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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il lavoro del pensiero. Il contadino Timofej Bondarev e lo scrittore Lev Tolstoj (1885-1898)

Antonella Salomon

Genova, Name, pp. 214, euro 15,49 2001

Il rapporto intellettuale tra il ?filosofo contadino? Timofei Bondarev e Lev Tolstoj, sviluppatosi attraverso un intenso scambio epistolare e sfociato nella pubblicazione, per iniziativa del celebre scrittore, del trattato Operosità e parassitismo, ovvero esaltazione dell'agricoltore, elaborato da Bondarev tra il 1874 e il 1883, è oggetto dell'accurato studio che Antonella Salomoni presenta al lettore italiano assieme al testo del trattato, riprodotto nell'originale versione francese. Tolstoj infatti, per aggirare le difficoltà poste in patria dall'intervento della censura, si era risolto a pubblicare il lavoro in Francia, dopo averne riorganizzato l'esposizione e con l'aggiunta di una breve introduzione. Operosità e parassitismo sarà considerato sia dagli ambienti intellettuali russo e francese che dalle autorità zariste come una manifestazione significativa del tolstovstvo, nella misura in cui auspicava il rinnovamento della società attraverso l'abbandono della divisione del lavoro e l'instaurazione di un regime di autoconsumo, nel quale tutti si procurassero il sostentamento con le proprie mani. In realtà il rapporto tra Bondarev e Tolstoj non fu privo di incomprensioni e di contrasti, dovuti non solo alla distanza che separava lo scrittore di estrazione nobiliare dall'ex servo della gleba, e alle perplessità suscitate in quest'ultimo dagli interventi compiuti sul testo ai fini della pubblicazione, ma anche alla differenza esistente tra le rispettive concezioni religiose. Bondarev aveva aderito al sabbatarianesimo, movimento giudaizzante che riconosceva solo l'autorità del Vecchio Testamento, mentre Tolstoj poneva al centro del suo insegnamento l'etica cristiana del Sermone della montagna: l'esortazione rivolta alle classi superiori a dedicarsi al lavoro dei campi trovava fondamento per l'uno nell'obbedienza alla Legge, per l'altro nell'amore. Accadeva dunque che nel valorizzare in pubblico il pensiero del suo interlocutore Tolstoj tralasciasse di ricordarne la matrice giudaizzante, non diversamente da quanto aveva fatto G. Uspenskij, che per primo aveva richiamato su Bondarev l'attenzione dei lettori di ?Russkaja Mysl?. Era stata infatti proprio l'intelligencija populista, grazie alle segnalazioni dei narodiniki al confino in Siberia, a ?scoprire? l'opera del contadino di Iudino. Attraverso una narrazione avvincente e una ricostruzione rigorosa l'autrice riesce ad aprire squarci interessanti su temi di rilievo della storia russa, quali la diffusione del settarismo religioso nel mondo contadino e la sua valenza critica nei confronti dell'assetto sociale, la presenza di un movimento sabbatariano che si mantiene distinto dalle comunità ebraiche e risente nondimeno della politica di volta in volta adottata dal governo nei confronti di queste ultime, il contraddittorio atteggiamento adottato dai populisti nei confronti delle espressioni della religiosità popolare.


Giovanna Cigliano