SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

IL PREMIO 2004 PER I LIBRI PUBBLICATI NEL 2003

I premi SISSCO 2004 sono stati consegnati dal presidente il 24 settembre 2004 a Bolzano, nell’ambito del convegno Confini / Grenzen. A nome del Consiglio direttivo, il presidente ha dato lettura delle seguenti motivazioni:

Anche quest’anno vengono assegnati due premi ai libri di storia contemporanea usciti in Italia nel 2003, il primo a un’opera più matura di sintesi, il secondo a una monografia di ricerca. Il primo è conferito al libro di

Gaetano Quagliariello, De Gaulle e il gollismo , Il Mulino

risultato di anni di lavoro su una questione decisiva della storia europea, e non solo, che l’autore ha affrontato con intelligenza e passione. L’opera si segnala per l’ampio respiro cronologico, il coraggio di affrontare un grande e impegnativo tema non direttamente legato alla storia del nostro paese, la serietà con cui questo impegno è stato portato avanti nel corso negli anni, la quantità, la diversità e la qualità delle fonti esaminate, lo sforzo di illuminare i grandi problemi legati alla figura e all’opera di De Gaulle, e la capacità di trattarli con equilibrio e senza pregiudizi, ma anche senza celare le passioni e le preferenze dell’autore.
Opere come questa, e per il 2003 il Consiglio direttivo ha avuto la fortuna di prenderne in considerazione anche altre di simile se non pari valore, come quelle di Marco Buttino sulla guerra civile nell’Asia centrale russa e di Arnaldo Testi sulla formazione degli Stati Uniti, costituiscono un contributo prezioso alla trasformazione della storiografia italiana in parte integrante di una storiografia internazionale più matura, senza per questo farle perdere le sue specificità e le sue tradizioni, difese anche da bei lavori come quello di Roberto Balzani sulla protezione delle antichità nell’Italia giolittiana. Sono libri che offrono ai giovani studiosi uno stimolo a allargere confini e orizzonti delle proprie ricerche e dei propri interessi, ed anche per questo il Consiglio direttivo si ritiene fortunato di averli potuti segnalare, premiando quello che gli è parso come il più maturo.

Nel caso del secondo premio, la giuria, come d’abitudine, segnala prima di tutto all’attenzione dei soci alcuni libri che si distinguoni per la novità, l’impegno e il respiro delle ricerche su cui sono fondati. Si tratta di:

  • Giorgio Del Zanna, Roma e l’Oriente. Leone XIII e l’impero ottomano , Guerini e associati, Milano
  • Stefano Picciaredda, Diplomazia umanitaria. La Croce Rossa nella seconda guerra mondiale, Il Mulino, Bologna
  • Paola Pizzo, L’Egitto agli Egiziani! Cristiani, musulmani e idea nazionale, 1882-1936, Silvio Zamorani Editore, Torino
  • Davide Rodogno, Il nuovo ordine mediterraneo. Le politiche di occupazione dell’Italia fascista in Europa (1940-1943), Bollati Boringhieri, Torino
  • Simona Urso, Margherita Sarfatti. Dal mito del Dux al mito americano, Marsilio, Venezia

Benché a norma di statuto non potessero essere formalmente presi in considerazione perché non editi in Italia, al Consiglio direttivo è parso giusto segnalare ai soci anche i libri di Claudia Baldoli, Exporting Fascism. Italian Fascists and Britain’s Italians in the 1930s, Berg e di Monica Miniati, Les “Emancipées”. Les femmes juives italiennes aux XIXe et XXe siècles (1848-1924), Honoré Champion, entrambi frutto del serio lavoro di giovani storiche italiane.
Tra tutti, al Consiglio direttivo è sembrato meritare il Premio SISSCO il libro di

Paola Pizzo, L’Egitto agli Egiziani! Cristiani, musulmani e idea nazionale, 1882-1936 , Silvio Zamorani Editore

Sulla base di ricerche condotte negli archivi egiziani, inglesi, francesi e italiani, esso affronta con competenza e rigore, anche filologico (discutendo per esempio le fonti in appendice), un tema originale e di grande importanza come è quello dell’intrico tra questione nazionale e questione religiosa, e lo fa sull’arco di più decenni. Certo, aver tenuto in più conto anche il contributo delle comunità ebraiche egiziane, peraltro già oggetto di studi, avrebbe dato al libro uno spessore anche maggiore, ma il grande problema della definizione storico-regliosa della “nazione” è coraggiosamente, e fruttuosamente dal  punto di vista scientifico, calato in un contesto profondamente originale, vista la presenza di un grande passato, come quello egiziano, di due (tre con quella ebraica) grandi comunità religiose, delle tradizioni ottomane e della presenza inglese. Se si aggiunge che quello copto è di per sé un grande, anche se misconosciuto, problema, tanto scientificamente quanto umanamente, si può dire senz’altro che il libro segnala anche la crescente capacità di almeno una parte della giovane storiografia italiana di collocarsi originalmente nel dibattito internazionale.