SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Dossier

Insegnamento della storia e identità europea

Manifesto di storici

Insegnamento della storia e identitý europea

Prendiamo atto con compiacimento che il Ministro De Mauro ha preso in considerazione il grave disagio espresso dai docenti di storia, sia della scuola media sia dellíuniversitý, di fronte al curriculum per líambito storico-geografico-sociale elaborato dalla Commissione di studio per il programma di riordino dei cicli di istruzione. Riteniamo, tuttavia, di dover sottolineare ancora una volta la necessitý di introdurre due percorsi di studio della storia, ognuno di cinque anni: il primo coincidente con gli ultimi anni della scuola di base (dal terzo al settimo anno), il secondo con líintero quinquennio del secondo ciclo. I percorsi di insegnamento cosÏ organizzati non sarebbero puramente ripetitivi, dato che ogni volta lo studio della storia sarebbe fatto in rapporto alle potenzialitý cognitive delle diverse etý e quindi ad un livello diverso di approfondimento. Nel primo ciclo, infatti, si dovrý puntare allíacquisizione degli strumenti concettuali e delle coordinate cronologiche, mentre nel secondo si approfondirý il carattere problematico della storia, ripercorrendo le vicende e i temi dallíantico al contemporaneo e riservando líultimo anno allo studio del Novecento. Per le esigenze degli studenti che non proseguono nello studio oltre i limiti dellíobbligo, passando al canale della formazione professionale, sarý necessario evidentemente trovare soluzioni particolari, che non sconvolgano líorganizzazione complessiva dellíinsegnamento della storia. Una possibilitý potrebbe essere quella di affiancare allo studio del mondo antico e medievale, che verrebbe fatto nei primi due anni del secondo ciclo, corsi integrativi di Educazione civica, finalizzati allíapprofondimento anche in prospettiva storica di temi legati ai nostri tempi, quali le istituzioni parlamentari italiane ed europee, la Comunitý europea, le istituzioni internazionali (líONU, la FAO, líUNESCO, ecc.), nonchÈ allíacquisizione del lessico politologico e sociale. Contestualmente allíindividuazione di due percorsi di studio organici e collegati ai due cicli scolastici poniamo con forza il problema della ridefinizione complessiva del curriculum del primo ciclo, in modo da evitare il rischio che la pur necessaria visione mondiale dello sviluppo storico pregiudichi la piena valorizzazione dellíidentitý culturale italiana ed europea, e appiattisca le diversitý di valori e di conquiste civili. Gaetano ArfË, Girolamo Arnaldi, Francesco Barbagallo, Giuseppe Barone, Giovanni Belardelli, Luciano Canfora, Giorgio Chittolini, Giorgio Cracco, Franco Della Peruta, Mario Del Treppo, Angelo d’Orsi, Massimo Firpo, Giuseppe Galasso, Ernesto Galli della Loggia, Carlo Ghisalberti, Aurelio Lepre, Paolo Macry, Francesco Malgeri, Luigi Masella, Francesco Perfetti, Giuliano Procacci, Paolo Prodi, Gabriella Rossetti, Alfonso Scirocco, Giuseppe Sergi, Marco Tangheroni, Nicola Tranfaglia, Francesco Traniello, Gian Maria Varanini, Pasquale Villani, Rosario Villari, Cinzio Violante, Giovanni Vitolo