SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Dossier

Giovagnoli 2001

Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

Coordinatore

   

AGOSTINO GIOVAGNOLI

     

Titolo della Ricerca

   

IL CATTOLICESIMO ITALIANO TRA IL 1945 E IL 1989

     

Finanziamento assegnato

   

230 , Euro 118785

     

Rd+Ra

   

113 , Euro 58359 (dichiarata all’atto della domanda)   

     

Durata

   

24 mesi

     

 Obiettivo della Ricerca

Obiettivo della ricerca è tracciare la fisionomia storica della Chiesa e dei cattolici nell’Italia repubblicana, fra il 1945 e il 1989, privilegiando il periodo centrale 1958-1978.
Considerata tradizionalmente “nazione cattolica”, l’ Italia ha vissuto una trasformazione profonda della sua identità culturale e religiosa, specialmente durante i pontificati di Giovanni XXIIII e Paolo VI, il Concilio Vaticano II e la sua attuazione e nel corso di un profondo processo di secolarizzazione.
Nello stesso tempo, i rapporti tra Chiesa e Stato sperimentavano – seppure in modo non lineare – un declino delle tendenze confessionaliste prevalenti nell’immediato dopoguerra. Ancora fortemente radicata – almeno all’ apparenza – dopo il crollo del fascismo, la “nazione cattolica” entra in crisi sotto la spinta dei cambiamenti economici e sociali dei decenni successivi, per emergere poi con piena evidenza negli anni ’70, quando i modelli di vita tradizionalmente cattolici appaiono sempre più incrinati da tendenze secolarizzanti.
La ricerca si propone di affrontare questi temi sviluppandosi secondo diversi profili e cioè sotto il profilo religioso, sociale, culturale e politico, considerati unitariamente. Nell’ Italia post-bellica, infatti, il cattolicesimo si presenta come un fenomeno complesso ma anche tendenzialmente unitario, sebbene conosca nel tempo una progressiva articolazione e frammentazione. Appare perciò necessario considerare i nessi che collegano i suoi vari aspetti e le sue evoluzioni nel tempo, in stretta relazione con le trasformazioni della società italiana. In altre parole, il programma di ricerca si propone di mettere a fuoco, in un’ ottica tendenzialmente unitaria, il cattolicesimo italiano come un “oggetto” profondamente immerso nella storia contemporanea italiana nel primo cinquantennio repubblicano.
Il programma di lavoro si articola in concreto intorno ad alcuni nodi tematici generali, che riguardano il cattolicesimo italiano nel suo complesso, e alcuni casi emblematici di varie realtà locali.
1) Le “istituzioni” della “Chiesa italiana”: S. Sede, Cei e episcopato italiano;
2) Le trasformazioni del cattolicesimo italiano: la recezione del Concilio fra tradizionalismo e dissenso;
3) La presenza pubblica dei cattolici e il cattolicesimo politico, con particolare riferimento alla Democrazia Cristiana;
4) La secolarizzazione in Italia: dibattito teorico e analisi storica;
5) Cattolicesimo italiano e cattolicesimi europei: relazioni e confronti;
6) L’ Italia settentrionale attraverso verifiche significative ad esempio in Piemonte,Lombardia, Liguria;
7) L’ Italia centrale, attraverso verifiche significative come ad esempio il caso di Roma;
8) L’ Italia meridionale, traverso verifiche significative,ad esempio in Puglia,Campania, Sardegna;
Il gruppo nazionale di ricerca si propone di organizzare incontri tra i gruppi locali (aperti anche ad esterni) e due convegni principali. Il primo è dedicato all’ intera materia oggetto di indagine – Il cattolicesimo italiano tra 1945 e il 1989 -, arricchita dei risultati delle ricerche compiute, aperto alla partecipazione di studiosi italiani e stranieri. Il secondo riguarda invece relazioni e comparazioni tra cattolicesimo italiano ed europeo. Ci si propone inoltre di pubblicare la maggior parte dei risultati sia locali che nazionali. In questo modo, si spera di contribuire ad un generale avanzamento della conoscenza generale di questo argomento.

