo in cui essi vissero, recepirono e piegarono a sé gli eventi e le possibilità, i programmi e gli obiettivi, le occasioni e gli ordini con cui dovettero misurarsi giorno dopo giorno.
Pietro SCOPPOLA, La Repubblica dei parsiti. Profilo storico della democrazia in Italia (1945-1990), Bologna, 11 Mulino 1991
Nel panorama di una storiografia cattolica contemporaneistica che raramente ha scelto – e sceglie – di misurarsi con tematiche d’ordine generale, fa eccezione il libro di Scoppola, che vuole essere una ricognizione dei nodi ideologici e delle ragioni sistemiche che hanno condotto alla crisi attuale delle istituzioni politiche italiane.
li libro non ha alle spalle una specifica ricerca d’archivio; esso si segnala piuttosto per la capacità di organizzare un vasto materiale bibliografico che consente all’autore di illustrare la sua ipotesi circa il peso determinante che alcuni fattori originari, d’ordine specialmente culturale e costituzionale, avrebbero avuto insieme al retaggio fascista – nell’istradare la democrazia italiana sulla via del consociativismo quale unico surrogato possibile dell’aternanza nelle coalizioni di governo.
Si tratta in sostanza di un testo che può definirsi soprattutto di alta discussione interpretativa più che di ricerca in senso stretto, ma che, proprio perciò, soddisfa l’esigenza – nel nostro paese troppo spesso ingiustamente trascurata – di un rapporto “forte” tra la storiografia professionale da un lato, e l’opinione pubblica colta dall’altro.
Domenico SETTEMBRINI, Storia dell’idea antiborghese in Italia, 1860-1989, Laterza editori, Barí 1991
li libro di Settembrini si presenta come un classico libro a tesi, fortemente “tagliato” anche nell’uso delle fonti, il cui merito maggiore – come è proprio dei libri più riusciti di questo genere – consiste assai più nel mettere a fuoco un nodo storico e storiografico importante, finora rimasto in buona parte ignoto (o, come qui è il caso, ideologicamente contraffatto), che nell’offrire uno scioglimento di esso del tutto soddisfacente ed equilibrato in ogni suo aspetto.
II nodo importante di cui sopra concerne il rapporto quanto mai problematico – o, come vuole l’autore, massicciamenter ostile – verso la democrazia liberale da parte dei maggiori orientamenti ideali dell’intellighentsia italiana. Il rilievo storiografico dell’assunto, di per sé già cospicuo, è ancor più accentuato dal tentativo di Settembrini di ricondurre l’atteggiamento ora detto ad un pervadente pregiudizio antiborghese, nella forma della preoccupazione per la crisi dei valori che – a giudizio dell’intellighentsia – avrebbe inevitabilmente accompagnato il processo di modernizzazione del paese, lasciato a se stesso.
Roberto VIVARELLI, Storia delle origini del fascismo. Volume Secondo, Bologna, il Mulino, 1991
Prosecuzione dello studio già pubblicato per quanto riguarda il primo volume nel 1967 (ma ora quel volume è ristampato con una nuova significativa prefazione) l’opera di Vivarelli si colloca come una esplicita forte ripresa della tradizione etico-politica nello studio della storia d’Italia. Richiamata la tesi, ancor ritenuta fondamentale dall’autore, del nesso di fondo fascismo-nazionalismo che colloca questo movimento nella corrente profonda della cultura politica italiana, il secondo volume viene ad affrontare un altro nodo classico del problema delle origini del fascismo e cioè il rapporto tra vittoria dell’alternativa mussoliniana e dissoluzione autonoma del sistema liberale instauratosi in Italia dopo il Risorgimento.
In questa dissoluzione due punti vengono individuati come cardine della crisi: la questione socialista, in cui la componente massimalista viene ricollocata come tendenza di fondo e di lungo periodo e non come occasionale egemonia di un gruppo; la questione contadina, anch’essa connotata come momento strutturale della distribuzione delle relazioni di potere e di legittimazione.
Da una analisi incentrantesi su un periodo determinato e circoscritto nasce così una penetrante e combattiva analisi della struttura politica dell’Italia contemporanea in cui il fenomeno fascista è di nuovo cartina di tornasole per la verifica delle dinamiche di composizione e tornante storico perché il paese sia indotto a fare i suoi conti con la storia della liberaldemocrazia occidentale.
B. ricerche monografiche:
Aurelio ALAIMO, L’organizzazione della città. Amministrazione e politica urbana a Bologna dopo l’Unità (1859-1889), Bologna, II Mulino 1990
II libro di Alaimo si segnala per la capacità di far convergere attorno alla vicenda di una città in trasformazione gli apporti e gli stimoli analitici di discipline specialistiche che negli ultimi decenni si sono sviluppate entro orizzonti diversi: la storia urbana, la storia politico-amministrativa e quella sociale dei gruppi dirigenti. I primi interventi “pubblici” sul territorio urbano bolognese all’epoca dell’unità italiana, le iniziative dirette a influire sul profilo urbanistico della città e di dotarla di moderni servizi, sono qui analizzati tenendo conto sia del parallelo evolversi della relativa strumentazione giuridico-amministrativa, sia delle nuove configurazioni assunte dai gruppi dirigenti, quando i classici profili del notabilato possidente cedono a più moderne forme di professionalità, sia tecnicoburocratica che politica.
Efficace, e funzionale all’obiettivo scelto è il taglio cronologico e tematico; lo spazio limitato del trentennio preso in considerazione da Alaimo e l’ambito strettamente locale della sua indagine appaiono le dimensioni più idonee per esercitare efficamente uno sguardo aperto alla comparazione e capace di suggerimenti più generali nei quali la città non è più soltanto soggetto di “storia urbana”, oppure lo scenario passivo di vicende politico-sociali, bensì lo spazio istituzionale e sociale proprio e inconfondibile in cui si forma con le sue peculiarità, la sua esemplarità insieme nazionale e provinciale un gruppo dirigente “borghese” dell’Italia liberale.
Giuseppe BERTA, Capitali in gioco. Cultura economica e vita finanziaria nella City di fine Ottocento, Venezia, Marsilio 1990.
