SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Le biblioteche e gli archivi italiani durante la seconda guerra mondiale. Il caso italiano

Andrea Capaccioni, Andrea Paoli, Ruggero Ranieri (a cura di)

Bologna, Pendragon, XXXVII-581 pp., Euro 38,00 2007

Il volume - che fa seguito a un convegno organizzato a Perugia nel dicembre 2005 dalla Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation - si pone l'obiettivo di «approfondire il tema della condizione delle biblioteche italiane durante la seconda guerra mondiale, allargando l'indagine anche al mondo degli archivi» (p. I). Le politiche di protezione dei beni librari varate fin dal 1935 dal Ministero dell'Educazione nazionale attraverso la Direzione generale accademie e biblioteche e la loro attuazione sono documentate assai puntualmente da Flavia Cristiano e Andrea Paoli nei due saggi di apertura. Alberto Petrucciani sposta il fuoco dell'attenzione dalla normativa alle pratiche: «La storia delle biblioteche italiane è stata largamente studiata dal punto di vista della politica bibliotecaria, dall'Unità a oggi, anche per quanto riguarda la formazione delle loro raccolte, soprattutto di pregio, mentre l'aspetto che è finora rimasto più in ombra - anche se [?] si tratta del più significativo per la storia di un'istituzione sociale - è quello del servizio svolto» (p. 99). E infatti il suo saggio si propone di delineare un primo quadro della situazione determinatasi nell'erogazione dei servizi nelle diverse biblioteche durante il corso della guerra: compito non facile perché affidato a una documentazione - relazioni, lettere private, dati statistici - assai frammentaria. Sulla stessa linea si muove il saggio di Simonetta Buttò che ripercorre le esperienze dei «protagonisti», «quelle donne e quegli uomini ai quali si deve la sostanziale salvezza del patrimonio librario delle nostre biblioteche» (p. 251). L'atteggiamento ambivalente degli occupanti tedeschi è illustrato da Lutz Klinkhammer, mentre Ruggero Ranieri si sofferma sull'azione del Governo militare alleato, in particolare della Sottocommissione MFA&A-Monuments, Fine Arts and Archives, rispetto al problema della tutela e della gestione di archivi e biblioteche. Anche in fatto di beni librari e documentari, statunitensi e britannici si dovettero confrontare sul nodo di fondo delle forme di controllo da mettere in atto sul territorio occupato, del rapporto tra elemento civile ed elemento militare e sulla «possibilità di contemperare gli obiettivi di una ricostruzione di una società libera e democratica con quelli più immediati di combattere e vincere una guerra» (p. 119). Completano il volume un panorama della situazione archivistica tracciato da Giovanna Giubbini e numerosi studi di caso riferiti a diverse realtà ed esperienze locali: le biblioteche spagnole nella guerra civile (Rosa M. Lopez Alonso), le biblioteche universitarie (Andrea Capaccioni), le biblioteche milanesi (Paolo Traniello e Anna Maria Rossato), le romane e la Vaticana (Massimo Ceresa), di Genova (Alberto Petrucciani), Napoli (Vincenzo Trombetta), Perugia (Andrea Capaccioni), Pisa (Alessandra Pesante), Trieste (Cristina Moro), dei territori situati sulla Linea Gustav (Gabriella Grilli), la Biblioteca Nazionale di Firenze (Antonio Giardullo), la Marciana di Venezia (Stefano Trovato), la Biblioteca bolognese dell'Archiginnasio (Valeria Roncuzzi Roversi Monaco).


Rosanna De Longis