SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Dossier

Modello A

MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
DIPARTIMENTO PERLA PROGRAMMAZIONE IL COORDINAMENTO E GLI AFFARI ECONOMICI – SAUS
PROGRAMMI DI RICERCA SCIENTIFICA DI RILEVANTE INTERESSE NAZIO NALE
RICHIESTA DI COFINANZIAMENTO

(DM n. 10 del 23 gennaio 2001)
PROGRAMMA DI RICERCA – MODELLO A
Anno 2001 – prot. 2001118491

Parte: I

 

1.1 Programma di Ricerca di tipo: interuniversitario

Area Scientifico Disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche (60%)
Area Scientifico Disciplinare: Scienze politiche e sociali (30%)
Area Scientifico Disciplinare: Scienze dell’antichita’ filologico-letterarie e storico-artistiche (10%)


1.2 Titolo del Programma di Ricerca

 

Memoria e storia del Novecento. Interpretazioni storiografiche e uso pubblico della storia alla fine del secolo: uno studio comparato


1.3 Abstract del Programma di Ricerca

 

La ricerca sul rapporto tra storia e memoria nel Novecento vuole essere uno studio comparato delle interpretazioni storiografiche dell’ultimo quindicennio dentro un contesto segnato da forti trasformazioni e da una parallela presenza nuova e rilevante del passato nel dibattito pubblico. Il programma di ricerca è indirizzato a esaminare il modo in cui l’analisi del passato è stata condotta in diversi paesi in un momento cruciale di trasformazione internazionale come quella che ha caratterizzato l’ultimo quindicennio del XX secolo. Attraverso una comparazione tra differenti casi nazionali e diverse aree geografiche, la ricerca intende individuare i caratteri innovativi della più recente storiografia e il suo ruolo all’interno del dibattito pubblico sulla storia, della presenza sempre più rilevante della memoria, di una nuova documentazione disponibile che ha caratterizzato lo stesso lasso di tempo.
Lo storico si è trovato coinvolto in una rappresentazione e interpretazione del passato costruita non soltanto attorno ai canoni metodologici della propria disciplina e ai tempi della propria ricerca, ma profondamente influenzato dalle forme assunte dal dibattito pubblico, insieme alla possibilità di usufruire di nuove fonti e di confrontarsi con una vasta produzione di carattere memorialistico. La ricerca si propone di individuare il rapporto creatosi tra memoria, nuove fonti e creazione di nuovi paradigmi storiografici in paesi che sono usciti da lunghi periodi di dittatura e autoritarismo (Russia, Polonia, Germania orientale, Sudafrica), in alcune democrazie europee dove il rapporto con il passato è stato maggiormente contraddittorio e complesso (Francia, Germania, Italia), negli Stati Uniti e in America latina, In Israele e Sudafrica. La dimensione pubblica dell’interesse per la storia e per la sua ricostruzione ha caratterizzato in forme diverse ma con tratti spesso comuni queste esperienze, come comune è stata l’attenzione per alcuni momenti cruciali della storia del Novecento (ad esempio gli anni della seconda guerra mondiale e della guerra fredda).
E’ attraverso una ricostruzione dettagliata della ricca produzione memorialistica, delle recenti disponibilità archivistiche, di nuove fonti a carattere iconografico e audiovisivo, dei dibattiti pubblici che si sono sviluppati, che la ricerca farà il punto sulla natura, il rilievo e il contributo che la storiografia ha lasciato sul versante scientifico e narrativo, e in quello più generale di orientamento culturale pubblico alla comprensione pubblica del passato. La fase della comparazione tra le diverse esperienze metterà a confronto il peso dei condizionamenti e delle influenze esterne con la dinamica interna alla riflessione storiografica. Questo confronto attraverso una comparazione tra periodi e paesi diversi si svilupperà attraverso fasi distinte ma già operanti all’interno delle singole unità di ricerca e si concluderà con un confronto collettivo in un convegno internazionale che metterà a disposizione di una verifica pubblica i risultati del lavoro svolto.

