SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

Per una storia delle città nell’Italia contemporanea

cinque parole chiave

Convegno Sissco: Cantieri di Storia II
Coordinatori: Salvatore Adorno (Università di Reggio Calabria) e Filippo De Pieri (Politecnico di Torino)
Venerdì 26 settembre
II Sessione: 9.00-13.00
Aula Sp8

La sessione si propone come un contributo sulla storia delle città italiane in età contemporanea che sia anche una riflessione, parziale e mirata, sul dibattito sullo stato della storia urbana italiana, ovvero le città italiane in età contemporanea come oggetto su cui verificare approcci differenti maturati o in via di maturazione dalla storia urbana italiana e internazionale.
Il punto di partenza comune è la consapevolezza della complessità e della pluridisciplinarietà di un discorso storico che voglia indagare sulla costruzione sociale dello spazio e sulle relazioni tra morfologie fisiche, morfologie sociali e morfologie delle rappresentazioni dell’urbano. Piuttosto che ragionare per casi di studio la strada scelta è quella di individuare alcune parole chiave che funzionino come accesso alla dimensione dell’urbano ma che abbiano un campo semantico e interpretativo più vasto, parole che si pongono al confine tra discipline e oggetti d’indagine diversi. Nello stesso tempo queste parole toccano temi caldi del dibattito storiografico sulle città e corrispondono a ricerche in corso o da poco concluse. Le parole che emergono da questa griglia sono Saperi, Scenari, Risorse, Consumi, Piani. Ognuno dei termini scelti permette un dibattito ad ampio raggio tra storici del contemporaneo, geografi, antropologi, sociologi, urbanisti, specialisti di cultural studies. A ogni partecipante è stato chiesto di declinare queste parole in relazione alla specificità urbana, di tracciare un bilancio storiografico, tenendo conto possibilmente di un’ampia dimensione comparativa, di rapportare il dibattito italiano a quello internazionale e di proporre alcuni punti per una possibile agenda di ricerca in relazione alla storia delle città italiane. Una relazione introduttiva cercherà di tracciare un bilancio sulla storia della città italiane in età contemporanea ancora una volta a partire da alcuni termini chiave che sono il prodotto di una storiografia più consolidata e che rimandano quindi a risultati in parte già acquisti nel dibattito italiano: città/campagna, centro/periferia, locale/nazionale. Due discussant trarranno una prima sintesi in funzione del dibattito. Il tutto come piccolo contributo alla costruzione di una rinnovata attenzione della storiografia contemporaneistica, anche in Italia, al problema della storia del paesaggio costruito.

Programma
  1. Salvatore Adorno (Università di Reggio Calabria) e Filippo De Pieri (Politecnico di Torino) – Introduzione: Le città italiane in età contemporanea (relazione)

    L’intervento avrà un taglio a metà tra la rassegna bibliografica e la proposta interpretativa. Affronterà alcuni temi tradizionali della storiografia sulle città italiane: il rapporto città/campagna, la dialettica centro / periferia e locale / nazionale. In modo più specifico si articolerà sui seguenti punti.
    1) Si discuterà di come la forte permanenza della società rurale (in termini demografici, culturali, politici ed economici) abbia condizionato sia la vita urbana, sia le letture storiografiche del rapporto città/campagna.Inoltre si mostrerà come la campagna, più della città, abbia secondo alcuni storici, rappresentato il principio ordinatore della storia nazionale.
    2) Si discuterà di come a partire dagli anni Ottanta del Novecento il declino del paradigama storiografico del meridionalismo classico e l’affermarsi del modello della Terza Italia abbia riattivato l’interesse storiografico nei confronti delle città meridionali e dei centri medi dell’Italia del nord est. Si mostrerà come il passaggio dal dualismo Nord Sud alla Terza Italia abbia rappresentato il passaggio da un’idea dello spazio uniforme e astratto a quella di uno spazio denso di relazioni specifiche radicate nel territorio.
    3)Si discuterà di come la dialettica della storia amministrativa tra centro e periferia e quella della storia politica-culturale tra costruzione delle identità locali e processi di nazionalizzazione, abbiano rappresentato, nell’ultimo quindicennio una chiave d’accesso importante alla conoscenza della città italiana contemporanea. Si mostrerà come questo intreccio sia particolarmente produttivo quando la storia sociale si incontra con quella amministrativa e quando le due discipline utilizzano la città costruita non come mero scenario di vicende umane bensì come il prodotto dell’interazione sociale.
    4)Si discuterà di come una storia della città intesa come interazione tra morfologia fisica morfologia sociale e morfologia delle rappresentazioni urbane finalizzata allo studio della produzione sociale dello spazio, possa trovare intorno al rapporto città campagna, alla differenziazioni degli spazi nazionali, alla dialettica centro periferia e locale nazionale, alcune tendenze generali della trasformazione urbana e territoriale su cui confrontare le specificità di ogni singola città.

