SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Giangiacomo Feltrinelli. La dinastia, il rivoluzionario

Aldo Grandi

Baldini & Castoldi, Milano 2000

Sebbene il testo non abbia la pretesa di essere un libro di storia ma, come recita la quarta di copertina, "il romanzo di una vita", ci troviamo di fronte a un lavoro che ha gran parte delle caratteristiche di un saggio storiografico: nonostante il taglio narrativo, il libro è infatti una ricostruzione di alcuni aspetti della vita di Giangiacomo Feltrinelli. Dopo Senior Service del figlio Carlo, quest'opera ha il pregio di contribuire a far riemergere dall'oblio la figura dell'editore, in prossimità del trentennale della sua scomparsa (14 marzo '72). A un excursus sulla dinastia imprenditoriale e sul Feltrinelli privato, l'autore, giornalista di professione e studioso di storia, affianca la rappresentazione del Feltrinelli pubblico: l'irruzione nell'universo editoriale mondiale con la "bomba Zivago", i rapporti con il Pci, il sostegno alle lotte di liberazione latinoamericane, il '68. Il libro evidenzia come le battaglie antimperialiste fossero, nella visione del biografato, il terreno privilegiato di scontro con il capitalismo italiano, percepito come vassallo di quello statunitense e come, nella convinzione di un imminente restringimento degli spazi di libertà (il colpo di Stato delle destre), egli scelse la via della difesa armata preventiva costituendo ridottissime unità guerrigliere (di stampo guevarista) che si contraddistinsero in alcune operazioni dimostrative, contribuendo così - secondo l'a. - ad assecondare la strategia dell'avversario; tanto che Feltrinelli avrebbe beneficiato "unitamente ad altre formazioni della sinistra extraparlamentare, di una sostanziale indifferenza da parte della magistratura e delle forze di polizia" (p. 380). Una tesi certamente non nuova, che, a noi pare, non può essere dimostrata senza prima consultare buona parte delle carte riservate di polizia (ancora indisponibili) riguardanti l'affaire. Non va a demerito dello sforzo compiuto da Gandi accennare al fatto che le fonti sono il lato oscuro di questo libro. Se la loro mole è considerevole (testimonianze orali e scritte, articoli, verbali) e pone in risalto le doti euristiche dello studioso (lha scandagliato numerosi archivi pubblici e privati, riproducendo documenti inediti di singolare interesse), l'uso che egli ne fa sembra però rispondere più a desiderata e regole massmediologiche che storiografiche. Molte delle fonti citate (soprattutto le testimonianze) ci restituiscono, riverberando alcune linee interpretative freudian-sociologiche, lo stereotipo di un Feltrinelli prigioniero della sua condizione di incompreso, scisso tra origini sociali e velleitari orizzonti di liberazione, un eterno ex. Il vaglio critico delle fonti, in taluni casi lodevole, non è sempre apparso incisivo o comunque adeguato all'ampiezza dell'opera. Al di là di tali rilievi critici, il libro è un utile strumento per visualizzare, focalizzando l'attenzione su un irregolare fuori del comune, il panorama della lunga stagione dei movimenti; sia a livello spaziale, da L'Avana a Segrate, sia in una prospettiva temporale, dall'alba carica di speranze al plumbeo tramonto.


Eros Francescangeli