SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Dossier

I Programmi di storia per la Scuola Media Inferiore

PROGRAMMI, ORARI DI INSEGNAMENTO E PROVE DíESAME PER LA SCUOLA MEDIA STATALE (D.M. 9 febbraio 1979)
I. ó Finalitý e obiettivi

Líinsegnamento della storia deve anzitutto proporsi di far comprendere che líesperienza del ricordare Ë un momento essenziale non solo dellíagire quotidiano del singolo individuo, ma anche della vita della comunitý umana (locale, regionale, nazionale, europea, mondiale) cui líindividuo stesso appartiene. Solo diventando in qualche modo partecipe di questa memoria collettiva, si diventa uomini e cittadini, a pieno titolo.

Líacquisita consapevolezza del fatto che líanno della propria nascita non Ë anche líanno di nascita della comunitý di cui si viene a far parte, arricchisce líindividuo di una dimensione nuova; radicandolo nel passato, lo mette in condizione di valutare con maggiore penetrazione il presente e di assumere elementi per progettare il futuro. Dal momento che risulta essere il prodotto di una lenta stratificazione, il mondo circostante cessa di apparire come un dato esterno ostile ed immutabile, per proporsi come un campo aperto a nuove esperienze che contribuiranno a farlo evolvere ulteriormente.

CiÚ corrisponde alla particolare esigenza del preadolescente di conoscere la vicenda umana non solo al fine di comprendere il passato, ma anche, e soprattutto, di dare un orientamento alla propria esistenza con riferimento alla realtý che lo circonda. Su questo bisogno si fonda la possibilitý di costruire e coltivare il ´senso della storia ª come naturale premessa al formarsi di una vera e propria ´ coscienza storica ª che maturerý nellíadolescenza.

In concreto, líobiettivo che líinsegnante di scuola media deve proporsi Ë quello di condurre gli alunni sia a percepire la dimensione temporale del fenomeno storico, sia a rendersi conto di come il lavoro storiografico obbedisca a regole che garantiscono la genuinitý dellíoperazione e il controllo dei risultati, sia a considerare, come avvio di giudizio critico, le soluzioni che gli uomini e le societý hanno dato nel tempo ai loro problemi.

Ne deriva pertanto líopportunitý di far acquisire strumenti di verifica adeguati alla effettiva capacitý degli alunni ai vari livelli di etý e alle oggettive possibilitý offerte dalla situazione locale.

II. ó Contenuti

Per quanto concerne la scelta dei contenuti meglio adatti a realizzare líobiettivo educativo su esposto, considerato il carattere peculiare della scuola dellíobbligo, che deve fornire a tutti gli strumenti indispensabili alla comprensione della realtý, si suggerisce di privilegiare, nella progettazione dellíazione didattica, gli aspetti connessi con la formazione e lo sviluppo (in particolare, ma non esclusivamente, nel mondo classico, e nellíEuropa medioevale, moderna e contemporanea) delle forme di organizzazione della vita associata, nei loro risvolti politici ed economico produttivi, nonchÈ delle istituzioni giuridico amministrative e religiose, con continui riferimenti al variare dei modi di vita, al succedersi delle espressioni linguistiche ed artistico-letterarie e alle tappe del progresso tecnico e scientifico, in modo da ´ datare ª concretamente i diversi momenti e le diverse etý che scandiscono líevoluzione delle forme di vita associata.

Per conseguire tale risultato, che Ë essenziale ai fin dellíacquisizione del senso della ´ dimensione temporale ª, debbono essere utilizzati i riferimenti cronologici collegati a fatti o prodotti che connotano le diverse epoche storiche. Invenzioni e2 scoperte, arti e scienze, progresso tecnologico e grandi movimenti di pensiero, coerentemente inseriti nella successione dei momenti di sviluppo della civiltý, costituiscono un tessuto di elementi capace di far cogliere allíalunno il fluire del tempo nellíarco del divenire della storia. Si rileva, tra líaltro, la necessitý di fornire líinformazione basilare sullíorigine e sulla storia delle singoleminoranze linguistiche presenti in Italia e ciÚ in particolare modo nelle zone abitate da dette minoranze.

Allíinterno di questa rete di riferimenti cronologici e rivolgendo sempre una preminente attenzione alla contemporanea evoluzione delle diverse forme di vita associata, si collocheranno la ricostruzione e lo studio dei fatti storici propriamente detti e líanalisi degli elementi che su di essi variamente incidono, tenendo sempre presente la necessitý di impegnare líalunno in attivitý che stimolino le sue capacitý e il suo spirito di iniziativa.