  2. Pierre-Yves Saunier (CNRS Lyon) – Saperi (relazione)

    Il est bien évidemment de multiples manières d’aborder un tel thème. Savoirs du quotidien, ceux des habitants des villes qui y  vivent, y survivent, y travaillent. Savoirs professionnels comme ceux des métiers qui ont la charge de gérer la ville, des ingénieurs aux politiciens. Savoirs savants, ceux des disciplines qui ont proposé des déclinaisons urbaines de leur corps d’hypothèses et de terrains, des sociologues aux économistes. Je privilégierai ici un angle bien particulier, qui me semble pouvoir mettre en perspective des temporalités, des lieux et des supports divers, celui de l’histoire de la circulation entre villes des savoirs sur la ville. L’hypothèse de la circulation horizontale de certains savoirs et savoir faire en matière de gouvernement municipal (organisation et politiques publiques) a pris de l’importance ces dernières années dans les sciences sociales, notamment dans les pays qui ont le plus été marqués par le double mouvement de décentralisation nationale et de développement d’une souveraineté européenne supranationale. Cette circulation, tant à l’intérieur des frontières nationales que par dessus ces dernières, n’est pourtant pas une nouveauté. On proposera ici d’en faire un panorama historique et de revenir sur les possibilités d’une telle approche. Quels types de savoirs ont circulés entre les villes européennes à l’époque contemporaine ? Par quelles voies, quels moyens ? Selon quelles contraintes ? Comment ont ils été modifiés, adaptés, retraduits dans ces mouvements ? et quel fut finalement l’impact de ces circulations ? On terminera par quelques propositions de recherche dans un champ actuellement en développement.

  3. Paolo Capuzzo (Università di Bologna) – Consumi. Storia dei consumi in città: esiti e prospettive della recente storiografia sull’Europa (relazione)

    Il contributo illustra brevemente le tappe salienti dello sviluppo di una nuova storiografia sui consumi che si è sviluppata negli ultimi venti anni, in stretta relazione con un’analoga attenzione al consumo mostrata da altre scienze sociali(in primo luogo sociologia e antropologia). La discussione verrà poi focalizzata sui seguenti aspetti:

    • La città come luogo di circolazione di idee, incontro tra culture e il suo ruolo nell’innovazione degli stili di consumo;
    • L’impatto sulla morfologia urbana della trasformazione delle infrastrutture di consumo, con particolare riferimento al caso dei grandi magazzini;
    • Il rapporto tra sociabilità urbana e commercializzazione, la natura sociale dello shopping e le pratiche sociali che avvengono nei luoghi di consumo.

    Il contributo avrà un carattere selettivo e mirerà più a mettere a fuoco alcuni snodi problematici che a fornire un quadro esaustivo della storiografia; l’arco cronologico considerato è infatti molto ampio (dalla fine del 1700 in avanti). Si farà riferimento principalmente alla storiografia europea (Inghilterra, Olanda, Germania, Francia, Italia) con gli inevitabili richiami ai principali contributi della ricerca americana.

  4. Gabriella Corona (Istituto di Studi sulle società del Mediterraneo – CNR Napoli) – Risorse: città e natura: un ossimoro? (relazione)

