SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

Sistemi normativi e identità di genere

costruzioni e reciprocità di lungo periodo

Coordinatore: Domenico Rizzo (Istituto Universitario Orientale di Napoli)
Convegno Sissco: Cantieri di Storia II
Sabato 27 settembre
III Sessione: 9.00-13.00
Aula Sp7

Il panel propone – attraverso la presentazione di ricerche storico-sociali che utilizzano la categoria di gender – il tema della reciproca costruzione delle identità di genere e dei sistemi normativi. L’introduzione del gender nella ricerca storica si configura come approccio ormai consolidato e in continua evoluzione nella storiografia internazionale. Il ruolo del diritto e della cultura giuridica è uno dei terreni più innovativi sui quali si sta muovendo la storia sociale italiana che utilizza tale categoria. Le norme vengono lette nella loro attitudine a disegnare un orizzonte delle possibilità per l’agire e per la costruzione identitaria dei soggetti.
Gli interventi previsti si collocano in questo quadro di riferimento e intendono proporre una particolare ipotesi interpretativa. Consideriamo un sistema legale come un insieme aperto e mutevole, un insieme che si definisce nell’intreccio di norme, dottrine legali, procedimenti amministrativi della giustizia civile e penale, interventi politici, apporti delle professioni mediche e delle culture esperte e, non da ultimo, l’agire interpretativo dei fruitori. Alcuni di questi ambiti mutano con tempi, logiche e direzioni diverse da altri, portando a continue ridefinizioni degli equilibri ma anche a contraddizioni e antinomie interne al sistema legale. Si supera così l’approccio in termini di continuità-rotture e, soprattutto, l’assunzione del processo di codificazione ottocentesco come cesura integrale e definitiva rispetto all’antico regime.
Il gender si presta in modo particolare a una lettura di lungo periodo del mutamento legale. I percorsi che lo costruiscono, infatti, sono complessi e hanno esiti mai scontati né unidirezionali. D’altro canto, i soggetti che concorrono alla costruzione delle identità negli specifici ambiti del sistema legale articolano poteri, definendo se stessi, identificandosi e legittimandosi come istituzioni o corpi sociali: lo Stato in quanto tale, le istituzioni di giustizia, i giuristi, i medici, etc.

Programma

  1. Simona Feci (Istituto Universitario Orientale di Napoli)- Processi di costruzione della capacità di agire delle donne: un confronto tra stati territoriali di antico regime e Stato liberale

    I processi di costruzione dell’identità di genere messi in atto dallo Stato liberale possono essere posti a confronto con quelli intrapresi dagli Stati territoriali della prima età moderna, considerando come attorno alla definizione normativa del genere si sviluppano dinamiche politiche tra diversi soggetti istituzionali che affiancano e che, in qualche modo, traducono lo scontro per la definizione dei poteri dello Stato. L’indagine si sofferma sulla capacità di agire delle donne, cioè sulla “cura sexus” e sulla autorizzazione maritale, per la centralità che in essa assume la valutazione dell’identità, rispetto agli interessi patrimoniali delle famiglie, e per il carattere dunque eminentemente politico delle opzioni normative.

  2. Benedetta Borello (Università di Siena) – Alimenti, ruoli familiari, relazioni sociali e onore nelle separazioni tra coniugi: permanenze tra antico regime e stato liberale

    I processi intentati per ottenere le separazioni e soprattutto la dinamiche della corresponsione degli alimenti sono la fonte per riflettere sulla definizione dei ruoli coniugali e sulla costruzione identitaria dei soggetti e sulle strategie di mediazione favorite e, in una certa misura, imposte dal sistema, controllate dalle famiglie e ricercate attraverso le reti di relazioni in cui erano inseriti i coniugi. Nell’agone processuale e negli accordi privati, raggiunti all’interno delle famiglie o attraverso l’intervento di altri soggetti, la relazione coniugale si giocava attorno ad alcuni elementi chiave, tra cui l’onore, apparentemente costanti nel lungo periodo, in realtà, trasformati e limati da norme, pratiche sociali e dalla mutata percezione degli individui fruitori del sistema legislativo.

  3. Domenico Rizzo (Istituto Universitario Orientale di Napoli) – Invenzioni del privato, costruzioni del pubblico: il sistema penale liberale, l’illecito sessuale e la composizione infra-giudiziaria

    Nella disciplina penale dei reati sessuali, in particolare attraverso la riserva procedurale alla querela di parte, lo Stato liberale si definisce tale nella separazione tra pubblico e privato e, quindi, in un preteso arretramento di competenze; sulla base di fonti giudiziarie del primo e del tardo Ottocento romano, si esamina la qualità del cambiamento avvenuto con la caduta del regime pontificio nel rapporto tra composizione giudiziaria e infra-giudiziaria dei conflitti originati da comportamenti sessuali.

  4. Vittoria Serafini (Istituto Universitario Orientale di Napoli) – Politiche e pratiche di eugenetica: medicalizzazione e controllo dei comportamenti sessuali tra le due guerre mondiali

    Attraverso un campione di cartelle cliniche di un grande ospedale romano – relative al periodo 1918-1940 – si esamina l’influenza delle malattie sessualmente trasmissibili sui complessi rapporti tra apparato sanitario, soggettività coinvolte e nuove geografie del controllo. Il sistema normativo rafforza il programma fascista basato su repressione e moralizzazione; nel contempo l’evolversi di politiche e pratiche di eugenetica fanno del controllo sulle malattie veneree uno dei prototipi di intervento di “sanità pubblica”.

  5. Alessandra Gissi (Istituto Universitario Orientale di Napoli) – Fra tradizione e professione, le levatrici nell’Italia fascista

    Oggetto da secoli del controllo delle autorità, implicate in un’affannosa spinta alla professionalizzazione nell’Italia post-unitaria, le levatrici vennero coinvolte nella realizzazione delle politiche demografiche del Regime fascista, tramite una battente retorica della modernizzazione, non priva di stridenti contraddizioni. Investite dal moltiplicarsi di regolamenti e inquadramenti, volti a costruirne un’identità che potesse legittimarle come “professioniste/fasciste”, divennero figure chiave nell’intento di trasferire il complesso della capacità riproduttiva delle donne nell’ambito della sfera pubblica, apertamente dichiarato anche dal Codice penale approvato nel 1930. Tale processo innescò dinamiche sociali dagli esiti ambivalenti che verranno delineate attraverso diversificate fonti d’archivio.

  6. Andreina De Clementi (Istituto Universitario Orientale di Napoli) – Discussant