SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

Comunicare il passato

Storici e circolazione del sapere nell’Italia fascista
Coordinatori: Margherita Angelini (Università di Venezia) – Mirco Carrattieri (Università di Bologna)
Venerdì 26 settembre
II Sessione: 9.00-13.00
Sala del Canto

Il settore della “divulgazione” storica, intesa come circolazione ad ampio raggio del sapere, non è stato ancora trattato compiutamente per quanto riguarda l’epoca fascista, anche se quasi tutti gli autori più noti vi si cimentarono in qualche modo. L’analisi di questa produzione può risultare particolarmente stimolante in merito ad un periodo in cui gli intellettuali furono chiamati a coniugare le proprie autonome intenzioni di ricerca con la necessità del regime di crearsi una tradizione storica per trarne miti di mobilitazione. Più in generale un tale punto d’osservazione può aprire la strada ad un approccio storiografico innovativo, in cui risulti in primo piano il rapporto tra gli specialisti della materia e quello che essi consideravano il proprio pubblico di riferimento. Il Panel intende dunque prendere in esame l’opera di narrazione, sintesi e comunicazione portata avanti dagli storici accademici durante il periodo di stabilizzazione e crisi del regime fascista. L’ipotesi di partenza è che l’impegno profuso per far circolare gli esiti delle ricerche presso un pubblico più ampio, anche di non specialisti, fosse in genere notevole e s’indirizzasse in direzioni molteplici. Il nostro approccio intende individuare le specificità di ciascun canale, proponendosi contestualmente di cogliere le peculiarità della trasmissione del sapere da parte degli studiosi di storia rispetto ad altre categorie professionali impegnate nella rappresentazione del passato. Siamo convinti che un’indagine di questo tipo sia in grado di mettere in luce sfasature e risonanze inedite, modulate dalle scelte ideali e metodologiche dei protagonisti, ma anche dalla loro età, dall’area geografica e dal settore d’appartenenza. Riteniamo inoltre che un sondaggio condotto su diversi livelli possa dare un contributo significativo anche alla storia interna della disciplina ed in particolare alla comprensione del suo articolato e difficile processo di modernizzazione nel contesto nazionale.

Programma
  1. Elena Migani(Università di Trieste) – La manualistica di storia contemporanea per licei: questioni storiografiche e soluzioni didattiche – (Relazione)

    Nel mio intervento analizzerò alcune rilevanze tematiche contenute nei manuali di storia contemporanea per licei pubblicati da tre studiosi di notevole prestigio accademico: Niccolò Rodolico, Pietro Silva e Corrado Barbagallo. La ricostruzione del profilo biografico ed intellettuale degli storici citati consentirà di evidenziare quali nodi storiografici e quali topiche disciplinari stessero alle spalle della manualistica. Per quanto costellati di stereotipi, generati dalla pressione autoritaria e dall’uso smaccatamente politico che il regime faceva dei grandi temi storici, i manuali rendono conto, infatti, delle più significative questioni dibattute nella comunità storiografica durante il Ventennio, recepite dagli autori con esiti e ricadute interessanti anche sul fronte della didattica.

  2. Margherita Angelini (Università di Venezia) – Trasmissione e ricezione di una disciplina: il corso universitario tra oralità e scrittura - (Relazione)

    L’analisi dei corsi universitari restituisce un concreto saggio dell’evoluzione istituzionale della disciplina storica. Dal raffronto dei temi trattati, della longevità media di alcune tematiche, dei loro contenuti ideologici emerge chiaramente il ruolo istituzionale e politico che i docenti intendevano assumere. La dispensa universitaria è, inoltre, un utile strumento per valutare la ricezione della disciplina storica all’interno di un contesto determinato. Incrociando questi dati con i libri consigliati in lettura e, infine, con l’impostazione metodologica dei corsi, si possono valutare distintamente le continuità e le rotture all’interno del sistema.

  3. Elisa Guidi (Scuola normale superiore di Pisa) – La stampa come luogo di confronto storiografico: le recensioni alla “Storia d’Italia” e alla “Storia d’Europa” di Benedetto Croce - (Relazione)

    La pubblicazione della Storia d’Italia e della Storia d’Europa di Croce, rispettivamente nel 1928 e tra il 1931 e il 1932, suscitò sulle pagine dei principali giornali e riviste del tempo un ampio dibattito, che vide la partecipazione di autorevoli esponenti della politica e della cultura italiane, sia di parte fascista che antifascista: L. Volpicelli, L. Salvatorelli, G. Gentile, G. De Ruggiero, G. Volpe, E. Corradini, L. Einaudi, R. Murri, A. De Gasperi, G. Papini. L’intervento si propone di ricostruire nelle sue linee essenziali questo dibattito, mostrando come la “recensione” possa costituire un luogo di confronto, di maturazione e di divulgazione di percorsi e riflessioni storiografiche, anche oltre i limiti imposti dalla censura del regime ecc.).

  4. Mirco Carrattieri (Università di Bologna) – Oltre il mito di “Popoli”: alle origini delle riviste di divulgazione storica in Italia - (Relazione)

    L’intervento intende storicizzare l’esperienza della rivista diretta da Chabod e Morandi per l’ISPI di Milano a partire dal 1941. Gli studi pionieristici di Decleva e Montenegro verranno ripresi alla luce delle successive acquisizioni storiografiche e di alcuni carteggi inediti, allo scopo di mettere in discussione il giudizio stereotipato su “Popoli” veicolato nella memoria disciplinare dai ricordi di Cantimori. Tanto la storia esterna della rivista che quella interna verranno prese in considerazione per illuminarne la connotazione ideologica e l’approccio metodologico. Si tenterà inoltre di confrontare questa esperienza con altre coeve, per valutarne l’eventuale influenza sulla pubblicistica storica successiva.

  5. Alessia Pedio (Università di Torino) – Da «I Prefascisti» (Augustea, 1928-1929) a «I Grandi italiani» (Utet, 1941-1943): collane editoriali fra storia e narrazione - (Relazione)

    Progettati a quasi dieci anni di distanza, «I Prefascisti», curati da Valentino Piccoli per Augustea, e «I Grandi italiani», diretti da Luigi Federzoni per Utet, sono esemplificativi delle modalità con le quali alcuni intellettuali di indubbia matrice fascista hanno affrontato lo svolgimento delle vicende nazionali. Se i profili dell’Augustea, per incontrare i gusti di un largo pubblico, rientrano a pieno titolo nel genere della biografia romanzata, i più corposi tomi dell’Utet mirano alla scientificità dei contenuti. Oltre che nella provenienza geografica e nelle fasce d’età dei collaboratori, le due collane convergono nella scelta di illustrare il contributo italiano alla civiltà universale in termini propagandistici, attraverso una galleria di ritratti che, dagli imperatori romani ai viaggiatori, dagli esploratori ai guerrieri, culmina nei protagonisti del Risorgimento.

Discussant: Roberto Pertici (Università di Bergamo)