SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Dossier

Pitassio 2003

Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

Coordinatore

   

ARMANDO PITASSIO

     

Titolo della Ricerca

   

COSTRUZIONE E DINAMICHE DI SVILUPPO DEGLI STATI SUCCESSORI DELL’IMPERO OTTOMANO. 1829-1960

     

Finanziamento assegnato

   

40000 Euro

     

Rd+Ra

   

26900 Euro (dichiarata all’atto della domanda)   

     

Durata

   

24 mesi

     

 Obiettivo della Ricerca

Gli studiosi impegnati nelle due entità di ricerca si prefiggono di verificare in quale misura l’eredità ottomana costituisca l’elemento comune principale nel caratterizzare le formazioni statuali nate dalla disintegrazione dell’Impero: appare fondamentale quindi riuscire a capire se il modello di stato europeo introdotto da élites occidentalizzanti sia stato favorito od ostacolato nella sua realizzazione dalla maggiore o minore integrazione precedente nell’Impero Ottomano (es. marginalità di Romania e Montenegro nel Sud-est europeo rispetto ad una totale integrazione della futura Bulgaria; marginalità del Nord-Africa rispetto alla maggiore integrazione del Medio Oriente) oppure se facilità o difficoltà nei processi di modernizzazione legati alla introduzione dello stato nazionale siano dipesi da altri fattori, quali i condizionamenti internazionali, le disomogeneità etnico-linguistica ed etnico-religiosa, il tradizionalismo delle chiese. Di grande importanza risulta comprendere altresì come facilità/difficoltà nei processi di modernizzazione abbiano condizionato il nation building perseguito dagli stati-nazione oscillanti tra un modello di nazione fondata sulla comunità etnica ed uno sulla cittadinanza.
I risultati finali della ricerca saranno esposti in due convegni internazionali a Trieste e a Perugia. Si prevede di concludere quindi i lavori con la pubblicazione di uno o più volumi ai quali saranno chiamati a collaborare sia i partecipanti interni al gruppo di ricerca interuniversitario sia studiosi esterni.

Innovazione rispetto allo stato dell’arte nel campo

La storia degli ultimi due secoli appare caratterizzata dalla formazione di nuovi stati che traggono la loro legittimazione da una nazione concepita come una “certa entità primordiale” costituita da alcuni elementi fondamentali, come “lingua, razza, cultura, e talora anche religione”, secondo quanto ha scritto E. Kedourie, il quale contrappone a questo nazionalismo organico di derivazione herderiana, un nazionalismo repubblicano di origine kantiana, in cui la nazione coincide con la cittadinanza [Nationalism, London, 1960]. Chi scrive ha posto in dubbio questa netta contrapposizione [Nazione, nazionalismo e nazionalismi balcanici, “Europa, Europe”, 1995, 1]:essa ha la sua origine negli studi di Hans Kohn durante la seconda guerra mondiale [The Idea of Nationalism. A Study in its Origins and Background, New York, 1944] ed è stata estremizzata più recentemente da Liah Greenfeld. Ma il discorso del nation building appare strettamente intrecciato a quello dello state building ed ambedue sono soggetti ad un mutamento costante. Lo studio della costruzione dello stato-nazione come veicolo di modernizzazione dell’area ottomana si presenta particolarmente suggestivo e finora sembra essere stato affrontato piuttosto timidamente, nonostante il grande fiorire di studi (specie negli ultimi 15 anni) sulla formazione delle identità nazionali nel Sud-est europeo e sul problema dei nazionalismi (P.F.Sugar e I.J.Lederer, A. Gyorghy, R. Schoenfeld e A. Brown, Ch. e B. Jelavich, M. Glenny ecc.). Nel complesso questi studi appaiono reticenti nell’affrontare il rapporto costrizione dello stato-processi di modernizzazione-costruzione della nazione: intendiamo invece procedere su questa strada, seguendo le suggestioni delle ricerche di alcuni studiosi come Karpat o Kitromilides.

