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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Stato, scienza, amministrazione, saperi. La formazione degli ingegneri in Piemonte dall'antico regime all'Unità d'Italia

Alessandra Ferraresi

Bologna, il Mulino, pp. 411, euro 27,00 2004

In questo volume Alessandra Ferraresi, docente di Storia moderna nell'Università di Pavia, compendia proficuamente una lunga e impegnativa stagione di lavoro nel campo della storia dell'ingegneria e delle istituzioni scientifiche tra Sette e Ottocento. L'autrice prende in considerazione, nei modi che diremo, un consistente e variegato insieme di realtà professionali, ingegneri militari ma soprattutto civili, architetti, misuratori e agrimensori, nello Stato sabaudo del periodo compreso tra l'inizio del Settecento e la vigilia dell'unificazione. L'individuazione del termine a quo, corrispondente al regno di Vittorio Amedeo II, si motiva con l'avvio in Piemonte del processo di impianto della monarchia amministrativa e di rafforzamento delle strutture dello Stato e degli apparati di governo. Tali dinamiche sono strettamente connesse alla formazione di una nuova élite dirigente costituita, oltreché da esperti in materie giuridiche (avvocati-burocrati e notai), anche da figure professionali dotate di competenze tecnico-scientifiche. Queste ultime diventano oggetto ?di particolari strategie di selezione, formazione e reclutamento?, che inseriscono appieno il Piemonte nel processo, comune a tutto il continente europeo dell'età dell'assolutismo, di ?regolamentazione e istituzionalizzazione delle professioni tecniche da parte dello Stato? (pp. 18-19), e determinano un organico e durevole legame tra lo Stato e i tecnici. L'altro estremo dell'arco cronologico prescelto, indicato sinteticamente nel titolo con l'Unità d'Italia, è piuttosto il precedente ?decennio di preparazione?, caratterizzato dalla modernizzazione che, nell'ambito dello Stato costituzionale e delle riforme collegate, accresce le funzioni e il ruolo di ?pubblica utilità? dei tecnici e pone il Piemonte alla guida del processo di unificazione. Il libro, strutturato in otto capitoli e completo di indice dei nomi, bibliografia e rassegna delle fonti, si sviluppa secondo molteplici traiettorie analitiche, il cui denominatore comune è dato dal rapporto, complesso e articolato ma ineludibile, tra lo Stato e le predette figure professionali. Viene infatti illustrato, con costante attenzione al dipanarsi della situazione politica, il loro progressivo inserimento nei ranghi dell'amministrazione statale, compresa l'Università di Torino di cui, nonostante le vischiosità del sistema, divengono agenti primari dell'orientamento dei percorsi formativi e dell'istituzionalizzazione di saperi e discipline. Nel 1848, la nascita della Facoltà di Scienze fisiche e matematiche scissa dalla Facoltà di Lettere segna l'avvio di un ampio dibattito epistemologico, disciplinare e istituzionale, ricostruito dall'autrice attraverso un'ampia e inedita documentazione, che costituisce l'indispensabile premessa alla nascita della Scuola di applicazione per gli ingegneri prevista dalla legge Casati del 1859.


M. Elisabetta Tonizzi