SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Dal Secchia al Paraíba. L'emigrazione modenese in Brasile

Amedeo Osti Guerrazzi, Roberta Saccon e Beatriz Volpato Pinto

Introduzione di Emilio Franzina, Verona, Cierre, pp. 303, euro 14,50 2002

Il volume presenta i risultati di una ricerca sull'esperienza migratoria di cinquanta famiglie della Bassa modenese in Brasile. Si tratta di una vicenda originale di fine Ottocento, indagata sia nelle sue premesse italiane che negli svolgimenti brasiliani. Il lontano antefatto della storia è il matrimonio dell'imperatore del Brasile Dom Pedro con la napoletana Teresa Maria Cristina di Borbone, alla quale si lega in un rapporto d'amicizia Adelina Malavasi, una singolare figura femminile modenese. Quest'ultima, implicata nei moti del 1848 e affiliata alla massoneria, rotto il suo matrimonio, si reca in Brasile con un compagno flautista. Poco dopo, stipula un accordo con la moglie dell'imperatore per far arrivare cinquanta famiglie italiane, da individuare nelle province di Modena, Reggio e Mantova per condurle nello Stato brasiliano di Santa Catarina, dove avrebbero dovuto fondare un nucleo coloniale intitolato all'imperatrice. Nel 1875, la Malavasi riesce a portare a Rio de Janeiro cinquanta famiglie di immigranti italiani, provenienti per lo più dai Comuni di Concordia sulla Secchia e Novi di Modena. I quasi duecento coloni, però, per una serie di circostanze, decidono di fermarsi non lontano da Rio, nella colonia di Porto Real. La parte più originale del volume è dedicata alla formazione e agli sviluppi di questa colonia, descritta attraverso il diario (ritrovato negli anni Ottanta) di Enrico Secchi ? un maestro elementare di Concordia, assunto come segretario dell'impresa migratoria dalla Malavasi ? e attraverso un'ampia e puntuale indagine condotta in Brasile da Roberta Saccon. Utilizzando documenti ufficiali, la stampa locale e le testimonianze orali dei discendenti, l'autrice ricostruisce l'intero ciclo dell'esperienza degli immigrati modenesi nella colonia agricola di Porto Real. La prima fase è quella dell'insediamento, sollecitato per sostituire con manodopera libera il lavoro degli schiavi. La seconda fase è quella della costituzione e dello sviluppo di una fabbrica di zucchero (1879-1899). La terza fase, ricostruita soprattutto attraverso le testimonianze orali, è quella della prima metà del Novecento, durante la quale i modenesi di Porto Real si spostano in gran numero a San Paolo e a Rio. Giunti in un'area già strutturata socialmente come quella di Rio (assai diversa dagli Stati del Sud, dove gli italiani diventano, invece, i pionieri della colonizzazione agricola), gli immigrati modenesi conquistano un relativo benessere, svolgendo un ruolo importante nella coltivazione e nella lavorazione della canna da zucchero. Successivamente daranno vita alla migrazione interna verso San Paolo e Rio, dove troveranno il forte senso di appartenenza della vasta comunità italiana. A Porto Real, invece, la comunità italiana perde i suoi connotati originari, riscoperti solo negli anni Ottanta col ritrovamento del dimenticato diario di Enrico Secchi, che ha innescato nei discendenti degli immigrati un processo di reidentificazione.


Vittorio Cappelli