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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Fascismo e scienza. Le celebrazioni voltiane e il Congresso internazionale dei fisici del 1927

Aldo Gamba, Pierangelo Schiera (a cura di)

Bologna, il Mulino, pp. 243, euro 19,50 2005

Fin dai nomi dei curatori, Aldo Gamba, professore di Chimica fisica, e Pierangelo Schiera, professore di Storia delle dottrine politiche, ci si accorge che il volume è il risultato di una ricerca interdisciplinare. Dopo la presentazione di Edgardo Arosio, assessore alla Cultura della provincia di Como, Schiera ci dà un'efficace quadro del retroterra politico e scientifico delle celebrazioni del centenario della morte di Alessandro Volta, nel 1927, quando il regime fascista era impegnato a consolidarsi. Al congresso organizzato fra Como (città natale di Volta), Pavia e Roma partecipano e contribuiscono alcuni dei fisici più in vista del tempo e Nils Bohr presenta un lavoro di capitale importanza nella storia della fisica. Schiera ci mostra i vari intrecci che misero in contrasto la realtà politica e industriale locale con il potere centrale di Roma, ormai saldamente controllato dal fascismo, per poi passare al tema centrale delle glorie nazionali, da Volta fino a Marconi onde rafforzare l'immagine dell'Italia a livello internazionale. Segue un interessantissimo saggio di Monica Cioli, in effetti il cuore del libro: in disaccordo con Pancaldi, secondo cui le onoranze voltiane furono un evento di scarsa rilevanza politica, Cioli ritiene il congresso uno specchio della politica fascista nei confronti della scienza. Per sostenerlo, l'autrice ricostruisce il corso delle onoranze voltiane: si nota inizialmente un contrasto fra lo Stato che intende controllare tutte le attività del paese e il comitato locale, rappresentante delle istanze delle industrie locali, ove spicca il segretario del comitato stesso, Enrico Musa, industriale serico nato a Napoli e laureato al Politecnico di Milano. Fra i personaggi in qualche modo coinvolti troviamo Volpi di Misurata, ministro delle Finanze, Gioacchino Volpe, che pensava che scienza e arte non dovessero essere coltivate come dimostrazione della grandezza della nazione, Vilfredo Pareto con le sue idee corporativiste e antiparlamentari e naturalmente le star di allora, Giovanni Gentile e Guglielmo Marconi. In questo modo il saggio di Cioli contribuisce sia alla storia politico-sociale che alla storia delle idee. Alla fine le forze industriali locali si indeboliscono, apprezzano l'opera considerata modernizzatrice di Mussolini e quindi accettano il processo di accentramento del potere e la fascistizzazione del paese. Aldo Gamba ci racconta gli aspetti scientifici del convegno e di tutte le onoranze con fisici del calibro di Rutherford, Plank, Born e Fermi, e soprattutto Nils Bohr che presenta la cosiddetta interpretazione ?ortodossa?, cioè antirealistica della fisica quantistica. Non c'è Einstein che allora non era d'accordo con quell'interpretazione della fisica quantistica e non aveva alcuna simpatia per Mussolini. Segue poi il testo italiano della relazione di Bohr e la sua discussione con Born, Heisenberg e Fermi. In appendice sono riportati l'indice dei contributi al congresso, alcuni discorsi fra cui uno di Rutherford e uno di Marconi e una testimonianza biografica di Enrico Musa scritta dal figlio e curata da Federico Codelli Canobbio. Questo bel libro sarà utile agli storici della scienza, delle idee e del fascismo.


Mario Di Gregorio