 


1.4 Durata del Programma di Ricerca: 24 mesi


1.5 Settori scientifico-disciplinari interessati dal Programma di Ricerca

  • M-STO/04 – STORIA CONTEMPORANEA
  • SPS/05 – STORIA E ISTITUZIONI DELLE AMERICHE
  • M-STO/03 – STORIA DELL’EUROPA ORIENTALE
  • SPS/02 – STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE
  • L-ART/06 – CINEMA, FOTOGRAFIA E TELEVISIONE

1.6 Parole chiave

MEMORIA ; STORIOGRAFIA ; XX SECOLO ; COMPARAZIONE ; EUROPA ; STATI UNITI ; EUROPA ORIENTALE ; SUDAFRICA ; AMERICA LATINA


1.7 Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca

 

DETTI

TOMMASO

 

(cognome)

(nome)

 

Professore ordinario

15/07/1946

DTTTMS46L15D612W

(qualifica)

(data di nascita)

(codice di identificazione personale)

Università degli Studi di SIENA

Facoltà di LETTERE e FILOSOFIA

(università)

(facoltà)

M04X

Dipartimento di STORIA

(settore scient.discipl.)

(Dipartimento/Istituto)

0577/232545

0577/232543

detti@unisi.it

(prefisso e telefono)

(numero fax)

(E-mail)


 

1.8 Curriculum scientifico

 

Tommaso Detti insegna dal 1975 Storia contemporanea all’Università di Siena. Si è occupato prevalentemente di storia e storiografia del movimento operaio e del socialismo, nonché di storia della salute e delle malattie, fra ‘800 e ‘900. Da alcuni anni partecipa a una ricerca sulla storia delle strutture economiche, sociali e demografiche della Toscana del primo ‘800. Tra le sue pubblicazioni: “Serrati e la formazione del Pci”, Roma 1972; “Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico”, 6 voll., Roma 1975-79 (in collab. con F. Andreucci); “Il socialismo riformista in Italia”, Milano 1981; “Fabrizio Maffi. Vita di un medico socialista”, Milano 1987; “Salute, società e Stato nell’Italia liberale”, Milano 1993; N. Gallerano, “Le verità della storia. Scritti sull’uso pubblico del passato”, Roma 1999 (cura in collab. con M. Flores); “Ernesto Ragionieri e la storiografia del dopoguerra”, Milano 2001 (cura in collab. con G. Gozzini).


1.9 Pubblicazioni scientifiche più significative del Coordinatore del Programma di Ricerca

  1. DETTI T., GOZZINI G. (2001). Ernesto Ragionieri e la storiografia del dopoguerra. (pp. 240). MILANO: Franco Angeli (ITALY).
  2. GALLERANO N., DETTI T., FLORES M. (1999). Le verita’ della storia. Scritti sull’uso pubblico del passato. (pp. 305). Cura e introduzione di T. Detti e M. Flores. ROMA: Manifestolibri (ITALY).
  3. DETTI T., FLORES M. (1999). I crimini della storia. Lo storico, la verità e la memoria del passato. I VIAGGI DI ERODOTO. vol. 38-39, pp. 44-56.
  4. DETTI T., FLORES M. (1999). Il revisionismo malinteso. IL MULINO. vol. 381, pp. 5-14.
  5. DETTI T. (1996). Lo storico e il computer: approssimazioni, in S. Soldani, L. Tomassini (a cura di), Storia & computer. Alla ricerca del passato con l’informatica, B. Mondadori, Milano.

In . (pp. 83-104). ISBN: 88-424-9317-1 .


1.10 Elenco delle Unita’ di Ricerca

 

Responsabile scientifico

Qualifica

Settore
disc.

Università

Dipart./Istituto

Mesi
uomo

1.

DETTI TOMMASO

Prof. ordinario

M04X

SIENA

STORIA

172

2.

FASCE FERDINANDO

Prof. associato

Q03X

BOLOGNA

POLITICA, ISTITUZIONI, STORIA

70

3.

ROMERO FEDERICO

Prof. ordinario

Q03X

FIRENZE

STUDI STORICI E GEOGRAFICI

40

4.

VAUDAGNA MAURIZIO

Prof. ordinario

M04X

PIEMONTE ORIENTALE

STUDI UMANISTICI

44


1.11 Mesi uomo complessivi dedicati al programma

 

 

numero

mesi uomo

Personale universitario dell’Università sede dell’Unità di Ricerca (docenti)

10

132
(ore: 18150)

Personale universitario dell’Università sede dell’Unità di Ricerca (altri)

0

0

Personale universitario di altre Università (docenti)

5

62
(ore: 8525)

Personale universitario di altre Università (altri)

1

10
(ore: 1375)

Titolari di assegni di ricerca

1

8
(ore: 1100)