Innovazione rispetto allo stato dell’arte nel campo

La conoscenza del ruolo svolto dalla Chiesa e dai cattolici è cruciale per ricostruire la storia complessiva dell’Italia repubblicana, che costituisce oggi nel suo complesso un’importante “frontiera” storiografica della contemporaneistica italiana. All’ interno degli studi sull’ Italia repubblicana, solo alcuni contributi specifici riguardano singoli aspetti del cattolicesimo italiano dopo il 1948: è il caso del cattolicesimo politico e in particolare della Democrazia Cristiana. Più frastagliata appare la conoscenza della storia della Chiesa in Italia, delle sue istituzoni (S. Sede e Conferenza episcopale), di singoli settori (diocesi, associazioni) e degli aspetti socio-religiosi di tale cattolicesimo (pratica religiosa, comportamenti collettivi, mutamento dei costumi). Contributi interessanti si devono tra gli altri a Riccardi, Verucci, Miccoli, Menozzi, Alberigo, Melloni, De Rosa, Traniello.
Tali studi, di cui alcuni molto pregevoli, non forniscono però un quadro completo e il carattere frammentario delle conoscenze disponibili riflette una molteplicità di prospettive e di metodologie storografiche diverse.
Il gruppo di ricerca non intende adottare una prospettiva di Storia della Chiesa in senso stretto. Non sarebbe infatti sufficiente ricostruire dall’ interno l’ evoluzione dell’ istituzione ecclesiastica, senza tener conto delle diverse configurazioni del cattolicesimo italiano e soprattutto delle profonde interazioni con il contesto più complessivo del paese.
Inoltre malgrado l’ ovvia importanza del papa e del centro della Chiesa cattolica a Roma, di cui occorre tenere pienamente conto, la vicenda del cattolicesimo italiano non si esaurisce nei rapporti istituzionali Stato-Chiesa. Tale ottica, soprattutto se intesa in senso tradizionale, non appare adeguata anche per quanto riguarda solo la questione – pur affine alle tematiche Stato-Chiesa – della presenza dei cattolici nella vita politica nazionale, diversificata tra l’eredità di un movimento cattolico di provenienza otto-novecentesca e le nuove strategie da partito “italiano” come la Democrazia Cristiana, con la sua funzione mediatrice tra Chiesa e società civile.
Sotto altro profilo, invece queste vicende sono state esaminate nelle loro espressioni politiche, con scarso riferimento però al retroterra religioso e organizzativo del cattolicesimo italiano.
Sicuramente interessante appare l’ ottica della storia sociale e religiosa, ma solo per alcune delle tematiche in esame. Nel complesso, l’ ottica metodologica più adeguata è quella della storia contemporanea, arricchita di alcune competenze specifiche. Come si è già detto, infatti, illustrando gli obbiettivi, nell’ Italia repubblicana, i “cattolici” rappresentano un soggetto complesso e articolato, benché a suo modo unitario, da analizzare nelle sue componenti interne e in relazione al contesto: ciò richiede scelte metodologiche adeguate.

Criteri di verificabilità

1) La valutazione può essere fatta alla fine della prima fase anzitutto in termini di bilancio della ricerca svolta, degli archivi consultati, della documentazione esaminata.

2) La seconda fase ha una sua evidente e pubblica verifica nelle iniziative seminariali e di convegno e nei singoli contributi che saranno presentati al suo interno.

3) La terza fase offre la possibilità di un’ altrettanto evidente e pubblica verifica attraverso i testi predisposti per la pubblicazione.

4) 

Unità di Ricerca

1]  Unità di       Università Cattolica del Sacro Cuore

     Responsabile Agostino GIOVAGNOLI

     Rd+Ra      M£ 30 , Euro 15493 (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   M£ 70 , Euro 36151

 

     Compito

     

