SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Dossier

Salvemini 2004

Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
PROGRAMMI DI RICERCA ANNO 2004
COMPITI E SUDDIVISIONE DELLE UNITÀ DI RICERCA
Dipartimento Affari Economici


       
Coordinatore     BIAGIO SALVEMINI
Titolo della Ricerca     DECIFRARE L’INSEDIAMENTO: COSTRUZIONE, CLASSIFICAZIONE E RAPPRESENTAZIONE DEI CENTRI ABITATI NEL MEZZOGIORNO CONTINENTALE E INSULARE (SECOLI XV-XX)
Finanziamento assegnato     142000 Euro
Rd+Ra     88600 Euro (dichiarata all’atto della domanda)   
Durata     24 mesi
 Obiettivo della Ricerca

Il progetto vuole riconsiderare l’immagine storiografica che presenta l’insediamento meridionale come una delle “permanenze” del Mezzogiorno e, al tempo stesso, come uno degli elementi che fondano la sua arretratezza. Poggiandosi su studi puntuali, in larga parte prodotti dagli stessi ricercatori di questo gruppo, che hanno messo in discussione questa immagine, la ricerca ricostruirà, a diverse scale di analisi, forme, funzioni, conflitti, rappresentazioni e trasformazioni che investono la rete di centri abitati del Mezzogiorno sul lungo periodo, nel quadro del più generale ripensamento dello spazio umanizzato nelle scienze sociali e nella storiografia internazionale recente. Oltre a saggi e monografie, verrà prodotto un atlante storico informatico in G.I.S. dell’insediamento del Mezzogiorno e della Sicilia consultabile in rete.

Innovazione rispetto allo stato dell’arte nel campo

Questo progetto intende produrre innovazione mettendo in discussione, sul terreno concreto dell’analisi e della conoscenza del territorio meridionale e siciliano, atteggiamenti storiografici a lungo prevalenti.
In primo luogo la concezione dello spazio umanizzato come contenitore inerte degli eventi, quadro naturale o istituzionale che può essere adoperato dallo storico per situarvi il proprio racconto secondo ragioni di opportunità espositive. L’esempio più evidente di questo atteggiamento ‘opportunista’ nei confronti degli spazi della ricerca, che contrasta con l’attenzione alle conseguenze interpretative dei tagli cronologici adottati, è la lunga serie delle grandi thèse francesi di storia regionale degli anni Cinquanta-Settanta del Novecento, i cui tagli spaziali si poggiavano sul semplice fatto che li si potesse chiamare, che tradizioni secolari o operazioni coscienti di geografi ed osservatori avessero dato loro un nome. Lo spazio veniva così assunto “du dehors”, contraddicendo vistosamente le avvertenze di un saggio citatissimo di un maestro venerato, ma evidentemente non bene ascoltato: “à chaque aspect de la vie sociale européenne, dans ses différents moments – aveva scritto Marc Bloch – il faudra, si l’on veut sortir de l’artificiel, trouver son cadre géographique propre, déterminé non du dehors mais du dedans” (M. Bloch, Pour une histoire comparée des sociétés européennes (1928), in Id., Mélanges historiques, I, Parigi 1983, p. 37).
Una seconda linea storiografica rispetto alla quale si cercherà di produrre innovazione è quella che fa proprie concezioni macchinistiche e teleologiche dell’emergere dello stato territoriale. L’insediamento meridionale apparirà comprensibile sottolineando il pluralismo dei poteri e delle fonti del diritto, la ricchezza di interstizi istituzionali, il situarsi del gioco politico dentro e fuori i luoghi deputati, le reti formalizzate e quelle informali che lo animano: un modo di essere della dimensione della politica che, come sottolineano gli studi recenti, supera il grande discrimine dello stato napoleonico e si dispiega pienamente nello stato novecentesco, trovando chi la propone sotto il profilo delle norme e la sistema nella dottrina (per non fare che un solo esempio, Santi Romano).
In terzo luogo il progetto, nello studiare i luoghi abitati, intente far risaltare l’inconsistenza analitica di un concetto ampiamente adoperato su questo stesso piano soprattutto nella storiografia e nella sociologia anglosassone: quello di comunità locale.
Infine, il progetto si situa nel quadro della riconsiderazione delle dicotomie centro-periferia, progresso-arretratezza, sviluppo-sottosviluppo, che, dopo la grande stagione di studi degli anni Cinquanta-Sessanta del secolo scorso, tendevano a collocare formazioni storiche come quella del Mezzogiorno continentale ed insulare italiano in una posizione ineluttabilmente negativa. Il territorio meridionale presenta una geografia per certe fasi assai netta e ben contrastata: invece di un Sud visto indifferentemente come un “grande tutto” rurale dominato da alcuni grandi centri parassitari o come frantumato in spazi minuscoli infinitamente differenziati fra loro (il famoso “mare di disgregazione sociale”), emergeranno dalle analisi delle varie unità di ricerca regionalismi robusti, segmentazioni forti ma anche complementarietà spaziali che provocano, in punti specifici, l’ipertrofia degli apparati dell’intermediazione politica, sociale, mercantile, e quindi dell’attrezzatura insediativa, secondo moduli presenti in altre aree mediterranee. (max 4000 caratteri)

