SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Oltre il nazionalismo. Le nuove storiografie dell'Est

Alfredo Laudiero (a cura di)

Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, pp. 266, euro 20,00 2004

La caduta dei regimi comunisti nell'Europa centro-orientale non ha generato soltanto la ?rivoluzione degli archivi?, ovvero la repentina declassificazione di un'ampia massa documentaria precedentemente secretata, ma anche una rottura profonda in relazione alle narrative, ai discorsi sul passato recente. Il discredito e successivamente la scomparsa dell'ideologia ufficiale intesa come quadro normativo unico dell'interpretazione della realtà hanno prodotto un autentico terremoto nella cultura storiografica est-europea: in pochi anni nuovi paradigmi (spesso costituenti una negazione dei paradigmi ufficialmente professati), nuovi approcci metodologici, nuovi temi di ricerca sino a quel momento proibiti o scoraggiati sono comparsi sulla scena intellettuale. Questo ambizioso e importante volume, che raccoglie le riflessioni di nove storici oltre all'eccellente introduzione firmata dal curatore, costituisce la prima riflessione ragionata e sistematica apparsa in Italia sulle nuove tendenze storiografiche e sui dibattiti emersi negli anni '90 in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Serbia. Il perno interpretativo intorno al quale ruotano gli interventi è ben colto nel saggio introduttivo (p. 17): la complessa interazione fra il vuoto ideologico del postcomunismo e il suo parallelo ?riempimento? con l'unico apparato ideologico rimasto (per un paradosso solo apparente) a disposizione degli storici, quello delle categorie nazionali. La tentazione di appiattire ad un'epopea legata agli etnomiti o ai martirologi la storia di uno spazio storico tradizionalmente incrocio di nazionalità e confessioni religiose viene tuttavia combattuta sul piano accademico e pubblicistico, come suggeriscono l'esplorazione comparata di Laudiero e i casi di studio presentati, dalle nuove ?storiografie critiche?. Seppur frutto di una ricezione talvolta ingenua e non sufficientemente filtrata degli stimoli metodologici e tematici occidentali, le ?storiografie critiche? svolgono tuttavia un ruolo fondamentale nel rinnovamento della ricerca storica, in quanto affiancano o sostituiscono ai tradizionali filoni di ricerca dominati dalla storia politico-militare nuovi temi: la storia di genere, la storia dell'Ebraismo, la storia dei conflitti interetnici, nel tentativo di costruire, attraverso la scomposizione dei miti nazionali, un'identità collettiva ?sostenibile?, dal carattere inclusivo. Data la novità dell'approccio e la complessità dei temi trattati, non sorprende l'eterogeneità tematica, metodologica e anche qualitativa fra i contributi. Particolarmente riusciti appaiono i contributi di Ji?í Rak, Tibor Pichler e Bogdan Murgescu, mentre assai meno ispirati e metodologicamente solidi risultano a nostro avviso i saggi di Tamás Stark e Magdalena Miko?ajczyk. Tale rilievo critico, peraltro, nulla toglie al valore di un'opera sofisticata e pionieristica, destinata a divenire un riferimento indispensabile per gli specialisti dell'area e più in generale per gli storici della storiografia contemporanea.


Stefano Bottoni