SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Cinquant'anni dell'Associazione Generale delle Cooperative Italiane. Nascita e sviluppo dell'AGCI a Ravenna

Andrea Casadio

Presentazione di Giorgio Brunelli, Ravenna, Longo Editore, pp. 117, euro 10,00 2002

Il libro di Casadio si inscrive in una storiografia sulla cooperazione che, rilanciata soprattutto dalla seconda metà degli anni Settanta, sta tra la storia politica, la storia economica e la storia sociale. Dedicato alla cooperazione repubblicana ravennate, tende a far prevalere principalmente il primo aspetto. Si esaminano così le vicende della dialettica che, in un'area ricca di componenti legate alle anime storiche del movimento operaio, contrappose il movimento repubblicano, forte di tradizione e di risorse organizzative, al movimento social-comunista, altrettanto radicato storicamente e strutturalmente. Ciò non significa che siano assenti i riferimenti al quadro economico della provincia ravennate, a forte connotazione rurale, ma sottoposta alle tensione di una fase di intensa trasformazione nella fase studiata che va dal 1945 al 1964. L'esperienza cooperativa descritta da Casadio è specchio di quei fenomeni e dei riflessi che essi ebbero all'interno delle forze politiche e specialmente del partito repubblicano locale. Da questo punto di vista, la vicenda appare ricca di spunti, rivelando nel cooperativismo una vera e propria variante politica della dialettica di partito fin dal primissimo dopoguerra, tra un nucleo ideologico mazziniano tendente all'azione autonoma ed un filone più aperto alla collaborazione con l'area della sinistra di classe. Parallelamente emergono le contraddizioni dei social comunisti intorno al concetto di cooperazione, fino al radicalizzarsi del confronto tra i due mondi dopo la fine dell'unità del CLN in Italia. L'autonomismo repubblicano avrebbe poi accompagnato un grande sviluppo organizzativo del tessuto cooperativo di base, gran parte del quale legato alla conduzione agricola, con l'effetto di costituire uno dei maggiori nuclei fondanti del movimento cooperativo repubblicano italiano sfociato nella fondazione della Associazione Generale delle Cooperative Italiane, nel 1952. Presentandola come una proposta di terza forza all'interno dell'intero insieme cooperativo, Casadio ne mostra il faticoso emergere nel panorama nazionale, nel difficile perseguimento delle mille cooperative associate, mettendo in evidenza le ulteriori difficoltà derivanti dalle divergenze dei repubblicani con i socialdemocratici, simili a quelle vissute contemporaneamente dalla UIL nel campo sindacale. Al di là di questo, però, quel che appare evidente è il prevalere di un altro dato che specialmente emerge nella fase di sviluppo dell'Associazione, specialmente in sede ravennate, seguita dall'autore fino ai primi anni Sessanta, ed è l'impossibilità di far coincidere le strategie di fondo della cooperazione con quelle della formazione politica. Un tema che emerge largamente in questa storia per il partito repubblicano, ma che riguarda anche le altre forze politiche impegnate nell'azione cooperativa.


Fabio Bertini