SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il cristianesimo orientale e noi. La cultura ortodossa in Italia dopo il 1945

Aldino Cazzago

Milano, Jaca Book, 140 pp., euro 18,00 2008

A partire dalla fine degli anni '80 del '900 si è assistito in Italia a una fioritura di pubblicazioni sulla cultura teologica orientale. A differenza di altri paesi europei, Francia in testa, dove fin dal secondo dopoguerra abbondavano opere di prima mano o traduzioni di teologi ortodossi, in Italia fino a quindici anni fa la teologia ortodossa era un settore di studio negletto, a cui si interessava solo una ristretta cerchia di specialisti e cultori della materia. Tale constatazione guida la ricerca del carmelitano Aldino Cazzago ? prete e docente di teologia dell'Oriente cristiano e agiografia presso l'Istituto superiore di scienze religiose dell'Università Cattolica di Brescia, già autore di opere sulla spiritualità orientale ?, che in questo breve volume ricostruisce il processo di apertura della cultura teologica italiana alla conoscenza dell'Oriente cristiano e della teologia ortodossa. Ne scaturisce una rassegna bibliografica su quanto apparso nello scenario editoriale italiano dal 1945 a oggi su temi che spaziano dalla teologia alla spiritualità, dalla liturgia all'arte. Compilata con competenza e acribia, l'opera è concepita come una sorta di «bussola» per orientare nell'ormai ricca produzione in lingua italiana sull'ortodossia (russa ma pure greca e romena) lettori non specialisti di quest'area.L'a. dedica la seconda parte del volume alla scoperta della cristianità orientale da parte del mondo cattolico, un fenomeno di cui il punto di svolta fu rappresentato dal Concilio Vaticano II. Tuttavia, se è indubbio che le assisi conciliari costituirono un'occasione di incontro tra Oriente e Occidente, in cui un ruolo importante fu giocato dai rappresentanti delle varie Chiese orientali cattoliche, è d'altro canto ben poco probabile che proprio queste ultime possano avere parte nel processo di avvicinamento tra la Chiesa cattolica e il mondo ortodosso. Al contrario, queste Chiese sono nelle condizioni meno adatte per svolgere la funzione di ponte auspicata da Cazzago, trovandosi loro malgrado al centro del doloroso contenzioso tra cattolicesimo e ortodossia, come mostra in maniera emblematica il caso della Chiesa ucraina unita a Roma (che l'a. non cita). In alcuni passi di questa seconda parte ? ad esempio a p. 119 («Giovanni Paolo II andava nella stessa direzione quando auspicava che la Chiesa cattolica tornasse a ?respirare con due polmoni?: quello occidentale e quello orientale. Auspicio la cui verità dovrebbe valere anche per la parte ortodossa, ma che resterà lettera morta finché essa non avrà la forza di liberarsi da certi schemi ideologici nei confronti di ciò che viene da Occidente») ? l'a. sembra talvolta abbandonare l'approccio scientifico che connota, invece, i primi capitoli del suo lavoro.Il volume, anche grazie all'accurato apparato bibliografico posto in appendice, resta comunque un valido strumento di consultazione per chiunque abbia desiderio o necessità di orientarsi nel panorama teologico ortodosso contemporaneo.


Simona Merlo