Criteri di verificabilità

1) Produzione di seminari, convegni, saggi e monografie

2) Costruzione progressiva del sito informatico contenente l’atlante degli insediamenti meridionali in linguaggio GIS

3) Interlocuzione dei risultati della ricerca – in particolare quello di cui al punto 2 – con gli strumenti di gestione e programmazione del territorio odierno

4) 

Unità di Ricerca

1]  Unità di       Università degli Studi di BARI
     Responsabile Biagio SALVEMINI
     Rd+Ra      20000 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   49900 Euro
 
     Compito
     

L’unità di ricerca dell’Università di Bari lavorerà per sondaggi che verranno orientati da una comune tensione interpretativa. La scala di indagine varierà da quella dell’intero Regno di Napoli all’ambito pugliese fino alla scala locale, e l’arco cronologico privilegiato sarà quello delle competenze prevalenti nel gruppo, ossia l’età moderna. La presenza di una geografa specialista di metodologia della lettura dello spazio umanizzato (la Prof.ssa Clara Copeta) contribuirà ad arricchire concettualmente le domande da porre alle fonti.
Il lavoro verrà sviluppato lungo tre direttrici ed affidato a responsabili, nell’ambito dell’unità, man mano qui di seguito precisati.
Verrà in primo luogo portata avanti la costruzione dell’atlante dell’insediamento del Mezzogiorno continentale. Nei due anni previsti per l’attuazione del progetto di ricerca, verranno alimentate le banche-dati in Microsoft Excell ed Arc View Gis, già predisposte per ciascuno dei toponimi insediativi già individuati, e ed altre che emergeranno dalla ricerca. Si prevede in particolare di sistemare nella griglia concettuale e tecnica dell’atlante degli insediamenti:
- la geografia feudale;
- la geografia ecclesiastica;
- la geografia dei flussi.
L’esito sarà la costruzione di un sito informatico in libero accesso interrogabile dagli studiosi, e di “quaderni dell’atlante”.
La seconda direttrice di ricerca riguarda le definizioni giuridiche ed istituzionali degli insediamenti ed il loro mutare nel tempo. I punti che si intende sviluppare sono in particolare i seguenti:
a. il dibattito nella giurisprudenza napoletana sulla tipologia degli insediamenti e sulla capacità di questi ultimi di attribuire cittadinanza;
b. il rapporto fra luoghi abitati e istituzioni di autogoverno di antico regime (le “università”), ossia quali tipi di centri abitati identificati da “esterni” e da coloro che vi vivono (circa 4500 nel dizionario di Giustiniani di fine Settecento-primo dell’Ottecento) riescono a darsi un governo locale (circa 2000 per tutta l’età moderna);
c. l’intreccio di giurisdizioni insistenti sul medesimo territorio in età moderna (signoria feudale, diocesi, tribunali provinciali o locali, magistrature speciali ma di enorme peso come la Dogana della Mena delle Pecore di Foggia);
d. le risorse territoriali che caratterizzano un insediamento di antico regime dotato di un qualche livello di autonomia (pascoli, boschi, fonti) ed i loro profili giuridici;
e. il rimodellamento delle gerarchie amministrative in età napoleonica (accorpamenti, definizione di capoluoghi, reticoli di poteri amministrativi, giudiziari, militari gerarchicamente disposti);
f. le conseguenze sulla trama degli insediamenti delle operazioni militari più rilevanti contro il brigantaggio fra fine Settecento e gli anni post-unitari;
g. i profili ed i ruoli mutevoli delle élites locali.
Curerà queste indagini in particolare il Prof. Angelantonio Spagnoletti.
Un ultimo filone sarà quello dell’analisi ravvicinata, condotta su alcune aree pugliesi, delle identità, delle rappresentazioni, delle tensioni e dei conflitti fra individui, gruppi e poteri, che si intrecciano al livello locale muovendosi dentro ambienti di straordinaria densità istituzionale. Cureranno queste indagini in particolare Elena Papagna e Annastella Carrino.

