SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

Premio Sissco opera prima 2010

Il Direttivo Sissco segnala prima di tutto all’attenzione dei soci, alcuni libri che si distinguoni per la novità, l’impegno e il respiro delle ricerche su cui sono fondati. Si tratta di:
Olindo de Napoli, La prova della razza. Cultura giuridica e razzismo in Italia negli anni Trenta Mondadori, Milano
Niccolò Pianciola, Stalinismo di frontiera. Colonizzazione agricola, sterminio dei nomadi e costruzione statale in Asia centrale (1905-1936), Viella, Roma
Alessandra Tarquini, Il Gentile dei fascisti. Gentiliani e antigentiliani nel regime fascista, Il Mulino, Bologna
Tra questi ha deciso di premiare il volume di Niccolò Pianciola, Stalinismo di frontiera. Colonizzazione agricola, sterminio dei nomadi e costruzione statale in Asia centrale (1905-1936), con la seguente motivazione:
La grande carestia kazaca del 1931-1933, che è stata, tra le conseguenze della collettivizzazione delle terre in Unione Sovietica, l’evento che ha provocato percentualmente il più alto numero di vittime, costituisce il pungolo euristico a partire dal quale Niccolò Pianciola ha elaborato la sua vasta ricerca conclusasi nella pubblicazione del libro Stalinismo di frontiera. Colonizzazione agricola, sterminio dei nomadi e costruzione statale in Asia centrale (1905-1936) – Viella, Roma 2009. Si tratta di uno studio che arreca un contributo di notevole spessore alla storiografia internazionale sul Kazakstan nel XX secolo, nonché a quella sulla politica staliniana nelle regioni di periferia dell’Unione Sovietica. Infatti, l’autore sulla base di un’ampia quanto feconda ricerca condotta in archivi russi, kazaki e uzbeki, ha ricostruito con rigore e acume interpretativo le vicende del rapporto tra Stato, contadini coloni e pastori nomadi autoctoni nella regione denominata dai sovietici Kazakstan, dalle riforme di Stolypin alla metà degli anni Trenta. Il valore dello studio è arricchito da una convincente architettura ermeneutica che colloca le vicende prese in esame nel quadro di fenomeni di medio e lungo periodo, le cui interconnessioni costituiscono chiavi interpretative particolarmente stimolanti. Le politiche di colonizzazione di un impero dai caratteri singolari, quale quello russo/sovietico, le correnti di migrazione verso l’Asia centrale, il conflitto tra Stato e contadini, i processi e le politiche di modernizzazione e quelli di nation-building, l’esercizio della violenza come modalità di gestione del potere sono alcune delle grandi questioni che attraversano lo studio e, assieme a una fondata periodizzazione, ne tracciano la trama. Il lavoro di Niccolò Pianciola, quindi, si staglia con un profilo di eccellenza nel panorama scientifico e rappresenta un contributo di cui gli studi sul Kazkstan e l’Asia centrale nel Novecento non potranno fare a meno.