SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Dossier

Landuyt 2004

Area 14 – Scienze politiche e sociali

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
PROGRAMMI DI RICERCA ANNO 2004
COMPITI E SUDDIVISIONE DELLE UNITÀ DI RICERCA
Dipartimento Affari Economici


       
Coordinatore     ARIANE LANDUYT
Titolo della Ricerca     FORZE POLITICHE, ECONOMICHE E SOCIALI NELLA STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA
Finanziamento assegnato     83000 Euro
Rd+Ra     50600 Euro (dichiarata all’atto della domanda)   
Durata     24 mesi
 Obiettivo della Ricerca

La ricerca sull’atteggiamento delle forze politiche, economiche e sociali nei confronti del processo d’integrazione europea è ancora agli albori. Le motivazioni sono in gran parte da ricercare nelle scelte contenutistiche e metodologiche compiute dalla storiografia. Occorre ricordare al riguardo come a lungo la storiografia tradizionale abbia confinato al solo piano nazionale e ai soli aspetti governativi la propria prospettiva analitica, pregiudicando una lettura a tutto campo – che presuppone, da un lato, un approccio “europeo” e non più solo nazionale, dall’altro un’attenzione a forze sia governative che non governative – del processo di unificazione europea.
Non tralasciando l’approfondimento sul tema dei movimenti che presenta ancora ampi spazi oscuri, si tratta ora di allargare il settore di ricerca a quelle forze politiche – i movimenti e i partiti politici -, economiche e sociali che nel dopoguerra hanno operato per la costruzione dell’Europa a latere delle forze governative. Su questi temi la bibliografia è scarsa e si riduce nella maggior parte dei casi a opere memorialistiche o raccolte di discorsi e documenti. Solo ora si stanno avviando le prime ricerche storiografiche d’ampio respiro sui partiti e uomini politici (si pensi, per esempio, alla monografia di Mauro Maggiorani sul PCI e l’Europa, agli studi di Danilo Ardia sul PSI, al recente volume di Lorenzo Mechi su Ugo La Malfa), e sulle forze economiche (cfr. le ricerche di Romero, Segreto, Ranieri, Curli) e sociali (si vedano, in particolare, gli studi di Andrea Campani sull’atteggiamento europeistico all’interno dei sindacati). L’obiettivo del gruppo di Università che propongono questo progetto è quello di analizzare il ruolo che le forze politiche,economiche e sociali hanno esercitato sul processo di integrazione europea. In particolare verranno esaminati:
a) la posizione degli ambienti democratico-cristiani nell’avvio del processo di unificazione europea. In quest’ottica saranno
analizzate anche le radici storiche e le motivazioni politiche e sociali del principio di sussidiarietà, che risiedono nella dottrina
sociale cattolica (unità di Genova)
b) analisi del rapporto tra la sinistra democratica italiana e il processo di integrazione europea (unità di Pavia)
c) analisi dell’evoluzione dell’atteggiamento del Partito comunista italiano verso l’integrazione europea (unità di Pavia)
d) analisi dell’atteggiamento delle forze politiche di fronte alle elezioni europee in Italia, Francia, Spagna, Grecia e Portogallo (“Europa mediterranea”) (Unità di Siena)
e) analisi dell’atteggiamento dei Verdi nei confronti dell’integrazione europea (unità di Torino)
g) analisi dell’atteggiamento delle forze politiche italiane nei confronti degli allargamenti della CEE/UE (1975-2004) (unità di Siena)
Le unità locali di Genova, Pavia e Torino focalizzeranno parte della loro ricerca sull’analisi di personalità che hanno avuto un ruolo importante nell’indirizzare le forze politiche, economiche e sociali italiane verso l’europeismo (A. De Gasperi, E. Rossi, E. Reale, G. Usellini).
Le unità di Siena e Pavia, infine, verificheranno la dimensione regionale(rispettivamente toscana e lombarda) dell’atteggiamento delle forze politiche, economiche e sociali verso l’europeismo.
L’unità di Pavia organizzerà un Convegno sulla Costituzione europea e un seminario di studi sullo stato della ricerca dal tema “Il ruolo delle forze politiche, economiche e sociali nel processo d’integrazione europea”, a cui i partecipanti al progetto di ricerca appartenenti porteranno il loro contributo.

