SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Realtà e memoria di una disfatta. Il Medio Oriente dopo la guerra dei Sei Giorni

Alberto Tonini, Marcella Simoni 8a cura di)

Firenze, Firenze University Press, X-233 pp., Euro 15,90 2010

Il volume - che raccoglie gli atti del convegno della Società italiana di studi sul Medio Oriente (Sesamo) tenutosi a Firenze nel 2007 - è dedicato alla guerra dei Sei giorni e alle sue conseguenze in Medio Oriente.Il tema è sicuramente interessante. In primo luogo, la produzione accademica sul conflitto del 1967 - lo notano i curatori - si è tendenzialmente concentrata sulla riunificazione della Palestina mandataria sotto il controllo di Israele. Meno indagate sono state le conseguenze regionali di un evento che ha ridisegnato gli equilibri in Medio Oriente e ne ha trasformato il clima culturale e politico, contribuendo per esempio all'esaurimento della parabola panarabista di Nasser. In secondo luogo, l'argomento ha una sua particolare rilevanza alla luce del tentativo dei curatori di tracciare un nesso tra gli esiti del conflitto e la situazione di relativa stasi politico-culturale che ha caratterizzato gli Stati della regione, o quanto meno i loro regimi politici. La questione è tanto più interessante se guardata alla luce della «primavera araba» che sta agitando le piazze della regione, seppellendo peraltro molte delle dinastie politiche affermatesi proprio negli anni '50 e '60.Se il tema è decisamente stimolante, il volume resta, tuttavia, molto lontano dalle ambizioni dichiarate dai suoi curatori.Il primo problema è la scarsa corrispondenza tra l'argomento affrontato e la struttura del volume, la cui organizzazione interna è piuttosto labile. Di alcuni saggi interessanti (come quello di Toaldo) è difficile vedere il collegamento con il tema generale; non è ben chiaro il modo in cui gli argomenti dei saggi corrispondono alle sezioni in cui è diviso il libro (si veda saggio di Trentin nella sezione Cittadinanza). Rischi di questo tipo sono sempre presenti in volumi che raccolgono gli atti di un convegno, ma in questo caso i limiti che ne derivano sono particolarmente evidenti - tanto più che la ratio del volume è articolata in modo molto ambizioso e anche un po' perentorio. Nella prefazione, Tonini sintetizza così gli obiettivi della pubblicazione: «La domanda [...] a cui si è tentato di dar risposta [...] in questo volume è se sia possibile rintracciare un nesso tra [il] clima di violenza che avvelena le società arabe e la realtà di Israele e l'esito che scaturì dalla guerra dei Sei Giorni» (p. VIII).Il secondo problema riguarda la qualità dei singoli saggi. Accanto a saggi di sicuro interesse (quelli di Simoni, Cricco e Melcangi, Trentin e Marzano fra gli altri) il volume ne presenta altri di livello decisamente inferiore. I saggi di Petricioli (Egitto) e Melfa (Tunisia) sono per esempio a tratti poco chiari e si basano quasi solamente su fonti secondarie. La sezione sulle politiche israeliane nei territori occupati - peraltro forse superflua visti gli scopi dichiarati dai curatori - è, nel suo complesso, particolarmente poco riuscita. I tre saggi (di Merli, Gilli e Ferragina), non offrono particolari elementi di interesse e soffrono invece della generale scarsità di riferimenti bibliografici e in particolare dell'assenza di fonti primarie.


Marco Allegra