CiÚ risulta tanto pi˜ importante se ci si pone nella prospettiva dellíeducazione permanente e se si tiene conto del carattere orientante di ogni disciplina nella scuola obbligatoria non solo ai fini della prosecuzione degli studi, qualora ciÚ avvenga, ma anche per un responsabile inserimento in ogni tipo di attivitý lavorativa; Ë essenziale perciÚ che il preadolescente acquisisca sufficiente consapevolezza dei metodi, delle operazioni e del linguaggio che sono propri del lavoro storiografico.

III. ó Suggerimenti metodologici

Tale lavoro consiste in tutta una serie di operazioni (quali il reperimento e la consultazione di fonti, la formulazione di ipotesi, la selezione di dati, líanalisi di documenti anche non scritti, líindividuazione di raccordi con altri fatti contemporanei o successivi) che possono essere riprodotte a fini didattici a un livello di sperimentazione molto elementare. Tutto ciÚ, lungi dallíescludere líintervento assiduo dellíinsegnante, lo qualifica nella funzione dellíinsegnare ad apprendere, e gli consente svariate forme di insegnamento individualizzato. Al fine perÚ di evitare che le singole esercitazioni assumano carattere frammentario ed episodico, costituendosi ciascuna come esperienza a se stante sarý cura del docente inserire in una linea organica di svolgimento, senza ´saltiª arbitrari, raccordandoli con ampie sintesi, gli argomenti che vengono fatti oggetto di un pi˜ specifico approfondimento.

Tali approfondimenti offriranno altresÏ la migliore occasione per stabilire collegamenti organici con tutte le altre discipline, di volta in volta chiamate, da sole o per gruppi ad integrarsi con la ricerca storica, a seconda del tipo di problema affrontato. A titolo di esempio, si ricordano le connessioni con la storia della lingua, con le letture antologiche, con la geografia, con líeducazione artistica, musicale, scientifica e tecnica.

La storia Ë infatti una disciplina complessa, peculiare fra le scienze dellíuomo, in quanto dý evidenza al tipico potere umano di produrre cultura, nella pi˜ articolata accezione del termine. Conviene pertanto che, escludendo ogni forma di enciclopedismo, líinsegnante punti a dare il gusto della ricerca, che potrý proseguire anche fuori della scuola, parallelamente alla esperienza di vita, purchÈ si sia acquisito, anche attraverso la consuetudine con la lettura libera, líinteresse per tale tipo di indagine e purchÈ il preadolescente abbia maturato in sÈ la consapevolezza che tutti gli uomini, tutti i popoli, líumanitý intera sono protagonisti della storia.

Per quanto attiene poi alle verifiche periodiche e finali del processo di apprendimento, esse dovranno sempre essere costruite sulla base del lavoro effettivamente svolto, nella triplice prospettiva di:

ß accertare líacquisizione e líorganizzazione dei concetti e delle conoscenze;
ß accertare il possesso dei metodi di ricerca;
ß accertare il livello di sviluppo di capacitý e abilitý generali e specifiche.

Sembrano pertanto da valorizzare anche le verifiche pratiche e scritte, (utilizzando a tale scopo le visite a musei e monumenti, il reperimento di fonti, la scelta e líelaborazione di dati da documenti, líuso di bibliografie ecc.) che consentono omogeneitý, oggettivitý e frequenza di controlli e un loro pratico impiego didattico.

Lo sviluppo delle capacitý di esposizione orale sarý curato nel corso delle discussioni e nei momenti di dialogo che il piano di lavoro dovrý comunque prevedere.

IV. ó Suddivisione per anno

Líindicazione della suddivisione annuale della materia si limita volutamente alla individuazione dei termini cronologici in modo da lasciare al consiglio di classe la programmazione curriculare, possibile solo in quella sede, in rapporto allíeffettivo e verificato livello di partenza degli alunni.

In altri termini líindicazione dei contenuti non significa necessariamente trattazione dettagliatamente svolta per argomenti, ma, nel caso lo esiga la funzionalitý del processo di insegnamento, e per particolari periodi storici, lo svolgimento potrý avvenire su linee di sviluppo fondamentali, caratterizzanti líepoca, fra loro raccordate da opportune sintesi.

Si raccomanda, in particolare, che anche in connessione con il programma di educazione civica líinsegnante si preoccupi di svolgere il programma del III anno in modo che esso dia ampio spazio alla trattazione dei problemi della vita contemporanea.

Classe 1ª: dalla preistoria al IX secolo;

Classe 2ª: dal X secolo al 1815;

Classe 3ª: dal 1815 ai giorni nostri con riferimenti essenziali allíEuropa, al mondo, alla decolonizzazione. Si avrý particolare riguardo allíItalia nellíultimo cinquantennio, nel quadro della storia mondiale.