SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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, Scritti Politici 1930-1950

Augusto Del No

a cura di Tommaso Dell'Era, Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino, pp. 563, euro 20, 2001

Il volume raccoglie i testi editi e inediti (i secondi all'incirca la metà) di argomento politico (per la verità non sempre tali: vedi la sezione Marxismo e filosofia di taglio schiettamente teoretico) che Augusto Del Noce redasse specialmente a partire dal 1943 in coincidenza con i grandi eventi della crisi italiana. Si tratta di riflessioni e analisi ? per lo più racchiusi nella misura del saggio breve o dell'articolo giornalistico ? dove ha modo di fare le sue prime prove la tipica vocazione del nostro autore a coniugare la politica e la storia contemporanea con la storia della filosofia. Se ne condividano o meno gli assunti, l'interesse è massimo. Antifascista cattolico e allora militante della Democrazia Cristiana, Del Noce, infatti, per la forte originalità del suo impianto analitico si stacca nettamente dal pensiero comune ai più in quegli anni. Gli appare immediatamente chiara l'ambiguità degli schieramenti che si affrontano nella guerra, l'impossibilità del protrarsi nel lungo periodo dell'alleanza antifascista, la messa in mora da parte della dimensione totalitaria dei tradizionali concetti di destra e di sinistra; particolarmente anticipatrice appare la sua interpretazione del totalitarismo in quanto ?elevazione della politica a religione? in rapporto al contenuto utopico del fenomeno che ne farebbe una sorta di vera e propria alternativa al Cristianesimo. Cristianesimo di cui peraltro il nostro autore insiste nell'indicare l'affinità rispetto al liberalismo, anche qui contrariamente ad un'opinione allora largamente prevalente nelle fila cattoliche. Nelle cose italiane Del Noce si mostra particolarmente interessato al nesso fascismo-comunismo e critico acuto del ruolo politico-ideologico del Pci nel panorama italiano, mentre si preoccupa di ribadire che l'avvenire della democrazia italiana sta nella creazione di uno spazio centrale occupato dal partito cattolico: l'unico, a suo giudizio, capace di esprimere una linea anticomunista senza il pericolo di cadere nel fascismo, dal momento che la cultura politica cattolica sarebbe l'unica capace di ?superare? il comunismo (cioè di farne in certo senso propri i contenuti) e non già di opporsi semplicemente ad esso. Da segnalare infine la grande attenzione costantemente riservata in questi scritti alle vicende del Partito d'Azione considerato come l'articolazione politica della tradizione idealistico-immanentistica del pensiero italiano, e insieme una sorta di altro volto, alternativo ma anche simbiotico, a quello del Partito comunista. Insomma, una voce di penetrante e spregiudicata intelligenza che nessuno storico dell'Italia contemporanea può permettersi di non ascoltare.


Ernesto Galli della Loggia