Titolari di borse dottorato e post-dottorato

1

12
(ore: 1650)

Personale a contratto

3

14
(ore: 1925)

Personale extrauniversitario

8

88
(ore: 12100)

Totale

29

326
(ore: 44825) 


 

Parte: II

 

2.1 Obiettivo del Programma di Ricerca

 

La presenza della memoria nel fare i conti con il passato recente, con quella storia del “tempo presente” – secondo la felice locuzione della storiografia francese – che abbraccia gran parte del ventesimo secolo, si è enormemente accentuata negli ultimi quindici anni, moltiplicando e accelerando le forme del suo intervento e della sua influenza. I motivi sono in parte da ricercare nei caratteri che la storia sta acquisendo in questi ultimi anni (una forte attualizzazione nella lettura del passato, un eccesso di soggettivismo e relativismo legati a ipotesi teoriche e metodologiche di stampo postmodernista, l’accresciuta presenza dei media nel formare il senso comune storico, l’età avanzata di molti protagonisti e testimoni del secolo che intendono lasciare una lettura personale degli eventi cui hanno assistito); ma un ruolo non secondario si deve attribuire alle trasformazioni stesse dell’ultimo scorcio del XX secolo, caratterizzate da una diffusa transizione alla democrazia in paesi governati da regimi autoritari e dittatoriali e da profonde trasformazioni all’interno delle stesse più antiche democrazie, che ha definitivamente concluso l’epoca della guerra fredda e della contrapposizione tra “blocchi” e “campi” antagonisti.

Il forte carattere internazionale della storia contemporanea, accresciuto nei decenni del Novecento insieme alla globalizzazione e interdipendenza dei processi economici e politici e manifestatosi soprattutto nel corso dei conflitti armati e della guerra fredda, ha fatto sì che anche nelle democrazie consolidate si sia fatto sentire in modo consistente il peso della liberazione della memoria, dell’apertura degli archivi, della ripresa della ricerca storica nei paesi immersi nella transizione alla democrazia. E’ quindi su scala globale che si può individuare l’ultimo scorcio del secolo come un momento in cui l’influenza della memoria e il ruolo di una nuova documentazione archivistica hanno contribuito a ricomporre la conoscenza storica attraverso nuovi giudizi, revisioni, concetti, parametri interpretativi.

La natura della memoria e delle fonti che sono state prodotte e raccolte nell’ultimo quindicennio è stata in gran parte influenzata dal tipo di regime esistente: nei paesi che hanno conosciute dittature e sistemi autoritari la ricerca della verità e la ricostruzione anche fattuale di eventi importanti del passato, attraverso una liberazione della memoria e la soppressione della censura sulle fonti e documenti, è stata al centro di un dibattito pubblico che si è intrecciato col problema dei conti politici e giudiziari, in sostanza costituzionali, da fare con i regimi preesistenti. Forti motivazioni e pressioni di natura civile ed etica, politica e ideologica, sostanzialmente estranee alla ricerca storica, hanno così interferito e influenzato quest’ultima, chiedendo spesso allo storico in quanto esperto una risposta o una consulenza o un consiglio. Lo storico si è trovato coinvolto in una rappresentazione e interpretazione del passato costruita su basi altre da quelle della propria professione e disciplina, cui tuttavia non sempre ha potuto o voluto rimanere estraneo. Le forme assunte da questo dibattito pubblico ha costituito un momento centrale nella costruzione del passato accanto al fiorire della memorialistica e alla possibilità di usufruire di nuove fonti.

Nel confronto con la memoria, le fonti e il dibattito pubblico, la storiografia ha rappresentato l’ancoraggio scientifico, chiamato spesso a verificare, legittimare, contestare e indagare eventi e interpretazioni messi all’ordine del giorno non solo o non tanto con l’obiettivo di una ricostruzione scientifica. La ricerca storica, sia quando si è mossa su sollecitazione interna sia quando lo ha fatto influenzata da elementi esterni, ha organizzato gli interrogativi attraverso cui orientare l’analisi del passato secondo criteri, metodi e contenuti propri delle tradizioni storiografiche dei diversi paesi e di un ambito accademico internazionale. Ne sono risultate ricerche disomogenee quanto a metodologia, struttura, risultati e interpretazioni, che hanno tuttavia arricchito, in una dimensione pluralistica propria della ricerca storica, le conoscenze fattuali, le ipotesi esplicative, le connessioni causali, la narrazione degli eventi.

