SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Politica e storia. Manuali e didattica della storia nella costruzione dell'unità europea

Aldo Accardo, Umberto Baldocchi

Roma-Bari, Laterza, pp. V-166, euro 20,00 2004

Studiosi di problemi pedagogici e didattici, storici, politici e docenti testimoniano da tempo anche in Italia un interesse proficuo di preziosi approfondimenti verso i modi, gli strumenti e i contenuti dell'insegnamento storico nella scuola italiana postunitaria. Pur in assenza di un consolidato metodo di studio e con tutte le difficoltà determinate dalla dissennata politica di dispersione (e spesso distruzione) del patrimonio librario scolastico perpetrata per decenni dal nostro sistema bibliotecario, fioriscono ormai presso molte università italiane centri di ricerca e progetti a largo respiro per il recupero e l'analisi storico-didattica della produzione manualistica d'argomento storico. A spingere in questa direzione hanno certamente contribuito una stagione ancora aperta di riforme della scuola (che a partire dal decreto Berlinguer del novembre 1996 hanno toccato direttamente l'insegnamento storico), discussioni e polemiche giornalistiche e politiche sull'?uso pubblico della storia?, nonché un interesse ormai consolidato delle istituzioni comunitarie per l'insostituibile ruolo della scuola nel contribuire al superamento di stereotipi e pregiudizi localistici, nazionalistici, razzisti, nonché per la fondazione storica di una nuova identità europea. Come è ben ricostruito nella prima parte del volume, fondata su un lavoro ricco di informazioni e riferimenti inediti, sin dalla prima guerra mondiale intellettuali e uomini di governo hanno dato vita ad iniziative (non sempre efficaci) per fare dell'insegnamento storico lo strumento di una nuova cooperazione internazionale. In questo senso il Consiglio d'Europa, dopo alcuni incontri incoraggiati dall'UNESCO e riprendendo la tradizione di precedenti esperienze patrocinate tra le due guerre mondiali dalla Società delle Nazioni, promuoveva dai primi anni Cinquanta una serie di conferenze internazionali allo scopo di favorire un lavoro di analisi e di revisione, da un punto di vista europeo, dei manuali in uso nelle scuole. Pur con forti elementi di ingenuità, di astrattezza e di velleitarismo ? adeguatamente rilevati dal volume ? i progetti messi in atto (anche grazie all'intervento di associazioni intereuropee di insegnanti) consentirono di avviare un confronto appassionato tra storici e pedagogisti di quindici paesi europei, favorendo il lento superamento di pregiudizi e stereotipi che troppo a lungo avevano avvelenato le immagini reciproche e le relazioni politico-culturali fra i popoli del Vecchio Continente. Gli esiti di questo sforzo di ingegneria culturale e politica sono da tempo oggetto di analisi di quanti hanno avviato in Italia lo studio comparato della manualistica di storia. Dopo i lavori pionieristici della Fondazione Agnelli (in collaborazione con il Georg-Eckert-Institut di Braunschweig) e della SPICAE (Societas pro Investigatione Comparata Adhesa Educationi) di Giovanni Genovesi, il volume di Accardo e Baldocchi accerta persistenze e mutamenti nella manualistica italiana e francese dagli anni Venti ad oggi ? in relazione ai temi caldi della guerra e della pace ? di ?paradigmi? e ?teorie implicite? tali da impedire uno sguardo lucido ed aperto alla cooperazione europeistica e multiculturale.


Silvia Maria Pizzetti