2]  Unità di       Università degli Studi di NAPOLI “Federico II”
     Responsabile Renata DE LORENZO
     Rd+Ra      12000 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   15900 Euro
 
     Compito
     

Il gruppo di ricerca locale intende studiare i diversi aspetti, sociali, culturali, politici, del cambiamento amministrativo introdotto nell’età napoleonica che ridisegna confini e appartenenze, rompendo consuetudini e relazioni lungamente sedimentate. Esigenze burocratiche e militari ridisegnano infatti terre, villaggi, paesi, città, e la stessa rappresentazione cartografica.
Lo studio prende in considerazione anche la preesistente struttura degli insediamenti, i modi in cui la dimensione territoriale veniva rappresentata e vissuta in antico regime, le prime forme di indagine prestatistiche settecentesche.
Le diverse competenze dei componenti del gruppo comportano ricerche sui seguenti aspetti:
1. il ruolo svolto dai confini e dalle appartenenze feudali nelle identità locali e il passaggio da vassalli a cittadini;
2. la dimensione religiosa e il ruolo svolto dalle trasformazioni delle circoscrizioni ecclesiastiche nelle identità locali;
3. la rielaborazione delle mappe dei luoghi del potere, della politica e della fiscalità (tribunali, dogane, percettorie, intendenze, uffici delle imposte dirette e indirette, consigli provinciali e distrettuali) e i suoi effetti nella rappresentazione del territorio;
4. ruolo, percezione e rappresentazione dei confini statali, fra il regno di Napoli e lo Stato della Chiesa;
5. il Mediterraneo come frontiera mobile e ruolo degli scambi economici e culturali nella rappresentazione del territorio;
6. identità culturali, ‘turismo’ e archeologia;
7. dalle visite di antico regime alle inchieste napoleoniche;
8. elaborazione cartografica, tramite GIS, dei fenomeni fisici e mentali presi in considerazione.

3]  Unità di       Universita’ degli Studi di CATANIA
     Responsabile Enrico IACHELLO
     Rd+Ra      33000 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   41300 Euro
 
     Compito
     

Il compito dell’unità di ricerca di Catania si articolerà in due fasi.

