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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Un conflitto balcanico. La contesa fra Bulgaria e Romania in Dobrugia del Sud. 1918-1940

Alberto Basciani

Prefazione di Francesco Guida, Cosenza, Edizioni Periferia, pp. IV-230, euro 12, 2001

Mala tempora currunt? E persino opere di storici di fama devono oggi essere sottoposte, prima d'esser date alle stampe, ad un serio lavoro di editing. Non altrettanto si fa, però, per quelle di molti giovani storici. Ed i risultati sono purtroppo assai evidenti: un italiano sciatto, se non approssimativo; una diffusa trascuratezza per il ?dettaglio?; una certa (per così dire) orgogliosa sottovalutazione della storiografia meno recente? Spiace dirlo, ma sono limiti cui non sfugge neppure questo libro di Alberto Basciani, che ad una punteggiatura oltremodo parsimoniosa unisce anche espressioni quali ?cercavano di riuscire a dimostrare? (p. 44), ?sigla della pace? (p. 48), ?via ferrata? (p. 53, in luogo di ?ferrovia?), ecc. Italiano a parte, il volume di Basciani offre una discreta ricostruzione, basandosi prevalentemente sugli archivi romeni, della questione che dal 1913 al 1940 avvelenò le relazioni fra i governi di Sofia e di Bucarest ? e cioè quella della Dobrugia meridionale (o Quadrilatero), annessa alla Romania dopo la sconfitta bulgara nella seconda guerra balcanica. Si trattava, peraltro, di una regione in cui ? retaggio della plurisecolare dominazione ottomana ? la maggioranza della popolazione non era costituita da bulgari (come avventatamente scrive Basciani, a p. 22), bensí da turchi e da altre etnie minori (cfr. p. 44). Sorvolando sull'ormai abituale, ma sempre fastidiosissima, infestazione di errori di stampa (per es., la duplice retrodatazione al 20 e al 26 agosto del secondo arbitrato italo-tedesco di Vienna, imposto alla Romania il 30 agosto 1940; pp. 211-2), riteniamo opportuno ? per la consueta tirannia dello spazio ? limitare a due le osservazioni di merito che la lettura del libro di Basciani ci ha suscitato. Notiamo pertanto, in primo luogo, che i negoziati romeno-bulgari di Craiova per la retrocessione del Quadrilatero alla Bulgaria si conclusero il 25 agosto e non il 7 settembre 1940 (p. 213), giorno in cui fu sottoscritto dalle parti il trattato che recepiva l'accordo di massima raggiunto tredici giorni prima. In secondo luogo, non riusciamo a capire perché mai Basciani abbia ritenuto di mantenere un rigoroso silenzio (nemmeno una citazione in nota!) sulle ben documentate pagine che Mihai Manoilescu (il ministro degli Esteri romeno cui toccò di sovrintendere alla liquidazione di quel che restava della Grande Romania dopo la cessione forzata all'Urss della Bessarabia e della Bucovina settentrionale) riserva nelle sue memorie, pubblicate a Bucarest nel 1991, alla fase finale della ?contesa? bulgaro-romena per la Dobrugia meridionale.


Lauro Grassi