L’ unità di ricerca si propone in primo luogo di mettere a fuoco il ruolo politico svolto dal cattolicesimo nell’ Italia repubblicana. L’ attenzione verrà rivolta anzitutto alla Democrazia Cristiana, l’ espressione più rilevante del cattolicesimo politico in questo periodo.
Tra il 1958 e il 1978, in particolare, è possibile identificare tre fasi: a) avvento e prima fase del centro-sinistra (1958-1968); b) crisi della Democrazia Cristiana (1968-1974); c) dal divorzio alla solidarietà nazionale (1974-1978), A queste tre fasi corrispondono rapporti diversi tra Chiesa e Democrazia Cristiana: a) fase conciliare di apertura, maggiore autonomia della leadership democristiana, sostegno della Chiesa alla DC; b) fase di tensione tra Chiesa e DC intorno alla questione del divorzio e fuoriuscita di frange del cattolicesimo del dissenso dal partito; c) fase di maggiore convergenza tra Chiesa e DC, in particolare attraverso il ruolo svolto dalla CEI. Si tratta anche di tre momenti diversi nella storia dell’ Italia repubblicana; a) prima fase del centro-sinistra; b) crisi del centro-sinistra; c) esperienza della solidarietà nazionale. Le fonti principali sono costituite dall’ Archivio della DC e da altri archivi depositati presso l’ Istituto Sturzo di Roma.
L’ unità di ricerca si propone inoltre si affrontare casi rilevanti per ricostruire la fisionomia del cattolicesimo italiano in Italia settentrionale in Piemonmte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna

2]  Unità di       Università degli Studi di CAGLIARI

     Responsabile Francesco ATZENI

     Rd+Ra      M£ 6 , Euro 3098 (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   M£ 14 , Euro 7230

 

     Compito

     

Obiettivo specifico dell’unità di ricerca è analizzare la presenza della Chiesa e dei cattolici nella realtà sociale di Cagliari e della Sardegna in un periodo, quello compreso tra il 1958 e il 1978, che è caratterizzato da profondi cambiamenti economici e sociali. Un generale processo di modernizzazione, l’avvio dell’industrializzazione in alcune parti dell’isola, l’inurbamento verso le principali città, Cagliari in particolare, una maggiore diffusione dell’istruzione introducono profondi cambiamenti e trasformazioni nella mentalità e nel costume e sul piano religioso un marcato processo di secolarizzazione; modelli di vita tradizionalmente cattolici entrano in crisi, soprattutto in quelle realtà, come quelle urbane, dove i cambiamenti e i processi di secolarizzazione sono più forti.
In questo contesto Cagliari costituisce un laboratorio privilegiato per una ricostruzione della presenza della Chiesa e dei cattolici nella realtà sociale e politica del periodo.
Capoluogo della Regione autonoma della Sardegna, rappresenta dal 1949 il punto di riferimento politico di tutta l’isola, come centro del governo regionale.
L’espressione del “cattolicesimo politico”, la Democrazia cristiana, diventa per tutto il periodo in esame il partito politico di maggioranza; la classe dirigente di Cagliari e dell’intera Sardegna è in maggioranza di formazione e provenienza “cattolica”.
Sul piano religioso la diocesi di Cagliari rappresenta la struttura ecclesiastica, per popolazione, importanza sociale, politica, economica e culturale, più importante tra le diocesi sarde, con un ruolo preminente svolto dalla città sede della diocesi.
Negli anni cinquanta-settanta la città conosce una espansione urbanistica che trasforma la capitale dell’isola profondamente nella sua stessa composizione demografica. Cagliari diventa il centro di un agglomerato urbano che da solo conta circa un quarto dell’intera popolazione di tutta la Sardegna.
Gli anni presi in esame, quelli compresi tra la seconda metà degli anni cinquanta e gli anni settanta, sono emblematici. Sono gli anni in cui il processo di modernizzazione è più marcato, ma anche gli anni in cui si assiste ad un progressivo tramonto dei tradizionali modelli di vita “cattolici”. Anche la società sarda, tradizionalmente “cattolica”, conosce una forte spinta alla secolarizzazione.
Il cattolicesimo sardo deve confrontarsi con le trasformazioni della società e con le problematiche che emergono. Le modificazioni che intervengono nell’identità culturale e religiosa pongono il “mondo cattolico” di fronte a nuovi problemi e a nuove scelte, anche per la spinta al rinnovamento sul piano religioso e pastorale che viene dal Concilio Vaticano II e dalla stessa trasformazione della società.
La ricerca si propone in particolare di analizzare le strutture istituzionali e associative del cattolicesimo sardo (Conferenza episcopale sarda, Azione cattolica…), la lettura che i vescovi danno della realtà sociale e culturale del periodo, le modificazioni che intervengono sui modelli di comportamento religioso e sulla stessa “mentalità religiosa”, le trasformazioni che si verificano sul piano delle strutture organizzative, i cambiamenti che si hanno sul piano religioso e pastorale, la presenza cattolica nel sociale e sul piano politico (Acli, Democrazia cristiana…).
L’unità di Cagliari indirizzerà la propria indagine verso la realtà della città e della Sardegna con un costante confronto con la realtà complessiva del paese e del cattolicesimo italiano.