Criteri di verificabilità

1) I partecipanti al progetto di ricerca si incontreranno almeno due volte l’anno: in questi incontri presenteranno i risultati della loro ricerca, che saranno oggetto di una valutazione da parte degli stessi partecipanti. Al termine del primo anno i due gruppi di ricerca dovranno redigere una relazione sullo stato dei lavori e spedirla al coordinatore nazionale, che controllerà che la prosecuzione della ricerca sia rispondente al piano programmato.

2) I risultati finali e la loro rispondenza al progetto potranno essere verificati in due convegni internazionali, i cui atti verranno pubblicati.

3) Uno o più volumi potranno raccogliere i risultati della ricerca. La valutazione conclusiva del lavoro dei partecipanti al progetto dovrà tenere conto della partecipazione ai convegni di qualificati studiosi esterni; delle recensioni dedicate agli atti di questi convegni e ai saggi dei ricercatori impegnati in questo progetto.

4) 

Unità di Ricerca

1]  Unità di       Università degli Studi di PERUGIA

     Responsabile Armando PITASSIO

     Rd+Ra      16100 Euro (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   23900 Euro

 

     Compito

     

Durante il primo anno Pitassio e Costantini si occuperanno principalmente dei rapporti tra stato e Chiesa Ortodossa Rumena. Partiranno da un primo esame della produzione storiografica relativa ai paesi e al tema oggetto della ricerca. Procederanno alla raccolta degli atti legislativi che hanno riguardato la Chiesa Ortodossa Rumena (riorganizzazione della chiesa attraverso l’unificazione della chiesa valacca e moldava e più tardi transilvana, autocefalia, istituzione del patriarcato, questione della formazione del clero, beni ecclesiastici, salario dei preti ecc.), analizzeranno attraverso la pubblicistica e la memorialistica l’atteggiamento della Chiesa di fronte alla causa nazionale e al consolidamento dello stato liberale, al problema dell’educazione, della tolleranza verso le altre fedi. Infine raccoglieranno il materiale riguardo ai rapporti intercorsi tra la Chiesa Ortodossa Rumena e i movimenti antisemiti e nazionalisti. A tale scopo visiteranno l’Archivio di Stato di Bucarest, la Biblioteca Nazionale di Bucarest e quella Universitaria di Jasi. Possibile una visita agli archivi e alle biblioteche di Braþov e Cluj in Transilvania. Pitassio inizierà anche un lavoro di ricerca o a Belgrado o a Sofia.
Baldinetti prevede di consultare gli archivi dei Ministeri degli affari esteri dei principali paesi europei e specialmente quelli del Public Record Office di Londra (documenti della serie FCO 39, Foreign Office North and eastern Africa Department and Foreign Office 1021). Inoltre progetta di visitare gli Archivi Nazionali di Tunisia, dove il fondo A della serie H raccoglie circa 5000 documenti sulla Libia nel XX secolo. Attraverso queste visite Baldinetti intende raccogliere materiale per lo studio del ruolo dell’Islam e delle confraternite nella Libia del XX secolo.Al termine della prima fase della ricerca Pitassio e Costantini prevedono prevede di avere acquisito sufficiente materiale per una discreta conoscenza del rapporto tra la Chiesa Ortodossa Rumena, lo Stato e i movimenti politici in Romania: mancano però del materiale per la comparazione con le altre chiese di Serbia, Montenegro, Bulgaria (e Grecia). Baldinetti dovrebbe avere un’ampia documentazione per comprendere quanto l’Islam e le confraternite abbiano rappresentato in Libia un elemento di coesione mentre declinavano le alleanze tribali, nascevano nuove aggregazioni sociali ed emergevano nuove ideologie: le mancherebbe però un riscontro definitivo sul rapporto tra la Libia e il nazionalismo egiziano.
L’unità di ricerca di Perugia proseguirà nei lavori iniziati nella prima fase: Pitassio e Costantini procederanno con l’esame della legislazione regolante i rapporti tra Stato e Chiesa in Bulgaria e Serbia. Particolare attenzione verrà riservata al sostegno che lo Stato riservò alla Chiesa Ortodossa Bulgara nel conflitto che la oppose alla Chiesa di Costantinopoli. Altri temi di grande importanza sono quelli dell’atteggiamento della Chiesa Ortodossa Bulgara nei confronti del partito liberale filorusso di Cankov e Danev prima della I guerra mondiale, della posizione della Chiesa Ortodossa Serba nei confronti della unificazione tra Serbia e Montenegro nel 1918, del comportamento della Chiesa Ortodossa Bulgara di fronte alle riforme del governo agrario di Stambolijski. Di fondamentale importanza lo studio delle posizioni della Chiesa Ortodossa Serba di fronte allo stato jugoslavo che raccoglieva ormai al suo interno fedi diverse. Necessarie missioni nei principali centri dei Balcani per esaminare la pubblicistica e la memorialistica.
Baldinetti studierà il ruolo dell’Egittonella formazione dell’idea di nazione libica, nella nascita dei primi gruppi politici libici, nella loro concezione dello stato: stampa dell’epoca (biblioteche de Il Cairo e di Rabat) memorialistica e testimonianze orali serviranno all’indagine.

