Unità di ricerca di Firenze
TRA EUROPA E STATI UNITI: L'ITALIA E GLI EPICENTRI DEL SISTEMA INTERNAZIONALE
L'unità vuole ricostruire quell'intreccio variabile
di sinergie, tensioni, ed esclusioni che ha segnato il rapporto dell'Italia
con i due baricentri (europeo e americano) del sistema internazionale. Il
periodo della ricostruzione post-bellica è l'unico per il quale disponiamo
di un livello adeguato di conoscenze storiche. Ma sia per i decenni successivi
sia per il periodo tra le due guerre mondiali la ricerca è ancora molto
carente. L'unità sta quindi investigando i principali terreni (diplomatico,
strategico, economico, sociale) su cui l'azione internazionale dell'Italia
si è di volta in volta trovata a conciliare o a scegliere tra opzioni
"americane" od "europee" nelle sue principali decisioni
negli anni Venti-Trenta e negli anni Sessanta-Settanta.
Un secondo obbiettivo, di carattere concettuale, consegue dal precedente.
L'unità cercherà infatti di rispondere alle domande ancora inevase
nella letteratura storica. In quali modi la diplomazia dell'Italia e la sua
cultura pubblica hanno concepito gli interessi nazionali in un sistema internazionale
in via di mutamento? Come hanno valutato il peso relativo dei due epicentri
di tale sistema? A quale lettura del sistema internazionale può essere
ricondotta la politica estera del periodo fascista? In che misura i risultati
della seconda guerra mondiale, e l'incipiente egemonia statunitense, hanno
alterato la lettura italiana del concetto di interdipendenza? Che valenze
nazionali, europee o atlantiche sono individuabili nelle scelte italiane in
materia di integrazione europea? Che vincoli e opportunità si sono
di volta in volta presentati all'Italia in conseguenza
Unità di ricerca di Pisa
L'ITALIA POTENZA: SICUREZZA, DIFESA, CONFLITTO
L'unità di ricerca mira a investigare attraverso le
variabili legate agli aspetti diplomatici, strategici, economici, come l'Italia
si sia mossa sul terreno delle questioni legate alla politica di sicurezza
e difesa. Questa unità di ricerca si propone poi in particolare di
approfondire un aspetto della politica estera dell'Italia fin qui trascurato
dalla storiografia, essenziamente per ragioni dovute alla mancanza di fonti
documentarie. Vale a dire l'obiettivo perseguito dal governo italiano tra
la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta di acquisire una
capacità nucleare, in campo non solo civile, ma anche militare. Un'iniziativa
che fa parte dei tentativi dell'Italia di ottenere in questi anni uno status
internazionale di rilievo per poter svolgere un ruolo più significativo
all'interno del sistema atlantico ed europeo.
Quale contenuto concreto l'Italia ha dato a questa strategia? Quali vincoli
e pportunità si sono di volta in volta presentati all'Italia, a seguito
anche delle pressioni esercitate dall'alleato americano? In che modo le élites
politiche e militari, e la cultura pubblica, italiane hanno concepito la realizzazione
degli interessi nazionali in un sistema internazionale condizionato dalla
logica della guerra fredda.
Unità di ricerca di Perugia
L'ITALIA NELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
Il progetto di ricerca di tale Unità mira a tracciare un quadro della
politica di cooperazione internazionale svolta dall'Italia nel corso del ventesimo
secolo, tenendo conto dei risultati sino ad ora raggiunti dall'analisi storica
e senza alcuna pretesa di esaustività, vista l'ampiezza dell'argomento
in esame.
Attraverso una lettura di lungo periodo della politica italiana di cooperazione
internazionale si tenta di evidenziare eventuali matrici comuni di alcune
scelte di politica estera del paese, costanti di comportamento, continuità
e discontinuità, aspetti, cioè, che una lettura meno legata
ad episodi specifici o a singoli momenti storici permette forse di cogliere
- o perlomeno di precisare - meglio. In altre parole, attraverso lo studio
dell'azione italiana nell'ambito di alcune delle maggiori organizzazioni internazionali
del secolo ventesimo si tenta di individuare nella politica di cooperazione
internazionale dell'Italia una linea interpretativa capace di far comprendere
meglio alcune scelte della politica estera del paese.
Quasi sempre attenta verso le organizzazioni internazionali, di cui ha favorito
la nascita e l'azione e il cui ruolo ha cercato - e cerca - di valorizzare,
l'Italia ha perseguito nell'ambito di tali organizzazioni alcuni specifici
obiettivi della sua politica estera, soprattutto di natura economica e sociale.
Certo il ruolo e l'importanza che la diplomazia multilaterale e la cooperazione
internazionale hanno avuto nella politica estera italiana non sono stati sempre
gli stessi.
All'inizio del secolo, da parte dei responsabili italiani, ci fu attenzione
verso le prime esperienze di cooperazione internazionale, un'attenzione che
era poco più che simpatia, nella diffusa convinzione che i più
importanti obiettivi della politica estera nazionale, per lo più territoriali,
non potessero conseguirsi se non con la politica di potenza, anche se l'Italia
propiziò allora i primi accordi di cooperazione internazionale in materia
di emigrazione.
Nel primo dopoguerra l'atteggiamento italiano verso la sicurezza collettiva
fu critico anche perché il fascismo fece della politica di potenza
uno dei suoi tratti distintivi; crebbe tuttavia l'attenzione verso la cooperazione
internazionale di carattere tecnico e settoriale e si tentò di utilizzarla
per perseguire scopi diversi da quelli specificamente politici, ma non meno
importanti, ad esempio, in materia di emigrazione e di politica economica
internazionale.
Nel secondo dopoguerra, infine, l'interesse italiano verso le organizzazioni
internazionali crebbe notevolmente e la politica di cooperazione internazionale
finì per occupare largo spazio nella politica estera italiana, nel
senso che la realizzazione di importanti obiettivi del paese in campo internazionale
venne spesso affidata alla diplomazia multilaterale. L'azione dell'Italia
nell'ambito delle organizzazioni internazionali si è affiancata a quella
svolta attraverso la tradizionale diplomazia bilaterale e, certamente più
di molti altri paesi, l'Italia ha tentato di perseguire gli scopi della propria
politica estera non solo con la politica di potenza, ma anche con strumenti
diversi.
La ricerca prende in esame in particolare il ruolo del paese all'interno della
Società delle Nazioni, delle Nazioni Unite, dell'Unesco e dell'Oil
e si svolge soprattutto attraverso l'analisi della documentazione conservata
negli archivi di tali organizzazioni, nell'Archivio storico del Ministero
degli Esteri e nell'Archivio centrale dello Stato, oltre che attraverso lo
spoglio degli atti ufficiali degli organismi in questione e lo studio della
bibliografia critica sull'argomento.