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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Federalismo e regionalismo in Italia e in Europa. Centro e periferie a confronto, vol. II: Il processo autonomistico in Italia dall'Unità a oggi

Alessandro Truini

Padova, Cedam, pp. 597, euro 32,00 2003

Il secondo volume dell'opera completa lo studio di Truini sul tema del federalismo incentrandolo sul caso italiano dall'Unità a oggi. Il ricchissimo apparato di note e la corposa appendice bibliografica ne fanno uno strumento aggiornato e scientificamente qualificato per l'approfondimento di questo filone di studi e per cogliere nella sua processualità il dibattito e l'iter normativo che accompagnano il quadro costituzionale delle autonomie locali. La prospettiva storica diacronica utilizzata guida un percorso volto a definire le peculiarità della questione istituzionale italiana attraverso i nessi fra dibattito tecnico, iter legislativo e vicende storico-politiche nazionali nelle diverse tappe fondative dagli anni dell'Unità, passando per la ?rifondazione democratica? del 1943-48, per il ?federalismo auspicato? dei propositi di riforma dei governi ulivisti di fine anni Novanta, fino al nuovo quadro costituzionale sulle autonomie territoriali previsto dalla legge n. 3 del 2001. Un capitolo è dedicato al processo di riforme nell'attuale XIV Legislatura, integrato da un'appendice di aggiornamento sullo stato di avanzamento delle più recenti proposte. Nodo problematico primario è il carattere compromissorio e lacunoso del Titolo V della Costituzione che riflette i contrasti di schieramento in seno all'Assemblea Costituente, prestando il testo a una doppia lettura in materia di Regione: vero ente di governo o entità amministrativa di supporto delle decisioni dello Stato. Un punto critico non ancora superato, che giustifica la valutazione negativa sul reale proposito di decentramento politico intrapreso nella precedente legislatura, in quanto ancora compreso entro il quadro normativo del Titolo V. La questione si è ripresentata prevedibilmente nella sua centralità nell'attuale Legislatura, ma risulta condizionata dai mutamenti di orientamento della coalizione di governo. Truini coglie un segno della non linearità del processo con l'entrata in vigore della legge costituzionale del 2001 contenente le attese modifiche del Titolo V, cui sta facendo seguito un corso riformista non più alternativo al quadro normativo predisposto dal governo ulivista, bensì connotato da una volontà di integrazione dello stesso. Il paradosso di fondo si colloca nella ?riforma della riforma? costituita dall'approvazione da parte del Consiglio dei ministri nel 2003 di un nuovo provvedimento di ristrutturazione del Titolo V, che riassorbe i contenuti della devolution bossiana ponendola in stato di attesa rispetto al completamento della prima fase della riforma costituzionale e definisce in due elenchi distinti le materie di potestà legislativa esclusiva statale e regionale, eliminando i vigenti regimi di potestà concorrente. Le questioni aperte sono dunque ancora numerose, non ultima l'autonomia finanziaria. A Truini il merito di aver tracciato una ricostruzione critica unitaria di un percorso di antica sedimentazione ancora incompiuto.


Beatrice Rossi