Innovazione rispetto allo stato dell’arte nel campo

Rispetto allo stato dell’arte la ricerca intende innovare nelle seguenti direzioni:
a) approfondimento sostanziale delle conoscenze scientifiche nell’ambito della storia dei partiti politici italiani e del processo di integrazione europea; in particolare sarà oggetto di studio l’evoluzione dei partiti italiani tra la metà degli anni 70 e l’allargamento ai PECO, per verificare gli effetti prodotti dal crescente processo di “europeizzazione”
b) revisione, attraverso il case study dell’Italia e dell’Europa mediterranea,della interpretazione prevalente sulle elezioni europee, finora considerate solo un epifenomeno delle elezioni nazionali e quindi come “second order elections”
c) ricostruzione del pensiero e dell’azione europeista di alcune importanti figure politiche e intellettuali del nostro paese (Alcide De Gasperi, Ernesto Rossi, Guglielmo Usellini).
Nell’insieme il progetto intende offrire un contributo importante all’avanzamento delle nostre conoscenze sul rapporto tra le forze politiche, economiche e sociali e il processo di integrazione europea.
(max 4000 caratteri)

Criteri di verificabilità

1) Il primo criterio di verificabilità è rappresentato dalle pubblicazioni previste dal progetto di ricerca. In particolare ricordiamo le pubblicazioni dei volumi di Ariane Landuyt e Daniele Pasquinucci sulla storia degli allargamenti della CEE/UE dal 1961 al 2004, di Daniela Preda su Alcide De Gasperi, di Mauro Maggiorani e Paolo Ferrari sul Partito comunista italiano e il processo di integrazione europea, di Paolo Caraffini sul CIME, di Ariane Landuyt sull’europeismo in Toscana dal 1945 al 2001, di Marco Stolfo sulle minoranze linguistiche nell’Unione europea, di Daniela Preda e Cinzia Rognoni Vercelli sull’europeismo in Lombardia, di Antonella Braga sull’europeismo di Ernesto Rossi, di Guido LEvi sull’europeismo in Spagna, di Lara Piccardo sull’URSS e il processo di integrazione europea, di Laura Grazi sull’Europa e le città. Pubblicazione di articoli e saggi su riviste specializzate

2) Il secondo criterio di verificabilità consiste nella organizzazione di seminari e convegni. In particolare ricordiamo il Convegno che si svolgerà a Pavia su “Forze politiche, economiche e sociali nel processo di integrazione europea”, che intende costituire il momento di riflessione conclusivo dell’intero progetto di ricerca; il Seminario internazionale sulle elezioni europee che si svolgerà a Siena; i Convegni su Guglielmo Usellini e sulla Costituzione europea, che si svolgeranno entrambi a Pavia.

3) Il terzo criterio di verificabilità è costituito dalle ricerche in archivi e biblioteche e nelle missioni in Italia e all’estero (Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo,ecc.) per la raccolta di materiale documentale per la realizzazione del progetto

4) 

Unità di Ricerca

1]  Unità di       Università degli Studi di SIENA
     Responsabile Ariane LANDUYT
     Rd+Ra      15000 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   26600 Euro
 
