SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Antonio Labriola nella storia e nella cultura della nuova Italia

Alberto Burgio (a cura di)

Macerata, Quodlibet, pp. 381, euro 35,00 2005

Il 2004, primo centenario della morte di Antonio Labriola, è stato l'occasione per una serie di convegni dedicati alla figura del filosofo cassinate. In questo volume si raccolgono gli atti di quello tenutosi a Bologna dal 10 al 12 giugno, con una serie di interventi dedicati soprattutto al rapporto tra storia, filosofia e politica, poiché, come scrive Renato Zangheri nell'introduzione, ?Labriola cercò, nelle condizioni del suo tempo, di tenere insieme le parti diverse e complesse del socialismo moderno, intellettuali e politiche, e tentò di dare a esse un nucleo filosofico? (p. 13). La prima parte del volume è quindi dedicata a ricerche di carattere più strettamente filosofico, alla lettura operata da Labriola di Spinoza, Bruno o del cristianesimo primitivo. Più propriamente storiografici risultano invece i saggi di Gabriele Turi (che individua nella ?tensione tra determinismo e libero processo storico? il nucleo della riflessione di Labriola, a partire dall'analisi della Rivoluzione francese per concludersi nel sostanziale appoggio alla politica coloniale italiana) e di Elisa Guidi (a proposito del giudizio sulla storia d'Italia e alla sua demitizzazione contenuta nello scritto Da un secolo all'altro). Ma il centro del volume (oltre all'interessante saggio di Jean-Pierre Potier su Labriola ?lettore degli economisti?) rimane indubbiamente la discussione su storicismo e materialismo, e quindi su Croce e Gramsci (senza dimenticare il dibattito internazionale sul marxismo sviluppatosi alla fine dell'800), secondo un'impostazione tutto sommato abbastanza classica, anche se tali rapporti, come ribadisce Mauro Visentin, ?hanno dato vita a una delle vicende più significative della nostra storia intellettuale postunitaria? (p. 153). A questo tema sono dedicati i saggi di Macchioro, Michelini, Agrimi, Finelli e dello stesso Burgio che, pur sottolineando il debito di Gramsci nei confronti di Labriola, per aver quest'ultimo fondato filosoficamente il problema dell'autonomia politica della classe e del movimento operaio, coerentemente all'unità tra teoria e prassi, ne rileva anche le critiche alla posizione quasi antropologicamente a favore dell'espansione coloniale europea. Quella che si conferma da questi saggi è, in definitiva, la figura di un pensatore indubbiamente fondamentale per la storia della cultura italiana fra Otto e Novecento, non fosse altro che per la conoscenza del marxismo in Italia; lascia invece qualche dubbio il tentativo di attualizzare il suo pensiero, tentativo che, al di là di qualche polemica, risulta peraltro solo accennato in questo interessante volume che si conclude con un bel contributo di Marco Lattanzi sull'Iconografia di Antonio Labriola, corredato da una serie di curiose fotografie tratte dall'Archivio Labriola presso la Società napoletana di storia patria, costituito negli anni '50 grazie all'opera appassionata di Luigi Dal Pane.


Giovanni Scirocco