Si tratta di una ricerca che mira a ricostruire, attraverso il racconto e l’analisi di episodi salienti della vita della City londinese degli ultimi decenni del secolo XIX, l’ethos, costituito da peculiari modelli di comportamento razionale e da peculiari vincoli di fiducia e, infine, di superiore solidarietà, di cui si sostanzia l’ambiente finanziario di quello che fu per lungo tempo il maggior centro d’affari del capitalismo, insieme derivata della “rivoluzione industriale” nella sfera della circolazione e punto di raccordo principale della rete economica mondiale di cui il capitalismo stesso consta.
Nei quattro capitoli in cui l’opera, breve e assai densa, si snoda, vengono composti in una organica immagine eventi, imprese, personaggi, autorappresentazioni teoriche. Attività come i finanziamenti all’estero (esemplificate in ricerca con l’azione degli Hambro in Italia), o, soprattutto, situazioni come la crisi della Banca Baring e il singolare meccanismo attivato, con spirito di autoregolazione, per il di lei salvataggio sono confrontati, in controluce, con le riflessioni celebri di Walter Bagehot e valutati criticamente con una matura strumentazione critica che rivela non solo una notevole padronanza delle tecniche finanziarie del tempo ma anche una intelligente lettura di quel mondo e delle sue vicende in chiave di storia sociale – se così si può dire – della finanza. Particolarmente interessanti sono i modi in cui vengono affrontati e impostati temi classici come l’evoluzione del rapporto tra pubblico e privato o del rapporto fra aristocrazia e borghesia nell’affermazione della City. II lavoro si avvale di ricerche negli archivi Hambro della Guidhall Library così come della sterminata pubblicistica inglese del tempo.
Fulvio CAMMARANO, Strategie del conservatorismo britannico nella crisi del liberalismo. “National party of common sense” (1885-1892), Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 1990
Condotta in parallelo fra la sistematica analisi della stampa politica britannica e la ricostruzione del dibattito interno al partito conservatore (attraverso il materiale d’archivio della “National Union of Constitutional and Conservative Associations” e parte delle carte di Salisbury, Middleton, ed altri), la ricerca ricostruisce un punto nodale tanto per la storia politica britannica quanto per quella del costituzionalismo europeo. Fra 1885 e 1892 infatti sembra spezzarsi lo schema “ideologico” del bipartitismo inglese con la secessione interna al liberalismo dovuta al trauma della proposta gladstoniana di autogoverno all’Irlanda. In questo clima una parte notevole dell’intellighentzia Whig chiede la fine dei vecchi partiti e la nascita di un grande nuovo partito nazionale di centro.
All’analisi di questa svolta Cammarano reca un contributo originale per la stessa storiografia britannica. Sul geniale “trasformismo” politico di lord Salisbury, il leader dei conservatori, aveva attratto l’attenzione già nel 1978 P.Marsh; ora Cammarano raccoglie la sua lezione analizzando i modi in cui il campione della vecchia Inghilterra seppe flessibilmente adattarsi alla domanda di nuove tecniche di governo. Si tratta qui di saldare il sistema delle fedeltà sociopolitiche tradizionali con un nuovo elettorato di massa che domanda di usare il rito del voto come strumento di integrazione sociale. 11 partito politico come forza organizzata diviene, sia come dimensione primaria che come stimolatore di esperienze a latere (per esempio la Primrose League), lo strumento principe del governo di questa trasformazione socio-politica. I dibattiti interni alle organizzazioni conservatrici, qui esaminati per la prima volta in dettaglio, costituiscono la base documentaria di un lavoro che rivela notevole capacità interpretativa anche per la ricostruzione del dibattito politico costituzionale.
Gabriella GRIBAUDI, A Eboli, Marsilio editore, Vene-zia 1991
E’ un esempio di “storia locale” lungo l’arco di un secolo, che appare particolarmente felice per la sua capacità di individuare nelle vicende economiche, sociali e politiche di una comunità – o, per meglio dire, quasi dietro di esse -l’azione di fattori in senso lato d’ordine antropologico, che valgono a gettare sui fatti, e specialmente sulle relazioni fra essi, una luce quasi sempre nuova ed inattesa
Il libro si segnala anche per un uso assai abile delle fonti. Documenti d’archivio e racconti orali si giustappongono, rimandando l’uno all’altro, e si integrano, dando vita ad una dimensione narrativa che conquista il lettore.
Sul piano più strettamente storiografico, infine, il testo della Cribaudi può essere considerato esemplare di quella nuova storiografia, non più della questione meridionale, ma del Mezzogiorno, che, assumendo come dati non più discutibili lo sviluppo e la modernizzazione dell’area meridionale, si sforza non già di denunciarne la astratta “patologia” economica o etico-politica, quanto di tracciarne i peculiarissimi caratteri.
Salvatore LUPO, Il giardino degli aranci. Il mondo degli agrumi nella storia del Mezzogiorno, prefazione di Maurice Aymard, Marsilio, Venezia 1990
Attraverso un arco di tempo che copre quasi un secolo e mezzo -dalla Restaurazione alla fine della seconda guerra mondiale- l’opera indaga vicende e dinamiche della coltura degli agrumi sulle due sponde dello stretto di Messina, mirando a far emergere e a ‘disvelare’ contraddittorietà e ideologismi di un Sud sottratto alle semplificate e rassicuranti dicotomie del meridionalismo classico, sulla scorta di un ‘revisionismo’ storiografico che ha costituito uno dei terreni di confronto più innovativi e fecondi degli ultimi anni. Attraverso un’analisi condotta sulla base di un gran numero di archivi pubblici e privati, centrali e periferici, così come attraverso una lettura critica di pubblicazioni e inchieste ufficiali, di periodici e fonti minori, si ricostruisce una vicenda emblematica dell’intero universo meridionale, dove attività, figure e scelte considerate “moderne” non solo convivono, ma risultano consustanziali rispetto ad attività, figure e scelte da sempre lette come il simbolo stesso dell’arretratezza.
Allo stesso tempo, grazie ad una riuscita e fruttuosa contaminazione fra storia economica e storia politica, fra dimensione regionale e nazionale, l’a. mette a nudo le profonde distorsioni indotte anche su un piano più generale da letture tutte giocate su pretese opposizioni dicotomiche fra agricoltura e industria, liberismo e protezionismo, rendita e profitto, logiche di mercato e logiche di assistenza. Ne esce una lettura in buona misura nuova sia della rilevanza nazionale e internazionale dei flussi economici e politici riconducibili alla produzione e alla commercializzazione degli agrumi, sia del nesso simbiotico fra articolazione ‘orizzontale’ degli interessi e delle logiche su scala locale da una parte e loro subitaneo ricomporsi ogni volta che entri in campo l’opposizione verticale centroperiferia, sempre pronta a tradursi -del resto- in complicità e in sostegno.
