SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Pacem in terris. Storia dell'ultima enciclica di Papa Giovanni

Alberto Melloni

Roma-Bari, Laterza, IX-230 pp., Euro 18,00 2010

Con un metodo affinato negli anni e applicato ai testi del Concilio Vaticano II dalla scuola storiografica formatasi presso la Fondazione per le scienze religiose di Bologna, Alberto Melloni scandaglia uno dei documenti del magistero pontificio del XX secolo che più ha avuto rilevanza nella storia, non solo religiosa, del '900. Un testo contrastato, l'enciclica Pacem in terris, sia nella sua fase preparatoria che in quella della recezione, ma che è stato fortemente voluto, con lucida determinazione, seppur nei modi cortesi che gli erano usuali, da Giovanni XXIII. Melloni ricostruisce, con l'ausilio di documentazione inedita, l'itinerario del testo, dalla proposta di mons. Pavan, redattore dell'enciclica, alle reazioni provocate dalla sua pubblicazione, attraverso l'analisi dei pareri forniti dai teologi consultati e delle varianti redazionali in italiano e in latino. L'ermeneutica del documento papale si fonda su una contestualizzazione dell'enciclica, che si muove su piani molteplici. La personalità e la vicenda biografica di Roncalli, il quadro delle relazioni internazionali con particolare attenzione alla crisi dei missili di Cuba - rispetto alla quale l'a. richiama l'attenzione sul ruolo svolto da Giovanni XXIII, non sempre evidenziato dalla storiografia -, la trama dei rapporti tra Vaticano e Cremlino, il dibattito teologico e il confronto tra gruppi ecclesiastici nelle fasi preparatoria e iniziale del Concilio, il processo di elaborazione di un pensiero sulla pace nel cattolicesimo novecentesco sono tutti scenari che Melloni connette alla vicenda dell'enciclica. Dalle pagine del libro emerge il profilo di Roncalli, personalità complessa, sensibile alle sollecitazioni della storia, che, in una delle fasi più acute del conflitto bipolare, tra il muro di Berlino e la crisi di Cuba, rilevò con chiarezza gli interrogativi che le vicende del '900 con le sue guerre ponevano all'umanità nell'era delle armi nucleari e avvertì, quindi, la necessità di un pensiero nuovo sulla pace. Giovanni XXIII - nota l'a. - coglieva tali interrogativi come «un appello a comprendere ciò che è cambiato e ciò che deve cambiare perché la Chiesa possa rimanere se stessa in un mondo profondamente diverso» (p. 10). Il libro tratteggia un quadro complesso, essenziale per comprendere il valore storico della Pacem in terris, un «gesto in parole» (p. 96), che non solo costituì un passaggio innovativo fondamentale nel pensiero della Chiesa cattolica, su temi quali la dignità della persona, il rapporto libertà-verità, la guerra giusta, ma rappresentò anche un atto politico di grande valore nel contesto delle relazioni internazionali, che non a caso fu ripreso e valorizzato, in modo del tutto inedito, dalle Izvestija. Il volume è corredato da un'ampia appendice in cui l'a. pubblica documenti inediti e propone una sinossi delle redazioni a stampa della Pacem in terris.


Adriano Roccucci