SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Dall’Impero austro-ungarico alle foibe. Conflitti nell’area alto-adriatica

Alessandra Algostino et al.

Torino, Bollati Boringhieri, 298 pp., euro 24,00 2009

La miscellanea raccoglie le relazioni di undici autorevoli studiosi presentate ad un corso per insegnanti tenutosi a Torino, nell’ottobre 2005, presso la Scuola superiore di studi di storia contemporanea dell’Istituto nazionale per la Storia del movimento di Liberazione in Italia. Marta Verginella apre il volume con l’intervento Radici dei conflitti nazionali nell’area alto-adriatica: il paradigma dei «nazionalismi opposti», in cui contrappone la realtà dei movimenti nazionali sloveno e italiano nella Venezia Giulia e l’invenzione della tradizione nazionale da parte della cultura irredentistica italiana. Vanni D’Alessio ne I movimenti nazionali in Istria e Dalmazia e la politicizzazione delle appartenenze illustra le dinamiche dei contrapposti processi di nazionalizzazione delle masse da parte italiana e croata nelle «terre di mezzo» di queste regioni di confine. Ne La Grande Guerra nella Venezia Giulia, 1914-1918: un caso emblematico Fabio Todero si sofferma su alcuni fatti meno noti che hanno preceduto l’annessione delle province nord-orientali all’Italia. Ad Enzo Collotti dobbiamo una rapida ma precisa contestualizzazione della vicenda foibe ed esodo nel quadro europeo: Gli spostamenti di popolazione nell’Europa centrale e nei Balcani tra il primo e il secondo dopoguerra. Anna Vinci ci spiega Il fascismo al confine orientale, che, in sostanza, fu il fascismo del rapporto verso l’altro, e dunque razzista, insofferente e negatore delle altrui lingue e culture, una formula venuta utile alla borghesia giuliana italiana per chiudere la pluridecennale contrapposizione politica e sociale con la Slavia «in casa». Ai temi del razzismo e dell’antislavismo italiano (assai poco studiato), così come dell’imperialismo fascista oltre Adriatico, si ricollega Enzo Collotti nel contributo Le occupazioni italiane nei Balcani. Franco Cecotti descrive le tappe salienti de L’8 settembre 1943 nella Venezia Giulia e le violenze in Istria, mentre Enzo Collotti ritorna sul ruolo politico del Litorale Adriatico nel Reich nazista e sulla Risiera di San Sabba. Gian Carlo Bertuzzi si sofferma più ampiamente sulla Resistenza italiana e movimento di liberazione sloveno e croato nella Venezia Giulia; e lo stesso tema ci viene illustrato dalla prospettiva slovena da Nevenka Troha in Il movimento di liberazione sloveno nella Venezia Giulia. Raoul Pupo possiede certamente la massima competenza e l’indiscussa autorevolezza in fatto delle vicende giuliane del 1943-1954; in questa sede ha saputo brillantemente sintetizzare tre temi difficili: Il nuovo confine fra Italia e Jugoslavia; Foibe; L’esodo dei giuliano-dalmati. Il dopo esodo, l’essere «esuli nella madre patria», è l’argomento affrontato da Enrico Miletto ne L’inserimento degli esuli giuliano-dalmati in Italia e da Alessandra Algostino in Profughi e profuganze: note sullo status giuridico dei profughi dal confine orientale. Il libro si chiude con il testo congiunto della Commissione storico-culturale italo-slovena sulle Relazioni italo-slovene 1880-1956 e con una nutrita bibliografia.


Egidio Ivetic