La ricerca si propone d’individuare il rapporto che si è costruito tra memoria, fonti e produzione storiografica nel periodo 1985-2000. Oggetto di quella memoria, documentazione e ricerca sarà la storia complessiva del Novecento, anche se a essere privilegiate saranno l’epoca del secondo conflitto mondiale e il periodo della guerra fredda, soprattutto nella sua fase più acuta; l’ambito cronologico dell’insieme delle unità di ricerca, infatti, risalirà in alcuni casi ai decenni precedenti o proseguirà in parte in quello successivo. E’ attraverso una comparazione delle esperienze compiute da numerosi paesi, organizzati per aree geografiche, per epoche, per tematiche o presi anche singolarmente, che il meccanismo di costruzione del passato messo in atto alla fine del XX secolo potrà essere compiutamente analizzato attraverso l’intreccio delle sue diverse componenti e dell’influenza reciproca che esse hanno avuto. In quest’ambito un obiettivo privilegiato sarà quello d’individuare il ruolo della ricerca storica, le trasformazioni che la professione ha eventualmente conosciuto nell’ultimo scorcio del Novecento, le richieste che le sono giunte, i condizionamenti a cui è stata sottoposta, il grado di omogeneità scientifica e metodologica che la corporazioine degli storici è riuscita ad esprimere.

Obiettivo della ricerca sarà anche quello di cercare di dar conto del clima culturale e politico – della fase di “transizione” alla democrazia (nei paesi ex dittatoriali) o di “consolidamento” della stessa (nei paesi democratici) – entro cui la riflessione storica ha individuato nuovi interrogativi e ambiti di ricerca; la nuova documentazione archivistica e documentaria intesa nel senso più ampio del termine ha arricchito i campi d’indagine; la produzione della memorialistica e della riflessione dei testimoni e dei protagonisti si è affiancata in modo quantitativamente e qualitativamente nuovo alla ricerca. I risultati innovativi della storiografia, delle revisioni proposte, delle interpretazioni più originali, costituiranno il momento di verifica della vitalità dei dibattiti sollevati e dei problemi ancora aperti.


2.2 Base di partenza scientifica nazionale o internazionale

 

Il dibattito sulla memoria è cresciuto nell’ultimo decennio sull’onda parallela di una riflessione epistemologica (Connerton, Draaisme, Rossi) e della diffusione della storia orale (Passerini) che ha contribuito a modificare il rapporto della disciplina nel suo complesso con questa tematica. A ciò si è aggiunto il nuovo impulso offerto dalla spinta delle trasformazioni politiche e sociali, che è stato accompagnato da meccanismi in cui rimozioni, confronti, ritorni di memoria individuale e collettiva hanno svolto un ruolo rilevante, facendone, soprattutto per la storia contemporanea, un elemento centrale della ricerca storiografica.

Questa ripresa della memoria, o in alcuni casi di vero e proprio suo ingresso nella storia, non è venuta da sola. Contemporaneamente si sono infatti rese disponibili nuove fonti di diversa natura (da quelle più tradizionali ma non meno significative degli archivi a quelle di natura audiovisiva – fotografia, film, materiale televisivo – a quelle iconografiche e letterarie). Questioni spesso cruciali e lungamente dibattute sono state così affrontate in modo nuovo in parte per l’apertura negli archivi di una documentazione più recente ma ancor più per l’apertura tout court di archivi precedentemente sottratti all’uso degli studiosi e al controllo degli archivisti dall’uso censorio e politico di regimi dittatoriali.

E’ stato soprattutto nei paesi di nuova democrazia, o incamminati comunque verso di essa, che l’intreccio tra memoria liberata e apertura degli archivi ha costituito per la ricerca storica una spinta fortissima a occuparsi di alcuni nodi centrali della storia recente, costringendola al tempo stesso a fare i conti con una “costruzione del passato” dominata spesso da un’agenda pubblica fortemente segnata da intenti e interventi di carattere politico e ideologico.

