SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Africa sub-sahariana nella politica internazionale

Arrigo Pallotti, Mario Zamponi

Firenze, Le Monnier, XII-356 pp., € 25,00 2010

Il volume di Pallotti e Zamponi sviluppa un'interessante, argomentata e dettagliata analisi della posizione dell'Africa sub-sahariana nel sistema internazionale dall'indipendenza del continente a oggi. Si tratta di un testo molto informato, che copre un'ampia gamma di situazioni storiche e di tematiche, e che è sorretto da una vastissima bibliografia specialistica in lingua straniera. Per queste caratteristiche, si propone come un utile manuale universitario e testo di riferimento e consultazione per chi voglia avere una visione meno frammentaria e congiunturale della politica internazionale in Africa e soprattutto dell'Africa. Nel panorama editoriale italiano esistono alcune (poche) monografie sulle relazioni internazionali del continente e tra i paesi africani o sui conflitti inter-africani e gli interventi umanitari o di peace-keeping ma mancano testi d'insieme, mentre i manuali generali di storia o di teoria delle relazioni internazionali dedicano uno spazio decisamente esiguo, e non sempre sufficientemente informato, alla politica internazionale dell'Africa. Da questo punto di vista, il volume va quindi a colmare un vuoto evidente, che ora è solo parzialmente riempito con l'utilizzo di manualistica e monografie in lingue straniere.Due sono i punti di forza del volume. Il primo è la scelta di adottare una prospettiva storica che si avvia con la conquista della sovranità statuale di gran parte dei paesi africani tra la fine degli anni '50 e i '60. Per fare ciò sceglie una scansione sostanzialmente cronologica, articolando l'esposizione in tre parti che corrispondono a tre periodi maggiori: periodo post-indipendenza; acutizzazione della guerra fredda; post-bipolarismo, per arrivare sino alla più recente ascesa della Cina nel continente. Questa scelta, coerente con le finalità del testo, consente al lettore di acquisire una quantità di informazioni sufficienti a comprendere la politica internazionale dell'Africa e le sue crisi (quella del Congo nel 1960 o la secessione del Biafra del 1967, tanto per citare due esempi maggiori) anche in mancanza di più ampie conoscenze della storia e della politica africana. Il limite è che la necessità di ricapitolare nei diversi periodi alcune informazioni di base sulle situazioni di crisi rende talvolta un po' ripetitivo il testo.Il secondo e più importante punto di forza è la prospettiva regionale adottata, ossia la scelta di considerare l'Africa sub-sahariana come soggetto delle relazioni internazionali e non solo come oggetto passivo delle politiche delle grandi potenze. Ciò consente di mostrare e analizzare l'interazione tra fattori regionali o sub-regionali e fattori internazionali, evidenziando anche la capacità dei regimi africani di rendere funzionale ai loro interessi la dinamica di competizione tra i più potenti attori del sistema internazionale. Un elemento particolarmente importante per comprendere l'intreccio tra conflitti locali e guerra fredda in Africa, al di là dello schema ripetitivo e poco esplicativo delle «guerre per procura», ormai ampiamente messo in discussione dalla nuova storiografia sulla guerra fredda nel continente e altrove.


M. Cristina Ercolessi