     Compito
     

L’unità avvierà l’analisi storica delle elezioni europee dal 1979 al 1999. La ricerca esaminerà l’“Europa mediterranea”. Giovandosi della collaborazione di studiosi di varie Università europee saranno infatti analizzate storicamente le elezioni europee in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia. Le elezioni europee saranno analizzate conformemente alle nuove teorie interpretative critiche verso la formula “second order elections”. Gli obiettivi del progetto sono: a) analisi dell’atteggiamento dei partiti e dei movimenti politici nei confronti delle elezioni europee e delle loro più dirette conseguenze (“principio” delle elezioni europee, uniformazione del sistema elettorale europeo, estensione del potere del PE); b) analisi delle candidature alle elezioni, con particolare riguardo al livello di turn-over dei candidati, per verificare il peso che i vari partiti conferiscono alla “competenza” acquisita nell’arena europea dal proprio personale politico; c) analisi delle campagne elettorali; d) analisi dei risultati elettorali, verificati mettendo a confronto le varie elezioni. Per raggiungere l’obiettivo si muoverà da 2 considerazioni metodologiche e interpretative: i) sulla base di alcuni studi più recenti, riteniamo che le elezioni europee possano essere studiate come soggetto autonomo, e che non possano essere a priori ridotte a una sorta di epifenomeno delle elezioni nazionali; ii) l’analisi del voto europeo non può essere circoscritta a livello nazionale. Altrimenti detto occorre che lo studio delle elezioni dei MEP venga affrontato con uno sguardo globale, quale che sia il soggetto su cui si concentra l’attenzione – i meccanismi di voto e il ruolo delle istituzioni, le campagne elettorali, il comportamento degli elettorati, l’analisi del risultato -, facendo del lato nazionale di tali singoli soggetti il contrappunto della lettura europea, un contrappunto assolutamente necessario – ma non prioritario né centrale. In questa stessa direzione, assumendo l’unitarietà delle diverse fasi di cui si compongono le elezioni europee, non si dovrà più esaminare separatamente la scelta dei candidati nei singoli paesi nazionali, ma sottoporre a verifica, in una prospettiva storica, l’evoluzione complessiva della selezione dell’offerta elettorale; non si dovranno più ricostruire le singole campagne elettorali isolandole nella loro dimensione nazionale, ma partire dalla considerazione (talvolta dimenticata forse perché banale) che ogni cinque anni c’è una parte consistente del territorio europeo in cui partiti e movimenti politici, nello stesso periodo di tempo, con le stesse finalità (l’elezione di deputati al PE),talvolta con forme di collegamento, spesso aderendo a programmi e manifesti comuni, presentano ai cittadini le proprie posizioni politiche e i propri candidati.
La ricerca sulle elezioni europee sfocerà in un Seminario internazionale che si svolgerà nell’Università di Siena e nella pubblicazione dei risultati della ricerca.
L’unità intende inoltre proporre un’analisi storica dell’atteggiamento delle principali forze politiche italiane nei confronti degli allargamenti della CEE/UE dal 1979 al 2004. L’arco temporale coincide con quello della linea di ricerca sulle elezioni europee e prenderà quindi in esame gli allargamenti alla Grecia, alla Spagna e al Portogallo, a Svezia, Finlandia e Austria e il processo che tra il 1993 (Summit di Copenaghen) e il 1°maggio 2004 ha portato all’allargamento ai PECO.
L’unità analizzerà la dimensione regionale dell’atteggiamento delle forze politiche,economiche e sociali verso l’integrazione europea, attraverso l’analisi dell’europeismo in Toscana e la pubblicazione dei risultati della ricerca.

2]  Unità di       Università degli Studi di PAVIA
     Responsabile Giulio GUDERZO
     Rd+Ra      10700 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   21400 Euro
 