La ricostruzione del modo con cui si sono proposte o consolidate le nuove interpretazioni storiografiche, in un contesto di ripetuto uso pubblico della storia e presenza continua e pervasiva della memoria, è avvenuta in modo molto parziale e frammentario, ed esclusivamente in singoli ambiti nazionali; in alcuni casi si è dilatata a proporzioni di tipo comparativo che non ha coinvolto più di due paesi. Si è trattato spesso di ricostruzioni e analisi fondate su un arco di tempo ristretto, relativo a quei pochi anni in cui la storia è stata oggetto di una intensa attenzione e pressione da parte dell’opinione pubblica. Studi di questo genere, che permettono comunque di partire da una riflessione e da una documentazione che hanno già individuato alcuni interrogativi di grande rilievo, si sono avuti soprattutto per la Russia (Ferretti, Litvinenko, Ochotin, Toker, Zaslavsky), per il Sudafrica (Nuttall e Coetzee, Villa-Vicencio, e Verwoerd, Meredith e Rosenberg), per la Polonia (Friszke, Holzer, Krzeminski, Paczkowski) e in parte per Israele (Morris, Ram, Segev), oltre naturalmente che su un piano diverso per gli stati Uniti (Bodnar, Green, Gitlin, Kammen, Rosenzweig). In Francia la ricostruzione di questa nuova presenza della storia nell’agenda pubblica e del suo intreccio con la memoria – che è spesso stata protagonista di rilevanti eventi giudiziari – è stata oggetto anche di una riflessione metodologica (Rousso, Peshanski) all’interno di una più generale rivendicazione della memoria come parte della ricostruzione storica (Nora). In Italia il dibattito sul ruolo della memoria si è concentrato soprattutto sugli anni della guerra (Aga Rossi, Contini, Galli della Loggia, Paggi, Portelli) e dell’immediato dopoguerra (Crainz, Dondi, Salvati) mentre in Germania la doppia memoria di un passato diviso (Repubblica Federale di Germania e Repubblica Democratica Tedesca) ha insieme frammentato e spinto su un livello di riflessione maggiormente teorica la ricostruzione dell’uso pubblico, della memoria, delle nuove acquisizioni storiografiche.

 


2.2.a Riferimenti bibliografici

 

J. Bodnar, Remaking America, Public Memory, Commmeoration and Patriotism in the Twentieth Century, Bbloomington, 1992; W. Borodziej, Od Poczdamu do Szlarskiej Poreby. Polska w stosunkach miedzynarodowych 1945-1947, Londyn; I. Buruma, Il prezzo della colpa, Garzanti, Milano, 1994; P. Connerton, Come le società ricordano, Armando, Roma, 1999 (1989); Guido Crainz, La giustizia sommaria in Italia dopo la seconda guerra mondiale, in M. Flores (a c. di), Storia, verità, giustizia. I crimini del XX secolo, Milano, 2001; D.Draaisme, Metaphors of Memory: A History of Ideas about the Mind, Cambridge UP, 2000; J.Eisler, Zarys dzieiòw politycznych polski 1944-1989, BGW, Warszawa, 1992; M. Ferretti, La memoria mutilata. La Russia ricorda, Milano, 1993; T. Gitlin, Tthe Twilight of Common Dreams, NY, 1995; P. Gosse (a c. di), Was ist das Bleibende? Zwanzig Einmischungen von Schriftstellern und Literaturwissenschaftler, Berlin, 1999; J. Green, Taking History to Heart. The Power of the Past in Building Social Movements, Amherst, 2000; P. Jedlowski, Memoria, Clueb, Bologna, 2000; M. Kammen, Mystic Chords of Memory. The Transformation of Tradition in American Culture, NY, 1991; K. Kersten, Narodziny systemu wladzy. Polska 1943-1948, Poznàn, 1996; M.Meredith e T. Rosenberg, Coming to Terms. South Africa’s Search for Truth, PublicAffairs, NY, 1999; D. Middleton e E. Edwards (a c. di), Collective Remembering, Sage, London, 1990; N. Ochotin, “La memoria del gulag”, in M. Flores (a cura), Nazismo, fascismo, comunismo. Totalitarismi a confronto, Bruno Mondadori, Milano, 1998, pp. 131-143; S.Nuttall e C.Coetzee (a c. di), Negotiating the Past. The Making of Memory in South Africa, Oxford UP, Cape Town, 1998; L. Passerini, P. Rossi (a c. di), La memoria del sapere, Laterza, Bari, 1988; P. Rossi, Il passato, la memoria, l’oblio, Il Saggiatore, Milano, 1991; H. Rousso, La hantise du passé, Paris, 1998; M.Rwelamira e G. Werle, Confronting Past Injustices: Approaches to Amnesty, Punishment, Reparation and Restitution in South Africa and Germany, Durban, 1996; G.E.Rusconi (a c. di) Germania, un passato che non passa, Torino, 1987; M. Salvati, Amnistia e amnesia nell’Italia del 1946, in M. Flores (a c. di), Storia, verità, giustizia, cit.; A. Schalck-Golodkowski, Deutsch-Deutsche Erinnerungen, Reinbeck bei Hamburg, 2000; G. Simpson, Truth recovery or McCarthysm revisited. An evaluation of the Stasi Records Act with the reference to the South African Experience, Johannesburg, 1994; K.E. Smith, Remembering Stalin’s victims. Popular memory and the end of USSR, Cambridge, 1998; A.L. Tota ( a c. di), La memoria contesa. Studi sulla rappresentazione sociale del passato, Angeli, Milano, 2001; C. Villa-Vicencio e W. Verwoerd (a cura di), Looking Back, Reaching Forward: Reflections on the Truth and Reconciliation Commission of South Africa; F. Wielenga, Schatten deutscher Geschichte. Der Umgang mit dem Nationalsozialismus un der DDR-Vergangenheit in der Bundesrepublick, Vierow, 1995; V. Zaslavsky, “La memoria storica nella Russia postsovietica: il bisogno di dimenticare e lo sforzo di ricordare”, in M. Flores (a cura), Storia, verità, giustizia. I crimini del XX secolo, Bruno Mondadori, Milano, 2001, pp. 370-390;