Prima fase. Costruire gli insediamenti.
L’indagine mira a ricostruire – sia a livello macro che, più in dettaglio, analizzando i processi all’interno di alcuni singoli insediamenti – aspetti significativi dei processi relativi alle modalità insediative nell’isola in età moderna, in particolare attraverso l’analisi dei processi di maggiore rilevanza che caratterizzano l’evoluzione del sistema insediativo isolano:
a) l’ondata di nuove fondazioni realizzate in prevalenza fra il 1590 e il 1650;
b) il processo immediatamente successivo al terremoto del 1693, che non riguarda – tranne rari casi – la costituzione di nuovi centri, quanto piuttosto alcuni spostamenti di sito e l’opera di ricostruzione di decine di centri interamente o parzialmente distrutti dal sisma;
c) lo sdoppiamento settecentesco – meno appariscente ma egualmente significativo – dei centri collinari che costituiscono nuove gemmazioni insediative sulla costa, ed il formarsi di nuovi nuclei abitati che però rimangono frazioni e non si costituiscono in enti amministrativi autonomi;
d) il processo, datato tra 1820 e 1860, di ristrutturazione territoriale, di concessione dell’autonomia amministrativa a numerosi centri costituiti con le modalità prima dette, e viceversa di riaccorpamento, di gerarchizzazione tra le comunità urbane, che accompagna la riforma amministrativa del 1817 (cessazione del Regno di Sicilia come entità statale autonoma ed estensione all’isola del sistema delle intendenze già realizzato da Murat nel Regno di Napoli).
Nella prima fase si procederà alla raccolta (tramite fotocopie, microfilmatura e fotografia digitale) dei documenti più significativi, alla successiva analisi ed informatizzazione dei dati da correlare ricorrendo a fonti di varia natura reperite presso biblioteche ed archivi, pubblici e privati, italiani ed esteri: fiscali (riveli, catasti, ruoli di tassazione), economiche (flussi commerciali, produzione), amministrative (ubicazione delle varie sedi istituzionali, civili e religiose).

Seconda fase. Classificare e rappresentare gli insediamenti.
Nella seconda fase la ricerca prevede di portare a compimento le analisi complessive precedentemente avviate e di concentrarsi nell’esame dei processi di classificazione e rappresentazione degli insediamenti e degli spazi urbani. L’analisi punta alla individuazione delle differenti logiche che nel corso dell’età moderna trasformano pratiche e percezioni dello spazio urbano. A questo scopo ad una analisi generale seguirà una selezione, nello spazio urbano, di alcuni luoghi “privilegiati” (sedi politiche, religiose, commerciali, editoriali, educative, assistenziali) e altri “periferici”, se ne individueranno i protagonisti politici, sociali e intellettuali, se ne ricostruiranno le relazioni e i conflitti.
Anche nella seconda fase si procederà alla raccolta (tramite fotocopie, microfilmatura e fotografia digitale) presso biblioteche ed archivi, pubblici e privati, italiani ed esteri, dei documenti e delle rappresentazioni cartografiche più significative, alla successiva analisi ed informatizzazione.

Risultati attesi.
Individuazione delle dinamiche e dei processi di costruzione, classificazione e rappresentazione degli spazi urbani da parte dei gruppi sociali e politici. Elaborazione di carte storiche tematiche. Sintesi del lavoro complessivo con produzione di monografie e volumi collettanei e di un atlante storico.

4]  Unità di       Università degli Studi di LECCE
     Responsabile Anna Lucia DENITTO
     Rd+Ra      16000 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   21300 Euro
 
