SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

Protesta contro la decisione di bandire una nuova tornata concorsuale per professori associati e ordinari secondo le vecchie regole

Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCo) – www.sissco.it
Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna (SISMED) – www.stmoderna.it
Società Italiana delle Storiche (SIS) – www.societàdellestoriche.it
Società Italiana per gli Studi di Storia delle Istituzioni – www.storiadelleistituzioni.it

La decisione di riaprire una tornata concorsuale con le vecchie regole non può che suscitare un commento sconsolato. Sconsolato perché da un lato tutti riconosciamo la necessità di avere un andamento regolare nei bandi dei concorsi, evitando uno sviluppo delle carriere “a sbalzi improvvisi” come è accaduto tante volte; dall’altro perché ci chiediamo che senso abbia farlo con regole che sono state definite quantomeno inadeguate (ma è un eufemismo) dalla stessa autorità politica che si è impegnata solennemente a cambiarle.
Non comprendiamo come la classe politica, che pure comprende vari colleghi accademici che qualcosa di Università dovrebbero pur sapere, non si renda conto del cortocircuito che provoca con queste scelte. Esse infatti danno l’impressione, ammesso si tratti solo di una impressione che: a) in questo paese le riforme, anche quelle minime di razionalizzazione, sono impossibili da fare; b) l’università sia alla fine un mondo separato in cui le logiche clientelari funzionano sempre; c) non ci sia alcun interesse a promuovere una qualificazione dei docenti, lasciando pesare su tutte le progressioni di carriera il sospetto che siano comunque frutto di meccanismi poco idonei alla selezione (con grave pregiudizio dei non pochi validi che da questi meccanismi potrebbero comunque trarre giovamento). In queste condizioni chiedere ancora che questa sia “l’ultima volta” prima della tanto auspicata riforma finisce per suonare ridicolo. Resta il rammarico, per noi che siamo anche e non secondariamente, formatori ed educatori di giovani, di questa ennesima prova di disinteresse per l’educazione alla civiltà e al buon funzionamento delle istituzioni che viene offerto.