     Compito
     

L’unità si coordinerà alla ricerca nazionale in particolare incentrando l’attenzione sul rapporto tra i partiti della sinistra democratica italiana e il processo d’integrazione europea. Nella fattispecie, P. Ferrari, si pone l’obiettivo di portare a compimento in vista della pubblicazione una ricerca tesa ad analizzare l’atteggiamento del PCI nei confronti del processo d’integrazione europea, il suo evolversi dagli anni 40 agli anni 70, le differenze tra la dimensione locale (pavese) del partito e quella nazionale. Il lavoro di ricerca si basa, tra l’altro, sull’utilizzo di documenti inediti, contenuti nell’archivio del Partito comunista depositato presso la Fondazione Gramsci, a Roma, e sulla raccolta di fonti orali (Napolitano, Segre, etc). L’unità organizzerà un Convegno teso a mettere in luce il contributo europeista e federalista di G. Usellini. L’iniziativa del convegno è da ascrivere all’Università di Pavia, al Centro studi storici sul federalismo e l’unificazione europea “Mario Albertini” e al centro interdipartimentale di ricerca e documentazione sulla storia del 900, in collaborazione con la Fondazione europea L. Bolis.
L’unità si pone l’obiettivo, attraverso una ricerca condotta da A. Braga, di portare a compimento in vista della pubblicazione la ricostruzione del profilo biografico-politico di un altro protagonista della lotta europeista e federalista: Ernesto Rossi. Antifascista, dirigente di “Giustizia e Libertà” e poi del Partito d’azione, autore insieme ad A. Spinelli ed E. Colorni de “Il Manifesto di Ventotene”, Rossi (1897-1967) fece della battaglia per l’unità europea il fulcro della sua azione politica negli anni della Resistenza e del dopoguerra.
L’unità si propone l’organizzazione del convegno sul tema “La Costituzione europea. I fattori storici che hanno condotto al progetto di Costituzione europea e le prospettive che essa dischiude”. Ricostruire il percorso che ha condotto al progetto di Costituzione europea non è difficile qualora si adotti il punto di vista del federalismo. Esso consente di cogliere le contraddizioni tra la dimensione europea dell’economia e della sicurezza dopo la fine del secondo conflitto mondiale, da un canto, e la dimensione nazionale degli Stati, dall’altro. Queste contraddizioni sono state utilizzate dall’avanguardia federalista per promuovere atti di natura costituzionale (fondazione della CEE, unione doganale, realizzazione del mercato interno, riconoscimento del diritto di voto europeo, moneta unica) sino al Consiglio europeo di Laeken, che ha riconosciuto l’inadeguatezza del metodo intergovernativo rispetto al problema di fondare lo Stato europeo.
Obiettivo dell’unità, è inoltre quello di illustrare il significativo iter politico-intellettuale di E. Reale e, per suo tramite, mettere e fuoco alcune vicende cruciali per la storia svizzera, italiana e per quella delle relazioni internazionali, valorizzando la sua ricca attività scientifica, nonché la sua attività politica, dalla battaglia antifascista all’esilio in Svizzera, dalla sua partecipazione all’esperimento del Partito d’azione sino alla nomina nel 1946 a Inviato straordinario e poi a Ministro plenipotenziario in Svizzera sino al 1955.
L’unità analizzerà la dimensione regionale dell’atteggiamento delle forze politiche,economiche e sociali nei confronti dell’integrazione europea, attraverso l’analisi dell’europeismo in Lombardia nel secondo dopoguerra e la successiva pubblicazione dei risultati della ricerca.
Infine, l’unità organizzerà, alla fine del biennio, un seminario di studi sullo stato della ricerca dal tema “Il ruolo delle forze politiche, economiche e sociali nel processo d’integrazione europea”, a cui i partecipanti al progetto di ricerca porteranno il loro contributo.

3]  Unità di       Università degli Studi di TORINO
     Responsabile Sergio PISTONE
     Rd+Ra      9900 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   10000 Euro
 
     Compito
     

L’unità di Torino analizzerà le figure di Duccio Galimberti e Gianni Merlini
a) – Il contributo europeista e federalista di Duccio Galimberti, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, sarà oggetto di ricerca del professor Sergio Pistone, che è stato invitato a presentare i risultati di tale studio a un convegno, previsto per la fine dell’anno, nella città di Cuneo, che diede i natali a Galimberti. Di ideali mazziniani, Galimberti fu tra i fondatori del Partito d’Azione nella città piemontese. All’indomani della caduta del fascismo, organizzò con Dante Livio Bianco la prima banda di “Giustizia e Libertà” nella provincia di Cuneo. Redasse, in collaborazione con Antonino Repaci il “Progetto di costituzione confederale europea e interna”(pubblicato da A. Repaci, nel volume “Duccio Galimberti e la Resistenza italiana”, Torino, Bottega d’Erasmo, 1971). Galimberti moltiplicò i contatti con la Resistenza francese non solo per organizzare la lotta armata, ma anche per porre le basi di una futura collaborazione in tempo di pace. Il 22 maggio 1944, si ebbe l’incontro di Barcellonette tra una delegazione italiana e una francese per stabilire un’intesa tra i due movimenti.
b) – Per quanto riguarda il contributo di pensiero e azione di Gianni Merlini alla battaglia europeista, l’unità operativa prevede di organizzare un seminario, a Torino. Il seminario sarà inoltre l’occasione per la presentazione della raccolta dei suoi scritti, curata da D. Preda e C. Rognoni Vercelli.
P. Caraffini intende portare a compimento e dare alle stampe la ricerca sul CIME – che ha rappresentato l’oggetto della sua tesi di dottorato in “Storia del federalismo e dell’unità europea”.
L’unità locale di Torino si coordinerà alla ricerca nazionale focalizzando la propria ricerca sul ruolo che le forze politiche, economiche e sociali hanno esercitato sul processo d’integrazione europea con particolare riguardo agli avvenimenti del periodo compreso tra gli anni della Resistenza e quelli della nascita delle Comunità. Verrà, inoltre, riservata ulteriore attenzione agli aspetti locali della vicenda.