“History and memory”; “Journal of Interdisciplinary History”; “Comparative Studies in Society and History”


2.3 Numero di fasi del Programma di Ricerca: 2


2.4 Descrizione del Programma di Ricerca

Fase 1

Durata: 12 mesi         Costo previsto: 203 M£ – 104,841 Euro

 

Descrizione:

 

Nella prima fase le diverse Unità di ricerca svolgeranno l’opera di ricognizione, catalogazione ed acquisizione della bibliografia e delle fonti relative ai rispettivi temi di ricerca e avvieranno il lavoro di elaborazione di tali materiali in base ai programmi enunciati da ciascuna di esse. Pur essendo svolto inizialmente per linee separate, tale lavoro troverà comunque momenti di scmbio tra le Unità di ricerca, in relazione ai punti di maggiore interconnessione tra i rispettivi progetti d’indagine e con particolare riferimento alle funzioni “di collegamento” svolte dalle Unità di Firenze e Vercelli, che approfondiranno questioni di interesse generale.

In particolare:

L’Unità di ricerca di Siena analizzerà la documentazione relativa agli otto paesi (quattro – Germania, Polonia, Russia e Sudafrica – di recente transizione alla democrazia e quattro – Francia, Germania, Israele, Italia – di più consolidate tradizioni democratiche), che sono oggetto della sua indagine, enucleandone i caratteri di novità;

L’Unità di ricerca di Firenze esaminerà gli aspetti innovativi della documentazione, delle interpretazioni e delle memorie pubbliche relative alla guerra fredda, con particolare riferimento ai casi nazionali degli Stati Uniti, della Russia e del Messico;

L’Unità di Bologna svolgerà un’analoga analisi attorno ai quattro nodi individuati come cruciali per la ridefinizione delle culture politiche della democrazia negli Stati Uniti (la nascita dell’imperialismo statunitense; il dibattito degli anni ’20 su pluralismo e democrazia partecipativa; le strategie comunicative imprenditoriali tra primo e secondo dopoguerra; il rapporto fra politiche di welfare, cittadinanza e diritti sociali nell’età progressista e newdealista);

L’Unità di ricerca di Vercelli effettuerà una ricognizione bibliografica e documentaria sulle questioni selezionate per indagare lo stato delle elaborazioni storiografiche e dell’ueso pubblico della storia e della memoria in merito alle relazioni transatlantiche Europa – Usa.

 

Risultati parziali attesi:

 

Acquisizione e messa a punto di un corpus bibliografico e documentario sui temi della ricerca; realizzazione di prime elaborazioni e loro verifica mediante seminari e discussioni on line.

 

Unita’ di ricerca impegnate:

 

Unità n° 1       Unità n° 2

Unità n° 3       Unità n° 4

 

Fase 2

Durata: 12 mesi         Costo previsto: 180 M£ – 92.962 Euro

 

Descrizione:

 

Nella seconda fase sarà proseguito il lavoro di elaborazione già avviato dalle singole Unità di ricerca, ma a partire da uno scambio dei risultati conseguiti da ciascuna di esse e in un’ottica comparativa. Questa fase sarà scandita da incontri periodici di discussione e di confronto ai diversi stadi di elaborazione e si concluderà con un convegno internazionale che si prevede di tenere a Siena nel settembre-ottobre 2003.

