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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Costituenti ombra. Altri luoghi e altre figure della cultura politica italiana (1943-1948)

Andrea Buratti, Marco Fioravanti (a cura di)

Roma, Carocci, 503 pp., € 45,00 2010

Quanto articolato e complesso fosse il panorama culturale italiano ai tempi della Costituente è cosa nota, tuttavia mettere a confronto queste numerose esperienze, per lo più nel tentativo di evidenziare quelle meno note, offre modo di verificare come la ricerca storica in questo campo abbia ancora molto da lavorare.Rintracciare tali vicende, come qui si è scelto di fare, uscendo fuori dai palazzi istituzionali e immergendosi negli svariati luoghi in cui queste istanze si originano e maturano consente di dare bene l'idea della varietà di tale contesto. Da più parti, infatti, nell'immediato secondo dopoguerra venivano avanzate iniziative e proposte di trasformazione istituzionale, oltre che politica e sociale, volte ad incoraggiare la rifondazione dell'Italia su nuove basi democratiche e repubblicane. Dai molteplici luoghi in cui simili istanze e speranze si confrontarono prese le mosse, secondo quanto scrivono i curatori nell'introduzione, «un processo di ramificazione e germinazione di luoghi culturali in cui sarebbero state poste, insieme alle fondamenta teoriche e politiche di una rinnovata vita civile, idee costituzionali che talora influenzarono la formazione culturale dei costituenti e la stesura dei programmi dei partiti per la Costituente e che con essi si confrontano» (pp. 24-25).Il libro raccoglie trentasette densi interventi che, suddivisi in cinque sezioni tematiche (Isole, trincee, luoghi di confine; Città, editori, riviste, università; Lo sguardo dei giuristi; Altri poteri; Costituenti contro), offrono al lettore la possibilità di immergersi in alcuni di quegli ambienti e di rendersi consapevole della loro vivace laboriosità. Ogni saggio, tuttavia, è un mondo a sé che apre e rimanda, anche attraverso il ricco corredo di note bibliografiche e documentarie da cui ciascuno di essi è accompagnato, a ulteriori e articolati temi.Ne affiora l'immagine di una cultura politica italiana che, anestetizzata da un ventennio di provvedimenti repressivi e censori, ad un tratto riprende vigore palesando prospettive, idee e progetti di grande respiro, ma anche peculiarità e dissensi nei riguardi delle culture allora dominanti e dei partiti di massa da poco riorganizzatisi. Il ventennio fascista appare in tal modo superato lasciando il posto ad un paese nuovo che ha le sue basi fondative nella Carta costituzionale, ma anche nei volti, nei luoghi, nelle idee e negli ulteriori spazi di potere che lavorarono alla sua ombra arricchendone o modificandone, non sempre in positivo, i contenuti finali.Molto suggestiva ed efficace rimane, infine, l'idea di assumere il concetto di ombra a ruolo guida di questo lavoro dal momento che, scrive Carmela Decaro Bonella — segretaria della Fondazione Olivetti, istituto finanziatore della ricerca di cui questo volume è il frutto — «senza ombre non si dà una rappresentazione viva» e, come in un'opera di Caravaggio, è proprio l'ombra che offre maggiore realismo ai soggetti ritratti (p. 15).


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