SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

Il Mezzogiorno italiano nelle reti di trasporto

(1860-2003)

Coordinatrice: Leandra D’Antone (Università di Roma “La Sapienza”)
Convegno Sissco: Cantieri di Storia II
Sabato 27 settembre
III Sessione: 9.00-13.00
Palazzo dei Celestini, Sala Consiliare, Via Umberto I, 13

Nell’età contemporanea la libera circolazione di uomini, merci e capitali, la pace internazionale e la stabilità monetaria, sono state scenari di accelerati fenomeni di convergenza, di integrazione socio-economica e culturale, di valorizzazione delle specializzazioni e delle abilità produttive di ogni tipo. In tali scenari i sistemi di trasporto non sono stati e sono semplice condizione materiale per il movimento delle merci e degli uomini, ma dotazioni contestuali rappresentative delle possibilità di sviluppo e delle stesse identità dei territori. Essi hanno testimoniato e testimoniano la capacità delle istituzioni pubbliche centrali e periferiche di valorizzare le risorse locali nei mercati interni e internazionali e la qualità delle politiche pubbliche attente alle conoscenze tecnico-scientifiche per visioni lungimiranti del bene comune e dell’equilibrio ambientale.
Quanto detto vale anche per le regioni del Mezzogiorno italiano che hanno manifestato storicamente migliori performance produttive e istituzionali proprio nelle fasi di maggiore apertura internazionale (primo quindicennio del ‘900, anni Cinquanta-Sessanta). In tali fasi le strategie trasportistiche sono state caratterizzate dall’espansione multimodale, dall’impegno delle istituzioni centrali e periferiche e dalla mobilitazione di capitali sia pubblici che privati. Inoltre esse sono state caratterizzate da un’equa distribuzione della spesa tra le regioni italiane.
Al contrario, nel periodo dell’”industrializzazione pubblica autoritaria” e del welfare “meridionalista”- gli anni settanta-ottanta del Novecento-, le regioni del Mezzogiorno hanno accumulato un gravissimo ritardo nella dotazione infrastrutturale. Soltanto nell’ultimo decennio, nel quadro della formazione dell’Unione europea, la riqualificazione delle reti di comunicazione di ogni tipo è tornata al centro delle strategie pubbliche secondo un’idea di sviluppo fondata sulla competitività dei territori, i cui risultati sono già sensibili in termini di export, dinamismo imprenditoriale, possibilità lavorative.
In quest’ultimo scenario è stato riconsiderato anche il problema di un collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente, che sin dall’Unificazione italiana ha mobilitato la cultura ingegneristica e tecnica, istituzioni pubbliche e interessi economici organizzati. La storia del Ponte di Messina è significativa della distanza “storica” dal collegamento ferroviario ipotizzato nel 1860, alla realizzazione dei grandi corridoi internazionali del mondo di oggi.

Programma
La Storia
  1. Luciano Cafagna- Presidente

  2. Leandra d’Antone (Università di Roma “La Sapienza) – Introduzione: Mezzogiorno aperto (relazione)
  3. Giuseppe Barone (Università di Catania) – L’intermodalità ferrovia-mare (1860-1960)
  4. Carmelo Pasimeni (Università di Lecce) – La Puglia: dall’intervento straordinario al Piano regionale dei trasporti (relazione File .doc, 1 MB)