6.I FINANZIAMENTI CUN ALLA RICERCA PER GLI ANNI 1990 e 1991
Diamo un seguito alla sintetica informazione sui progetti di ricerca «40%» del 1988-89 apparsa sul n.2 del «Bollettino», pubblicando i dati relativi agli anni 1990 e 1991. Le ultime circolari ministeriali hanno introdotto nella normativa vigente alcune novità. Queste le più significative: la funzione di coordinatore nazionale è riservata ai Professori ordinari; quella di responsabile di una Unità operativa può essere svolta anche da Professori associati e Ricercatori confermati, ma a condizione che della U0 non facciano parte Docenti delle fasce superiori; alle ricerche possono partecipare i titolari delle Borse di studio post-dottorato recentemente istituite; non possono far parte di una UO studiosi in servizio presso altre sedi universitarie.
PROGETTI DI RICERCA 40% – 1990/ 1991
[Di ogni ricerca vengono riportati il titolo, i nomi e le sedi universitarie dei coordinatori centrali (in corsivo) e dei responsabili delle Unità operative. Le parentesi quadre indicano UO non finanziate o aggregate ad altre. Avendo i progetti durata pluriennale, per evitare duplicazioni si sono indicati gli esercizi finanziari, con a fianco l’ammontare in milioni del finanziamento proposto. Le variazioni intervenute fra il 1990 e il 1991 sono segnalate in nota.]

ANARCHISMO E LIBERALISMO IN OCCIDENTE – A. Donno (Lecce), G. Berti (Padova), G. Goisis (Venezia) – 1990
ARCHIVIO INTERREGIONALE DELLA SCRITTURA POPOLARE – A. Gibelli (Genova), P. Clemente (Siena), E. Franzina (Verona) – 1990: 20 m.
ASPETTI DELLA VITA QUOTIDIANA NELL’OTTOCENTO E NEL NOVECENTO – A. Lepre (Napoli), D. Argentieri (Napoli), R. De Lorenzo (Calabria), P. laccio (Salerno) – 1991: 22 m.
CANADA E STATI UNITI: DUE ESPERIENZE A CONFRONTO – L. Codignola (Pisa), L. Bruti Liberati (Milano), V. Gennaro Lerda (Genova) – 1990: 16 m. / 1991: 18 m. [Nel 1991 l’UO di Genova non è stata finanziata.]
CETI DIRIGENTI IN ITALIA DAL FASCISMO ALLA REPUBBLICA – G. Rochat (Torino), M. Legnani (Bologna), [G. G. Ortu (Cagliari)], A. Recupero (Catania), G. D’Agostino (Napoli), F. Malgeri (Roma), C. Brezzi (Siena), N. Gallerano (Trieste) – 1991: 50 m.
CIRCOLAZIONE DELLE IDEE E ORGANIZZAZIONE DELLA RICERCA NELLE SCIENZE SOCIALI DURANTE IL SECOLO XX NEL RAPPORTO EUROPA-STATI UNITI – L. Cafagna (Pisa), G. Gemelli (Bologna), G. Millevolte (L’Aquila), V. Gallotta (Bari) – 1991
CLERICALISMO E LAICISMO NELL’ETA’ LIBERALE – C. Brezzi (Siena), G. Bonetta (L’Aquila), S. Pivato (Trieste), R. Cerrato (Urbino) – 1990: 30 m.
COMMERCIO E SVILUPPO LOCALE NEL MEDITERRANEO MODERNO E CONTEMPORANEO – F. Bonelli (Roma), M. A. Visceglia (Roma), G. Biagioli (Pisa), B. Salvemini (Bari), L. Granozzi (Catania) – 1990: 25 m. / 1991: 30 m.
CULTURA URBANA E IDENTITA’ DI GENERE – A. Arru (IUO Napoli), A. De Clementi (Napoli), M. Palazzi (Bologna), G. Fiume (Palermo) – 1990: 20 m. / 1991:30 m. [Nel 1991 si è aggiunta una UO a Firenze (Resp. S. Soldani).]
CULTURA, TECNICA E SOCIETA’ IN ITALIA DALL’UNITA’ A OGGI C G. Lacaita (Parma), E. Decleva (Milano), A. Ventura (Padova) – 1990: 15 m. / 1991: 20 m.
DEMOCRAZIA, SOCIALISMO, NUOVO ORDINE INTERNAZIONALE NELL’ESPERIENZA DELLE SINISTRE – Giuliano Procacci (Roma), [F. Bettanin (IUO Napoli)], [M. Sylvers (Venezia)], A. Agosti (Torino), [L. Rapone (Viterbo)], [P. Dogliani (Modena)] -1991: 20 m.
DINAMICHE SOCIALI URBANE E RURALI NELL’ITALIA DELL’OTTOCENTO – T. Detti (Siena), M. Flores (Trieste), S. Soldani (Firenze) – 1990: 25 m.
FONTI E MATERIALI PER LA STORIA DELLA CHIESA ITALIANA CONTEMPORANEA -D. Menozzi (Lecce), B. Bocchini Camaiani (Firenze), [M. Guasco (Torino)], G. Miccoli (Trieste), X. Toscani (Pavia) – 1990: 20 m. / 1991: 20 m.
FONTI PER LO STUDIO DELLA VITA QUOTIDIANA – A. Lepre (Napoli), R. De Lorenzo (Calabria), P. Cavallo (Salerno) – 1990
FORTUNE, RICCHEZZE ED ECONOMIE DELLE ÉLITES ITALIANE NEL SECOLO XIX - R. Romanelli (Pisa), G. Derosas (Venezia), A. Signorelli (Catania), S. Russo (Bari) – 1990: 30 m.