3]  Unità di       Università degli Studi di SALERNO

     Responsabile Adriana DI LEO

     Rd+Ra      M£ 13 , Euro 6713 (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   M£ 16 , Euro 8263

 

     Compito

     

Il tema di studio specifico di questa unità di ricerca è il cattolicesimo italiano contemporaneo in Campania, un tema storiograficamente rilevante quale verifica concreta su base locale delle tendenze generali del cattolicesimo italiano, com’ è particolarmente evidente per i casi di Napoli e di Salerno.
Sotto il profilo metodologico sembra opportuno applicare anzitutto l’ ottica della storia sociale e religiosa. Particolare interesse presentano le figure dei vescovi di questo periodo – anche in rapporto con l’ attività della CEI – e le trasformazioni spirituali, culturali e politiche del clero campano nel contesto di un più generale cambiamento a livello nazionale.

4]  Unità di       Università degli Studi ROMA TRE

     Responsabile Andrea RICCARDI

     Rd+Ra      M£ 25 , Euro 12911 (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   M£ 58 , Euro 29954

 

     Compito

     

Il gruppo locale dell’Università di Roma 3 si impegna, nel quadro del progetto nazionale complessivo, a indagare soprattutto i seguenti temi:Italia e Santa Sede; i vescovi italiani; il fenomeno del dissenso (o contestazione); il caso particolare della diocesi di Roma.
Sullo sfondo di tali temi sta la crisi della Chiesa italiana nel postConcilio, con l’emorragia di quadro ecclesiastici e di fedeli, ma anche l’aggiornamento effettuato secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II. Con il pontificato di Giovanni Paolo II la Chiesa italiana si stabilizza. La crisi è apparentemente superata, ma dopo rilevanti trasformazioni sia strutturali sia di mentalità. Queste dovranno essere indagate nella ricerca, che sarà condotta attraverso le abbondanti fonti documentarie sia edite (soprattutto periodici) sia inedite (archivi pubblici e privati).

5]  Unità di       Università degli Studi di NAPOLI “Federico II”

     Responsabile Andrea MILANO

     Rd+Ra      M£ 5 , Euro 2582 (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   M£ 11 , Euro 5681

 

     Compito

     

Il programma di ricerca prevede due fasi: 1) in primo luogo, un lavoro di reperimento e di ricognizione della bibliografia specifica ; 2) un momento successivo, in cui, sulla base della documentazione raccolta e messa a punto, si tenterà una ricostruzione ed una interpretazione storica della problematica della secolarizzazione.
Per quanto riguarda la prima fase, si raccoglieranno i materiali relativi al dibattito che si è svolto in Italia (come, in generale, in Europa), a partire dagli anni ’60, intorno al tema della secolarizzazione in ambito sociologico, filosofico e teologico. Insieme,si recensiranno le testimonianze più significative dell’uso crescente della stessa categoria di secolarizzazione nei documenti ecclesiastici ufficiali così come nella più rilevante pubblicistica cattolica.
Per quanto riguarda invece la seconda fase della ricerca si tratterà di individuare e quindi interpretare il come ed il perchè dell’evolversi della discussione intorno alla secolarizzazione, che, secondo un’iniziale ipotesi di lavoro, sembra abbia conosciuto fasi diverse, e non necessariamente parallele fra di loro, nella diversità degli ambiti in cui essa si è svolta, vale a dire in campo sociologico, in quello filosofico, e soprattutto in quello teologico.