    Prendere in considerazione la città dal punto di vista del suo rapporto con le risorse naturali vuol dire porre a fondamento dell’analisi una concezione della città come ecosistema eterotrofo. La città si sarebbe venuta a configurare come un ecosistema avente una pluralità di relazioni con l’esterno che si manifestano come flussi di entrata (risorse alimentari, idriche, energetiche) e flussi di uscita (rifiuti, acque reflue, gas inquinanti). Come un sistema, cioè, che drena, metabolizza ed espelle gigantesche quantità di risorse naturali e di energia. In questo senso, essa si è configurata storicamente come un sistema dissipativo. Ma, è con il XIX secolo che la città si trasforma da sistema dissipativo a bassa entropia a sistema dissipativo altamente entropico. Questo passaggio si colloca all’interno di quella che Clive Ponting ha definito come la seconda grande transizione, caratterizzata dal consumo su larga scala di combustibili fossili, legato ai grandi sconvolgimenti economici, sociali e demografici dell’età contemporanea. Pur con forti vincoli tecnici e limiti di conoscenza, le popolazioni urbane hanno lavorato duramente al fine di controllare, governare e dirigere i problemi che i processi di industrializzazione e di modernizzazione del mondo occidentale hanno reso via via più complessi. Le attuali realtà urbane, d’altra parte, riflettono di gran lunga l’esito finale dei modi e delle forme attraverso i quali si sono storicamente configurati e risolti i problemi sorti nell’ambito dell’organizzazione materiale e sociale dello spazio: l’insalubrità, l’approvvigionamento energetico, le risorse idriche, i rifiuti, la dislocazione delle attività produttive, il traffico, il verde urbano e così via.
    La presa in considerazione della natura nel contesto urbano determina dunque un mutamento profondo nel modo di guardare e di studiare la città ed apre la strada a numerosi percorsi di ricerca. Nell’ambito di questo contributo si tenterà di dare conto delle principali tendenza della storiografia europea ed italiana ( approcci, campi di ricerca, filoni tematici) e del ruolo di un pezzo dell’urbanistica italiana del secondo dopoguerra di orientare la cultura e la politica italiana verso la costruzione della città sostenibile.

  5. Cristina Bianchetti (Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara) – Scenari urbani (relazione)

    Un’interrogazione sul futuro attraversa da sempre le discipline territoriali e da qualche tempo è tornata ad assumere la forma della costruzione di scenari. Progetti di ricerca finanziati dal Cnr (I futuri della città, a cura di G. Dematteis et alii, Angeli, 1998), convegni di sociologi urbani (Scenari della città nel futuro prossimo venturo, a cura di G. Amendola, Laterza, 2000), workshop internazionali (Scenarios for the European city and territory, dottorato in urbanistica,Iuav, 2002) sono esempi di un convergere di sforzi intellettuali e di ricerca sul modo di pensare al domani in chiave congetturale: un atteggiamento che non è immediatamente progetto, ma prefigurazione di come possono andare le cose a partire da un’attenta comprensione del presente, una forma di lettura portata alle sue estreme conseguenze.
    Il contributo che si propone cerca di ripercorrere l’uso delle tecniche di scenario nel campo della riflessione sulla città e il territorio condotta nel nostro paese nella seconda metà del XX secolo. L’obiettivo è quello di ricostruire una famiglia ampia di pratiche che attengono la costruzione di immagini, visioni, scenari (che rimandano dunque a rappresentazioni di evenienze desiderate, a pratiche –più o meno collettive– di costruzione di futuri desiderati, ad argomentazioni di futuri possibili). Ciò che interessa non è tanto il contenuto sostantivo di questo insieme di pratiche, tanto meno la rispondenza con ciò che effettivamente si è dato. Interessa indagare la capacità della cultura tecnica, in alcuni momenti, di rendere condiviso un modo di pensare al futuro (di fare della pensabilità del futuro, senso comune), attivando abilità che riguardano tecniche quantitative quanto l’immaginazione, la comprensione creativa, il giudizio pratico.

  6. Denis Bocquet (Maison Méditerranéenne des Sciences del’Homme, Aix-en- Provence) – Piani (relazione)

    La parola "piano" occupa sia nella pratica urbanistica italiana sia nella storiografia sulle città un posto importante e i suoi echi risuonano in molti dibattiti politici e sociali. Ci si propone qui di analizzare i modi in cui è stato impostato lo studio storico sui piani e di contribuire a evidenziare e rendere possibili nuovi percorsi scientifici, attorno, per esempio, alla fusione di due tendenze della storiografia recente: lo studio dei fenomeni burocratici e la lettura delle trasformazioni dello spazio.

  7. Carlo Olmo (Politecnico di Torino) – Giulio Ernesti (Iuav – Venezia) – Discussants