SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Antifascismo e identità europea

Alberto De Bernardi, Paolo Ferrari (a cura di)

Roma, Carocci, pp. XXXIII-484, euro 34,40 2004

La ?crisi del paradigma antifascista?, sostiene De Bernardi nell'introduzione (p. XI), è il punto di partenza della ricerca confluita in questo corposo volume, che raccoglie i contributi presentati a un convegno internazionale (Milano, 2002). Proprio l'organizzazione da parte dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, istituzione strutturalmente legata alla ricostruzione storica dell'antifascismo, dà forza all'intento critico che ha mosso l'iniziativa. L'ipotesi di partenza era, infatti, che solo la problematizzazione dei modelli storiografici e degli usi politici dell'antifascismo permettesse un recupero del ?nesso antifascismo-democrazia?. La prospettiva scelta è stata coerentemente europea, e in questo contesto i vari saggi approfondiscono una vasta gamma di realtà e di esperienze. Dopo la densa introduzione e tre saggi di quadro (L. Rapone sull'orizzonte europeo, F. Romero sull'ordine internazionale, M. Ridolfi sui linguaggi e i rituali), il volume affronta tre fasi temporali fondamentali. Dapprima la costruzione dell'antifascismo nell'epoca della lotta al fascismo: gli studi su realtà nazionali (Italia, Francia, Spagna, Germania, URSS) si affiancano all'indagine sui contributi critici di alcuni scienziati sociali (M. Salvati) e all'individuazione della ?guerra civile? europea come contesto dello scontro fascismi/antifascismi (S. Neri Serneri). Una seconda sezione affronta il ruolo dell'antifascismo nella costruzione dei sistemi politici del dopoguerra: interessanti gli studi sulla codificazione di una ideologia di Stato antifascista nelle democrazie popolari (M. Flores, C. Tonini, M. Sabrow), e poi le riflessioni sul ruolo americano (M. Del Pero), sui passaggi costituzionali (S. Ceccanti) e su diversi aspetti della vicenda italiana. Un'ultima sezione prende di petto la questione de L'antifascismo tra politica e memoria nell'Europa postbellica. Oltre ai casi italiano e tedesco (studiati da M. Tolomelli, C. Cornelißen, S. Lupo), ci sono riflessioni sulla Francia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia: gli Stati dove l'esperienza di un regime autoritario di destra ha posto un analogo problema di memoria pubblica. Nella varietà spesso irriducibile dei contributi, sembra di poter dire che sia emerso con forza il carattere specifico della costruzione di un orizzonte antifascista, nel momento della lotta, attraverso una dialettica tra approcci democratici, contributi intellettuali plurali e differenziate componenti ideologico-politiche (con il tardivo inserimento del comunismo internazionale). Questo antifascismo originario, divenuto molto lentamente fenomeno europeo, è stato sottoposto alla torsione globale del conflitto mondiale, ripresentandosi al momento della ricostruzione con la forza della vittoria sull'antagonista, ma subendo la precoce dialettica interna tra componenti comuniste e anticomuniste. Per cui nel dopoguerra il suo utilizzo non poteva che essere diverso nei due campi della guerra fredda. Rispetto alla fase di transizione e alla vicenda postbellica, le relazioni danno comunque l'immagine di una pluralità notevole di percorsi e di approcci, che fa ancora una volta pensare quanto sia problematica l'?identità europea? citata nel titolo.


Guido Formigoni