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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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maggio 13 - maggio 13

Festa d’aprile, festa di maggio. La Resistenza, la Liberazione, il lavoro

Sabato 13 maggio 2017, alle ore 11.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), la Biblioteca e il Circolo Gianni Bosio presentano Festa d’aprile, festa di maggio. La Resistenza, la Liberazione, il lavoro, intervento musicale del coro Sabatoincanto diretto da Patrizia Nasini.

Il coro Sabatoincanto, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio, eseguono alcuni canti della tradizione popolare italiana: 1) Fischia il vento (1943); 2) E per la strada (ca. 1908); 3) Partono gli emigranti (1974); 4) Amore mio non piangere (inizi XX sec.); 5) Dalle belle città (1944); 6) Padrone mio (prima metà XX sec.); 7) Oltre il ponte (1958); 8) Ignoranti senza scuole (prima metà XX sec.); 9) Festa d’aprile (1948); 10) Macchinista, macchinista (prima metà XX sec.); 11) Procurad’e moderare (fine XVIII sec.).

Fischia il vento e Dalle belle città appartengono alla stagione resistenziale. La prima fu scritta dal medico ligure Felice Cascione, comandante partigiano nella zona d’Albenga, catturato e fucilato agli inizi del 1944 e decorato con medaglia d’oro alla memoria; la seconda fu scritta nel marzo 1944 da Emilio Casalini "Cini" e musicata da Angelo Rossi "Lanfranco", partigiani combattenti nell’Appennino ligure-piemontese. Anche Festa d’aprile e Oltre il ponte fanno riferimento all’esperienza resistenziale ma furono scritte nel dopoguerra, rispettivamente da Franco Antonicelli e Italo Calvino, entrambe su musiche di Sergio Liberovici, uno dei fondatori del gruppo torinese Cantacronache.

E per la strada, Amore mio non piangere, Ignoranti senza scuole, Macchinista, macchinista rientrano nel repertorio dei canti di lavoro e di protesta composti rielaborando più antichi moduli musicali e diffusi agli inizi del Novecento soprattutto nell’Italia settentrionale. Padrone mio è un canto in dialetto pugliese conosciuto soprattutto nella versione fatta propria dal compositore e “cantastorie” Matteo Salvatore (1925-2005). Partono gli emigranti è una delle numerose canzoni di protesta composte negli '70 del Noveento dal cantautore pisano Alfredo Bandelli (1945-1994). Procurad’e moderare, infine, è un canto di denuncia antifeudale scritto dal magistrato Francesco Ignazio Mannu durante i moti rivoluzionari del 1794-1796.

LUOGO
Biblioteca di storia moderna e contemporanea
Via Michelangelo Caetani, 32
00186 Roma
Italia

CONTATTI
Gisella Bochicchio
Telefono: 06 68281739
E-mail: b-stmo.info@beniculturali.it

SITO WEB
www.bsmc.it

Pubblicato da Rosanna DE LONGIS