6]  Unità di       Università degli Studi di MILANO

     Responsabile Alfredo CANAVERO

     Rd+Ra      M£ 18 , Euro 9296 (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   M£ 42 , Euro 21691

 

     Compito

     

L’unità di ricerca si propone di iniziare a colmare alcune lacune esistenti nella storiografia sul cattolicesimo italiano per quanto attiene ai rapporti col cattolicesimo – e altre confessioni cristiane – di altri paesi, al suo ruolo nella costruzione dell’Unione Europea (anche attraverso il contributo all’elaborazione della politica estera italiana) nel periodo del secondo dopoguerra, quello cioè preso in esame dal complesso della ricerca.
La ricerca dovrà necessariamente partire da una ricognizione approfondita sullo stato della storiografia italiana ed estera e sulle fonti, edite e inedite, a disposizione. Si dovrà verificare l’esistenza di rapporti tra le diverse confessioni cristiane in Europa (ecumenisamo), la Democrazia Cristiana e le principali formazioni politiche cattoliche di altri paesi (MRP in Francia, CDU in Germania, partiti cattolici in Belgio e Olanda, gruppi cattolici in Spagna…) e i reciproci influssi. Non si dovranno trascurare anche i rapporti tra altre organizzazioni cattoliche, quali i sindacati di ispirazione cristiana, l’Azione Cattolica o altri movimenti ecclesiali e gli analoghi movimenti stranieri. L’atteggiamento dei cattolici di altri paesi nei confronti di eventi internazionali particolarmente importanti dell’ultimo cinquantennio è stato simile a quello degli italiani o si possono riscontrare significative differenze?
Una seconda pista di ricerca sarà rivolta al cattolicesimo italiano di fronte alla costruzione dell’Europa. Se è abbastanza noto il fervore europeistico di De Gasperi (ma da precisare meglio dal punto di vista cronologico), ben poco si sa di altri esponenti della Democrazia Cristiana che gli sono succeduti. Una certa analogia si può riscontrare tra una storiografia abbastanza consolidata sull’europeismo dei pontefici (Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II) e la quasi totale assenza di studi sull’atteggiamento dell’episcopato italiano. I primi approcci sembrano testimoniare una certa freddezza verso il tema europeo, almeno fino alla metà degli anni Cinquanta. Ma il tema sarebbe da verificare, anche con indagini a campione su alcune diocesi particolarmente significative. Appena abbozzati sono anche gli studi su alcune organizzazioni cattoliche e l’Europa, che andrebbero approfonditi adeguatamente.
Un terzo tema di ricerca più generale riguarderà l’approccio dei cattolici verso la politica estera, l’interesse (o eventualmente il disinteresse) con cui la stampa cattolica ha seguito temi come il confronto tra le superpotenze, ma anche la decolonizzazione e la nascita dei nuovi stati africani ed asiatici, l’affermarsi di una economia “globale”, le grandi crisi internazionali.Quali sono state le interazioni tra gli indirizzi generali della Chiesa cattolica e dell’episcopato italiano su tali argomenti e il concreto atteggiarsi dei cattolici italiani? Lo studio del mondo cattolico italiano da tali prospettive potrebbe portare ad una visione più articolata della presenza dei cattolici nella società italiana.

7]  Unità di       Università degli Studi di BARI

     Responsabile Ornella BIANCHI (Vincenzo ROBLES )

     Rd+Ra      M£ 16 , Euro 8263 (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   M£ 19 , Euro 9812

 

     Compito

     

A causa del trasferimento del prof. Vincenzo Robles all’ Università di Foggia, Facoltà di Lettere, come responsabile dell’ unità di ricerca di Bari subentra la prof.ssa Ornella Bianchi, professoee associato di storia contemporanea, Facoltà di Scienze Politiche, Dipartimento di Scienze Mediterranee, Università degli Studi di Bari. Il prof. Robles continua a far parte del gruppo di ricerca
Il tema di studio specifico di questa unità di ricerca è il cattolicesimo italiano contemporaneo in Puglia, un tema storiograficamente rilevante quale verifica concreta su base locale delle tendenze generali del cattolicesimo italiano, com’ è particolarmente evidente per i casi di Bari, Lecce, Taranto.
Sotto il profilo metodologico sembra opportuno applicare anzitutto l’ ottica della storia sociale e religiosa. Particolare interesse presentano le figure dei vescovi di questo periodo – anche in rapporto con l’ attività della CEI – e le trasformazioni spirituali, culturali e politiche del clero pugliese nel contesto di un più generale cambiamento a livello nazionale.