SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

«Interessi nazionali» nella politica estera dell’Italia repubblicana

 integrazione, atlantismo, interdipendenza e cooperazione

Coordinatore: Luciano Tosi (Università di Perugia)
Convegno Sissco: Cantieri di Storia II
Sabato 27 settembre
III Sessione: 9.00-13.00
Aula Sp2

Il panel si propone di mettere a fuoco il dibattito storiografico che si è sviluppato dopo il 1989 intorno alla politica estera dell’Italia repubblicana, affrontando in particolare il tema degli “interessi nazionali”. Integrando le consuete analisi basate sulla politica di potenza e sulla storia diplomatica con una più ampia prospettiva contemporaneistica e con aperture interdisciplinari, si intende analizzare i diversi elementi che hanno concorso a comporre, dopo la Seconda guerra mondiale, un tipo di interesse nazionale più articolato e complesso rispetto alle tradizionali concezioni della politica estera dello Stato nazionale. Appare infatti essenziale considerare, insieme alle fondamentali esigenze di sicurezza e di stabilità che hanno presieduto alla politica atlantica, le spinte verso l’integrazione ecponomica e politica con altri paesi europei, le dinamiche di interdipendenza economica che sollecitavano rapporti anche con paesi esterni all’ area atlantica e le prospettive di cooperazione economica e politica internazionale, che si sono espresse sotto forma di diplomazia multilaterale in sede di organizzazioni internazionali e in altre forme. Il panel dedicherà inoltre specifica attenzione ai diversi soggetti – politici, economici, culturali – che hanno concorso alla definizione degli interessi nazionali dell’ Italia repubblicana e ad una politica estera ad essi corrispondente.

Programma

  1. Agostino Giovagnoli (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) – Presidente

  2. Federico Romero (Università di Firenze) – Sotto le ali dell’aquila americana

    L’alleanza con gli Stati Uniti – formalizzata nell’Alleanza atlantica ma ben più ramificata in molti altri campi – è stato uno dei pilastri costituenti dell’Italia repubblicana. Le interpretazioni storiografiche sulle scelte e gli attori che hanno dato vita a tale alleanza, e sulle sue implicazioni per il cinquantennio repubblicano, hanno a lungo rispecchiato le originarie divisioni politico-ideologiche della guerra fredda. Le acquisizioni degli ultimi anni, tuttavia, hanno permesso di rivedere e trascendere quei vecchi dibattiti sulla “difesa” o il “tradimento” di interessi nazionali sempre interpretati alla luce del bipolarismo ideologico. La relazione illustrerà il nuovo quadro storiografico sulle relazioni tra Italia e USA nel dopoguerra e discuterà, in particolare, la nuova demarcazione e commistione che è possibile riscontrare tra interesse nazionale e interdipendenza.

  3. Antonio Varsori (Università di Firenze) – Europei a dispetto dell’Europa? L’Italia nella costruzione europea

    L’intervento prenderà in considerazione il ruolo svolto dall’Italia nel processo di integrazione europea dagli anni ’40 alla fine degli anni ’70. Esso si fonderà tra l’altro su una serie di ricerche archivistiche condotte da un gruppo di lavoro guidato da chi scrive e dal Prof. Pier Luigi Ballini, ricerche che sono state condotte presso archivi italiani e stranieri. Esso sarà inoltre il risultato di una serie di riflessioni e analisi espresse nel corso degli ultimi anni dalla storiografia italiana intorno a questo tema. Fra gli aspetti interpretativi che si intende affrontare in occasione del convegno SISSCO vi è il tentativo di ripensare criticamente l’assunto in base al quale la scelta europea dell’Italia si sarebbe caratterizzata per la sua vaghezza e per un continuo richiamo a posizioni ideali. In realtà la politica italiana verso l’integrazione trovò ragione in precisi interessi, in ampia misura di natura economica, che si legavano a una visione di modernizzazione, di sviluppo economico-sociale e di supporto alla soluzione del problema del Mezzogiorno. Non saranno comunque trascurati gli aspetti politici e l’aspirazione, soprattutto negli anni del centro sinistra, a svolgere un ruolo internazionale di rilievo. Fra i motivi che impedirono all’Italia di realizzare tutti i suoi obiettivi, si cercherà di sottolineare la debolezza ‘strutturale’ del paese, l’incapacità – o difficoltà – di inserirsi in uno dei ‘blocchi’ che avrebbe dominato la costruzione europea, nonché gli ostacoli a trovare obiettivi comuni con i partner maggiori.

  4. Luciano Segreto (Università di Firenze) – I processi di interdipendenza economica
  5. Silvio Pons (Università di Roma “Tor Vergata”) – La “nazione della sinistra italiana” e la politica di distensione

    La storiografia dell¹ultimo decennio ha ampiamente messo in luce come nel primo decennio successivo alla Seconda guerra mondiale, la nozione di “interesse nazionale” nelle forze della sinistra italiana venga fortemente segnata, e in buona parte compromessa, dal legame politico e ideologico con l¹Unione Sovietica. La sinistra subisce le conseguenze della divisione della guerra fredda e gioca un ruolo subalterno negli orientamenti internazionali dell¹Italia, tra suggestioni neutralistiche e propaganda anti-imperialistica. E¹ soltanto dopo il 1956 e con la cosiddetta prima distensione dell¹inizio degli anni Sessanta che il quadro si modifica sostanzialmente, con l¹allentamento del “vincolo esterno” e con la spaccatura tra socialisti e comunisti. In modi diversi, appare centrale il ripensamento del giudizio sull’Europa. Il tema dell¹atlantismo, soprattutto nel caso dei comunisti, continua ancora a evidenziare limiti e contraddizioni derivanti dall¹eredità della guerra fredda. Tuttavia, il nesso tra distensione ed europeismo diviene l¹elemento principale per la definizione dell¹interesse nazionale nella sinistra italiana.

  6. Luciano Tosi (Università di Perugia) – La ricerca delle regole. L’Italia e la cooperazione internazionale

    Nel secondo dopoguerra l’interesse dell’Italia per la cooperazione internazionale si è manifestato in modo crescente per una serie di ragioni, connesse alla nuova realtà interna e internazionale, su cui la relazione cercherà di far luce. Tale interesse sembra essere uno dei tratti distintivi della politica estera italiana postbellica che, nonostante ricorrenti tentazioni nazionalistiche, ha cercato di perseguire i suoi obiettivi attraverso la costante ricerca di regole sul piano internazionale, con una forte attenzione verso i processi di integrazione e cooperazione. Assai spesso la realizzazione di importanti obiettivi internazionali dell’Italia è stata affidata alla diplomazia multilaterale che si è affiancata alla tradizionale diplomazia bilaterale. Nonostante inevitabili resistenze, soprattutto da parte di alcuni ambienti economici e burocratici, e una certa sopravvalutazione delle organizzazioni internazionali, l’Italia ha visto in queste ultime strumenti ottimali per realizzare non solo i suoi obiettivi politici e militari ma anche quelli economici e sociali.

  7. Guido Formigoni (Università IULM di Milano) – Discussant