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settembre 20 - settembre 22

La Rivoluzione bolscevica e la nascita del nuovo Stato sovietico: narrazioni, memorialistica e testimonianze 1917-1924

Siena 2018
Le narrazioni della rivoluzione e del primo stato comunista
 
Come è ampiamente condiviso, il racconto di quell’evento storico epocale che è stata la Rivoluzione d'Ottobre, connotato da una attesa politica di carattere messianico, si è posto con tutta la sua decisiva importanza nella storia e della cultura contemporanea. Per affrontare la seconda parte della nostra proposta di convegno dedicata alle diverse narrazioni, occorre considerare, per un verso, la potenza del messaggio di liberazione e di uguaglianza che gli alfieri della rivoluzione bolscevica portavano alle nazioni; e, per l’altro, bisogna tenere conto di tutte le memorie e delle testimonianze -esterne e interne alla Russia- provenienti da vari soggetti istituzionali e diplomatici, da intellettuali favorevoli e contrari, dalle diverse parti politiche, culturali, economiche, sociali e sindacali in lotta, sia in Russia che nel resto del continente.
Come sono stati raccontati i fatti del 1917? Come è stata commentata la presa del potere di Lenin e l’instaurazione della “dittatura del proletariato”? Come è stata descritta la situazione dell’Unione Sovietica dopo la fine della prima guerra mondiale, dalla guerra civile alla morte di Lenin?
Infatti, è nella comunicazione di questi avvenimenti che si intrecciano o si scontrano visioni politiche e ideologiche, convinzioni personali, paure e fanatismi, elaborazioni di miti o decostruzioni simboliche.
Non è assolutamente irrilevante riflettere sulla trasmissione di tali eventi, poiché la posta in gioco nel continente europeo, dilaniato dal conflitto bellico, era altissima. L’effetto emulativo e il motto di Lenin di scatenare la “rivoluzione in tutti i paesi” percorrono diverse nazioni europee, senza però produrre esiti positivi e radicarsi stabilmente come avviene invece in Russia. Le fratture che la rivoluzione produce in Russia –non solo con la guerra civile tra Armata Bianca e Armata rossa- ma anche all’esterno, per via della volontà imitatrice dei partiti socialisti (e poi comunisti) sono numerose e profonde. Le organizzazioni internazionali socialiste ed operaie trovano, per la prima volta, un modello paradigmatico di stato comunista dei lavoratori che avrebbero potuto instaurare nei propri paesi. Di contro, l’opposizione a tale disegno nei vari paesi d’Europa è altrettanto dura. I movimenti e i partiti del liberalismo ottocentesco ne risultarono scossi, così come quelli facenti capo alle organizzazioni cristiane e cattoliche. A questi due schieramenti va poi aggiunta la schiera di intellettuali, letterati, uomini politici che – senza ancora schierarsi pro o contro - guardano con occhio attento ad un fenomeno totalmente nuovo nella storia europea.
In conclusione, vorremmo che da questi due convegni possano emergere sia i nodi problematici rimasti ancora da sciogliere, sia i dati consolidati e accettati dalle varie scuole storiografiche, tenendo conto delle più recenti acquisizioni emerse dalla consultazione degli archivi. Nelle molteplici narrazioni si eviterà di indulgere alle celebrazioni nostalgiche o, per contro, alle ipotesi apologetiche ed assertive.

LUOGO
FONDAZIONE BIANCA PICCOLOMINI CLEMENTINI
Banchi di Sotto 81
53100 Siena
Italia

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Pubblicato da Paolo GHEDA