SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Dossier

Proposta di legge Garagnani

CAMERA DEI DEPUTATI
XIV Legislatura – Scheda lavori preparatori
Atto parlamentare: C. 2991
(Fase iter Camera: 1^ lettura)

PROPOSTA DI LEGGE N. 2991

d’iniziativa del deputato FABIO GARAGNANI

(Componente della VII Commissione permanente Cultura, scienza e istruzione dal 21 giugno 2001)

Disposizioni per l’insegnamento della storia
nelle scuole di ogni ordine e grado

Presentata il 9 luglio 2002

Art. 1.
1. Nelle scuole di ogni ordine e grado l’insegnamento della storia, in particolare di quella contemporanea, deve svolgersi attraverso l’utilizzo di testi di assoluto rigore scientifico che tengano conto in modo obiettivo di tutte le correnti culturali e di pensiero, per un confronto democratico e liberale che assicuri un corretto apprendimento del passato con particolare riferimento a quello più recente

XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE – N. 2991

RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! – L’insegnamento della storia pone oggi problemi complessi ed in gran parte nuovi. La storiografia ha subìto una vera e propria rivoluzione nel corso dell’ultimo cinquantennio e contemporaneamente si sono enormemente ampliate le possibilità di fornire informazioni storiche e di mettere a confronto pubblicamente tesi ed interpretazioni. E’ in atto, inoltre, una riconsiderazione del ruolo della storia nel quadro complessivo della formazione dei giovani. La riforma dei programmi d’insegnamento ha dato ampio spazio alla storia contemporanea e particolare rilievo ha assunto il rapporto fra la ricostruzione storica dell’identità nazionale e la prospettiva dell’unificazione europea. Il Consiglio d’Europa ha di recente adottato la prima raccomandazione sull’insegnamento della storia in Europa nel XXI secolo: il documento, nell’ottica della promozione della dimensione europea dell’insegnamento, stigmatizza l’incompatibilità con i princìpi fondamentali del Consiglio d’Europa delle falsificazioni e delle manipolazioni ideologiche della storia. La necessità di delineare princìpi in base ai quali elaborare un metodo più appropriato per un corretto e non strumentale insegnamento della storia – quella contemporanea in special modo – è, dunque, avvertita con forza; pensiamo, ad esempio, ad un momento particolarmente significativo dell’attività della scuola come quello dell’adozione dei libri di testo: il libro di testo è lo strumento didattico ancora oggi più utilizzato mediante il quale gli studenti realizzano il loro percorso di conoscenza e di apprendimento. Esso rappresenta il principale luogo di incontro tra le competenze del docente e le aspettative dello studente, il canale preferenziale su cui si attiva la comunicazione didattica, lo strumento attraverso il quale i ragazzi formano la propria coscienza critica: possiamo, dunque, lasciare che un manuale di storia venga scelto ignorando quei criteri di trasparenza e di “laicità” che lo rendono un viatico prezioso per lo studente che voglia acquisire una cultura davvero completa? Lo studio della storia svolge una funzione centrale nel processo formativo fin dagli anni dell’infanzia: le categorie storiche sono una delle chiavi di lettura fondamentali di tutta la realtà e lo studio della storia ha un ruolo fondamentale nella strutturazione della memoria e della coscienza nazionale e di gruppo. La storia – proprio perché non è mera conoscenza di nomi, di date e di avvenimenti, bensì analisi complessa e tentativo di spiegazione – tende ad utilizzare tutte le scienze umane e sociali e a raccordare incessantemente tra loro fatti politici ed economici, culturali e religiosi; essa è strumento di maturazione culturale e civile del giovane e per questo motivo deve essere insegnata tenendo conto di tutti i filoni della storiografia e con grande rigore scientifico. Questo è l’obiettivo massimo della presente proposta di legge.