SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo

Alfonso Scirocco

Roma-Bari, Laterza, pp. 434, euro 19,63 2001

Giuseppe Garibaldi è, con Dante, Colombo, Leonardo, uno dei pochi italiani conosciuti in tutto il mondo, l'unico (forse insieme agli stilisti della moda) dei tempi moderni. Alfonso Scirocco (a scanso di equivoci, nessun legame di parentela con l'estensore di queste note) ne ha tracciato una biografia ben scritta, attenta alla contestualizzazione storica, equilibrata, ma che mostra tutta la sua simpatia per il personaggio, con particolare attenzione ai motivi della sua fama, che ne fecero l'eroe per antonomasia, le cui imprese da poema epico colpirono la fantasia delle masse, ma anche di intellettuali come Herzen e Hugo. ?Io son fatto per rompere i coglioni a mezza umanità, e l'ho giurato?, scrive il giovane nizzardo in una lettera dell'ottobre 1837; ?la guerra es la verdadera vida del ombre? è la frase che porrà a chiusura della prefazione delle sue Memorie. In queste due citazioni (che, a ben vedere, sono anche dei propositi di vita) sta, in fondo, il personaggio Garibaldi e la sua complessità che Scirocco ha il merito di analizzare nei suoi molteplici aspetti e nei vari periodi della sua vita: dagli anni giovanili passati, spinto dalla precoce ?propensione alla vita d'avventura?, come marinaio sulle rotte del Mediterraneo alla partecipazione ai primi moti mazziniani, all'esilio in America Latina e a New York, all'impresa dei Mille. Scirocco esamina i contrastati rapporti con Cavour, il dissidio con Mazzini, la fiducia nelle strategie di Vittorio Emanuele II, ribadita anche durante l'epopea dei Mille, certamente ?una delle più stupefacenti imprese militari del nostro secolo?, come scrisse Engels, ma anche circondata da una retorica financo eccessiva. Nel periodo di dittatura sull'isola emergeranno anzi la sua debolezza politica e le sue contraddizioni, fino alla triste pagina di Bronte. Fallito ripetutamente (sull'Aspromonte e a Mentana) il tentativo di compiere l'unità italiana per mezzo dell'iniziativa rivoluzionaria, la sua ultima grande impresa sarà la partecipazione alla guerra franco-prussiana a fianco dei repubblicani francesi. È in questa fase che si crea un altro mito, quello del Garibaldi socialista ed internazionalista, che tanta fortuna avrà nella sinistra italiana, fino alla Resistenza e al secondo dopoguerra. Un mito che Scirocco circoscrive con attenzione, precisandone i contenuti e delineando, in conclusione, il ritratto di ?un idealista senza ideologie? e, al di là delle apparenze e dei miti, di un realista cosciente dei propri limiti.


Giovanni Scirocco