4]  Unità di       Università degli Studi di GENOVA
     Responsabile Danilo VENERUSO
     Rd+Ra      15000 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   25000 Euro
 
     Compito
     

Nella prima fase l’unità di Genova svilupperà in particolare gli studi sugli ambienti democratico-cristiani nell’avvio del processo di unificazione europea. Fulcro della ricerca sarà la figura di A. De Gasperi a cinquant’anni dalla scomparsa. Oltre a essere uno dei padri dell’Italia repubblicana, infatti, De Gasperi fu uno dei padri dell’Europa unita insieme a Schuman, Monnet, Adenauer. Ripercorrere le tappe più significative del suo percorso politico e in particolare la sua adesione al federalismo significa andare alle origini del processo di unificazione europea. Questa linea di ricerca viene portata avanti da Daniela Preda, con la pubblicazione di una monografia dal titolo “Alcide De Gasperi. Dall’europeismo al federalismo”. Per quanto attiene alla storia dei partiti politici e dei gruppi di pressione, l’unità di Genova, coordinandosi con la ricerca a livello nazionale, focalizzerà la sua attenzione sui Verdi e l’Europa. In particolare G. Grimaldi, sulla base degli studi da tempo avviati sulla formazione dei partiti verdi in Europa a livello nazionale, sul Gruppo Verde al PE e sulla Federazione Europea dei Verdi, compirà studi nell’intento di mettere in evidenza gli orientamenti europeistici di molti esponenti verdi e il loro contributo alla costruzione dell’UE. Si prevede la consultazione delle fonti conservate presso la Fondazione Alexander Langer a Bolzano, la biblioteca dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze e l’Archivio del Gruppo Verde al PE (Bruxelles), al fine della pubblicazione di una monografia sul tema. Verranno svolte ulteriori ricerche sull’europeismo in Liguria finalizzate alla pubblicazione di un volume dal titolo provvisorio “Documenti per una storia dell’europeismo in Liguria” (curato da G. Levi). S. Calissano si occuperà infine dell’atteggiamento dei partiti politici liguri in riferimento al processo d’integrazione europea (dalla loro ricostituzione, in seguito alla caduta del fascismo, sino alla metà degli anni ’50).
L’unità di Genova dedicherà attenzione allo disamina del principio di sussidiarietà, che riveste ormai un’importanza crescente nell’ordinamento comunitario e che ha giocato un ruolo non irrilevante nei primi tentativi di elaborazione di un progetto di costruzione europea. Risulta importante, quindi, riscoprirne le radici storiche, mettendo in rilievo le motivazioni e le esigenze politiche e sociali che hanno portato alla sua formulazione. In questo senso, D. Veneruso ripercorrerà l’evoluzione del suddetto principio attraverso l’analisi della dottrina sociale della Chiesa e del pensiero di esponenti della cultura cattolica (come J. Maritain e L. Sturzo, solo per citarne alcuni) che hanno affrontato i problemi dei rapporti fra lo Stato e la società attraverso la valorizzazione del ruolo delle comunità intermedie e del processo di decentramento. Queste concezioni hanno permeato i programmi di alcuni movimenti e partiti politici nel secondo dopoguerra, influenzando in Italia i lavori della Costituente, nella quale il principio di sussidiarietà è stato tenuto implicitamente presente. Tali correnti di pensiero e attuazioni giuridiche hanno infine trovato, nei più recenti lavori della Convenzione europea, una formulazione più complessa e articolata, relativa al concetto di multilevel governance.