    I ritardi, che la Puglia presenta oggi nel settore della mobilità, rinviano ad una riflessione storica su momenti nodali, periodizzanti, del sistema trasportistico regionale, che rappresenta una componente prioritaria dello sviluppo economico pugliese. Essi vanno dai primi interventi della Cassa per il Mezzogiorno all’istituzione della Regione Puglia; dalla settorializzazione degli interventi, mediante incentivi e agevolazioni verso determinate realtà locali, alla costituzione delle Società di Trasporto pubblico locale; dal potenziamento del trasporto privato, sostenuto e finanziato, però, dal capitale pubblico, alla caduta verticale di ogni progettualità della mobilità regionale. La ricostruzione che si propone, infatti, ruota attorno al rapporto, storicamente determinato, tra marginalità e integrazione, che ha nel corso degli anni caratterizzato la vita politica, economica e sociale della regione, segnandone lo sviluppo o il mancato sviluppo. Un rapporto verificabile in tre direzioni: sul piano delle sollecitazioni e delle opportunità offerte dai processi internazionali; su quello più strettamente regionale relativo alla formazione delle gerarchie territoriali; sul piano delle capacità delle classi dirigenti pugliesi a raccogliere le sfide e a governare i processi in atto. In Puglia l’intervento straordinario promosso dalla Cassa per il Mezzogiorno nel settore delle infrastrutture viarie, ferroviarie e portuali, ha prodotto uno squilibrio all’interno della regione, non riuscendo a valorizzare in modo organico e programmatico le potenzialità locali. Esso, infatti, fin dal primo momento ha esaltato la centralità di Bari, che diventa al tempo stesso il punto terminale e lo snodo ferroviario e autostradale dei flussi della movimentazione di uomini e di merci da e per la Puglia. Il Piano Regionale dei Trasporti appena varato, il primo nella storia della Regione Puglia, può essere l’occasione per rilanciare lo sviluppo economico e sociale regionale, attraverso l’organizzazione, la razionalizzazione e l’integrazione dei diversi vettori, a condizione però che riesca a contemperare le nuove, e per certi versi inedite esigenze, che provengono dalle realtà sub regionali, con la programmazione europea nell’attuale e delicata fase di integrazione con i paesi del vicino Oriente. La progettazione del Corridoio 8 e la recente sottoscrizione dell’accordo tra Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia per favorire e incrementare i collegamenti marittimi nel Sud Europa (le cosiddette “autostrade del mare”), conferiscono alla Puglia un ruolo non secondario nell’acquisita centralità del Mediterraneo. I porti di Taranto, con l’insediamento della Evergreen (società di Taiwan per la movimentazione di container), di Brindisi e di Bari si pongono nello scenario internazionale come poli della grande movimentazione da e per l’Oriente, e come centri di raccolta e di smistamento delle merci per il Nord Europa. La prospettiva da perseguire, quindi, è quella di evitare che essi operino in modo isolato e di agevolare invece il loro inserimento in un sistema strettamente integrato all’interno di un’intermodalità di trasporto (aeroporti, ferrovie, autostrade) estremamente ramificata ed efficiente.

  5. Michele Capriati (Università di Bari) – I sistemi locali dell’Adriatico: idee per la costruzione di reti di prossimità

    Il contributo verterà sull’analisi delle relazione tra sistemi locali delle regioni adriatiche italiane e sviluppo economico dei paesi balcanici, indagando in particolare le opportunità di crescita reciproca offerte dalla costruzioni di reti transadriatiche. Queste ultime saranno analizzate prestando attenzione a tre differenti dimensioni
    – quella produttiva, con riferimento alla costruzione, implementazione e innovazione della catena del valore transadriatico (forme di decentramento produttivo, investimento diretto, investimento finanziario);
    – quella infrastrutturale per il trasferimento di persone e beni, con particolare attenzione ai problemi legati alla costruzione dei corridori transeuropei che coinvolgono i Balcani: VIII, X, IV);
    – quella istituzionale, con particolare attenzione alle istituzioni intermedie e alla governance a livello locale.
    Il saggio si concluderà con l’indicazione di alcuni interventi ipotizzabili per la costruzione ed il miglioramento delle reti di prossimità transadriatiche.

  6. Giulio E. Cantarella (Università di Salerno) – Francesco Russo (Università “Mediterranea” di Reggio Calabria) – I corridoi internazionali

    Si descrivono i principali corridoi internazionali del trasporto merci con riferimento al bacino del mediterraneo, in termini di itinerari, offerta di trasporto, domanda di mobilità e traffici; quindi si analizza il ruolo, nel recente passato e prevedibile per il futuro, del sistema dei trasporti dell’Italia meridionale, in relazione alle infrastrutture portuali e terrestri, ai servizi, agli operatori (con cenni al quadro normativo).

 Gli scenari attuali

Saluti del presidente della Sissco Raffaele Romanelli

Tavola rotonda con:

  • Ennio Cascetta (Assessore ai Trasporti, Regione Campania)
  • Sergio D’Oria (Presidente Camera di Commercio di Lecce)
  • Raffaele Fitto (Presidente Regione Puglia)
  • Gaetano Fontana (Ministero delle Infrastrutture)
  • Filippo Lapadula (Commissione Speciale VIA- Ministero dell’Ambiente) (relazione)
  • Gianfranco Micciché (Viceministro dell’Economia)
  • Silvio Pancheri (DPS – Ministero dell’Economia) (relazione)
  • Lorenzo Ria (Presidente Provincia di Lecce)
  • Gianfranco Viesti (Università di Bari)
  • Pietro Ciucci (Amministratore Delegato Società Stretto di Messina)