I CONFINATI POLITICI DELLA LUCANIA E DELL’ITALIA CENTROSETTENTRIONALE -S. Carbone (Calabria), R. Gueze (Salerno) 1991
I MOVIMENTI PER L’UNITA’ EUROPEA NEGLI ANNI 1954-1969 – G. Guderzo (Pavia), S. Pistone (Torino), D. Veneruso (Genova) – 1991
IL MODELLO IDEOLOGICO DELLO STATO CONTEMPORANEO – G. Papagno (Parma), P. Corsini (Parma) – 1990
ISTITUZIONI E SOCIETA’ NELLE AREE NORDORIENTALI DI CONFINE TRA 1700 E 1900 – C. Ghisalberti (Roma), M. R Di Simone (Trieste) – 1990 / 1991
L’ISTITUZIONE MILITARE ITALIANA IN ETA’ MODERNA E CONTEMPORANEA – P. Del Negro (Padova), G. Rochat (Torino), F. Frassati (Pisa), [L. Ceva Valla (Pavia)] – 1990: 15 m. / 1991 [Nel 1991 si è aggiunta una UO a Milano (Rese. V. Ilari).]
LA DIMENSIONE STORICA DEL PREGIUDIZIO IN ITALIA – L. Allegra (Calabria), M. Colafato (Roma), F. Levi (Torino) – 1990
LA FEDE RIVOLUZIONARIA. MITI, RITI E SIMBOLI DELLA SINISTRA ITALIANA E DEL PERONISMO NEL DOPOGUERRA – S. Sechi (Ferrara), G. Maione (Bologna), A. Riosa (Milano) – 1990: 15m.
LA FORMAZIONE DEL REGIME FASCISTA COME REGIME DI MASSA - E. Collotti (Firenze), [P. Corner (Siena)], [Giovanna Procacci (Modena)], M. Salvati (Bologna) – 1990: 16 m. / 1991: 18 m.
LA FORMAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA ATTRAVERSO I MEDIA – R Paci (Macerata), [A. Caracciolo (Roma)], [D. Ellwood (Bologna)], M.
Moretti (Sc. Normale Pisa), E. Vitale (L’Aquila) – 1990: 15 m. / 1991: 18 m. [Nel 1991 sono venute meno le UO di Roma e della Scuola Normale e si è aggiunta una UO di Pisa (Rese. G. Isola).]
LA GUERRA CIVILE IN ETA’ CON TEMPORANEA – C. Pavone (Pisa), T.
Sala (Trieste) – 1990: 15 m. / 1991: 16 m. [Nel 1991 è venuta meno la UO di Trieste e si è aggiunta una UO a Urbino (Rese. P. Di Cori).]
LA RECIPROCA CONOSCENZA EUROPA-CINA E LE OPERE DEI MISSIONARI, XVII-XIX SECOLO – G. Bertuccioli (Roma), E. Bottazzi (Cagliari) – 1990
LA SCRITTURA POPOLARE COME FONTE PER LA STORIA CONTEMPORANEA – M. Isnenghi (Torino), A. Gibelli (Genova), E. Franzina (Verona), [V. Calì (Trento)] – 1991: 35 m.
LE CHIESE, LA CHIESA E LA REGOLAZIONE DELLA SESSUALITA’ – R. Cerrato (Urbino), A. Nesti (Firenze), V. Marchetti (Bologna) – 1990
LE CRISI DELL’EST EUROPEO FRA ‘800 E ‘900: QUESTIONE NAZIONALE, CULTURA POLITICIZZAZIONE E “MODELLI” OCCIDENTALI – B. Valota (Milano), G. Petracchi (Firenze), G. Pirjevec (Padova), E. Cinnella (Pisa) – 1990
LE PARTECIPAZIONI STATALI NEL DOPOGUERRA – N. Perrone (Bari), B. Aliberti (Roma), L. Rossi (Salerno) – 1990
MOVIMENTO OPERAIO E PARTITO SOCIALISTA IN LIGURIA E PIEMONTE – R. Monteleone (Torino), R. Sinigaglia (Genova), [P. Corsini (Parma)] – 1990:15 m. / 1991:19 m. [Nel 1991 l’UO di Parma è stata finanziata.]
ORGANIZZAZIONI SANITARIE, PROFESSIONE MEDICA, RUOLO SOCIALE DELLA MEDICINA NELL’ITALIA MODERNA E CONTEMPORANEA – A. Pastore (Trieste), [E. Cuccinielllo (Venezia)], U. Levra (Torino), F. Mondella (Milano), G. Olmi (Trento), P. Sorcinelli (Bologna)
1990: 30 m. / 1991: 26 m. [Questa ricerca è il prodotto dell’aggregazione con il progetto su Sanità, architettura e società nell’Italia moderna e contemporanea coordinato da U. Levra (Torino). Nel 1991 quest’ultima non è stata riproposta; è venuta meno l’UO di Venezia e sono divenuti Resp. della UO di Torino A. De Bernardi, della UO di Milano M. L. Betri.]
ORIGINI E CARATTERI DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO – L. Briguglio (Padova), M. Degl’Innocenti (Siena), R. Chiarini (Milano), M. Tesoro (Pavia), [G.B. Furiozzi (Perugia)], Z. Ciuffoletti (Firenze), S. Fedele (Messina), [C. Nicosia (Catania)], [A. Landuyt (Siena)], [C. G. Donno (Lecce)], [A. M.
Isastia (Roma)] – 1990: 35 m. / 1991: 43 m. [Questo progetto è il prodotto di un accorpamento con la ricerca su «Modelli politici e forme di insediamento del socialismo in Italia e in Europa» (Coord. Z. Ciuffoletti). Nel 1991 l’UO di Milano non è stata finanziata ed è stata finanziata quella di Lecce.]
PLURIATTIVITA’, MOBILITA’ TERRITORIALE E SOCIALE NEL MEZZOGIORNO CONTEMPORANEO – P. Villani (Napoli), [G. Barone (Catania)], P. Bevilacqua (Roma), A. Massafra (Bari) – 1990: 28 m. / 1991: 38 m.[ Nel 1991 è venuta meno l’UO di Catania.]
POTERE LOCALE E COMUNI NEL XIX SECOLO – P. Pezzino (Pisa), O. Cancila (Palermo), R. Mangiameli (Catania), G. Raffaele (Messina) – 1990: 20 m. / 1991: 25 m. [Nel 1991 è divenuto Coord. nazionale e Resp. dell’UO di Pisa A. Lyttelton e non è stata finanziata l’UO di Messina.]
