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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Architettura di una chimera: Rivoluzione e complotti in una lettera dell’anarchico Malatesta reinterpretata alla luce di inediti documenti d’archivio

Enrico Tuccinardi, Salvatore Mazzariello

Mantova, Universitas Studiorum, 184 pp., € 16,00 2014

Nell’agosto 1899 Errico Malatesta lancia da Londra un «appello a tutti gli uomini di progresso» contro i Savoia, in cui si rivolge agli avversari della monarchia affinché uniscano le proprie forze per abbatterla, senza pregiudiziale alcuna per i principi di ciascun soggetto politico. Una scelta pragmatica che lo spinge, per amore della rivoluzione e solo temporaneamente, verso sponde tradizionalmente rivali senza rinunciare alla propria identità anarchica. In questa prospettiva, anche l’attentato del 29 luglio 1900 contro Umberto I, per mano di Gaetano Bresci, avrebbe potuto rappresentare per Malatesta la «scintilla» in grado di innescare un’insurrezione popolare. Il 18 maggio 1901, giorni prima del «suicidio» di Bresci nel penitenziario di Santo Stefano, Malatesta invia da Londra una lettera a un compagno di Parigi, che allude a una misteriosa operazione supportata trasversalmente anche da elementi esterni alla cerchia anarchica e finalizzata alla realizzazione dell’agognata rivolta antisabauda. Accenna inoltre a trattative con una «Signora» disposta a finanziare progetti sovversivi in Italia: la signora è l’ex regina di Napoli, Maria Sofia di Baviera. In questo contesto prende avvio l’intreccio di eventi che fa da sfondo alla missiva di Malatesta, oggetto d’indagine in questo volume. Il libro offre un’analisi dettagliata della lettera, pubblicata per la prima volta da Lorenzo Gestri in «Movimento operaio e socialista » (a. XVII, n. 4, ottobre-dicembre 1971). Grazie a un lavoro di ricerca appassionato, gli aa. ricostruiscono, con l’ausilio di documenti d’archivio francesi e italiani, una vicenda che resta ancora storiograficamente aperta. Senza lasciare alcuna pista inesplorata, seguono tutti gli indizi che si dipartono dalla missiva, per ricostruire l’universo di persone, contatti e progetti che ruotano attorno a essa. Ne risulta un affascinante affresco di una rete transnazionale e transpartitica, che si dipana da Londra a Parigi, Napoli, San Paolo, New York, L’Avana, coinvolgendo anarchici, socialisti eterodossi, nostalgici borbonici, ex rivoluzionari. Altrettanta attenzione è dedicata all’altra rete: quella di ministri, poliziotti, questori, ambasciatori, spie. Gli aa. argomentano con scrupolo e cautela le proprie tesi, gettando nuova luce su una pagina della vita di Malatesta rimasta finora in ombra e tentano di ristabilire una plausibile definizione degli eventi, mantenendo un utilizzo rigoroso delle fonti e un puntuale confronto con la letteratura specialistica. Ciò che in definitiva interessa agli aa. è fare luce su un appassionante intrigo d’inizio ’900, identificarne i personaggi chiave e chiarire l’intreccio degli eventi. Il libro non costituisce l’ultima parola sulla vicenda e per certi aspetti risulta debole, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione del pensiero di Malatesta. Tuttavia costringerà gli storici futuri, che vorranno dire qualcosa di nuovo sul tema, a confrontarsi con esso


Lorenzo Pezzica