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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Una stagione ?nera? per il credito cooperativo. Casse rurali e Raiffeisenkassen tra 1919 e 1945

Andrea Leonardi

Bologna, il Mulino, pp. 336, euro 25,00 2005

Il volume affronta il tema ben poco studiato della profonda trasformazione che il variegato mondo delle casse rurali subisce fra le due guerre sotto la spinta degli sconvolgimenti economici prodotti dal conflitto mondiale e dalla crisi dei primi anni '30. Le casse inoltre scontano le conseguenze della nuova legislazione bancaria che rafforza gli strumenti di vigilanza sugli istituti di credito e impone degli standard minimi di solidità patrimoniale agli istituti. Il risultato è la scomparsa del 50 per cento delle casse rurali operanti in Italia fra il 1926 e il 1939, con la selezione degli organismi più robusti e l'eliminazione di quelli più piccoli o di incerta natura. A questo fenomeno si intrecciano pesanti influenze della politica, per la generale avversione dei fascismi locali verso questi organismi, in gran parte legati alla Chiesa cattolica e difesi spesso con successo dalle gerarchie. Nel caso del Trentino e del Sud Tirolo le vicende sono complicate dal passaggio dall'Austria all'Italia. Il nuovo confine del Brennero, e le gravi difficoltà economiche di Austria e Germania negli anni '20, recidono molti legami economici e mettono in crisi l'economia basata sul turismo e la produzione di vini pregiati. La conversione dei depositi da corone in lire a un tasso fissato dal governo italiano pone molti istituti in seria difficoltà, dal momento che parte degli impieghi rimane in titoli espressi nella sempre più svalutata moneta austriaca. In più la politica di italianizzazione del Sud Tirolo causa costanti interferenze, fino all'accordo italo-germanico del giugno 1939 sull'opzione nazionale, che costringe molte Raiffeisenkassen allo scioglimento, quando la maggioranza dei loro soci opta per la nazionalità germanica. Nonostante l'estremo interesse del tema e delle vicende narrate, il volume non riesce a focalizzare adeguatamente quei nuclei tematici che indicavo all'inizio. La narrazione, schematizzata secondo i confini etnici e amministrativi delle due province, si presenta fortemente evenemenziale, con scarse considerazioni di più ampio respiro, tanto verso l'ambito regionale, quanto riguardo all'associazionismo nazionale. Alcuni assunti andrebbero rovesciati: più che di ?stagione nera? i dati testimoniano di una tenace resistenza del tessuto creditizio locale, molto meno ridimensionato a paragone di quanto succede nelle altre regioni italiane. Ma proprio i motivi di forza degli istituti locali non sono ben chiariti. Infine l'abbondanza di citazioni di documenti coevi, a volte lunghi più pagine, trasmette l'impressione di una volontà di far parlare i documenti, in assenza di una chiara impostazione interpretativa. L'autore già si era cimentato in una storia della Cassa di risparmio di Trento. In quest'opera sembra scontare una certa fretta di chiudere il lavoro, sacrificando alcuni dei potenziali risultati che la forte originalità del tema avrebbe potuto produrre.


Alessandro Polsi