SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

CFP: Violenza e politica. Istituzioni, culture e pratiche nella storia d’Italia

Il gruppo promotore del Seminario nazionale Sissco 2016 – Violenza e storia d’Italia (1861-1989) invita a presentare proposte di paper per un incontro seminariale che si terrà presso il Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova, il 15 marzo 2017.

Dallo studio del brigantaggio a quello dello squadrismo fascista, dal terrorismo degli anni Settanta e Ottanta alla criminalità organizzata, la violenza ha rappresentato certamente uno dei campi di studio più dibattuti dagli storici italiani e internazionali. Accanto ad analisi di storia politica e sociale, gli apporti delle scienze sociali, politiche e antropologiche più recentemente hanno permesso di studiare la violenza sulla base di nuove angolature teoriche e metodologie interdisciplinari. I risultati di tali ricerche hanno contribuito a una rilettura più attenta ed approfondita sia dell’organizzazione della violenza sia delle motivazioni e dei significati dell’azione violenta.
Ciononostante, si assiste tuttora a una sostanziale frammentazione delle cronologie adottate e al concentrarsi da parte degli studiosi su periodi circoscritti o su fenomeni e attori storici specifici. La scarsa attenzione verso dimensioni di lunga durata ha precluso la comprensione delle continuità, delle persistenze, delle tendenze cicliche e quindi degli sviluppi della violenza politica e sociale. Allo stesso tempo, una prospettiva storica fondata sul primato del tempo breve ha impedito una riflessione sulla complessa interazione tra violenza, culture politiche e mutamenti sociali, e frenato ricerche comparative transnazionali volte a rilevare somiglianze, ma anche specificità, differenze ed anomalie del caso italiano. Ad oggi, manca ancora una riflessione complessiva sul ruolo giocato dalle diverse forme di violenza nella storia italiana.
L’obiettivo di questo ciclo di seminari di ricerca è superare questi limiti metodologici e interpretativi, attraverso l’adozione di una lettura di lungo periodo che permetta una maggiore comprensione delle forme, dei linguaggi e delle dinamiche della violenza e dell’impatto che esse hanno avuto sulle pratiche, gli immaginari e le rappresentazioni dell’agire politico e sociale.
Il percorso di ricerca è organizzato in quattro seminari:
1. Violenza e politica. Istituzioni, culture e pratiche nella storia d’Italia;
2. Linguaggi e pratiche della violenza;
3. Culture politiche e violenza;
4. Un Sonderweg italiano? Prospettive comparate su violenza e storie nazionali.

I quattro seminari si propongono pertanto di studiare il problema della violenza attraverso un approccio che tenga conto dei rapporti mutui e reciproci tra pratiche, discorsi e culture politiche. Fatte salve le inclinazioni interpretative e metodologiche dei singoli relatori, questo percorso intorno alla violenza e alla storia d’Italia vuole tentare di conciliare analisi critico-discorsiva e contestuale con lo studio delle dinamiche sociali e individuali proprie dell’azione violenta. In questo modo si intende lavorare per comprendere i processi di ‘normalizzazione’ e legittimazione del ricorso alla violenza nella sfera politica, e quindi anche le dinamiche attraverso cui la violenza è stata rappresentata e percepita nel tempo.

In particolare, il primo seminario di approfondimento di questi temi, su cui apriamo ora un call for paper, sarà dedicato a Violenza e politica. Istituzioni, culture e pratiche nella storia d’Italia (1861-1989). La violenza è sempre strettamente collegata con il problema del potere, ed essa gioca un ruolo decisivo nella nascita di stati e ordinamenti politici e nel definire il ruolo della legge e le relazioni tra le classi sociali. I confini tra violenza legittima e violenza illegittima sono estremamente mobili e storicamente e culturalmente situati. Pertanto solo adottando una prospettiva ampia, crediamo sia possibile studiare i rapporti tra le pratiche violente e le culture politiche in relazione ai diversi contesti sociali e istituzionali. Questo panel ha l’obiettivo di riflettere sull’evoluzione e gli elementi di continuità e discontinuità nel rapporto tra violenza, culture e progetti politici attraverso la storia d’Italia, e i modi con cui le istituzioni hanno interagito con essi.
Nello specifico il comitato promotore è particolarmente interessato a contributi che affrontino casi di studio e di ricerca che si situano nella cronologia proposta (1861-1989). In particolare, con riferimento a tematiche quali:

– politiche e le pratiche di controllo e repressione politica da parte delle istituzioni statali;
– continuità e discontinuità di politiche e di pratiche repressive in snodi significativi della storia d’Italia;
– sviluppo di teorie e pratiche violente di opposizione e dissenso politico da parte di gruppi e movimenti sociali e politici nella storia d’Italia
– continuità e discontinuità di politiche e pratiche violente di movimenti e gruppi politici in snodi significativi nella storia d’Italia.

Invitiamo quindi studiosi e studiose a presentare proposte di intervento in relazione a questo tema. Le proposte – una sintesi di 4000 caratteri – dovranno essere inviate, insieme a un breve curriculum vitae, all’indirizzo http://violenzastoriaitalia@gmail.com entro il 5 dicembre 2016. Entro inizio gennaio 2017 il comitato scientifico valuterà le proposte presentate e darà comunicazione di quelle accolte. L’organizzazione valuterà la possibilità di un eventuale contributo per le spese di viaggio.

