SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Guernica, 1937. Le bombe, la barbarie, la menzogna

Angelo D'Orsi

Roma, Donzelli, XII-257 pp., Euro 25,00 2007

Il bombardamento di Guernica è il punto di partenza, d'arrivo e anche il prisma di cui Angelo D'Orsi si serve per raccontare le vicende spagnole ed europee del periodo, per denunciare le falsificazioni sul piano storico e soprattutto i rovesciamenti della realtà fattuale sul piano storiografico. Un vizio, quest'ultimo, indicato come malattia estrema o senile del revisionismo, denominata «rovescismo».Bombardata dall'aviazione tedesca e italiana nel pomeriggio del 26 aprile 1937, la distruzione della cittadina basca fu, infatti, attribuita dalle autorità franchiste all'esercito basco in ritirata, versione alla quale si accodarono anche gli organi di stampa cattolici impegnati nel sostegno della «crociata» e che ha resistito per molti anni, trovando interessati ripetitori anche in tempi recenti, sia in Spagna che in Italia. Proprio per questo motivo, episodio non solo emblematico della brutalità, della dimensione ideologica e propagandistica del conflitto spagnolo, ma anche delle resistenze che l'accertamento dei fatti incontra a farsi strada sul piano storiografico, sia a ridosso degli avvenimenti che a distanza di tempo. Tra il punto di partenza e quello di arrivo, l'a. si sofferma su vari momenti del 1937, annus horribilis, offrendo una panoramica ad ampio raggio, che spazia dalle ragioni e modalità del coinvolgimento dell'Italia fascista e della Germania hitleriana nel conflitto del 1936-39, alle purghe contro i trotzkisti nella Russia di Stalin, passando attraverso la benedizione ecclesiastica del conflitto, gli assassinii di Andrés Nin, Camillo Berneri e dei fratelli Rosselli, gli aspri scontri tra anarchici e comunisti a Barcellona nel mese di maggio, il ruolo di Togliatti e la morte di Gramsci, la storia d'amore tra Picasso e Dora Maar, iniziata proprio nelle settimane in cui il pittore metteva mano alla grande tela (Guernica, per l'appunto) destinata all'Esposizione universale di Parigi. Altri episodi, pure opportunamente segnalati, come il massacro dei religiosi e dei giovani diaconi cristiano-copti del monastero di Debrà Libanòs per mano dei militari italiani, restano forse troppo sullo sfondo, quando non poco concorrono a determinare le caratteristiche di quell'orribile 1937 e i successivi interessati oblii degli italiani «brava gente». Su Guernica, poi, non vengono utilizzati gli importanti studi di Klaus A. Maier (1975) e di Herbert R. Southworth (1977). Con tutto ciò il volume offre una panoramica leggibilissima, fitta di episodi, personaggi, notizie e dati, spunti e riflessioni, sempre (o quasi) sostenuti dagli opportuni riferimenti alla storiografia.Un libro generoso e appassionato che rivela il modo con il quale l'a. interpreta il proprio ruolo intellettuale e, come modestamente si definisce, di «cultore di studi storici»; ruolo che considera subalterno a quello di cittadino e che pertanto lo spinge a schierarsi contro le equidistanze con l'intento di scuotere le coscienze, servendosi anche di frequenti parallelismi tra la guerra di Spagna e quelle del Vietnam e del Golfo, tra le rivelazioni di George L. Steer sul bombardamento della cittadina basca e quanto il giornalista argentino Horacio Verbitski ha scritto sui desaparecidos e le responsabilità della Chiesa argentina.


Alfonso Botti