     Compito
     

La provincia di Terra d’Otranto si presenta nel corso del XIX e XX secolo come una realtà periferica in movimento, investita da un processo contraddittorio di grande trasformazione. A differenza delle altre province pugliesi essa è inoltre caratterizzata dalla presenza di una miriade di insediamenti di piccole dimensioni.
A partire da questa duplice caratteristica dell’area aggetto di studio, il compito dell’unità di ricerca è così articolato:
1) si esamineranno le dinamiche messe in moto nei numerosi insediamenti salentini, considerati forme mobili di aggregazione sociale, dall’intervento classificatore dello Stato;
2) si studieranno tempi e modalità attraverso i quali le comunità locali rispondono al complesso di funzioni economiche, amministrative, giudiziarie, politiche attribuite dallo Stato ai comuni;
3) si analizzeranno le reti di relazioni verticali e orizzontali, che gli insediamenti intessono tra di loro e che quasi sempre trascendono i confini amministrativi dei singoli comuni.
In questo modo sarà possibile ricostruire i diversi percorsi identitari delle comunità locali, che non sempre coincidono con le municipalità.
A tal fine l’unità intende privilegiare due principali piste di ricerca:
1) la ricostruzione delle dinamiche economiche e sociali in relazione al possesso della terra e alla distribuzione della ricchezza;
2) l’analisi della misura del consenso politico ed elettorale.
Per quanto riguarda il primo percorso si ricostruiranno i rivoli della ricchezza, il mercato della terra, e in particolare, la questione delle terre demaniali. L’altro percorso intende privilegiare lo studio dei gruppi dirigenti rispetto agli spazi delle iniziative e delle mediazioni, che non possono essere limitati e ricondotti alla sola realtà municipale; vanno piuttosto ricostruiti alla luce di circuiti formativi, occupazionali e politici, che circoscrivono bisogni e aspettative di un’area in termini di “aggregazioni e di identificazioni economico-sociali o culturali” e che partecipano anche alla dialettica dei compositi equilibri di una circoscrizione amministrativa.
Tutto il materiale documentario reperito sarà informatizzato e inserito nella banca dati storico-geografica, con relativa rappresentazione cartografica mediante GIS, sulla storia di Terra d’Otranto già realizzata dal gruppo proponente presso il Dipartimento di Studi Storici dal Medioevo all’Età Contemporanea dell’Università di Lecce. In precedenti esperienze di ricerca, è stata definita la struttura del database e completato il primo modulo relativo alle dinamiche demografiche di ogni singola comunità salentina tra il 1861 e il 1991. Entrambi i percorsi saranno attivati fin dal primo anno e prevedono le seguenti fasi:
a) ricognizione e reperimento, in parte già avviato, delle fonti documentarie e definizione dei percorsi d’interrogazione per l’immissione nella banca dati;
b) individuazione dei casi di studio e delle aree da analizzare;
e) verifica dei primi risultati scientifici;
d) elaborazione di carte e mappe tematiche.
La banca dati e la cartografia sono finalizzate a “misurare” e “rappresentare” processi storici dell’area salentina, ma anche a coniugare la ricerca scientifica con l’intervento sul territorio. Esse, infatti, sono pure destinate ad un’utenza ampia e diversificata di amministratori locali, di operatori culturali economici e turistici, di urbanisti.

5]  Unità di       Università degli Studi di NAPOLI “L’Orientale”
     Responsabile Michele BENAITEAU
     Rd+Ra      3100 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   5000 Euro
 
     Compito
     

L’unità locale dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale s’inserisce nel programma generale della ricerca “Decifrare l’insediamento” attraverso il tema della comunicazione interna al Regno con il titolo “Dalla piccola alla grande patria: il ruolo delle comunicazioni nella società meridionale nel periodo 1700-1860. Costruzione delle strutture e cambiamenti culturali”.
La definizione e la descrizione degli insediamenti di un paese non è completa senza la percezione esatta della comunicazione effettiva tra di essi, spesso in un rapporto non simmetrico ma ordinato gerarchicamente, cosa particolarmente evidente nel caso della capitale in rapporto agli altri centri. Nella ricerca si analizzeranno le vie di comunicazione, la densità del reticolato e/o dei mezzi di trasporto (solo dei mezzi per il mare), i flussi degli uomini lungo queste vie: spostamenti e migrazioni danno la vita ad insediamenti altrimenti minacciati dalla morte per asfissia. Verrà anche studiata la circolazione delle idee e delle informazioni, e la percezione di un insieme più vasto nel quale l’insediamento singolo va a collocarsi e prende significato relativamente agli altri.
In rapporto al problema della comunicazione all’interno del Regno, si rintracceranno i segni di mutamento nella cultura degli uomini di governo e delle classi colte, come appaiono dai vari ed ambiziosi progetti presenti nella pubblicistica tra Settecento e Ottocento.
Se le opere realizzate furono spesso modeste, ciò non impedì – o forse favorì – che la comunicazione tra Napoli e le province fosse rafforzata, intensificata sul piano degli uomini, delle merci e delle lettere scambiate. La forza d’attrazione della capitale fa incontrare e dialogare uomini residenti in centri poco e male collegati direttamente. Un primo passo in quest’ambito consiste nel reperire fonti documentarie atte a circoscrivere questi aspetti, a dare loro dimensioni fino a potere rappresentarli in una cartografia. Promettente in quel senso sembrano i consistenti fondi di corrispondenze inclusi nei vari Archivi privati dell’Archivio di Stato di Napoli. Un obbiettivo realistico sembra quello di misurare il ruolo di polo “trasmettitore” di cultura e informazioni e in parte “unificatore” della capitale, anche se spesso contestato dai centri provinciali.
Un altro modo di misurare il grado di comunicazione fra capitale e province e la percezione che ne hanno gli attori sociali è l’analisi dei cosiddetti “giornali” che pubblicavano notizie giudicate importanti (e permesse dalla censura regia). L’unità misurerà le ricorrenze delle informazioni dalle province, oltre ad analizzarne il contenuto. Questa fonte più che secolare dovrebbe permettere uno sguardo d’insieme tra ‘700 e ‘800.
Un momento particolare nella percezione del territorio nazionale e dei suoi insediamenti fu vissuto tra la fine ‘700 e il decennio napoleonico, una fase in cui fiorirono progetti che si volevano fare realizzare dallo Stato. Questo genere di “letteratura” sarà analizzato da parte di Aldo Di Biasio, che esaminerà in particolare il progetto di collegare le due coste del Regno con un canale.

