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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La provincia di Asti dal 1935 al 1951. Le vicende dell'Amministrazione Provinciale di Asti dalla sua istituzione alla prima elezione degli organi rappresentativi

Aldo Gamba

Asti, Provincia di Asti, pp. 200, s.i.p. 2002

Asti, assieme a Latina, fu l'unica nuova provincia ad essere istituita negli anni Trenta, dopo la vasta riorganizzazione delle circoscrizioni provinciali attuata dal regime fascista nel 1926. Se la provincia di Latina serviva a dare dignità amministrativa a una delle grandi realizzazioni urbanistiche e di bonifica del regime, poche ragioni, al di là delle pressioni locali, possono spiegare la restaurazione della provincia d'Asti, esistente nel Piemonte preunitario, e soppressa nel 1859. Decisione tanto più sorprendente se consideriamo il difficile momento della finanza pubblica ? era la primavera del 1935 ? che sconsigliava provvedimenti che comportassero un aumento dei costi amministrativi (con la provincia era necessario istituire una nuova prefettura, provveditorato, questura, intendenza di finanza), e la complessiva involuzione dell'ente provincia nel panorama amministrativo italiano, che proprio in quegli anni conosceva un sensibile svuotamento di funzioni ed una restrizione dei bilanci che ne paralizzavano l'attività. Probabilmente fu decisiva la pressione esercitata dal maresciallo Badoglio, prossimo eroe della guerra d'Africa e futuro Duca di Addis Abeba, nativo di Grazzano Monferrato. La lettura del volume conferma peraltro quello che ci si poteva aspettare: una difficoltà estrema a far funzionare il nuovo ente sia negli anni Trenta che nel primo dopoguerra e, rispetto alle altre province italiane, neppure la memoria di una dialettica politica locale ? tipicamente il problema dei rapporti fra comune capoluogo e altri comuni ? che anche nella provincia fascista trovava luogo per affermarsi. Manca al volume una chiara distinzione fra attività autonoma della Provincia e gli altri organismi amministrativi con cui si spartivano le principali funzioni (viabilità e assistenza), e tutte le vicende dell'amministrazione sono profondamente calate dentro il complessivo andamento demografico, economico e politico del territorio provinciale, finendo per dare scarso rilievo proprio a quello che voleva essere l'oggetto dello studio. Si tratta peraltro di una difficoltà di messa a fuoco che deriva proprio dalle scarse competenze proprie delle amministrazioni provinciali. Proprio il taglio cronologico del volume, che narra le vicende dell'ente nel periodo in cui questo fu governato da organi nominati dal potere esecutivo (le prime elezioni generali provinciali si svolsero nel 1951), finisce per escludere dalla narrazione il momento della dialettica politica in seno alla provincia, che forse ha costituito uno degli aspetti di maggiore visibilità di questo ente nei successivi decenni dell'Italia repubblicana.


Alessandro Polsi