 

Risultati parziali attesi:

 

Preparazione e preprints di una serie di saggi in preparazione dei seminari intermedi e del convegno conclusivo.

 

Unita’ di ricerca impegnate:

 

Unità n° 1       Unità n° 2

Unità n° 3       Unità n° 4

 


2.5 Criteri suggeriti per la valutazione globale e delle singole fasi

 

1) Analisi degli stadi di avanzamento e dei risultati finali del lavoro di acquisizione di materiale documentario e bibliografie; 2) Analisi degli stadi di avanzamento del lavoro di elaborazione e discussione scientifica mediante a) valutazione degli elaborati prodotti; b) verifica dei risultati delle missioni di ricerca; c) verifica dei risultati dei seminari intermedi e del convegno conclusivo.


Parte: III

3.1 Spese delle Unita’ di Ricerca

Unità di ricerca

Voce di spesa, M£

Totale

Materiale inventariabile

Grandi Attrezzature

Materiale di consumo e funzionamento

Spese per calcolo ed elaborazione dati

Personale a contratto

Servizi esterni

Missioni

Pubblicazioni

Partecipazione / Organizzazione convegni

Altro

Unità nº 1

30

 

6

6

24

 

42

8

20

 

136

Unità nº 2

20

 

5

 

 

5

40

10

10

 

90

Unità nº 3

27

 

3

 

 

 

15

8

20

 

73

Unità nº 4

14

 

4

4

8

 

32

10

12

 

84

TOTALE

91

 

18

10

32

5

129

36

62

 

383

 

Unità di ricerca

Voce di spesa, Euro

Totale

Materiale inventariabile

Grandi Attrezzature

Materiale di consumo e funzionamento

Spese per calcolo ed elaborazione dati

Personale a contratto

Servizi esterni

Missioni

Pubblicazioni

Partecipazione/ Organizzazione convegni

Altro

Unità nº 1

15.494

 

3.099

3.099

12.395

 

21.691

4.132

10.329

 

70.238

Unità nº 2

10.329

 

2.582

 

 

2.582

20.658

5.165

5.165

 

46.481

Unità nº 3

13.944

 

1.549

 

 

 

7.747

4.132

10.329

 

37.701

Unità nº 4

7.230

 

2.066

2.066

4.132

 

16.527

5.165

6.197

 

43.382

TOTALE

46.998

 

9.296

5.165

16.527

2.582

66.623

18.592

32.020

 

197.803


3.2 Costo complessivo del Programma di Ricerca e risorse disponibili

Unità di ricerca

Voce di spesa

RD

RA

RD+RA

Cofinanziamento richiesto al MURST

Costo totale del programma

Costo minimo

Euro

Euro

Euro

Euro

Euro

Euro

Unità nº 1

6

3.099

35 

18.076

41

21.175 

95

49.063

136 

70.238

110 

56.810

Unità nº 2

 

 

27 

13.944

27

13.944 

63

32.537

90 

46.481

75 

38.734

Unità nº 3

12

6.197

10 

5.165

22

11.362 

51

26.339

73 

37.701

70 

36.152

Unità nº 4

13

6.714

13 

6.714

26

13.428 

58

29.955

84 

43.382

74 

38.218

TOTALE

31

16.010

85

43.899

116

59.909

267

137.894

383

197.803

329

169.914

 

 

Euro

Costo complessivo del Programma dell’Unità di Ricerca

383

197.803 

 

Fondi disponibili (RD)

31

16.010

 

Fondi acquisibili (RA)

85

43.899

 

Cofinanziamento richiesto al MURST

267

137.894 

 


3.3 Costo minimo per garantire la possibilità di verifica dei risultati

 

329 M£

169.914 Euro

(dal sistema, quale somma delle indicazioni dei Modelli B)

310 M£

160.102 Euro

(dal Coordinatore del Programma)

Firma ____________________________________________

31/03/2001 21:28:21

 

 

(per la copia da depositare presso l’Ateneo e per l’assenso alla diffusione via Internet delle informazioni riguardanti i programmi finanziati; legge del 31.12.96 n° 675 sulla “Tutela dei dati personali”)