SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

IL PREMIO ANCI-STORIA 2003

La commissione incaricata di conferire il premio ANCI-SISSCO, composta dai proff. Ornella Confessore presidente, Giuseppe Adriano Civile, Oscar Gaspari, Mirella Scardozzi, Vittorio Vidotto, si è riunita per la conclusione dei lavori il 5 settembre 2003 nella sede dell’ANCI in Roma.
Dopo aver selezionato una rosa di candidature comprensiva dei seguenti volumi, risultati di sicuro interesse,

  • Luciana Caminiti, Dalla pietà alla cura. Strutture sanitarie e società nella Messina d’Ottocento, Milano, Giuffrè
  • Filippo Casini, Una statistica per la città. L’opera di Ugo Giusti (1873-1953), Firenze, Edizioni Polistampa
  • Giulio Guderzo, L’altra guerra. Neofascisti, tedeschi, partigiani, popolo in una provincia padana. Pavia, 1943-1945, Bologna, il Mulino
  • Giovanni Schininà, Le città meridionali in età giolittiana. Istituzioni statali e governo locale, Acireale-Roma, Bonanno editore

la Commissione ha deciso all’unanimità di attribuire il premio all’opera di
Giulio Guderzo, L’altra guerra. Neofascisti, tedeschi, partigiani, popolo in una provincia padana. Pavia, 1943-1945, Bologna, il Mulino
Nel corso della cerimonia svoltasi la sera del 27 settembre subito prima della cena sociale della Sissco, presso il circolo cittadino di Lecce, il premio è stato conferito dall’assessore De Leo, che a nome del sindaco on. Poli Bortone ha consegnato a Giulio Guderzo la busta contente il premio e ha letto la seguente motivazione:

Frutto di un lavoro di ricerca pluriennale e dell’analisi incrociata di una molteplicità di fonti, sia italiane che straniere, il libro offre una ricostruzione minuziosa delle vicende militari, politiche e sociali della provincia pavese tra l’8 settembre e la Liberazione. Dal suo osservatorio locale Guderzo affronta i grandi temi posti da quel biennio cruciale, fornendo risposte documentate e storiograficamente avvertite. Da una ricostruzione che non trascura nessuna delle forze in campo, emerge la centralità della Resistenza, come fenomeno minoritario dal punto di vista militare, ma, come evidenzia Guderzo, largamente sostenuto tra la popolazione civile da “…tutta una gamma di comportamenti accomunati dal sostanziale rigetto della legalità – e dunque dello stato- neofascista”.