6]  Unità di       Università degli Studi di NAPOLI “Federico II”
     Responsabile Alessandra BULGARELLI
     Rd+Ra      4500 Euro (dichiarata all’atto della domanda)
     Finanziamento   8600 Euro
 
     Compito
     

L’obiettivo che si propone questa unità locale di ricerca è la ricostruzione degli insediamenti del Mezzogiorno continentale sotto il profilo della finanza locale e periferica. L’ambito cronologico prescelto è quello relativo ai secoli XVIII e XIX.
Si partirà dalla rilevazione dei dati offerti dalla documentazione per il primo Settecento, momento a partire dal quale le fonti consentono una rilevazione seriale. Saranno effettuate comparazioni anche con il secolo precedente (Stati discussi del Tapia) e con quello seguente (Stati Discussi).
Si intende innanzitutto individuare quali erano le comunità colpite dal fisco come soggetti passivi d’imposta (imposta sui fuochi), cercando di cogliere gli elementi di coerenza o di discrepanza con la rete insediativa meridionale, quale si delinea sul territorio; di queste comunità si è già ricostruita la fisionomia fiscale, ora si intende individuare, per le circa duemila comunità del regno, l’articolazione del bilancio nelle sue principali voci di entrata e di spesa e verificare, con sondaggi campione e per aree diversificate, il grado di trasformazione dello stesso (sondaggi affidati alla dott.ssa Potito).
In merito alle entrate, uno studio specifico verrà dedicato alla voce delle risorse locali in particolare a quelle idriche, di ambito comunale e feudale, presenti sul territorio, di cui si produrrà una schedatura allo scopo di fornire un’identificazione dei siti rilevanti dal punto di vista dello sfruttamento delle forze idrauliche (i fondi del Ministero dell’Interno, Economia di Acque, presso l’archivio di Stato di Napoli, suddivisi per province, costituiscono per il periodo preunitario la fonte preferenziale per questo tipo di indagine, che sarà svolta dalla dott.ssa Barca).
Gli insediamenti indagati sotto il profilo della finanza locale e centrale troveranno un’ulteriore specificazione nei luoghi di diramazione periferica del Ministero delle Finanze, indagati dalla dott.ssa Rescigno nelle sue quattro amministrazioni – Contribuzioni dirette, Dazj indiretti, Registro e Bollo e Poste – per anni ed aree campione (Terra di Lavoro ed Abruzzo Citeriore). La scelta della prima provincia riposa sul dinamismo che, a diversi livelli, è stato tradizionalmente attribuito alla Campania felix, mentre proprio la supposta «perifericità», anche sul piano della costruzione istituzionale, dell’Abruzzo Citeriore, ha orientato la scelta sulla realtà chietina.
I risultati dell’indagine su questi aspetti della finanza sul territorio, oltre ad essere destinati a divenire patrimonio comune attraverso i consueti strumenti di pubblicazione (articoli, monografie, convegni), confluiranno, insieme con i contributi delle altre unità di ricerca, in un atlante cartografico degli insediamenti meridionali, la cui compilazione sarà resa possibile uniformando la strumentazione informatica nella rilevazione dei dati.