PRESENZA E RUOLO DELLE DONNE NELLA REPUBBLICA ITALIANA - M. Addis Saba (Sassari), M. L. De Cristofaro (Bari), M. Ferrari Occhionero (Roma) – 1990
PROFILI DELL’ASSOCIAZIONISMO ECONOMICO IN ITALIA DAL 1880 AD OGGI – A. Pepe (Chieti), G. Gallina (Salerno) – 1990 / 1991
RELAZIONI INDUSTRIALI E SVILUPPO ECONOMICO-SOCIALE - M. Reberschak (Venezia), [E. Franzina (Verona)], M. Isnenghi (Torino), G. Roverato (Padova) – 1990: 20 m. / 1991: 18 m.[ Nel 1991 l’UO di Torino non è stata finanziata.]
RELIGIONI E SOCIETA’ NEI PAESI MEDITERRANEI – A. Giovagnoli (Sassari), [R. Morozzo Della Rocca (Calabria)], A. Riccardi (Roma), [P. Scoppola (Roma)], [G. B. Varnier (Urbino)], I. Garzia (Bari) – 1990: 15 m. / 1991: 25 m. [Nel 1991 è venuta meno l’UO di Roma (Rese. P. Scoppola), è divenuto Resp. dell’UO di Bari S. Bordonali ed è stata finanziata l’UO di Urbino.]
SCIENZA E TECNICA NELL’ITALIA UNITA – P. Galluzzi (Siena), M. Torrini (Napoli), G. Mori (Firenze), C. Poni (Bologna), R. Mazzolini (Trento) – 1990: 33 m. / 1991: 40 m. [Nel 1991 è venuta meno l’UO di Napoli.]
STORIA DEL LAVORO IN ITALIA SETTENTRIONALE NELL’ETA’ CONTEMPORANEA -A. Varni (Bologna), F. Della Peruta (Milano), F. Taddei (Udine), [A. De Bernardi (Torino)] -1990: 33 m. / 1991: 40 m.
STORIA DELL’ITALIA REPUBBLICANA – F. Barbagallo (Napoli), G. Barone (Palermo), F. De Felice (Bari), M. G. Rossi (Firenze), N. Tranfaglia (Torino) 1990: 33 m. / 1991: 35 m. [Nel 1991 è venuta meno l’UO di Firenze e non è stata finanziata l’UO di Bari.]

STORIA DELLA PREPARAZIONE, SVOLGIMENTO E CONTESTO DEL CONCILIO VATICANO II (1958-1965) – G. Alberigo (Bologna), M. Guasco (Torino), G. L. Potestà (Milano Catt.), [A. Riccardi (Roma)] – 1990: 55 m. / 1991: 40 m. [Nel 1991 è venuta meno I’UO di Roma.]
STORIOGRAFIA ITALIANA E STORIA DEL NORDAMERICA – A. M. Martellone (Firenze), [N. Clerici (Genova)], R. Cambria (Milano), M. Vaudagna (Torino) – 1990:16 m. / 1991:19 m. [Nel 1991 si sono aggiunte UO a Pisa (Rese. F. Ghilardi) e a Macerata (Rese. A. Testi) ed è divenuto Resp. della UO di Torino G. G. Migone. Le UO di Milano, Pisa e Macerata non sono state finanziate, quella di Genova sì.]
SVILUPPO E CICLO DELL’ECONOMIA ITALIANA NEL CONTESTO INTERNAZIONALE – L. Cafagna (Pisa), [V. Negri Zamagni (Bologna)], G. Toniolo (Venezia) – 1990: 15 m.
TRA PASSATO E PRESENTE: LE CRISI DELL’EST EUROPEO TRA OTTO E NOVECENTO. MITO DEL MEDIOEVO, QUESTIONE NAZIONALE CULTURA POLITICA E MODELLI DI SVILUPPO - B. Valota (Milano), G. Petracchi (Firenze), G. Pirjevec (Padova), E. Cinnella (Pisa), M. Dogo (Trieste) 1991
UGUAGLIANZA/DIFFERENZA: VISIONI DEL GENERE – A. Buttafuoco (Siena), P. Bono (Roma), A. Cavarero (Verona), E. Donini (Torino), [F. Izzo (IUO Napoli)], [P. Magli (Bologna)] -1990: 25 m.
URBANIZZAZIONE E AMBIENTE – A. Caracciolo (Roma), [R. Covino (Perugia)], M. Scardozzi (Pisa), E. Sori (Ancona) – 1990: 20 m. / 1991: 25 m. [Nel 1991 1’UO di Perugia è stata finanziata.]
7.I CONCORSI A PROFESSORE ASSOCIATO: GLI AMMESSI ALLE PROVE ORALI
Crediamo di far cosa utile pubblicando qui, per i raggruppamenti di storia contemporanea e alcuni altri affini, gli elenchi dei candidati ammessi alle prove orali nei concorsi per posti di professore associato che si stanno svolgendo in questri giorni.
Storia contemporanea (28 posti)
commissione: Paolo Macry, Francesco Malgeri (presidente), Giovanna Motta, Gabriele Ranzato (segretario), Mario G.Rossi, Maria Luisa Trebiliani, Eligio Vitale, Pier Giorgio Zunino.
candidati ammessi alle prove orali: Filiberto AGOSTINI, Aurelio ALAIMO, Maria Francesca ANANIA, Nicola ANTONIETTI, Maurizio ANTONIOLI, Alberto Mario BANTI, Giovanni BELARDELLI, Fabio BERTINI, Stefano BIANCHINI, Duccio BIGAZZI, Bruno BONGIOVANNI, Alfonso BOTTI, Annarita BUTTAFUOCO, Fulvio CAMMARANO, Giorgio CAREDDA, Antonio CASALI, Marina CATTARUZZA, Giuseppe Adriano CIVILE, Giovanni CONTINI BONACOSSI, Paolo CORSINI, Guido CRAINZ, Raffaele D’AGATA, Lucio D’ANGELO, Leandra D’ANTONE, Pier Paolo D’ATTORRE, Augusto DE BENEDETTI, Silvio DE MAIO, Vittorio DE MARCO, Patrizia DOGLIANI, Paolo FAVILLI, Giovanni FEDERICO, Costantino FELICE, Giovanni Luigi FONTANA, Pasquale FORNARO, Bartolomeo GARIGLIO, Giuliana GEMELLI, Giovanni GOZZINI, Ivano GRANATA, Giovanni GRECO, Gabriella GRIBAUDI, Francesco GUIDA, Anna ISASTIA, Gianni ISOLA, Giancarlo JOCTEAU, Fabio LEVI, Salvatore LUPO, Luciano MARROCU, Marco MERIGGI, Luigi MUSELLA, Michela NACCI, Claudio NATOLI, Paolo NELLO, Leopoldo NUTI, Simonetta ORTAGGI, Vincenzo PACIFICI, Marco PALLA, Antonio PARISELLA, Giuseppe PARLATO, Carmelo PASIMENI, Claudia PETRACCONE, Maria Serena PIRETTI, Ilaria PORCIANI, Roberto ROMANO, Anna ROSSI DORIA, Luigino ROSSI, Paride RUGAFIORI, Marco SAGRESTANI, Adolfo SASSI, Domenico SCACCHI, Antonio SCOCOZZA, Umberto SERENI, Sandro SETTA, Sergio SOAVE, Bruno TOBIA, Luigi TOMASSINI, Mario TOSTI, Giorgio VECCHIO.
