SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

Esportare i consumi

imprenditori italiani e immagine nazionale dal fascismo a oggi
Coordinatrice: Claudia Baldoli (Hertfordshire University)
Venerdì 26 settembre
II Sessione: 9.00-13.00
Aula 5

Questo panel presenta un incontro di diverse ricerche sulla storia dei consumi alimentari e culturali degli italiani all’estero, attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolge studiosi di storia sociale, culturale, economica e dell’emigrazione italiana. La proposta è aperta a nuove aree disciplinari come la storia dei consumi, dell’alimentazione e della pubblicità, nell’esplorazione di un progetto in cui si avventurarono le aziende italiane fin dagli anni trenta: l’esportazione di prodotti ma anche di modelli di italianità. Le prime due relazioni analizzano consumi alimentari e culturali degli italiani negli Stati Uniti e cercano di spiegare come essi siano stati utilizzati come costruttori di identità etnica nel periodo fascista e nel secondo dopoguerra, mentre le ultime due presentano il caso dell’esportazione del caffè espresso e della sua ricezione tra la comunità italiana in Gran Bretagna dal secondo dopoguerra a oggi.

Programma
  1. Stefano Luconi (Università di Pisa e Padova) – Identità etnica e patriottismo nelle strategie pubblicitarie per le comunità italiane negli Stati Uniti durante la guerra d’Etiopia – (Relazione)

    La relazione analizza le strategie pubblicitarie per indurre gli italo-americani a comprare prodotti importati dall’Italia durante la guerra d’Etiopia. Ai consumatori era dichiarato che la spesa aggiuntiva significava sia una migliore qualità sia un aiuto finanziario per la terra d’origine mentre il fascismo combatteva per assicurare un futuro migliore agli italiani in patria e all’estero. In particolare, veniva suggerito che l’aumento delle importazioni italiane negli Stati Uniti sarebbe servito a compensare la diminuzione delle esportazioni italiane a causa delle sanzioni. Anche alcune ditte statunitensi cercarono di approfittare del nazionalismo diffusosi nelle “Little Italies” e associarono i loro prodotti alla conquista dell’Etiopia per ottenere una quota del mercato italo-americano.

  2. Matteo Pretelli (Università di Trieste) – Italia e Stati Uniti: “diplomazia culturale” e relazioni commerciali dal fascismo al dopoguerra – (Relazione)

    La relazione prende in esame il rapporto tra Italia e Stati Uniti durante il fascismo e nel dopoguerra, sottolineando in particolare i legami fra la “diplomazia culturale” e le relazioni commerciali fra i due paesi. Partendo da un approccio di storia politico-diplomatica, la relazione intende aprirsi ad analisi di storia sociale e agli ethnic studies, dal momento che la cultura italiana aveva una valenza fondamentale per la preservazione dell’italianità delle cospicue comunità immigrate italo-americane.

  3. Claudia Baldoli (Hertfordshire University) – Esportazione di un prodotto come esportazione di italianità: il caso del caffè espresso dal 1948 a oggi – (Relazione)

    Negli anni del secondo dopoguerra gli esportatori di prodotti italiani devono fare i conti con il modello americano: la ricostruzione italiana ha il via tra il mito dell’American way of life e la volontà di lanciare un mito nazionale. Alcuni prodotti sono pensati come portatori di un Italian life style e diventano ambasciatori della tradizione italiana, presentandosi come sinonimo di modernità economica (trasformazione dell’Italia in un paese industriale) e culturale (immagine del made in Italy). Il caffè espresso fu uno di questi. La relazione analizza i metodi di esportazione del prodotto da parte delle imprese italiane, indagando gli ambiti della distribuzione, del marketing e della comunicazione pubblicitaria.

  4. Jonathan Morris (Hertfordshire University) – Imprendoria italiana in Gran Bretagna e il consumo del caffè “in stile italiano” (1950-2000) – (Relazione)

    Le macchine per l’espresso furono esportate in tutto il mondo, spesso attraverso agenti delle comunità italiane emigrate. Negli ultimi vent’anni, amplificato dalla diffusione di catene di coffee shops americani, è esploso il consumo del caffè “in stile italiano”. La relazione esamina l’evoluzione delle differenze nei modi di consumare l’espresso, per spiegare la cosiddetta “glocalizzazione”, cioè l’emergere di culture locali diverse nel consumo di bevande ora disponibili in tutto il mondo. Esplora inoltre i canali attraverso cui il caffè italiano è entrato in Gran Bretagna, i significati che l’hanno circondato e i motivi dell’alternanza nel suo successo.

Discussant: Patrick Bernhard (Istituto Germanico di Roma)