2]  Unità di       Università degli Studi di TRIESTE

     Responsabile Marco DOGO

     Rd+Ra      10800 Euro (dichiarata all’atto della domanda)

     Finanziamento   16100 Euro

 

     Compito

     

Nella prima fase l’unità di Trieste con Dogo e Grassi procederà ad un lavoro di recupero e all’organizzazione di fonti relative agli aspetti normativi, demografici e infrastrutturali (trattati internazionali, costituzioni, leggi elettorali, leggi fiscali, leggi agrarie, censimenti, alfabetizzazione, ferrovie ecc.) di 4-5 casi di state-building nell’Europa ex-ottomana fino alla prima guerra mondiale. Per la raccolta di fonti e letteratura e per la discussione delle ipotesi di lavoro e dei risultati intermedi si prevedono missioni a Londra (PRO), Parigi (Archives Diplomatiques Ministère des Affaires Étrangères), Ginevra (Archivi della League of Nations), Belgrado, Sofia, Salonicco, Atene, Istanbul, Ankara e, forse, Tirana.
Pirjevec intende concentrare la sua attenzione sulle diverse visioni e progetti che ispiravano i fondatori del primo stato jugoslavo, divisi tra il gruppo serbo, centralista, e il gruppo croato-sloveno, di tendenze federaliste. La sua indagine vuole chiarire le ragioni che permisero l’affermarsi delle tendenze centripete nella formazione del regno jugoslavo, individuare le forze sulle quali il nuovo stato si basava e i modelli sui quali fu scritta la sua costituzione. La raccolta della documentazione avverrà negli archivi jugoslavi e dei principali paesi europei, quella della letteratura storica nelle principali biblioteche ed istituti europei (es. Süd-Ost Institut di Monaco e Berlino).L’unità di Trieste della Turchia dovrebbe avere raccolto sufficiente materiale per la conoscenza dello state-building soprattutto per il periodo precedente la I guerra mondiale; grazie però alla ricerca di Pirjevec sulla formazione del primo stato jugoslavo essa dovrebbe aver posto le premesse per allargare, secondo programma, le sue conoscenze sul periodo tra le due guerre.
L’unità di Trieste proseguirà nei lavori iniziati nella prima fase e rivolti ora al periodo tra le due guerre mondiali, vale a dire quello della “omologazione europea incompiuta”.
Pirjevec si occuperà della disintegrazione del primo stato jugoslavo e di come essa sia stata connessa alla mancata convivenza delle diverse tradizioni culturali, politiche e amministrative, in primo luogo quella di derivazione ottomana e quella di derivazione asburgica. Le caratteristiche salienti dello Stato Indipendente Croato saranno anche oggetto della sua analisi. Infine intende studiare la nascita della Jugoslavia socialista e il ruolo svolto dalla Terza Internazionale nel porre le premesse per questo avvenimento. Nonostante la grande produzione storiografica dedicata alla recente crisi jugoslava, si tratta di una problematica scarsamente esplorata, che la quantità di documenti pubblicati negli ultimi anni permette tuttavia di affrontare in modo esaustivo. La ricerca sarà continuata nei grandi archivi internazionali, ma anche negli istituti specializzati nello studio dei rapporti internazionali (es. il Chatham House di Londra).