Le prove orali sono iniziate il 14 gennaio e termineranno il 28 febbraio 1992. Storia economica (12 posti)
commissione: Giuseppe Bracco, Antonio Di Vittorio (presidente), Bernardino Farolfi, Paolo Malanima (segretario), Angelo Moioli, Gianpiero Nigro, Carlo Poni, Piero Roggi, Enrico Stumpo
candidati ammessi alle prove orali: Pier Francesco ASSO, Simonetta BARTOLOZZI, Marco BELFANTI, Ivo BIAGIANTI, Duccio BIGAZZI, Viviana BONAZZOLI, Alessandra BULGARELLI, Aldo CARERA, Marina
CATTARUZZA, Lucia CONENNA, Leandro CONTE, Giuseppe CONTI, Umberto DE GIROLAMO, Nicola DE JANNI, Francesco DI BATTISTA, Giuseppe DONEDDU, Marco DORIA, Stephen EPSTEIN, Anna Maria
FALCHERO, Daniela FELISINI, Giovanni L.FONTANA, Renato GIANNETTI, Vitantonio GIOIA, Andrea GIUNTINI, Marco GUIDI, Salvatore LUPO, Maria Patrizia MAINONI, Luciano PALERMO, Valter PANCIERA, Stefano PERRI, Rolf PETRI, Renzo SABBATINI, Pierangelo TONINELLI, Ilaria ZILLI
Le prove sono inziate il 16 gennaio e termineranno alla fine di marzo.
Storia americana (4 posti)
commissione. Marcello Carmagnani, Raimondo Luraghi, Giangiacomo Migone,
Manuel Plana, Maurizio Vaudagna (segretario)
candidati ammessi alle prove orali (in questo caso, essendo il concorso già chiuso, si riportano in corsivo i nomi dei vincitori):
Marco BELLINGIERI, Luigi BRUTI LIBERATI, Susanna DELFINO, Ferdinando FASCE, Flavio FIORANI, Alberto GALLO, Ellen GINZBURG MIGLIORINI, Sandra LORINI, Daniele POMPEIANO, Paolo RIGUZZI,
Federico ROMERO, Massimo RUBBOLI, Matteo SANFILIPPO, Cristina SCATAMACCHIA, Antonio SCOCOZZA, Maria Rosaria STABILI, Maddalena TIRABASSI, Pierangelo TONINELLI, Angelo TRENTO, Chiara VANGELISTA, Nadia VENTURINI, Elisabetta VEZZOSI
Storia moderna (20 posti)
commissione. Carlo Capra, A. Coco, Alberto Monticone (presidente), Aurelio Muto
(segretario), Vincenzo Giura, Elena Fasano Guarini, Guido Pescosolido,
Gianpasquale Santomassimo
Guido ABBATISTA, Renata AGO, Livio ANTONIELLI, Alberto AUBERT, Walter BARBERIS, Carlo Marco BELFANTI, Francesco BENIGNO, Carlo Paolo BITOSSI, Roberto BIZZOCCHI, Dante BOLOGNESI, Agostino BORROMEO, Giovanni BRANCACCÌO, Alessandra BULGARELLI, Sara CABIBBO, Marina CAFFIERO, Giuseppe CARIDI, Marina CEDRONIO, Giovanni CIPRIANI, Vittorio CRISCUOLO, Michela D’ANGELO, MICALIZZI, Angela DE BENEDICTIS, Andrea DEL C L, Giuseppe DEL TORRE, Vittorio DE MARCO, Renzo DE ROSAS, Claudia DI FILIPPO BAREGGI, Pio Eugenio DI RIENZO, Andrea DOVERI, Giovanna FIUME, Irene FOSI POLVERINI, Gian Paolo GARAVAGLIA, Francesco GAUDIOSO, Giuliana GEMELLI GRAMELLINI, Gaeta RECO, Angela GROPPI, Francesco GUI, Enrico IACHELLO, Gary IANZITI, I G lamo IMBRUGLIA, Marko IACOV, Michael W.S. KNAPTON, Alberto MASOERO, Massimo
MASTROGREGORI, Umberto MAZZONE, Marco MERIGGI, Francesco MINECCIA, Daniele MONTANARI, Marcello MUSTE’, Gian Giacomo ORTU, Gigliola PAGANO, Genoveffa PALUMBO, Renato PASTA,-Marta PETRUSEWICZ, Paolo PÌASENZA, Giuseppe Agostino POLI,Anna Maria PULT, Osvaldo RAGGIO, Gian Paolo ROMAGNANI, Giorgio ROSSI, Saverio RUSSO, Renzo SABBATINI, Lucetta SCARAFFIA, Giovanni Vittorio SIGNOROTTO, Francesca’ SOFIA; Angelantonio SPAGNOLETTI, Mario
Oronzo SPEDICATO, Edoardo E.F. TORTAROLO, I Mario TOSTI, Diego VENTURINO, Marcello VERGA, Danilo ZARDIN, Sergio ZOLI.
Le prove sono inziate il 15 gennaio e termineranno alla fine di marzo.
8.I CONCORSI PER RICERCATORE IN STORIA CONTEMPORANEA: UN AGGIORNAMENTO
Aggiorniamo le schede sui concorsi per ricercatore pubblicate sul Bollettino n.5 seguendo la numerazione e i criteri tipografici di allora.