Gli studiosi e le studiose selezionati per presentare una relazione invieranno agli organizzatori un testo provvisorio del loro intervento, da far circolare tra gli altri partecipanti, con due settimane di anticipo sulla data del seminario, in modo da permettere a tutti di preparare la discussione.

Il gruppo scientifico promotore è composto da:

– Giulia Albanese, Università degli Studi di Padova
– Francesco Benigno, Università di Teramo
– Donatella Dalla Porta, Scuola Normale Superiore di Pisa
– Ilaria Favretto, Kingston University – Londra
– Enrico Francia, Università degli Studi di Padova
– Alessio Gagliardi, Università di Bologna
– Matteo Millan, Università degli Studi di Padova
– Alessandro Saluppo, Fordham University – New York
– Angelo Ventrone, Università di Macerata

 

 


 

 

The group promoting the 2016 Sissco national seminar – Violence and the History of Italy (1861-1989) – is inviting scholars to submit papers for the first meeting, which will take place at the Department of Historical and Geographic Sciences and the Ancient World of Padua University on 15 March 2017.

From brigandage in Southern Italy to fascist squadrismo, from 1970s and 1980s terrorism to organised crime, violence surely represents one of the fields of study most debated by Italian as well as international historians. Along with more traditional analyses, the contributions of social, political and anthropological sciences have recently allowed us to study violence from new theoretical and methodological interdisciplinary angles. The results of such research have contributed to a more detailed and in-depth reassessment of the organisation and motivations of violent action, and of its meanings.
Nevertheless, we still witness a substantial fragmentation into narrow time frames, as scholars focus on specific periods, phenomena and actors. The scarce attention paid to the impact of certain phenomena over an extended period of time has prevented us from understanding continuities, forms of persistence and recurrent tendencies in the development of social and political violence. At the same time, a historical perspective based on a narrow time focus has prevented us from considering the complex interactions between violence, political cultures and social changes. This has hindered comparative and transnational enquiries aimed at discovering similarities,as well as the specificities distinguishing features and, peculiarities of the Italian case. Today, a comprehensive assessment of the role played by various forms of violence in Italian history is still missing.
The various meetings of the seminar aim precisely to overcome such methodological and interpretative limits by adopting a long-period perspective in order to bring about a better understanding of the forms, languages and dynamics of violence, as well as of their impact on social and political practices and modes of representation.
The seminar is organised into four meetings:
1. Violence and politics. Institutions, culture and practices in Italian history (1861-1989)
2. Languages and practices of violence
3. Political cultures and violence
4. An Italian Sonderweg? Comparative perspectives on violence and national histories.

The four meetings aim to examine the issue of violence by taking into account the mutual relations between practices, discourses and political cultures. While respecting the approach and perspective of each paper, the seminar aims to bring together a critical analysis of discourses and contexts with the study of the social and individual dynamics which are peculiar to violent actions. By adopting such methods, we aim to fully understand the process of ‘normalisation’ and legitimisation of the use of violence in the political sphere and therefore the dynamics through which violence is represented and perceived over time.
The first meeting is devoted to Violence and politics. Institutions, culture and practices in Italian history (1861-1989).
Violence has always been linked with the problem of power, and it plays a crucial role in the rise of states and political regimes and in defining the role of law and the relations between social classes. The borders between legitimate and illegitimate violence are extremely unstable, being historically and culturally defined. Therefore, we believe that only by adopting a broad perspective is it possible to analyse the interplay between violent practices and political cultures in relation to various social and institutional contexts. This panel aims to think about the evolution and the elements of continuity and discontinuity in the interplay between violence, culture and political projects throughout the history of Italy, with special attention to how institutions related to them. Specifically, the scientific committee is interested in papers examining case studies within the proposed chronology (1861-1989), with special attention to topics such as:
– Policies and practices of control and repression by state institutions.
– Continuities as well as discontinuities in policies and repressive practices in significant moments of Italian history.
– The development of violent theories and practices of dissent and political opposition on the part of political groups and movements in Italian history.
– Continuities as well as discontinuities in the policies and practices of political movements and groups in significant moments of Italian history.
We therefore invite scholars to submit proposals for papers on such topics. The proposals (4,000 characters) should be sent, along with a short CV, to violenzastoriaitalia@gmail.com by the 5th of December 2016. Papers can be either in English or Italian. The scientific committee will evaluate the proposals by January 2017.
The organising committee will consider the possibility of providing small contributions to cover travel expenses.
The selected scholars are asked to send a draft of their paper, to be circulated among participants, at least two weeks before the date of the meeting, so as to allow everyone to prepare for the discussion.

The scientific committee:
– Giulia Albanese, Università degli Studi di Padova
– Francesco Benigno, Università di Teramo
– Donatella Dalla Porta, Scuola Normale Superiore di Pisa
– Ilaria Favretto, Kingston University – London
– Enrico Francia, Università degli Studi di Padova
– Alessio Gagliardi, Università di Bologna
– Matteo Millan, Università degli Studi di Padova
– Alessandro Saluppo, Fordham University – New York
– Angelo Ventrone, Università di Macerata