27. Lib. Univ. di Chieti, Teramo, fac. di Scienze Politiche. G.U. 24.2.89. Prove scritte 2-3 luglio 1990.
commiss.: Silvio Lanaro (I), M. Mazzetti, Francesco Perfetti (A) concorr.: circa 20, tra cui A.M. Banti, Bigatti, F.Cammarano, Dau Novelli, Iuso, B.Mantelli, S.Neri Serneri, Ponziani, M.Ridolfi. Le prove scritte sono state espletate il 2 e 3 luglio 1990. Sono stati ammessi alla prova orale Banti, Cammarano, Iuso e Mantelli. La prova, fissata per il 28 ottobre 1991, è stata annullata perché un membro della commissione (Mazzetti) si è ammalato. Nonostante le richieste dei candidati (presenti alla sede di Teramo la mattina del 28 ottobre 1991), la commissione non ha ritenuto di fissare alcuna nuova data per la prova orale. Al momento della pubblicazione di questo Bollettino saranno trascorsi tre anni dal bando. E’ un record assoluto.
28. Pisa., Scuola sup. di studi univ. e perfezionamento S.Anna. G.U. 9.3.90.
commiss.: Giuseppe Are (I), Emilio Gentile, Giorgio Petrocchi concorr.: 6 ammessi alla prova orale; N. Bellini, D. Conte, A.M. Banti, E.Biagini, A.Masoero, B.Mantelli. Dopo gli orali è risultato vincitore N. Bellini. In sede di approvazione degli atti del concorso il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ha rilevato che non si è operato secondo le nuove procedure previste dall’art.l del D.P.R. 116/1989 ed ha imposto la ripetizione delle prove scritte ed orali del concorso, ferma restando la validità delle operazioni relative ai titoli di merito. Le nuove prove scritte (che si sono tenute 1’8 ed il 9 maggio 1991) e quelle orali hanno confermato N. Bellini quale vincitore.
29. Roma “La Sapienza”, fac. di Lettere e Filosofia. G.U. 6.4.90. Prove scritte 56.12.1991.
commiss.: Fiorella Bartoccini (I), Alfonso Scirocco, Giacomina Nenci (A). concorr.: agli scritti si sono presentati 9 candidati, tra cui A.M. Banti, F. Bonini, M. Formica, G. Massullo, L. Piccioni, C. Novelli.
30. Firenze, fac. di Scienze politiche. G.U. 13.2.1990, n.13. Il bando di concorso è stato riaperto per modifiche relative ai diplomi di laurea richiesti per l’ammissione con decreto rettorale pubblicato su G.U. 2.10.90, n.78. Le prove scritte si sono svolte il 22-23.1.1992, dunque a circa due anni di distanza dal primo bando.
commiss.: Cosimo Ceccuti (IP), Elio D’Auria, Gabriella Ciampi (A) concorr.: su 31 candidati che inizialmente hanno fatto domanda, si sono presentati alle prove scritte Roberto Balzani, Boccia, Lorenzon, B.Mantelli, Mugnaini, Pugliese, Sacchetti. 31. Pisa, Scuola Normale Superiore. G.U. n.48 bis, 19.6.1990.
commiss.: Roberto Vivarelli (I), Antonio Cardini (A), Giorgio Rumi. concorr.: all’incirca 40 domande; 10 presenti alle prove scritte, di cui 2 ritirati e 5 ammessi alla prova orale. Le due prove scritte avevano i seguenti titoli: 1) L’idea nazionale dal 1789 al 1918; 2) Il 1870 nella storia d’Europa. Gli ammessi all’orale hanno ottenuto i seguenti punteggi: Roberto Pertici, 20-18; Eugenio Biagini, 15-17; Domenico Conte 14-14; Simone Neri Serneri, 14-14; Mirizio 14-14. Dopo la prova orale è risultato vincitore Roberto Pertici.
32. Verona, Fac. di lingue e letterature straniere. G.U. 31.7.1990, n.60 bis. Prove scritte 15-16.10.1991. Prove orali 5.12.1991.
commiss.: Angelo Ventura, Antonio Lazzarini, Giovanni Pillinini. concorr.: ammessi all’orale (si danno i punteggi in quest’ordine: primo scritto, secondo scritto, orale, laurea, servizi universitari, attiv. didattica, titoli scient., dipl. perfezionamento): Arcangeli (14, 14, 5, 5, 0, 0.75, 0, 0); Maria Luisa Terrari (14, 14, 6, 3, 2, 0, 3, 3); S. Cavazza (14, 16, 6, 3, 0, 0, 5, 0); R. Camurri (14, 14, 6, 3, 0, 0, 7, 0); Maurizio Zangarini (14, 14, 5, 2.50, 4, 1.25, 10, 3). E’ risultata vincitrice M.L. Terrari con 45 punti; M. Zangarini, pur avendo totalizzato punti 53.75, è stato escluso dalla classifica finale perché il punteggio conseguito negli orali (5) è inferiore al minimo richiesto per l’idoneità; la stessa cosa vale per Arcangeli.
Merita di essere segnalata la singolarità della norma che consentendo di annullare con la semplice insufficienza alla prova orale i punteggi già assegnati, restituisce piena discrezionalità al giudizio dei commissari vanificando tutte le garanzie affidate al rigido meccanismo di ripartizione dei punteggi tra i titoli e le varie prove.
33. Università di Bologna, sede di Forlì, fac. di Scienze Politiche. G.U. 3.7.91. Prove scritte 10-11.3.1992.
commiss.: Aldo Agosti, Emilio Franzina (A), Paolo Pombeni (IP) concorr.: Fulvio Cammarano
33. Camerino, fac. di Giurisprudenza. G.U. 26.7.1991, n.59.
commiss.:
concorr.:
34. Napoli, fac. Scienze Politiche. G.U. 16.8.1991, n.65.
commiss.:
concorr.:
35. Bari, fac. di Giurisprudenza, G.U. 8.10.1991, n.80 bis.
commiss.:
concorr.:
36. Perugia, Fac. di Scienze politiche. G.U. 25.10.1991, n.85 bis.
commiss.:
concorr.:
37. Lecce, fac. di Magistero, G.U. 25.10.1991, n.85 bis.
commiss.:
concorr.:
9.PREMI E BORSE DI STUDIO
Il Bollettino SISSCO pubblica bandi e informazioni su borse e premi inviati dai soci, che nell’interesse di tutti sono invitati a collaborare
PREMIO ALBERTO AQUARONE
Il premio, di 4.500.000, sarà assegnato a un laureato da non più di due anni accademici la cui tesi abbia trattato argomenti concernenti la storia degli Stati Uniti d’America. Dovrà essere utilizzato per una ricerca da svolgersi in Italia o negli U.S.A. per un periodo non inferiore a tre mesi. E’ abbinato a una speciale borsa di viaggio Fullbright e a un premio di 500$ per acquisto di libri. La domanda – da presentare in carta semlice entro il 18.4.1992 a: Comitato scientifico, Premio A.A., Commissione degli scambi culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti, via Castelfidardo 8, 00185 Roma – dovrà indicare nome e cognome del candidato, luogo e data di nascita, cittadinanza e residenza, e contenere: un curriculum con i voti universitari; un certificato di laurea con votazione; tre copie della tesi di laurea firmate dal candidato; due lettere di presentazione di docenti universitari; un dettagliato programma di ricerca; ogni altra documentazione ed eventuale pubblicazione ritenuta pertinente. Titolo imprescindibile è la buona conoscenza scritta e parlata della lingua inglese; ogni partecipante dovrà entro il 18.4.92 richiedere al direttore della più vicina sede USIS di sostenervi un colloquio in lingua inglese. II comitato scientifico che giudicherà le domande è formato dai proff. Renzo De Felice, Ottavio Barié, Tiziano Bonazzi, Cristina Giorcelli e Arnaldo Testi. Per ogni altra informazione rivolgersi alla prof. Cristina Giorcelli, Dipartimento di Studi Americani, piazza della Repubblica 10, 00185 Roma.
BORSA FRANCA PIERONI BORTOLOTTI
L’amministrazione comunale di Firenze, nell’ambito del Progetto Donna, ha bandito la seconda edizione della Borsa di Studio “Franca Pieroni Bortolotti”, da assegnare ad una ricerca inedita, in lingua italiana, di storia delle donne dall’antichità all’età contemporanea. Al premio, che assomma a 5 milioni di lire, possono partecipare studiose e studiosi, ricercatrici e ricercatori (laureateli e non), che non abbiano superato il 35esimo anno di età.
Gli elaborati dovranno pervenire in cinque copie dattiloscritte entro il 28 febbraio 1992 al Progetto Donna. Vicolo S.Maria Maggiore, 1, 50100 Firenze, con un allegato comprensivo di: domanda di partecipazione; generalità; domicilio; breve curriculum degli studi e delle attività svolte; dichiarazione con cui si assicura di non aver ricevuto alri premi per la ricerca presentata e di non averla già pubblicata o in corso di pubblicazione, né integralmente né parzialmente.
La Commissione giudicatrice, composta da membri della Società Italiana delle Storiche, sarà presieduta dall’assessore all’istruzione e università del Comune di Firenze, che in occasione della premiazione si impegna ad organizzare una giornata di studi su un tema di storia delle donne. L’amministrazione comunale si riserva la facoltà di promuovere la pubblicazione, totale o parziale, dell’opera vincitrice, mentre tutti gli elaborati pervenuti saranno depositati presso il costituendo Archivio di studi sulla storia delle donne.
PREMI PER TESI DI LAUREA SU ASPETTI ECONOMICO-SOCIALI DELLA PROVINCIA DI PISA
La Camera di commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pisa bandisce due concorsi per l’assegnazione di 8 premi di 4 milioni ciascuno per tesi di laurea riguardanti aspetti economico-sociali, generali o particolari, attuali o storici, della provincia di Pisa o singole parti di essa. Potranno partecipare i laureati presso le facoltà dell’Università di Pisa negli anni acc. 1990/91 e 1991/92 e che abbiano riportato votazione non inferiore a 99/110. Le domande dovranno pervenire alla CdC, piazza Vittorio Emanuele li, rispettivamente entro il 30.6.1992 ed il 30.6.1993, e dovranno contenere tre copie della tesi; un atto di nascita; il certificato di laurea.
10.ABBIAMO RICEVUTO
BIBLIOGRAPHISCHE INFORMATIONEN zur italienischen Geschichte im 19. und 20. Jahrhundert / INFORMAZIONI BIBLIOGRAFICHE sulla storia d’Italia nei secoli XIX e XX
Herausgegeben vonl a cura di Jens Petersen per il Deutsches Historisches Institut im Roma/Istituto Storico germanico in Roma, Arbeitsgemeinschaft für die neueste Geschichte Italiens, Trier/Gruppo di lavoro per la storia contemporanea, Treviri
Si tratta di una ricca rassegna di indicazioni bibliografiche raccolte in ordine alfabetico, quasi sempre con rapide indicazioni del contenuto e su eventuali segnalazioni o recensioni.
n.67, giugno 1991, 87 pp. con 678 titoli (dal n.24.235 al n. 24.913)
n.68, settembre 1991, 57 pp. con 622 titoli (dal n.24.914 al n. 25.536).
Deutsches Historisches Institut im Roma/Istituto Storico germanico in Roma, STORIA E CRITICA. DIE ITALIENISCHE ZEITGESCHICHTE IN SPIEGEL DER TAGES- UND WOCHENPRESSE, nn.49-50 (1991), zusammengstellt und herausgegeben von Jens Petersen, pp. 144.
Si tratta di una raccolta di riproduzioni fotostatiche di ritagli dalla stampa italiana di interesse per gli studi di storia contemporanea (recensioni, interventi politici, commemorazioni, etc.) apparsi dalla fine del 1990 alla prima metà del 1991
Nei precedenti Bollettini SISSCO abbiamo pubblicato:
n.2 (esaurito): 1 finanziamenti “40%” alle ricerche di Storia contemporanea, 19881989; Enti e istituzioni di ricerca per la storia contemporanea: un primo censimento
n.3: Nuove linee di sviluppo per le biblioteche italiane (M.Crasta e L.Zannino); Archivio del Novecento: cultura e politica italiana negli archivi privati del ‘900 (G.Nisticò); Bibliografia delle tesi di dottorato di argomento storicocontemporaneo (G.Lauricella)
n.4: Per un profilo della disciplina: l’elettorato del concorso per professore associato; Progetto “Meridiana/Scuola/Formazione” (A.M.Banti); I temi di storia contemporanea nei concorsi pubblici; L’archivio diaristico nazionale (M.Dondi)
n.5: Istituzione di un “Premio SISSCO”; La proposta CUN sulla riforma dei raggruppamenti disciplinari; I concorsi per ricercatore di Storia contemporanea; Le borse di studio post-dottorato (P.Pezzino); Tesori nascosti: l’archivio delle pubblicazioni dello Stato (G.Lauricella)